giovedì 12 settembre 2024

Come dovrebbe essere il vero amore

Giornata piena, questa: lavoro fino alle 18, poi via di corsa dalla parrucchiera dove ho appuntamento alle 19 – stavolta i capelli devo pure spuntarli, oltre a fare il solito ritocco alla ricrescita – e infine fuori a cena col mio lui: tavolo prenotato per le 21, spero che domani mi permettano di lavorare da casa.

Quindi oggi mi limito a condividere, velocemente ché la pausa pranzo è ormai finita, il testo di una poesia in genere attribuita alla pittrice messicana Frida Kahlo, la cui autrice è invece Estefanía Mitre, pure lei messicana.

Ti meriti un amore

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
nonostante le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
nonostante i demoni che non ti fanno dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi
e non si stanchi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che spazzi via le bugie,
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

P.S.: Domani forse svelerò come mai oggi sono così insolitamente romantica! ;-)

mercoledì 11 settembre 2024

Non c'è 15 senza 16

L'altroieri Apple ha presentato il nuovo modello del suo smartphone, iPhone 16. A detta di chi se ne intende non sembra ci siano differenze sostanziali rispetto al modello precedente, perlomeno non tali da convincere i possessori di iPhone 15 a mettere mano al portafoglio, comunque il prezzo del modello base sarà di 979 euro, quasi du' mijoni der vecchio conio! :-O

Di sicuro non lo comprerà il mio compagno, fedelissimo della mela morsicata in fatto di cellulari; il suo iPhone Xs Max, comprato cinque anni e mezzo fa, va ancora che è un piacere. Se la cava benone pure il mio OnePlus 10 Pro 5G – io a differenza sua sono androidiana da sempre – solo che l'ho comprato meno di due anni fa, non proprio per du' spicci (anche se è costato parecchio meno del suo). Lui sostiene che, visto che gli smartphone in media li cambio più spesso di lui, in fin dei conti spendo di più. Bah, staremo a vedere...

L'uscita del nuovo iPhone ha ispirato anche video umoristici: ecco quello dei The Jackal...

@_the_jackal Finalmente i nuovi iPhone #thejackal #iphone16 ♬ suono originale - The Jackal

... e quello di Federico Basso.

@federicobassoofficial Il nuovo modello #humor #fun #smartphone #telefonino #cabaret #risate #umorismo #apple #iphone #parodia ♬ suono originale - federicobassoofficial

P.S.: L'immagine che apre il post è uno screenshot tratto da questo video.

martedì 10 settembre 2024

Tre libri (e non solo) al prezzo di due

La prima volta che ho avuto a che fare con la casa editrice People è stata in occasione dell'edizione del Book Pride, fiera nazionale dell'editoria indipendente, tenutasi a Milano nel marzo scorso; ho avuto il piacere di incontrare di persona presso il loro stand il politico Pippo Civati, fondatore della casa editrice insieme a Stefano Catone e Francesco Foti, e Stefano Tartarotti accompagnato dalla sua adorabile "cana", e mi sono portata a casa un libro di ciascuno dei due, rispettivamente Struzzi! – sottotitolo "L'emergenza climatica e i criminali che la negano" – e La cana spiega cose. Dopodiché ho cominciato a seguire People su Facebook; l'altro giorno mi sono imbattuta in un post nel quale l'attrice Emanuela Fanelli, interprete di un ruolo secondario ma fondamentale nel bellissimo film C'è ancora domani di e con Paola Cortellesi, presentava il libro scritto con Marco Tiberi, dal titolo deliziosamente autoironico Potevo intitolarlo "Voce di donna" ma non sto ancora a questi livelli. Incuriosita, ho deciso di ordinarlo; visto che con un acquisto di almeno 30 euro entro l'8 settembre, oltre a non pagare le spese di spedizione, avrei ricevuto in omaggio la shopper Berlinguer, il taccuino Gaza e la spilla Antifa, ho fatto 31 ed ho ordinato pure Non siete fascisti ma (edizione 2023) del summenzionato Pippo Civati. L'ordine l'ho effettuato venerdì, e il pacchetto mi è stato recapitato oggi; nel frattempo venivo aggiornata regolarmente via mail circa lo stato della consegna. Aprendo il pacchetto, con sorpresa ho trovato non soltanto quello che mi aspettavo, ma pure Stranieri per sempre del solito Pippo Civati, il cui tema, quello del riconoscimento della cittadinanza italiana ai migranti, mi sta molto a cuore. Inutile dire che questo inatteso omaggio l'ho gradito ancor più degli altri. E ora si tratta "solo" di mettermi a leggere... In questo caso l'alibi della mancanza di tempo non sta in piedi: sono tutti libri piuttosto agili e snelli, con meno di duecento pagine.

