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domenica 13 febbraio 2011

Un soprassalto di dignità

Come preannunciato, la seconda metà della mattinata di oggi l'ho trascorsa in piazza Sacro Cuore, dove si è tenuto l'evento Se non ora, quando?. Benché il sole abbia fatto capolino solamente sul tardi, la massiccia partecipazione di persone di tutte le età e di entrambi i sessi ha reso la giornata radiosa ai miei occhi. :-) Ho girato un po' per la piazza, senza purtroppo incontrare nessuno che conoscessi, ho ascoltato i vari interventi, alcuni davvero "forti", altri forse un po' meno, ma comunque tutti meritevoli della massima attenzione, e ho scattato qualche foto, una parte delle quali è finita su Flickr.
In piazza era stato allestito un gazebo dove venivano distribuiti fogli di carta e pennarelli a chiunque desiderasse mettere per iscritto le ragioni per cui aveva deciso di partecipare alla manifestazione: le ultime tre foto del mio set ritraggono le pareti del gazebo, sulle quali venivano attaccati man mano i fogli.
Un momento particolarmente toccante della giornata è stato il flash mob di mezzogiorno, al quale non ho preso parte attiva, anche perché non avevo con me né sciarpa né foulard che potessero fungere da benda, ma che ho immortalato in un paio di foto. I partecipanti dovevano bendarsi gli occhi con la sciarpa e camminare a passi lentissimi in direzione del mare, poi, quando la musica si interrompeva, togliersi la benda e lanciarla in aria. Il significato di tutto ciò? Ovvio: il passaggio da una condizione in cui si è incapaci di vedere e quasi "anestetizzati" al momento in cui si aprono finalmente gli occhi sulla realtà e si è pronti ad agire e a reagire.
Anche se nelle intenzioni avrebbe dovuto trattarsi di un evento apolitico e apartitico, era prevedibile che potesse partire un bel po' di frecciate indirizzate al premier, e così è stato. In questo modo si finisce inevitabilmente per fornire argomenti alle accuse di strumentalizzazione formulate dalla maggioranza... ma non è mica colpa dei manifestanti, se in questo momento storico Berlusconi incarna la rappresentazione più evidente di un certo modo distorto di intendere i rapporti fra uomo e donna. Per citare un passaggio di questa videolettera, «il maschilismo in Italia non l'ha inventato Berlusconi, ma l'ha rispolverato tirandone fuori gli aspetti peggiori ed elevandoli a norma». Ed è arrivato il momento di dire basta a tutto questo!
Una bella giornata, dicevo... poi una torna a casa, si mette a tavola per pranzare davanti al televisore acceso su LA7, e nel servizio del telegiornale dedicato alla mobilitazione si trova davanti la faccia tosta (in tutti i sensi) dell'incorreggibile Daniela Santanchè intenta a pronunciare le seguenti testuali parole (dal minuto 11:10 in poi): «Loro stesse andavano in piazza a urlare "Il corpo è mio e me lo gestisco io", oggi vogliono invece decidere sul corpo degli altri. Una grande pena, una grande tristezza e ancora una volta donne che diventano strumento in mano agli uomini». Se lei prova pena e tristezza, allora come potrei definire io quello che provo sentendo una donna parlare in questo modo?! Comunque vorrei informare la "signora" (una che, lo ricordo, porta ancora il cognome dell'ex marito, noto chirurgo estetico, pur avendo divorziato da tempo, perché a quanto pare chiamarsi Santanchè le conviene) che la manifestazione è stata promossa dalle donne, e chiunque metta in dubbio il loro impegno in prima persona è il primo a offenderle... e soprattutto vorrei farle notare che usare il sesso come merce di scambio non si può assolutamente considerare un modo dignitoso di gestire il proprio corpo. «Il corpo è mio e lo gestisco io» implica semmai, al contrario, il rifiuto di sottostare ai giochi di potere gestiti dagli uomini.
Comunque non saranno certi vaniloqui a gettare ombre sul successo di una mobilitazione che ha coinvolto oltre un milione di persone in tutto il mondo (con tanto di immancabile "guerra di cifre" fra questure e organizzatori), né ci riuscirà l'articolo pubblicato ieri da Nicole Minetti, una delle protagoniste del "Ruby-gate", su Affaritaliani.it: il primo contributo incluso nella sua nuova rubrica intitolata Il favoloso mondo di Nicole (un titolo che dovrebbe suscitare le vibranti proteste di chiunque abbia amato il delizioso film di Jean-Pierre Jeunet). Per quanto mi riguarda, devo dire che non mi riconosco minimamente nel modello di femminilità che queste donne incarnano...

1 commento:

  1. Ieri, guardando le immagini in televisione, avevo le lacrime agli occhi per l'emozione. Speriamo che segni veramente la svolta verso una Italia più partecipata, in cui tutti i comuni cittadini abbiano voglia e possibilità di fare sentire la propria voce.

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