lunedì 31 gennaio 2011

Il telemarketing non sarà più lo stesso

Domani entrerà in vigore la legge varata nel 2009 che cambia radicalmente la gestione degli elenchi abbonati. La cattiva notizia è che si passa dall'attuale regime dell'opt-in all'opt-out; in parole semplici, mentre finora per poter contattare un utente per finalità commerciali pare che fosse necessario il suo esplicito consenso, d'ora in poi gli abbonati risultano tutti contattabili, salvo esplicito rifiuto, secondo il principio del silenzio assenso.
La buona notizia, d'altra parte, è che il consumatore ha finalmente a disposizione uno strumento per sottrarsi alle chiamate promozionali indesiderate: dovrebbe infatti essere sufficiente iscriversi, seguendo le procedure illustrate su La Stampa, al Registro delle Opposizioni gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni per conto del Ministero dello Sviluppo Economico. Ho usato il condizionale perché, nel corso dell'edizione del tg LA7 andata in onda alle 13:30 di oggi, è stato spiegato che, se in passato firmando un contratto o una promozione abbiamo dato magari inconsapevolmente il consenso al telemarketing, allora non c'è registro che tenga, e l'unica soluzione per non essere disturbati è contattare l'azienda alla quale è stato dato il consenso e chiedere di ritirarlo: «una cosa molto difficile e complicata», secondo il giornalista di LA7. Inoltre è possibile iscrivere nel registro solamente i numeri che si trovano sull'elenco, quasi tutti utenze di telefonia fissa: in questo modo rimane irrisolto il problema delle telefonate pubblicitarie sui cellulari. Spetterà al legislatore ed al garante per la privacy fare chiarezza in una situazione che si mostra per certi versi più confusa di prima.
Mi dispiace davvero per le migliaia di operatori di call center (categoria della quale ho fatto parte pure io, anche se per un tempo infinitesimale) che probabilmente risentiranno in negativo della nuova normativa... ma ritengo che, se la mia famiglia farà ricorso all'opt-out, per loro non cambierà granché, o meglio dovrebbero solo esser lieti di evitare inutili perdite di tempo con noi: tanto abbiamo ormai preso l'abitudine di declinare ogni offerta, mentre suppongo che le provvigioni degli operatori non siano basate sul numero totale di chiamate effettuate, ma soltanto su quelle andate per così dire a buon fine.
[Nella foto, tratta da MYmovies, l'attrice Isabella Ragonese in una scena del film Tutta la vita davanti]

domenica 30 gennaio 2011

Strimpellando con l'androide

Ho sempre desiderato imparare a suonare la chitarra, solo che non ho mai avuto l'occasione di farlo... ma adesso che ho installato sul Wildfire l'app Guitar : Solo Lite, sviluppata da Coding Caveman, il mio sogno in qualche modo si realizza! :-) La straordinaria performance live messa in scena dagli Atomic Tom nella metropolitana di New York mi aveva già rivelato le notevoli potenzialità degli strumenti musicali virtuali installati su smartphone, ma poter strimpellare personalmente facendo scorrere le dita sul touchscreen mi ha fatto ancora più effetto. :-)
Mi sono subito voluta cimentare con un classico per lo strumento a sei corde, La canzone del sole di Lucio Battisti, ma ho scoperto che non era semplice come mi aspettavo. Eppure sono solamente tre accordi: La maggiore, Mi maggiore e Re maggiore... e non è neppure compito mio produrli, perché è sufficiente toccare il relativo pulsante nella parte superiore della schermata. Bah, magari questa lezione dedicata a chi vuole imparare a suonare il sempreverde battistiano potrà essere utile pure a me... :-) (Oltre a Chitarra da spiaggia, ho appena salvato nei Segnalibri anche un altro corso di chitarra per principianti)
Purtroppo la versione Lite gratuita dell'app è priva di svariate funzionalità interessanti (dalla scelta fra chitarra classica, acustica ed elettrica al multitouch, dalla possibilità di suonare su una base musicale a quella di veder scorrere gli spartiti con testi e accordi in sovraimpressione) che però diventano attive installando la versione Full: per soli € 2,91, immagino che ne varrà la pena.

sabato 29 gennaio 2011

Che cosa significa essere giovani?