[UPDATE] Se solo avessi letto l'etichetta prima di aprire il pacchetto, non sarei rimasta così stupita nel trovare l'omaggio aggiuntivo... ;-)

lunedì 9 settembre 2024

Vivere dietro le sbarre

Esiste una realtà che noi persone libere tendiamo a rimuovere, credendo che non ci riguardi, e sotto sotto pensando che coloro che sono costretti ad affrontarla se lo siano meritato: è quella di chi vive in carcere.

Stasera condivido alcuni link, raccolti nel corso del tempo, che riguardano proprio questo tema.

  • C'è un episodio del podcast Timbuctu di Marino Sinibaldi che racconta la vicenda di Beniamino Zuncheddu, un pastore sardo accusato di una strage con cui non c'entrava nulla; non riuscendo a difendersi, è stato condannato e ha trascorso in carcere trentatré anni da innocente, finché un avvocato tenace e coraggioso non è riuscito a riaprire il caso e a ottenere la sua libertà.
  • L'episodio di agosto del podcast Indagini a cura di Stefano Nazzi (qui la prima e qui la seconda parte) riguardava l'omicidio della tredicenne Milena Sutter, avvenuto a Genova nel 1971, per il quale fu condannato Lorenzo Bozano al termine di un processo indiziario, ossia con numerosi elementi convergenti contro l'imputato ma senza prove decisive.
  • Il video pubblicato qualche tempo fa dal professor Guido Saraceni sulla condanna all'ergastolo di Massimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio. Anche di questa vicenda si era occupato Stefano Nazzi in Indagini.
  • L'episodio del podcast Passa dal BSMT in cui la giornalista Daria Bignardi parla con Gianluca Gazzoli, tra le altre cose, del suo legame con il mondo carcerario.
  • Il post pubblicato su LinkedIn da Factanza Media sulla situazione delle carceri italiane, a dir poco sovraffollate e particolarmente invivibili nei mesi estivi, a tal punto che decine di detenuti arrivano a togliersi la vita, e il documentario ivi menzionato, Oltre le Sbarre - Storia di un ex rapinatore di banche.

domenica 8 settembre 2024

Buon sangue? No, mente!

Da quando convivo con un uomo astemio – ma proprio completamente, a tal punto che non c'è verso di fargli assaggiare neanche un goccetto di spumante in occasione del tradizionale brindisi di fine anno – pure io bevo senza dubbio meno alcolici rispetto a un tempo. Quando andiamo a mangiare fuori insieme, se una bibita gassata analcolica mal si abbina al pasto e non mi va di accontentarmi dell'acqua, non ordino mai una bottiglia di vino intera, anche se riportarsi a casa la doggy bag con il vino avanzato è ormai un'usanza abbastanza sdoganata, ma mi limito a un quartino o un calice di vino – che ha sempre un rapporto quantità/prezzo scandalosamente basso, accidenti! – oppure a una birra media. (Non di rado il cameriere, quando non chiede conferma, serve la bevanda alcolica direttamente al mio lui... ma questo è un'altro discorso)

Comunque sto valutando seriamente come non mai l'eventualità di chiudere del tutto con l'alcol pure io: ne trarrà giovamento sia la mia linea, sia soprattutto la mia salute.

