domenica 7 ottobre 2018

La mia preziosissima privacy su Facebook

Ieri mi è successa una cosa strana, oserei dire vagamente inquietante. Dopo che ho pubblicato un post in un gruppo Facebook di cui faccio parte, un tizio ha inviato un commento dal quale ho potuto intuire che aveva sbirciato le informazioni pubblicamente disponibili sul mio profilo, e poi ha commentato con una battuta anche un post che avevo pubblicato sulla mia bacheca a luglio (in seguito ne ho pubblicati innumerevoli altri). Ohibò, com'è possibile?! I miei post non dovrebbero essere visibili soltanto agli amici?!?!? L'ipotesi più probabile è che per quel post relativamente remoto avessi impostato per sbaglio una visibilità più ampia, tipo "Amici di amici" – ho notato che col tizio di cui sopra ho un amico in comune – ma oramai non potrò più saperlo, perché colta da un panico tutto sommato ingiustificato sono andata alla voce Impostazioni e privacy → Impostazioni dell'app di Facebook...


... scorrendo poi in basso fino a Privacy e selezionando Impostazioni sulla privacy.





Da qui ho selezionato Le tue attività → Limita chi può vedere i vecchi post (Chi può vedere i tuoi post futuri? era già impostato su Amici)...


... e ho fatto tap su Limita i post passati...


... e poi di nuovo su Limita i post passati (sì, dai, è la mia risposta definitiva, la accendiamo!!! ;-)).
Morale della favola? Meno male che io mi attengo sempre a una cara vecchia regola aurea letta chissà dove tanto tempo fa, quando i social non esistevano ancora: «mai scrivere niente su internet che non vorresti fosse letto nel telegiornale della sera». Se anche avessi attivato per errore la visibilità pubblica per tutti i miei post, non sarebbe accaduto nulla di trascendentale, giusto un po' di imbarazzo (ma va detto che io mi imbarazzo fin troppo facilmente ;-) ). Comunque, da quel che leggo in giro, la regola di cui sopra non è applicata da tutti, proprio per niente... Costoro dovranno pentirsene un giorno per qualche motivo?

sabato 6 ottobre 2018

A favore della vita

Parecchi miei contatti Facebook si sono scandalizzati per l'approvazione della mozione anti-aborto del Comune di Verona, la quale dichiara il capoluogo scaligero "città a favore della vita" e «prevede, tra l'altro, di inserire nell'assestamento di bilancio finanziamenti ad associazioni e progetti che operano nel territorio, e promuovere il progetto regionale "Culla Segreta"» per consentire alla donna di «partorire in modo riservato, restare anonima, e non riconoscere il neonato alla nascita, che verrà inserito in una famiglia adottiva idonea». In particolare si contesta il fatto che abbia votato a favore della mozione anche la capogruppo del PD Carla Padovani, la quale ha dichiarato «La vita è valore universale e non di partito. Ho votato secondo coscienza».
Premetto che sul tema ho una posizione meno "di sinistra" rispetto a molte altre questioni: che si cerchi di informare le donne sulle possibili alternative all'aborto, e magari di promuovere campagne sulla procreazione responsabile – leggasi corretto uso dei metodi contraccettivi – rivolte soprattutto alle giovanissime, non mi sembra affatto una cosa negativa. Credo che l'aborto sia sempre una scelta difficile che è pressoché impossibile fare alla leggera, persino nelle situazioni in cui è a rischio la salute se non addirittura la vita della donna (nel qual caso mi auguro che pure i cattolici più intransigenti si astengano dal metter bocca).
[Esistono rare (almeno spero) eccezioni, come quella di una chiacchierata showgirl – eviterò di farne il nome, se non hai idea di chi sia e vuoi scoprirlo prova a googlare – che nella sua autobiografia ha raccontato di aver abortito dopo che il suo attempato – avevo scritto "maturo", ma l'aggettivo non gli si addice granché – compagno VIP, all'annuncio della gravidanza, le fece notare l'inaccettabile impedimento che ciò avrebbe causato loro: «E come facciamo ad andare in barca?». :-O Guarda, forse è un bene che certa gente non si riproduca]
Detto ciò, se coloro che hanno sostenuto la mozione veronese la intendono come premessa per attaccare e tentare di smantellare la legge 194, ad esempio iniziando a limitare in vari modi la libertà di accedere all'interruzione volontaria di gravidanza per le donne che intendono abortire, dubito che la passeranno liscia. Sono disposta a scendere in piazza anch'io, se necessario.