Dopo essersi accomodati nella sala d'aspetto del mio dentista, per ingannare l'attesa i pazienti possono scegliere, in alternativa ai soliti giornali e riviste, alcuni volantini che riportano brani classici del pensiero e della spiritualità, come il celebre Inno alla vita firmato da Madre Teresa di Calcutta. Il testo che mi ha maggiormente colpita e indotta a riflettere, comunque, è stato una poesia sul tema della giovinezza attribuita a Samuel Ullman. Ho rintracciato la versione originale, e ne riporto qui di seguito la mia traduzione, che ho redatto a partire da quella pubblicata da Pablo.
La giovinezza non è un periodo della vita: è una condizione dello spirito. Non è questione di guance rosee, labbra rosse e ginocchia flessuose. È una disposizione della volontà, una qualità dell'immaginazione, una forza delle emozioni; è la vivacità dei più profondi impulsi vitali. La giovinezza presuppone una predominanza innata del coraggio sulla timidezza, del desiderio di avventura sull'amore per le comodità. Questo spesso si rileva in un cinquantenne, più che in un ventenne. Nessuno invecchia per il semplice fatto di aver vissuto un certo numero di anni: si invecchia per aver rinunciato ai propri ideali.
Gli anni possono raggrinzire la pelle, ma abbandonare l'entusiasmo raggrinzisce l'anima. L'inquietudine, l'incertezza, la mancanza di fiducia in sé stessi, la paura e la disperazione: sono queste le cose che fanno chinare la testa e riconducono lo spirito alla polvere.
Che abbia settant'anni oppure sedici, nel cuore di ogni essere umano c'è l'amore per la meraviglia, il dolce stupore per le stelle e per cose e pensieri simili a stelle, l'intrepida sfida degli eventi, il desiderio speranzoso tipico dei fanciulli di ciò che deve ancora venire, e la gioia per il gioco della vita.
Tu sei giovane come la tua fiducia, vecchio come la tua incertezza; giovane come la tua sicurezza in te stesso, vecchio come la tua paura; giovane come la tua speranza, vecchio come la tua disperazione.
Al centro del tuo cuore c'è una trasmittente senza fili. Finché questa riceverà i messaggi di bellezza, speranza, gioia, nobiltà, coraggio e forza dalla terra, dagli uomini e dall'universo, ti manterrai giovane. Quando le tue antenne si saranno abbassate ed il tuo cuore sarà ricoperto dalla fredda coltre del pessimismo e dal gelo del cinismo, allora sarai davvero invecchiato!
La versione che ho letto dal dentista in realtà era un po' diversa: eccola qua. Da quel che ho capito, si tratta del discorso che il generale MacArthur fece ai cadetti di West Point ispirandosi appunto alla poesia di Ullman.

venerdì 28 gennaio 2011

Una risposta non proprio convenzionale

Questa sera ti propongo un classico quesito i cui protagonisti sono due matematici che in quanto tali sembrano particolarmente propensi a trastullarsi coi numeri anche nelle situazioni più impensate. Ma non temere, non occorre essere uno scienziato per venirne a capo! :-)
Due vecchi amici matematici si ritrovano dopo molti anni, e si mettono a chiacchierare.
Il primo fa: «Allora hai tre figli? E quanti anni hanno?».
L'altro risponde: «Considerando le loro età come numeri interi, il loro prodotto è 36, e la somma è il numero civico della casa qui davanti».
Il primo, dopo averci pensato un po' su, sbotta: «Beh, gli elementi che mi hai fornito non sono certo sufficienti!», e il secondo ribatte: «Hai ragione: il maggiore ha gli occhi azzurri».
Quali sono le età dei tre figli?

