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lunedì 10 febbraio 2014

La fotografia: quasi due secoli di storia

Questo week-end mi sono finalmente decisa a cominciare a mettere in ordine gli appunti del corso di fotografia – accidenti, ero rimasta indietro di tre lezioni su tre! :-/ – e nelle slide della prima lezione ho trovato il link a una pagina del sito di National Geographic Italia dedicata alle pietre miliari della fotografia. Poiché lo trovo un argomento piuttosto interessante, ne riporto qui di seguito alcune, di queste pietre miliari.
Cominciamo dalla prima foto in assoluto, scattata (sebbene magari in questo caso tale verbo risulti inappropriato...) nel 1826 dallo scienziato francese Joseph Nicéphore Niépce e intitolata Vista dalla finestra a Le Gras; vi si notano il cortile e gli edifici circostanti dalla finestra al piano superiore della casa di campagna della famiglia di Niépce... vabbè, fidati! ;-) Quando ce l'ha mostrata a lezione, il nostro "piccolo prof" (così si autodefinisce) ci ha domandato da dove provenisse la luce secondo noi. Beh, non c'era una risposta univoca, dal momento che l'esposizione della lastra di rame e argento ricoperta da uno strato di bitume è durata per diverse ore, e quindi il sole ha avuto il tempo di fare un bel giro... :-)


Comunque tra le pietre miliari della fotografia io avrei inserito (preso da qui) anche il primo tentativo di rappresentare il movimento, realizzato da Eadweard Muybridge; in realtà, piuttosto che nella storia della fotografia, questo potrebbe sembrare importante in quella del cinema... ma in fondo cos'è il cinema, se non fotografia in movimento?
La prima foto a colori, datata 1861, è opera del fisico scozzese James Clerk Maxwell, il padre della prima teoria moderna dell'elettromagnetismo: vi è fissata l'immagine composita di un tartan scozzese.


Qui sotto puoi vedere una delle prime fotografie notturne di animali selvatici, che ritrae una femmina di daino coi suoi cuccioli. A scattarla nel 1906 fu il fotografo e amante della natura George Shiras, pioniere nell'uso del flash e delle trappole fotografiche.


All'epoca il fototrappolaggio era basato su un filo che faceva scattare l'otturatore se calpestato dagli animali, ma in seguito l'evoluzione tecnologica ha migliorato l'efficienza del sistema: la tigre qui sotto è stata immortalata in tempi molto più recenti grazie a una fototrappola a raggi infrarossi.


La prima foto subacquea a colori venne scattata nel 1926 a un pesce porco (Lachnolaimus maximus) dal dottor William Longley e dal fotografo di National Geographic Charles Martin, "armati" di macchine fotografiche protette da rudimentali custodie impermeabili e di chili di polvere di magnesio altamente esplosiva per l'illuminazione subacquea.


Rimanendo in tema di scatti subacquei, più recenti (era il 1° settembre 1985) e forse anche più note sono le prime foto del relitto del Titanic, che giaceva indisturbato sul fondo dell'Oceano Atlantico da quando naufragò il 15 aprile 1912: dobbiamo tale reportage alla collaborazione tra l'oceanografo Robert Ballard e il fotografo Emory Kristof.


Qui sotto puoi vedere la prima fotografia in cui il nostro pianeta appaia per intero, scattata il 7 dicembre 1972 dall'equipaggio dell'Apollo 17, che stava lasciando l'orbita terrestre in direzione della Luna.


Ma la fotografia spaziale nacque parecchio tempo prima: l'immagine qui sotto (più precisamente un dagherrotipo) mostra il Sole con tanto di macchie solari, e venne realizzata il 2 aprile 1845 dai fisici francesi Hippolyte Fizeau e Léon Foucault con un tempo di esposizione di appena 1/60 di secondo, davvero ragguardevole per l'epoca.


Le due immagini precedenti sono tratte da quest'altra raccolta dedicata allo spazio, nella quale vale la pena di segnalare almeno altre due istantanee degne di nota: la storica impronta dell'astronauta Buzz Aldrin sulla Luna, e il famoso "Earthrise" ("il sorgere della Terra").
Infine, siamo arrivati agli anni '80: come non inserire tra le pietre miliari della fotografia l'indimenticabile sguardo della ragazza afghana ritratta nel 1984 dal grande Steve McCurry?

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