L'altro giorno per caso ho guardato il video pubblicato un anno fa da Andrea Lorenzon di CARTONI MORTI in collaborazione con Giacomo Moro Mauretto di Entropy for Life – sono entrambi veneti e nessuno dei due è diventato (ancora) astemio, ma a quanto pare sono ben consapevoli dei rischi che si corrono – per spiegare quanto faccia male bere alcolici. Quella che "il vino fa buon sangue" è solo una fallace e un tantino autoassolutoria credenza popolare; è vero che, ad esempio, il vino rosso contiene resveratrolo, una sostanza con proprietà benefiche, ma in quantità talmente irrisorie che, volendo cercare di assumerne una dose efficace, la sbronza sarebbe assicurata.

E fra i contenuti correlati al penultimo modulo del corso L'arte di gestire Tempo e Attenzione di Massimo Polidoro, uscito oggi con il titolo Una mente sana (in un corpo sano), c'era il video qua sotto realizzato dalla Fondazione Umberto Veronesi e rivolto in particolare ai giovanissimi... ma guardandolo ti renderai conto che non si è mai troppo vecchi per rendere più sano il proprio stile di vita.

Dal momento che si parla di alcolici, ecco un paio di link a tema.

  • Questo post spiega come mai le bottiglie di vino sono tipicamente da 750 ml (3/4 di litro) e non, ad esempio, da 1 litro o altra cifra tonda.
  • Quest'altro articolo l'ho reperito una sera in cui ero a cena con alcuni conoscenti. Una delle signore presenti ha affermato che se si beve la birra con la cannuccia è più facile beccarsi una bella sbornia, e la sua figliola ha replicato per nulla convinta «Chi te l'ha detta 'sta c***ata?». Ebbene, a quanto pare non era proprio una c***ata...

sabato 7 settembre 2024

Le assurdità della normativa italiana sulla cittadinanza

Francesco Costa ha cominciato l'episodio di mercoledì scorso del suo podcast Morning, il cui ascolto è riservato agli abbonati de Il Post, dapprima parlando dell'articolo de La Stampa – è dietro paywall, ma qui c'è una sintesi – che racconta la paradossale situazione di Montorio dei Frentani, paesino del Molise con 361 abitanti ma oltre mille residenti, perché figli e nipoti di emigranti hanno chiesto il passaporto italiano, con tutti i vantaggi che questo comporta, senza probabilmente aver mai messo piede in Italia né parlare una parola della nostra lingua; poi accennando al referendum il cui scopo è ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana (io ho appena firmato, e se pure tu ritieni che si tratti di una giusta causa sai cosa devi fare); infine ha letto la lettera inviata da un'abbonata de Il Post, che mi ha provocato uno sconforto e un'indignazione indescrivibili. Mi permetto di riportare qui di seguito la trascrizione, invitandoti caldamente ad abbonarti a Il Post, che merita.