mercoledì 26 gennaio 2011

Scoprire Linux

PeLug Tux, la mascotte del PescaraLUGAlle ore 15:30 di sabato prossimo, 29 gennaio, presso la sede CGIL di via Benedetto Croce n° 108 a Pescara comincerà la prima delle dieci lezioni del corso base sul sistema operativo Linux (più propriamente denominato GNU/Linux) organizzato dal PescaraLUG; qui accanto puoi vedere la mascotte dell'associazione, nient'altro che il classico Tux simpaticamente rivisitato in versione "pesciarola"... non è adorabile? :-) Il corso è libero, gratuito... e oserei dire anche "open source", nel senso che in genere tutto il materiale delle lezioni viene reso disponibile sul sito del PescaraLUG; l'anno scorso è stato così.
Dopo esser rientrata nell'affascinante mondo di Linux a maggio del 2009 in seguito all'acquisto del netbook, nel 2010 ho assistito a tutti gli incontri in programma... e credo che varrà la pena di tornarci almeno qualche volta pure quest'anno, dal momento che il programma del corso è stato rielaborato inserendo argomenti nuovi. In qualità di entusiasta proprietaria di un HTC Wildfire, è naturale che mi interessi particolarmente la lezione su Android: sono certa che ne uscirò conoscendo svariati trucchi e nozioni in più.
A proposito... lo sapevi che dalla sezione Libri dell'autorevole Punto Informatico è possibile eseguire il download gratuito, previa semplice registrazione, di un'ottima selezione di testi dedicati alla programmazione per il Web, al Web design, al networking e, più in generale, allo sviluppo della Rete ed alle tecnologie ICT? Ieri ho scaricato diversi PDF, ai quali mi dedicherò chissà quando... ma proprio non vedo l'ora di leggere Android Programming, il più scaricato in assoluto finora, e di cimentarmi nella creazione della mia prima app, foss'anche una che si limita a visualizzare sul display dello smartphone il classico messaggio «Hello, world!». :-)
[UPDATE del giorno dopo: neanche a farlo apposta, proprio oggi il summenzionato autorevole sito ha dedicato un breve ma significativo articolo al corso organizzato dal PescaraLUG! :-)]

