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lunedì 3 febbraio 2014

Missione parcheggio

Forse il mio più grande punto debole al volante, e senza dubbio quello che mi condiziona maggiormente, è la difficoltà nel parcheggiare. Quando devo andare da qualche parte in auto, il primo quesito che mi pongo non è «Come ci si arriva?», ché tanto il navigatore di Google Maps mi conduce sempre a destinazione [beh, più o meno... ;-)], ma «Sarà facile trovare parcheggio?». Se la risposta è no, cerco di organizzarmi diversamente, in genere coi mezzi pubblici, sempre che la cosa sia fattibile. Nella zona di Pescara in cui abito i parcheggi lungo le strade abbondano, mica come in questo cortometraggio nel quale trovare un posticino libero sotto casa è un evento irripetibile... ma in centro ci vado quasi sempre con l'autobus, tranne quando mi sento incline a sganciare due euro e mezzo per lasciare la macchina all'area di risulta, ché lì si va abbastanza sul sicuro. Ironia della sorte, l'unica multa che ho preso in vita mia mi è toccata per aver lasciato l'auto sotto casa sul lato sbagliato della via una notte in cui doveva passare il mezzo per la pulizia delle strade (che peraltro passa un po' quando gli pare, in effetti). Da allora, onde evitare di cadere di nuovo in contravvenzione per divieto di sosta sotto casa – ribadisco il concetto perché non mi è ancora andata giù – ho impostato in Google Calendar un evento che quattro volte al mese mi ricorda dove non deve stare la macchina e, siccome un po' di ridondanza in certi casi non guasta, ho attivato anche il servizio sperimentale di promemoria tramite SMS sul sito del Comune (è richiesta la registrazione).
La sottoscritta predilige i parcheggi a pettine o a spina di pesce, mentre quelli in parallelo (o a nastro) riesco a farli solo se lo spazio a disposizione è abbondante. La fanciulla del video qui sotto è riuscita a risolvere il problema ricorrendo alle maniere forti... ma io mi dissocio totalmente da certi metodi! ;-)


In effetti è opinione comune che l'arte del parcheggio sia una prerogativa maschile, non a caso nel Guinness dei Primati per il parcheggio più stretto (in uno spazio più lungo di appena 26 cm rispetto alla macchina) ci è finito un uomo, vedere per credere...


... mentre le donne in questo sembrano essere un pochino negate, tanto è vero che lo scorso 8 marzo la Fiat ha pensato bene di omaggiare le acquirenti coi sensori di parcheggio... e io, che peraltro di quel preziosissimo optional non potrei più fare a meno, non mi ritengo di certo la persona più adatta per sfatare questo stereotipo! ;-) Posso comunque assicurarti di aver visto in azione uomini ben più incapaci di me. E la bambina in bicicletta mostrata nella GIF animata qui sotto promette bene, non c'è che dire... :-) Difficilmente da grande avrà bisogno di sistemi analoghi al Park Assist System di Skoda Yeti! (Chissà come funziona nella realtà, a proposito)


Per quanto certe soddisfazioni mi capitino di rado, devo riconoscere che ha proprio ragione PocaCola: «Cosa c’è di più bello della sensazione di avere parcheggiato l’auto in un posto assolutamente spazioso, non a pagamento e che non infrange nessun divieto? Poche cose (nel mondo automobilistico, s’intenda)». Personalmente, per effettuare il parcheggio in parallelo, ricorro ancor oggi alla tecnica illustratami n anni fa da quel sant'uomo quell'imperturbabile professionista del mio istruttore di scuola guida – a proposito, qualche tempo fa ho scoperto che, oltre al manuale di teoria fornito da qualunque autoscuola, ne esiste uno anche per prepararsi alla prova pratica per la patente B – e che vado a descrivere.
Supponiamo che io voglia parcheggiare lungo il lato destro di una strada dietro un'auto (chiamiamola A) in presenza, è chiaro, di spazio sufficiente. Mi affianco ad A spostandomi in senso longitudinale finché la linea immaginaria che congiunge i poggiatesta posteriori della mia auto non è allineata con il bagagliaio di A. Dopodiché sterzo completamente a destra, innesto la retromarcia e arretro finché non riesco a vedere il fanale posteriore destro di A. A questo punto mi fermo, controsterzo completamente a sinistra e riprendo ad arretrare finché la mia macchina non si trova più o meno in posizione. È probabile che ci vorrà qualche altra manovra per sistemarla a dovere... ma niente bottarelle, mi raccomando! ;-) È ovvio che, dovendo parcheggiare lungo il lato sinistro, la procedura andrà adattata in maniera opportuna. E in ogni caso, inutile dirlo, gli occhi vanno tenuti bene aperti, onde evitare spiacevoli inconvenienti... ;-)

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