venerdì 5 ottobre 2018

Vedere il mondo attraverso un Prisma

Oggi pomeriggio, mentre ero in metropolitana di ritorno dal lavoro, ho preso lo smartphone (come faccio quasi sempre) e ho aperto Feedly (come faccio non altrettanto spesso... in genere sfoglio qualcos'altro ;-) ). Fra gli articoli che ho letto c'era questo post di .mau., al secolo Maurizio Codogno, che recensiva positivamente il nuovo mensile Prisma, in edicola da ieri: il relativo sottotitolo, «Matematica, giochi, idee sul mondo», la dice lunga sui contenuti.
Per farla breve, appena scesa a Milano Porta Garibaldi sono andata a cercare Prisma nel primo posto disponibile. «Quale, quello di matematica? Me lo stanno chiedendo tutti, ma non ce l'ho», mi ha risposto vagamente sconsolato l'edicolante. Per nulla intenzionata a desistere sono corsa al piano di sopra, dove c'è un'altra edicola, ed ho avuto miglior fortuna. Nei prossimi giorni, insomma, avrò un'ottima alternativa al cellulare per passare il tempo durante i viaggi sui mezzi pubblici! :-)
A proposito, negli ultimi tre giorni su Girl Geek Life sono usciti altrettanti post dedicati al ruolo del gentil sesso nel mondo scientifico contemporaneo:
[Alla faccia di chi sostiene che le donne non sono portate per certe cose... ;-)]

giovedì 4 ottobre 2018

Se ne vedono di tutti i colori... o quasi!

Quest'oggi ti propongo un'Astronomy Picture of the Day abbastanza diversa dal solito, realizzata da Nigel Sharp della National Science Fondation e pubblicata il 26 settembre scorso con il titolo The Sun's Spectrum with its Missing Colors (Lo spettro del Sole con i suoi colori mancanti).


[Probabilmente vale la pena di cliccarci sopra per ingrandirla]
Ecco la traduzione della relativa spiegazione.
Non è ancora noto il motivo per cui la luce del Sole è priva di alcuni colori. Qui ci sono tutti i colori visibili del Sole, prodotti passando la luce del Sole attraverso un dispositivo a forma di prisma. Lo spettro è stato creato presso il McMath-Pierce Solar Observatory e mostra, in primo luogo, che sebbene il nostro Sole apparentemente bianco emetta luce di quasi tutti i colori, sembra davvero più luminoso nella luce giallo-verde. [Argh, pure il sole è pentaleghista! ;-) NdC] Le macchie scure nello spettro di cui sopra derivano da gas in corrispondenza della superficie del Sole oppure sopra di essa che assorbono la luce solare emessa sotto. Poiché diversi tipi di gas assorbono differenti colori della luce, è possibile determinare quali gas compongono il Sole. L'elio, ad esempio, venne scoperto per la prima volta nel 1870 su uno spettro solare e solamente in seguito venne trovato qui sulla Terra. Oggi è stata identificata la maggior parte delle linee di assorbimento spettrale, ma non tutte.

mercoledì 3 ottobre 2018

Non è roba da donne?!