martedì 25 gennaio 2011

L'interprete in tasca

A proposito del Conversation Mode, la nuova rivoluzionaria feature di Google Translate per "comprendere" e tradurre in un'altra lingua le frasi pronunciate dall'utente, avevo dato pochi giorni fa una scorsa ad un articolo pubblicato su Repubblica... ma per decidermi a provarla mi ci è voluta la recensione di Paolo Attivissimo, il quale mi ispira senz'altro più fiducia rispetto alla stampa generalista, quando si tratta di certi argomenti. Ho scaricato l'app Google Translate versione 2.0.0, dopodiché è comparso l'invito ad installare il programma di sintesi vocale eSpeak for Android (a me comunque sembra che vada benissimo pure quello preinstallato, Pico TTS)... però mancava ancora qualcosa: un sistema per il riconoscimento vocale. L'app necessaria si chiama Voice Search (Ricerca vocale, sull'Android Market italiano)... e una volta installata ho immediatamente messo Google Translate alla prova, divertendomi a pronunciare frasi in inglese che l'app ha inteso correttamente (si vede che sono in grado di sfoggiare una English pronunciation niente male, se solo m'impegno un pochettino! :-)) e tradotto in spagnolo nel giro di pochissimi secondi. Non trovo le parole per esprimere la sensazione di assoluto... WOW che ho provato! :-O
Come mai ho impostato l'idioma castigliano come lingua di destinazione? Beh, perché mi risultava, dopo aver letto questo post, che in questa fase beta il Conversation Mode supportasse solamente l'inglese e lo spagnolo (mentre per la traduzione di testo scritto Google Translate gestisce molte più lingue). Invece oggi ho provato a selezionare l'italiano... e con sommo gaudio ho scoperto che funzionava quasi come per lo spagnolo! :-D (in quest'ultimo caso l'interfaccia è leggermente più immediata, ma in sostanza non cambia poi molto)
Supponi di dover conversare con una persona di madrelingua inglese senza sapere una parola dell'idioma britannico. In che modo ti può aiutare Google Translate? Beh, apri l'app, imposti Italiano come lingua di origine e Inglese come lingua di destinazione, poi fai tap sul pulsante con il microfono e pronunci la tua frase. Una volta terminato di parlare, lo smartphone invia i dati audio ai computer di Google... e pochi istanti dopo, ecco che sul display compare la traduzione in inglese della frase che hai pronunciato. Se il sistema ha frainteso quello che hai detto (puoi rendertene conto verificando il contenuto del campo in alto) dovrai ripetere i vari passaggi, eventualmente cercando di scandire meglio le parole e riducendo ove possibile i rumori di fondo; se invece ha capito bene, puoi far ascoltare al tuo interlocutore la traduzione facendo tap sull'icona dell'altoparlante che si trova accanto ad essa. A questo punto probabilmente l'anglosassone vorrà rispondere... e allora che si fa? Beh, basta fare tap sul pulsante con le due freccette per scambiare la lingua di origine con quella di destinazione, poi fare tap sul pulsante con il microfono e avvicinare il cellulare all'interlocutore per captare nel miglior modo possibile le sue parole: anche questa volta, la traduzione arriverà sul telefono in una manciata di secondi.
Probabilmente questo sistema non è ancora maturo per assistere persone che intendano dissertare, ad esempio, di filosofia... ;-) ma per le situazioni che si presentano più frequentemente nella vita di tutti i giorni può rappresentare un ausilio preziosissimo e insostituibile: già, perché, a differenza di un interprete simultaneo in carne ed ossa, puoi tenerlo sempre a portata di mano, lo smartphone (magari la conversazione non risulterà altrettanto spedita che con l'aiuto di un professionista...).
Si può immaginare che, man mano che tecnologie come questa si diffonderanno, perfezionandosi sempre di più, allora la comprensione fra persone che parlano lingue diverse diverrà una realtà accessibile per una quota sempre crescente della popolazione mondiale! :-D (Si è percepito quanto tutto questo mi esalti? ;-))
Un aspetto da non sottovalutare? È presumibile che il servizio offerto da Google Translate torni utile specialmente quando ci si trova all'estero... e in tal caso bisogna tener conto del fatto che in genere la tariffazione del traffico dati in roaming è tutt'altro che conveniente. Comunque ti potrà spesso venire in soccorso il Wi-Fi, che oltreconfine dovrebbe aver mediamente preso piede più che da noi.
Il video qui sotto mostra il Conversation Mode all'opera; siccome le lingue utilizzate sono inglese e tedesco, non posso garantire che tu riesca ad afferrare granché di ciò che viene detto... comunque si capisce abbastanza bene lo stesso il funzionamento di questa feature, piccola défaillance inclusa! ;-)


[Hai riconosciuto nell'immagine che apre il post la leggendaria Torre di Babele?]

