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lunedì 7 marzo 2011

Benvenuto LibreOffice!

Il passaggio a Ubuntu come distribuzione Linux utilizzata sul mio netbook (quella preinstallata era la Xandros, ma lasciava un tantino a desiderare) mi ha dato modo di imparare a conoscere il software di produttività personale OpenOffice.org: gli ultimi rilasci di Ubuntu includono infatti tra i pacchetti preinstallati quelli relativi all'ormai nota suite per ufficio targata Oracle. L'esperienza di utilizzo di OOo (per gli amici ) è stata talmente positiva che ho deciso di installarlo anche sul notebook provvisto di Windows (si tratta infatti di un software multipiattaforma) e lo uso sempre più spesso al posto di Microsoft Office, di cui avevo acquistato una licenza per la versione Home and Student 2007 prima di (ri)scoprire Linux. Trovo che OpenOffice abbia tutte le carte in regola per dare del filo da torcere a Microsoft Office; sul piano delle funzionalità offerte, i due software mi sembrano grosso modo allo stesso livello... ma OpenOffice ha dalla sua dei vantaggi non da poco: esso infatti è gratuito, libero e open source. Però non è mica detto che rimanga tale per sempre: a causa della non chiara posizione di Oracle circa il suo futuro, i principali sviluppatori hanno deciso di dare vita a un fork del progetto, costituendo la Document Foundation e rilasciando il prodotto sotto il nome di LibreOffice (libre, in francese e spagnolo, vuol dire libero). Per chi volesse chiarirsi le idee su quale dei due software liberi scegliere, Programmazione.it ha pubblicato una guida apposita.
LibreOffice l'ho provato di recente, senza notare differenze sostanziali rispetto a OpenOffice; all'epoca utilizzavo ancora l'edizione Desktop di Ubuntu. Quando ho fatto piazza pulita per passare alla Netbook Edition, mi sono detta: quasi quasi mi tengo OpenOffice e aspetto che il 28 aprile venga rilasciata la versione 11.04, nome in codice Natty Narwhal, la quale dovrebbe avere LibreOffice tra i pacchetti preinstallati al posto di OpenOffice... ma dopo aver assistito alla scorsa lezione del corso di Linux organizzato dal PescaraLUG, lezione dedicata appunto a LibreOffice oltre che all'editor di grafica vettoriale Inkscape e al multimediale, ho deciso di anticipare la transizione. Ho rimosso quindi OpenOffice rimpiazzandolo con LibreOffice 3.3.1 mediante la procedura di installazione tramite repository illustrata nelle relative slide. Da terminale (Ctrl+Alt+T) bisogna immettere uno dopo l'altro i seguenti comandi, passando al successivo solamente dopo la comparsa del simbolo del dollaro ($) che segnala la conclusione del processo in corso.
sudo apt-get remove --purge openoffice*.*

sudo add-apt-repository ppa:libreoffice/ppa && sudo apt-get update

sudo apt-get install libreoffice libreoffice-l10n-it libreoffice-help-it

sudo apt-get install libreoffice-gnome

sudo apt-get install libreoffice-pdfimport

sudo apt-get install language-support-writing-it

La procedura di installazione alternativa avviene tramite file .deb, e richiede di digitare i comandi seguenti:
sudo apt-get remove --purge openoffice*.*

sudo dpkg -i LibO_3.3.0rc4_Linux_x86_install-deb_en-US/DEBS/*.deb

sudo dpkg -i LibO_3.3.0rc4_Linux_x86_install-deb_en-US/DEBS/desktop-integration/*.deb

sudo dpkg -i LibO_3.3.0rc4_Linux_x86_langpack-deb_it/DEBS/*.deb

sudo dpkg -i LibO_3.3.0rc4_Linux_x86_helppack-deb_it/DEBS/*.deb
Come dicevo, per chi è abituato a usare OpenOffice le differenze riscontrate nel passaggio a LibreOffice potrebbero apparire trascurabili, se si eccettua la maggiore velocità riscontrata da alcuni utenti. Personalmente, però, utilizzando LibreOffice Writer, l'omologo libre di Microsoft Word, mi sono accorta di un difettuccio tutt'altro che trascurabile: infatti, nonostante avessi impostato la sillabazione automatica nella scheda Flusso di testo relativa allo stile Corpo testo, i miei documenti non venivano sillabati. Questo può comprometterne l'aspetto estetico, specialmente se le parole lunghe abbondano e la larghezza del testo è limitata. Ho effettuato una rapida ricerca in Rete, scoprendo che a quanto pare questo problema è dovuto a un bug. In teoria sarebbe disponibile un pacchetto di sillabazione (hyphenation) apposito per LibreOffice, ma dando da terminale il comando sudo apt-get install libreoffice-hyphenation-it è comparso l'avviso che «Il pacchetto libreoffice-hyphenation-it non ha versioni disponibili, ma è nominato da un altro pacchetto. Questo può significare che il pacchetto è mancante, è obsoleto oppure è disponibile solo all'interno di un'altra sorgente».
Per il momento, in attesa che la comunità degli sviluppatori ponga rimedio a questo inconveniente, il che avverrà senz'altro entro breve tempo, "ci ho messo una pezza" installando il corrispondente modulo di OpenOffice con il comando sudo apt-get install openoffice.org-hyphenation-it. A questo punto, selezionando il menu StrumentiOpzioniImpostazioni della linguaLinguistica, tra i moduli linguistici disponibili compare, e risulta attivo, Libhyphen Hyphenator. Ora in effetti la sillabazione mi funziona, ma non proprio come dovrebbe: ad esempio, se decido di disattivarla, i caratteri di andata a capo inseriti automaticamente in precedenza rimangono dove sono. Per questo, in attesa di una soluzione ottimale, forse è meglio sillabare i documenti solamente dopo averne terminato la stesura...

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