Il CERN ha sospeso il ricercatore Alessandro Strumia in seguito alle inaccettabili affermazioni sessiste da lui espresse nel corso di un workshop organizzato a Ginevra lo scorso 28 settembre. Ecco un sunto dell'articolo de La Stampa al riguardo:
«La fisica? Non è donna». [...] «la fisica è stata inventata e costruita dagli uomini e l’ingresso non è su invito». Le donne, a suo dire, non sono portate per le materie scientifiche. Motivo per cui non c’è da indignarsi rispetto a un’eventuale scelta di tenerle fuori da un consesso tra addetti ai lavori. [...] la discriminazione, se esiste, è a carico degli uomini. Un’affermazione, quest’ultima, «supportata» anche dall’esperienza professionale del protagonista di questa triste vicenda: a suo dire non assunto dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) a vantaggio di due colleghe, che secondo Strumia potevano contare su un numero di pubblicazioni inferiore. [Ahà, adesso tutto si spiega: je rode! ;-) NdC]
[A proposito, attualmente a dirigere il CERN c'è una donna, Fabiola Gianotti]
Pur avendo mostrato fin da bambina una spiccata predilezione per la matematica rispetto alle materie umanistiche (non che in italiano andassi male, eh!), è meglio se evito di commentare la frase «Le donne non sono portate per le materie scientifiche». Mi limiterò a riportare due post letti su Facebook: uno del fisico Carlo Rovelli, autore di Sette brevi lezioni di fisica che da tempo mi attende pazientemente sul mio Chìndolo™...
Sky TG24 mi chiama per chiedermi di intervenire in diretta domattina sul dibattito su donne in fisica. Suggerisco che invitino una donna. Mi rispondono che è meglio sia un uomo a dire che ci sono donne scienziate, perché detto da un uomo "è più autorevole".
... e l'altro dell'astrofisico Amedeo Balbi, autore di numerosi saggi divulgativi, nonché papà di una bimba che somiglia a me quando ero piccola! :-)
Ho una figlia, e so come funziona. So come funziona quando lei chiede in regalo una scatola di Lego e qualcuno, forse credendosi simpatico, commenta: “così poi ci gioca il papà”. Oppure quando bisogna comprare un grembiule e quelli del colore “giusto” hanno soltanto cuoricini, gattini e principesse, mentre quelli con il patch dell’astronauta sono al reparto “maschietti”. So come funziona quando mi supplica di chiedere esplicitamente alla cassiera il gadget “tecnico” (macchinine, astronavi, ecc.) nel menù bambini del fast food, perché d’ufficio a una bambina viene dato il peluche o la bambolina. E la cosa incredibile è che semplicemente far notare tutto questo risulta forzato: cioè, sembra quasi che siamo noi genitori a spingere nostra figlia in una direzione che non è quella “naturale” per la società. Non si considera mai che una bambina possa decidere da sola cosa le piace. E che possa giocare con una spada laser o costruire un robot, e un minuto dopo spingere un passeggino o provarsi i trucchi allo specchio. Basta pochissimo a rendersi conto di quanto sia precoce la pressione sociale, come scelte, inclinazioni e curiosità vengano pesantemente reindirizzate dall’ambiente, fin dai primi anni di vita, e che per quanti sforzi stiamo facendo per cambiare le cose, mille segnali impliciti continuano a trasmettere il messaggio che ci sono cose da maschi e cose da femmine, e la scienza è una cosa da maschi. Se te lo ripetono in continuazione, se respiri quest'aria da quando sei piccola, prima o poi te ne convinci, lasci stare i Lego e la matematica e cominci a chiedere i peluche. Non c’è da fare grandi studi, basta essere genitori attenti per rendersene conto.
[Paolo Attivissimo ha pubblicato un post per fare le pulci all'intera presentazione di Strumia, ma non l'ho ancora letto, perché è davvero molto lungo e merita che mi ci dedichi con la dovuta calma]

martedì 2 ottobre 2018

Favole per bambini di tutte le età

Il Libraio ha menzionato un articolo di Quartz secondo cui, se invece che trascorrere ogni giorno ore e ore sui social media (o davanti alla tv) dedicassimo parte di quel tempo alla lettura, troveremmo il tempo per leggere decine e decine di libri all'anno. E trovandomi di fronte a questa indiscutibile verità mi è venuta un'irrefrenabile tossettina nervosa, perché anche a causa di internet l'ultimo libro che ho letto risale a... meglio che non te lo dico, quanto tempo fa! :-/
Però di recente mi sono imbattuta in un breve estratto di un libro che sembra perfetto per essere gustato a piccole dosi, magari mentre si viaggia sui mezzi pubblici. Si intitola Le favole che fanno crescere anche chi è già cresciuto 1 (c'è pure il volume 2), l'autore è Jacopo Perego, ed è disponibile solo su Amazon.


