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martedì 27 ottobre 2015

Basta non esagerare...

Da ieri non si parla d'altro: l'agenzia intergovernativa IARC (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), facente parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha decretato che le carni lavorate come wurstel e bacon sono cancerogene – fanno parte dello stesso gruppo di sostanze che comprende il fumo e le bevande alcoliche – mentre le carni rosse, al pari dei fritti, sono probabilmente cancerogene. La notizia ha suscitato reazioni di vario genere: c'è chi l'ha presa con ironia, come Satiraptus (1 e 2)...


[Colgo l'occasione per far notare che in realtà quella dei 4 veleni bianchi è una bufala]
... Falce e Rostello...
L'OAS (Organizzazione Abruzzese per la Sanità) smentisce categoricamente le illazioni provienienti dall'OMS e ribadisce che chi non mangia almeno 50 rostelli a settimana ha il 72,4% di probabilità in più di ammalarsi di veganismo o peggio.
... e ‏@Zziagenio78...
In pratica carne, pesce, verdura e frutta son tutte potenzialmente nocive.
Ora ho capito a cosa serve la preghiera prima di mangiare.
... mentre al contrario molti altri, preoccupatissimi, già manifestano l'intenzione di rinunciare del tutto ai cibi incriminati, o quantomeno di ridimensionarne drasticamente il consumo. Io, che come forse immaginerai sono piuttosto sensibile all'argomento, trovo che quest'ultima di per sé non sia affatto una cattiva idea, specie per chi era solito eccedere nel consumo di bistecche e salsicce. Che mangiare troppa carne rossa facesse male alla salute era già cosa nota, come ricorda l'oncologo Umberto Veronesi, vegetariano per motivi etici più che medici... ma, come diceva già cinque secoli fa Paracelso, «è la dose che fa il veleno» – o più estesamente «Tutto è veleno: nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto» – e insomma, un consumo moderato permette di minimizzare i rischi assicurando un apporto nutrizionale equilibrato e accontentando allo stesso tempo il palato. Quest'articolo di Wired e quest'altro di Focus.it mi sembrano un buon punto di partenza per farsi un'idea in proposito senza lasciarsi prendere da allarmismi ingiustificati oltre che inutili, per non dire dannosi.

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