lunedì 24 gennaio 2011

A proposito di Dropbox

Hai già sentito parlare di Dropbox? Se no, sappi che si tratta di «un software multipiattaforma (disponibile per Windows, MAC OS X, Linux, iOS e Android) cloud based che offre un servizio di file hosting e sincronizzazione automatica di file tramite Web» (fonte Wikipedia). Un servizio molto utile, se non indispensabile, per tutti coloro che lavorano su più di un computer.
Nel mio caso, oltre che una soluzione per fare il backup online dei dati più importanti in tutta sicurezza grazie ad algoritmi di cifratura altamente affidabili, Dropbox rappresenta soprattutto una validissima alternativa alla pendrive USB (che ha la dispettosa abitudine di "nascondersi" ;-)) per trasferire file da notebook a netbook e viceversa; unica pecca, la scarsa velocità di upload... ma se non si ha fretta e si rimane online sufficientemente a lungo, dov'è il problema? Di recente ne ho anche installato la versione mobile per Android sullo smartphone: veramente comoda! :-)
Nella sua versione di base gratuita, alla quale si affiancano due tipologie di account Pro a pagamento, Dropbox mette a disposizione 2 GB di spazio... ma ci sono vari modi per incrementarli: far sì che i tuoi amici si registrino mandando loro via e-mail un invito contenente il tuo referral personalizzato, segnalare il servizio su Facebook e Twitter... e in questi giorni partecipare alla Dropquest 2011, una sorta di caccia al tesoro che regala 1 GB in più a tutti coloro che arrivano fino in fondo, riservando premi ancor più allettanti ai solutori più veloci. Alcuni degli step da superare sono piuttosto impegnativi... e personalmente dubito che sarei riuscita a completare il percorso, se non avessi spudoratamente approfittato delle soluzioni illustrate da Gioxx e da Catepol! ;-)
[Nota: non so esattamente per quanto tempo ancora rimarrà aperta la possibilità di partecipare al concorso... perciò, se il giga in più ti fa gola, ti consiglierei di affrettarti. Inoltre, se ambisci a conquistare il premio velocità, devi sapere che, dopo aver iniziato il gioco, non potrai prenderti una pausa. Io avevo intrapreso il percorso qualche giorno fa, arenandomi dopo i primi step... e, quando ieri ho ricominciato da capo e mi sono messa d'impegno per terminarlo, alla fine mi è stato comunicato che avevo impiegato qualcosa come 170 ore...]
Non hai ancora un account Dropbox? Se ti registri mediante questo link, anziché creare un account da zero partendo dalla home page del sito, otterrai automaticamente 250 MB di spazio in più rispetto ai 2 GB di base. Ehm, a dire il vero, trattandosi del mio referral personalizzato, in questo modo toccheranno pure a me 250 MB in più, fino a un limite di 8 GB... ma, siccome lo spazio che ho a disposizione al momento è più che sufficiente per le mie esigenze, ne consegue che il mio è un invito totalmente disinteressato ed altruista! ;-)
A proposito di cloud computing... proprio oggi pomeriggio, spulciando questo libro, sono venuta a conoscenza di una funzionalità di Ubuntu Linux che finora avevo colpevolmente ignorato: Ubuntu One. A differenza di ciò che pensavo, non di un semplice archivio online si tratta, bensì di un servizio di sincronizzazione e condivisione di file e cartelle parecchio simile a Dropbox, ma reso ancor più potente dalla stretta integrazione con il sistema operativo e con svariate applicazioni facenti parte del fantastico mondo di Ubuntu: in particolare, è possibile gestire in maniera ottimale la musica scaricata dall'Ubuntu One Music Store, le note create con Tomboy ed i contatti salvati in Evolution. Ho appena scoperto che è stato fatto un importante passo avanti verso un servizio realmente multipiattaforma rilasciando il client UbuntuOne per Windows, ancora in versione beta... e quindi, allo stato attuale, l'unica limitazione di Ubuntu One rispetto a Dropbox sembrerebbe essere il minor spazio a disposizione nella versione di base gratuita: 2 GB che, se non erro, è possibile incrementare solamente mettendo mano al portafoglio.

sabato 22 gennaio 2011

LEGO forever!

Dopo qualche mese, torno ad occuparmi dei mitici mattoncini LEGO per segnalarti un paio di cosucce notevoli che mi sono capitate sotto gli occhi in questi giorni. Enjoy! :-)
Per prima cosa, da' un'occhiata a questa galleria che mostra alcune scene clou di diciassette pellicole tra le più famose di tutti i tempi, da Psycho a Tron: Legacy, da Arancia meccanica a Inception, ricreate tramite i LEGO. Tanto per fare un esempio, ecco qui sotto la riproduzione della locandina di The Twilight Saga: New Moon, posta a confronto con l'originale.

L'immagine seguente... beh, se bazzichi un pochino il genere fantastico, sarà facile per te indovinare a quale blockbuster sia ispirata!

E le altre foto, riesci a ricollegarle al film corrispondente? Se no, i titoli originali li trovi al termine del post in questione.
Infine, hai mai sentito parlare della macchina di Anticitera? Se la tua risposta è no, sappi che si tratta del più antico "computer" conosciuto, recuperato nel 1901 nei pressi dell'isola greca di Anticitera (appunto). Ovviamente, essendo stato costruito almeno un secolo prima di Cristo, non si trattava di un calcolatore elettronico, bensì meccanico... fatto sta che era abbastanza sofisticato da riuscire a calcolare numerosi dati astronomici utili per predire gli eventi celesti con sorprendente precisione. Ebbene, di recente è stata realizzata una riproduzione perfettamente funzionante di quell'antico quanto portentoso congegno: per farlo ci sono voluti 1500 pezzi LEGO Technic, 110 ingranaggi e 30 giorni di lavoro. Il video qua sotto, per quanto le scritte in sovraimpressione siano in inglese, spiega il tutto in maniera abbastanza chiara.

venerdì 21 gennaio 2011

Ma non era lei, quella...?