Sono nata nel 1990 a Treviso da mamma inglese e papà iraniano. Quando avevo otto anni la mamma si è ammalata, per cui l'anno successivo ci siamo trasferiti in Inghilterra per tentare il tutto per tutto con delle cure sperimentali in un rinomato ospedale oncologico; ho frequentato quindi la quarta elementare nel Regno Unito. Dopo dodici mesi siamo rientrati in Italia; mamma non ce l'aveva fatta. Dopo l'asilo nido, dopo la scuola elementare e dopo le scuole medie, tutte frequentate in Italia, mi sono iscritta al liceo scientifico a Treviso, diplomandomi con voti brillanti. Mi sono iscritta poi alla facoltà di medicina e chirurgia a Bologna, determinata più che mai, e mi sono trasferita a Bologna consapevole del fatto che per tenere tutto insieme avrei dovuto trovare anche un lavoretto; ho anche tre fratelli, infatti, di cui due più piccoli, ed economicamente le cose a mio padre non stavano andando benissimo. Alla fine del primo anno, poi, terminato con tanta fatica e sacrifici, ho perso inaspettatamente anche mio padre, e sono rimasta orfana. È stato davvero difficile; ho lavorato – erano principalmente lavoretti part-time, ripetizioni ai ragazzi, babysitting – per poi avere tempo per studiare. Non ho mai pagato l'affitto con un giorno di ritardo; guardandomi alle spalle non so come ho fatto, ma mi sono laureata perfettamente in tempo, e ho subito proseguito con la specializzazione, che ho conseguito con il massimo dei voti.
Cosa faccio oggi? Oggi ho 34 anni, sono un medico specialista all'ospedale Sant'Orsola, lavoro a tempo indeterminato per il nostro sistema sanitario nazionale che al momento sta passando un periodo di estrema criticità. Come tutti i colleghi ho abbondanti ore in esubero che mai mi verranno pagate, ma sono fiera di me, e so che lo sarebbero anche i miei genitori. Solo che non ho diritto a essere una cittadina italiana. Qui tutti mi chiedono "Ma cosa, ma tu non sei italiana?!". Proprio così: perché quando sono nata ho acquisito la cittadinanza della mamma, quindi sono cittadina britannica. Al compimento dei diciotto anni non potevo inoltrare la richiesta di cittadinanza italiana perché non avevo la continuità di dieci anni di residenza qui, perché quando avevo 9 anni abitavo a Londra. A 22 anni, quando avrei avuto la continuità dei dieci anni, ero già orfana, quindi non avevo più un genitore alle spalle per rientrare nei parametri economici richiesti. Durante i quattro anni di specializzazione ho percepito 1600 euro al mese, cifra probabilmente superiore allo stipendio medio del cittadino italiano, eppure ancora non posso chiederla, questa maledetta cittadinanza, perché quello che veniva accreditato sul conto era solo una borsa di studio; servono almeno tre anni di reddito per poter chiedere la cittadinanza.
Ora, io capisco il concetto "Non ti puoi mantenere, quindi torna a casa tua". Ma qual è casa mia? Ma possibile che io la debba chiedere? Come posso non essere italiana, io? Io che sono nata qui, che sono cresciuta in Italia, che ho studiato qui per 24 anni, che ho faticato per arrivare dove sono, che pago le tasse qui, che lavoro per i cittadini con passione e dedizione; non me lo merito. Anzi, adesso sono anche extracomunitaria dopo Brexit, giusto per semplificare la burocrazia che il nostro paese è molto bravo a gestire. Periodicamente ho l'onore di recarmi all'ufficio immigrazione per avere il permesso di soggiorno, luogo in cui non auguro a nessuno di mettere piede, e dove l'essere umano perde ogni dignità per il modo in cui viene trattato; solo chi lo frequenta può capire.
Ne dico un'altra? Ho 34 anni, sono in Italia da quando esisto, lavoro, pago qui le tasse, e non ho mai votato. Allora forse valgo davvero poco, forse fanno bene a trattarmi come una pezza da piedi in quel posto. Forse faccio comodo, ma non merito una cittadinanza. Dovrei lavorare altri due anni per rientrare nei requisiti per fare domanda, e poi dal momento della richiesta, come per qualsiasi altro cittadino extracomunitario, passeranno almeno quattro anni prima di ottenerla da quando la si richiede avendo tutti i requisiti: sono questi i tempi. Se tutto procede senza intoppi, vuol dire che nel migliore dei casi avrò quarant'anni. Nel frattempo dall'altra parte del mondo una persona X con un parente italiano ottiene la cittadinanza senza essere mai stata in Italia, senza sapere l'italiano. Casa mia è Bologna; nessun posto è casa quanto Bologna, a Bologna ho tutto, e l'Italia potrebbe essere, sì, un paese bellissimo. Mi scende una lacrima perché non è giusto che io... forse sbaglierò, ma mi sento comunque italiana da 34 anni.

venerdì 6 settembre 2024

Adieu, Genny Delon!

