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venerdì 4 novembre 2016

Come nasce un'aurora

Quest'oggi rispolvero l'Astronomy Picture of the Day del 15 settembre 2015, che raffigura una spettacolare aurora boreale a spirale nel cielo d'Islanda. Come mai sono tornata indietro di oltre un anno? Beh, perché l'altro giorno, in occasione della pubblicazione della stessa foto sul sito dell'ESA, ho letto il racconto di come è stata scattata, inviato alla pagina Facebook Chi ha paura del buio? dal suo stesso autore, Davide Necchi; ti invito a leggerlo perché è davvero affascinante, avventuroso e appassionante... talmente tanto che ha risvegliato nel mio cuore il desiderio di partire per il Nordeuropa a caccia di aurore boreali, accidenti! Contrariamente a quel che si crede di solito, non è affatto vero che sono visibili solo in inverno e solo quando fa molto freddo.
Ma ecco la foto...


... e la traduzione della relativa spiegazione.
Che cos'è successo al cielo? L'aurora! Immortalata alla fine del mese scorso, quest'aurora è stata notata dagli islandesi per la sua grande luminosità e il rapido sviluppo. L'aurora è il risultato di una tempesta solare, con particelle ad alta energia che prorompono dal Sole e pochi giorni dopo attraversano una fessura nella magnetosfera terrestre. Sebbene sia possibile individuare un modello a spirale, degli esseri umani creativi potrebbero immaginare il complesso bagliore come un'apparizione atmosferica di un numero arbitrario di icone comuni. In primo piano nella foto mostrata c'è il fiume Ölfusá, mentre le luci illuminano un ponte nella città di Selfoss. Poco al di là delle nuvole basse c'è una Luna quasi piena. La vitalità del Sole – e le conseguenti aurore sulla Terra – sta lentamente diminuendo man mano che il sole si allontana da un massimo solare di attività di superficie ed evolve verso un periodo storicamente più tranquillo nel suo ciclo di 11 anni. In realtà gli astronomi solari sono in attesa di vedere se il minimo solare in arrivo sarà tanto insolitamente tranquillo quanto l'ultimo, in cui a volte sono passati mesi senza che si potessero distinguere macchie solari o altri fenomeni solari attivi.

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