Nella distopica realtà nata dalla fervida immaginazione dello scrittore George Orwell e descritta nel suo celebre romanzo 1984 (qui il testo originale), che ho finalmente letto l'estate scorsa scoprendo in tale circostanza che l'opera aveva anche ispirato l'ultimo album della mia band preferita, la storia veniva riscritta a beneficio del Grande Fratello (a proposito, da quando ho finito il libro, l'omonimo reality show mi è ancora più odioso... :-/): se un fatto già successo rivelava contraddizioni o fallibilità del Partito, esso veniva sistematicamente rimosso da tutte le cronache senza lasciar traccia.
Per fortuna, se messo a confronto con la nostra realtà attuale, tutto questo appare semplicemente come un brutto incubo... e viva la Rete, che ci è di grande aiuto per conservare la memoria di fatti che qualcuno vorrebbe non fossero mai accaduti, come certi trascorsi dei politici più in vista: momenti che probabilmente in parecchi casi gli interessati vorrebbero tanto cancellare dal loro passato, se solo potessero.
È così che capita di vedere Daniela Santanchè ospite ad Annozero... e, mentre la si guarda tutta intenta a difendere a spada tratta il suo leader dalle infamanti accuse che sono recentemente piovute sulla sua persona, ricordare che neppure tre anni fa l'allora candidata premier della Destra invitava l'elettorato femminile a non votare Silvio, reo di vedere le donne «solo orizzontali». In tempi più recenti la signora, ritornata chissà come all'ovile berlusconiano, si è scagliata contro il profeta Maometto, definendolo un «pe-do-fi-lo» e rischiando un incidente diplomatico con la comunità islamica... e viene da chiedersi come possa essere oggi così indulgente nei confronti di un uomo sospettato di essersi macchiato di una colpa non troppo dissimile.
Nonostante la raffica di scottanti rivelazioni emerse nel corso della puntata di Annozero, la Santanchè ha resistito strenuamente (oltretutto sfidando la capacità di sopportazione dei telespettatori come me! :-/) fin quasi alla fine, abbandonando ostentatamente lo studio soltanto quando il disegnatore satirico Vauro ha sfoderato una vignetta a dir poco irriverente. Si vede che al Papa lei ci tiene molto di più che al Papi... ;-)
Update del 28 gennaio: ecco qua un'altra macchia nel recente passato della Santadeché. Si stenta a capacitarsi del fatto che non siano trascorsi nemmeno tre anni...

mercoledì 19 gennaio 2011

Sta a noi comunicare... la situazione dell'ambiente in Italia

Dei problemi che riguardano l'ambiente in cui viviamo non si parla mai abbastanza... e questo è decisamente un male, perché in gioco c'è nientemeno che il futuro dell'umanità. A tal proposito, segnalo volentieri l'innovativa ed ambiziosa iniziativa promossa da AvoiComunicare: il primo documentario interamente dedicato ai pericoli che l'ambiente corre in Italia. Si tratta di un progetto pensato per essere sviluppato online in tutte le sue fasi: scrittura, sceneggiatura, produzione, montaggio, sonoro e distribuzione... senza dimenticare il primissimo passo, ovvero la scelta del titolo. La piattaforma che permetterà di realizzare tutto questo è un wiki apposito.
Nel video qua sotto (registrato nel corso dell'ultima BlogFest, o sbaglio?), il noto geologo e ricercatore Mario Tozzi e Loredana Grimaldi di Telecom Italia spiegano il progetto e il manifesto che lo ha ispirato.


Anche tu, se ti interessa, potresti figurare tra gli autori di questo film, dando il tuo contributo sotto forma di video, audio, immagini... per raccontare e denunciare il degrado ambientale che purtroppo affligge il nostro caro "giardino d'Europa", il Belpaese per antonomasia. Allora, cosa aspetti a condividere le tue idee al riguardo? :-)