Il caso politico del momento è arrivato a una svolta: il ministro della cultura (!) Gennaro Sangiuliano ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili ed è stato già sostituito da Alessandro Giuli, attuale direttore del museo di arte contemporanea MAXXI di Roma, nonché giornalista considerato molto vicino a Fratelli d'Italia ed ex vicedirettore del Foglio. L'ormai ex ministro aveva concesso una lunga intervista esclusiva al Tg1 nella quale confessava di aver avuto con Maria Rosaria Boccia una relazione "sentimentale" extraconiugale, ma assicurava di averla sempre incontrata a spese sue e non del ministero, negando che la donna abbia avuto accesso a informazioni riservate. È probabile che la controintervista rilasciata dalla sua ex amante a La Stampa sia stata determinante per far precipitare la situazione.

Il vignettista @marionatangelo ha ironicamente rivolto a Sangiuliano un saluto colmo di gratitudine per aver offerto così tanti spunti alla satira.

L'immagine pubblicata da @feudalesimoeliberta...

... fa idealmente il paio con il video di @contenutizero...

... e la rivisitazione di Bocca di rosa, classico di Fabrizio De Andrè, firmata da @cantautoresimo...

... ricorda una parte del divertente micro-musical ideato da @lorenzobaglioni1.

Stai a vedere che la previsione fatta dal professor Guido Saraceni a fine agosto, prima che il caso Boccia-Sangiuliano diventasse la prima notizia, sta per avverarsi? Ma magari...!

P.S.: Nel mio piccolo, io due o tre giorni fa avevo scritto su Facebook «Sangiuliano che rischia di perdere il posto per il caso Boccia anziché per la sua manifesta incompetenza mi sembra un po' come Al Capone che viene arrestato per evasione fiscale». Non che le colpe che gli si attribuiscono siano di poco conto sul piano istituzionale... ma insomma, uno come lui non avrebbe mai dovuto ricoprire un incarico di tale prestigio. MAI!

giovedì 5 settembre 2024

Un pranzo decente senza cucinare

Poiché lavoro a circa un'ora di strada da dove abito, tornare a casa in pausa pranzo non è un'opzione praticabile. In media una o due volte alla settimana esco a mangiare coi colleghi oppure a comprare qualcosa da mettere sotto i denti, ma in genere mi porto la "schiscetta" da casa. Quasi mai qualcosa di preparato da me, salvo rare eccezioni, tipo lunedì che avevo un po' di insalata di farro avanzata dal giorno prima.

Di solito, ebbene sì, si tratta di piatti pronti comprati all'Esselunga. Un tempo mi concedevo anche robe assimilabili al junk food, ma da quando i valori delle mie analisi hanno cominciato a sballare e di pari passo il mio metabolismo è rallentato fino a ingranare in pratica la retromarcia – più riduco le quantità di cibo e più prendo peso – cerco di fare attenzione. Il pranzo di oggi, che puoi vedere qui sotto, è stato particolarmente soddisfacente sia dal punto di vista del palato sia da quello nutrizionale.

L'app Yuka, che utilizzo da qualche mese per valutare la qualità degli alimenti confezionati che acquisto (non in maniera sistematica e ossessiva, eh!), ha promosso con "buono" sia la gramigna con cime di rapa, pomodori secchi, quartirolo lombardo DOP e nocciole della Bonduelle (voto 66/100), uno dei primi pronti più gustosi che io abbia mai provato (e ne ho provati un sacco, eh), basta un minuto di microonde...

... sia la My Fruit Bowl con mango, ananas, banana e semi di lino macinati della Cameo (voto 72/100).

Ma un voto ancora migliore (84/100, eccellente!) l'aveva meritato l'altra variante di My Fruit Bowl che ho assaggiato giorni fa, con fragola, banana, aronia e semi di lino macinati; avevo comprato i due vasetti come alternativa al solito yogurt greco magro alla frutta approfittando di un'offerta.

Secondo il signor Cameo, le fruit bowl sono perfette come ingrediente base per creare tante fantasiose ricette personalizzate... ma siccome io sono pigra, mi accontento della versione apri-e-gusta!

