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martedì 11 settembre 2012

Undici anni fa


L'odierna NASA Image of the Day mostra gli attentati dell'11 settembre 2001 da un punto di vista inconsueto: è stata infatti scattata quella tragica mattina dallo spazio, precisamente dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). È ben visibile il pennacchio di fumo che sale dalla zona di Manhattan dopo che due aerei si sono schiantati contro il World Trade Center. Il giorno successivo il comandante della ISS Frank Culbertson, che in quel momento era l'unico americano lontano dal nostro pianeta, ha affidato ad una lettera pubblica i suoi pensieri al riguardo.
Oggi il mondo è cambiato. Quello che dico o faccio è molto marginale rispetto al significato di ciò che è accaduto al nostro Paese oggi, quando è stato attaccato. [...] È spaventoso vedere il fumo che sgorga dalle ferite del tuo Paese da un punto di vista così incredibile. La dicotomia fra trovarsi su un veicolo spaziale dedicato al miglioramento della vita sulla Terra e guardare la vita che viene distrutta da atti volontari così terribili ti scuote la psiche, non importa chi tu sia.
Non esiste fatto storico avvenuto negli ultimi decenni che sia rimasto impresso nella memoria collettiva tanto nitidamente quanto quegli attacchi terroristici: tempo fa un pubblicitario ha parlato addirittura di «idea della madonna» con un «tasso di creatività altissimo»... e, sebbene all'epoca tanti (me compresa) si siano indignati per l'utilizzo di tale espressione, riconosco che dal punto di vista della forza comunicativa un ragionamento del genere possa avere un senso. Ciò che è successo ha influito non poco sulla nostra visione del mondo e sul nostro modo di vivere, inutile negarlo. Sono ormai parecchi i libri e i film ispirati a quella drammatica giornata: l'ultimo lungometraggio che ho visto al riguardo è Molto forte, incredibilmente vicino, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer, che ho tutta l'intenzione di leggere appena possibile.
Da undici anni a questa parte, in occasione di ogni anniversario dell'11 settembre, su blog e social network vige l'usanza di rievocare cosa si stava facendo nel momento in cui si è appresa la notizia, e nel 2008 pure io ci scrissi un post. Oggi qualcuno ha abbozzato una polemica: il fatto che ognuno di noi ricordi perfettamente dov'era quel giorno non implica che agli altri interessi qualcosa saperlo. In effetti no, a me in fondo non importa affatto dove fossero e cosa stessero facendo di preciso le persone con cui ho a che fare: però mi fa impressione constatare come sembriamo tutti aver presente nei minimi dettagli quel momento. È chiaro che un ricordo così vivido è legato all'eccezionalità dell'accaduto, e trovo che condividere un sentire comune possa farci sentire un po' meno soli di fronte a un evento che appare troppo grande per le nostre umane capacità di comprensione.

1 commento:

  1. ero appena tornato da Padova, avevo parcheggiato la macchina in garage e aperta la porta ho visto mia madre che guardava il telegiornale su RAi 1 che trasmetteva in maniera ossessiva la scena dell'impatto dell'aereo sul grattacielo.... da non credersi, se3mbrava un fil di fantascienza... poi si è rivelato tutto vero.

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