Comunque si trattava di un pasto troppo sano per non rovinarlo con qualche schifezzuola; nella fattispecie, un'untissima ma irresistibile focaccina dell'Esselunga.

P.S.: Inutile dire che, essendo la sottoscritta l'antitesi di un'influencer, dalla pubblicazione di questo post non ricavo un centesimo... ma, qualora il signor Bonduelle fosse sintonizzato, non mi offenderei se volesse sdebitarsi con una fornitura a vita di Pastallegre! ;-)

mercoledì 4 settembre 2024

Se ne riparla a settOH WAIT

A giudicare dal traffico che incontro la mattina quando vado al lavoro e la sera quando rientro a casa, nettamente aumentato rispetto a lunedì della settimana scorsa quando sono tornata dalle ferie (e non è ancora arrivato il momento clou, la riapertura delle scuole), sembrerebbe che oramai siano rientrati quasi tutti.

Stasera condivido due video divertenti a tema "rientro": uno di Cartoni Morti, al secolo Andrea Lorenzon, nel quale sono mostrati i possibili modi in cui le persone reagiscono all'arrivo di settembre (scommetto che ciascuno di noi nel corso della vita ne ha sperimentati più d'uno)...

... e un altro fresco fresco di giornata, in cui i bravissimi @contenutizero immaginano i consigli di Niccolò Machiavelli sul rientro al lavoro, quando ci si reincontra/scontra coi colleghi dopo le vacanze. In estrema sintesi, il fine giustifica i mezzi!

A proposito... ma è vero che nel saggio Il principe si trova la frase summenzionata? In realtà no: trattasi di una sintesi abbastanza superficiale e un tantino fuorviante del pensiero di Machiavelli, il quale in realtà scrisse «nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de' Principi, dove non è giudizio a chi reclamare, si guarda al fine. Facci adunque un Principe conto di vivere e mantenere lo Stato; i mezzi saranno sempre giudicati onorevoli, e da ciascuno lodati».

martedì 3 settembre 2024

Superare i propri limiti

A tre settimane di distanza, sarà il caso che io mi rassegni all'idea che il mio proposito di raccogliere in un post tutti i momenti salienti delle Olimpiadi di Parigi sia definitivamente naufragato. Oramai, con l'aiuto di Parì, la newsletter a tema olimpico de Il Post, sto cercando di seguire i Giochi Paralimpici, che per certi versi offrono spunti ancora più avvincenti.

  • Ascoltando l'intervista a Rigivan Ganeshamoorthy subito dopo la vittoria dell'oro nel lancio del disco F52 – se hai bisogno di spiegazioni su come funzionano le categorie delle Paralimpiadi, le trovi qui – mi sembra impossibile mettere in dubbio non soltanto che sia italianissimo – è nato a Roma da genitori originari dello Sri Lanka e cresciuto a Dragona – ma pure che sia una gran bella persona, aperta, positiva, ironica e autoironica.
  • Questo video pubblicato sul canale TikTok ufficiale dell'evento spiega le regole del rugby in carrozzina. Guardando quest'altro video, non c'è da stupirsi che tale sport venga chiamato anche murderball!
  • Tra i 22 sport delle Paralimpiadi ce ne sono due che non hanno una diretta controparte olimpica: la boccia e il goalball.
  • Last but not least, non posso non citare la straordinaria impresa del 22enne brasiliano Gabriel Geraldo dos Santos Araujo, meglio noto come Gabrielzinho, che ha vinto tre ori nel nuoto – qui la gara dei 100 metri dorso S2 – pur essendo affetto da focomelia, una malformazione congenita; è praticamente privo di braccia, e le sue gambe sono poco sviluppate. Questo video risalente alle Olimpiadi di Tokyo mostra chiaramente il suo stile di nuoto. Dopo averlo sentito parlare qui, mi sono resa conto che ha molto da insegnare a noi "normodotati", a me per prima!