Ecco la trascrizione del testo (mi sono permessa, ehm, di mettere a posto qualche virgola ;-)).
LA PRINCIPESSA SENZA RE
Quando nel reame si sparse la voce che la Principessa senza re
era alla ricerca di un marito per sé,
al portone del suo grigio castello bussarono in tre.
Il primo era un principe azzurro;
il secondo era un principe azzurrissimo;
il terzo, invece,
non era né bellissimo né principe,
e di azzurro non aveva niente,
tranne un barattolo di vernice con cui colorò tutto da sé
il grigio castello della Principessa senza re.
Essa scelse il terzo pretendente;
perché lei non voleva sposare la persona più bella del mondo,
ma quella capace di rendere il suo mondo
un posto più bello.
Se le altre favole sono all'altezza di questa, trovo che il libro possa essere una graziosa idea regalo per tutti i bambini... compreso quello che alberga dentro di te! ;-)

lunedì 1 ottobre 2018

Tanto per sport...?

Quando nel 1990 si tennero i referendum abrogativi sulla caccia ero ancora troppo giovane per poter votare, ma ricordo che, da brava ambientalista in erba, ci rimasi malissimo per il mancato raggiungimento del quorum, che rese vana la schiacciante prevalenza dei sì. Fin da bambina ho sempre considerato la caccia uno sport del cavolo... anzi, non lo reputo affatto uno sport, ma solo un'inutile barbarie! Se ti diverti tanto a sparare a un bersaglio, vattene al poligono di tiro, così puoi anche avere una valutazione più precisa della tua mira!
In genere i cacciatori e i sostenitori della caccia in generale replicano a simili obiezioni affermando che tale "hobby", lungi dal recare danno alla natura, è utile per regolamentare le popolazioni di animali selvatici impedendone la proliferazione incontrollata. Ma siccome, almeno nel caso dei cinghiali, uno studio europeo dimostra che la caccia ne provoca l'aumento – se ti sembra un controsenso, leggi quest'articolo per avere una spiegazione – pure la validità di quest'ultimo alibi viene meno.
Inutile dire che, quando sento notizie come quella della morte del giovane ligure colpito all'addome da un cacciatore che doveva averlo scambiato per una potenziale preda, mi monta dentro una rabbia indescrivibile. Anche se al riguardo sono emersi nuovi dettagli che, qualora venissero confermati, priverebbero il diciannovenne ucciso del ruolo della vittima innocente. Ma di certo rimarrebbe intatta la mia opinione che di armi in circolazione ce ne siano fin troppe...
A proposito di armi, di recente è entrato in vigore un decreto che ne rende più agevole il possesso e l'utilizzo, con aspetti a dir poco inquietanti come il fatto che cade l'obbligo di avvisare i propri conviventi del possesso di armi. Se ne sentiva il bisogno, proprio! :-/ L'ennesimo disastro combinato da questo governo in pochi mesi: di questo passo dispero che, quando toglieranno il disturbo, sarà rimasto granché da distruggere.

domenica 30 settembre 2018

Date un programma televisivo di prima serata a quest'uomo!

Era il lontano 2009 quando dedicai un post alle due puntate di Avoyager - Robe strane che accadono nel mondo, esplicita parodia del programma di divulgazione (pseudo-)scientifica Voyager di Roberto Giacobbo: Puntata 1 - Il grano strano e Puntata 2 - 47,Morto che canta. Soltanto pochi giorni fa ho scoperto che a realizzarli fu Francesco Lancia, che ho imparato a conoscere ed apprezzare come simpatico e preparato "zerologo" del quiz televisivo Zero e lode! condotto da Alessandro Greco, purtroppo non più in onda. E come l'ho scoperto? Beh, è stato lui stesso a farne cenno quando ha pubblicato sulla sua bacheca Facebook, che seguo da un po', il quarto e ultimo episodio della serie Quarch - Viaggio nell'incompetenza realizzata per il CICAP Fest 2018, al quale mi sarebbe tanto piaciuto partecipare; il primo è dedicato a Galileo Galilei, il secondo ai vaccini, il terzo allo spazio e il quarto alla divulgazione scientifica televisiva. E io trovo irresistibili il suo stile, il suo umorismo e sì, anche la sua competenza! :-)
P.S.: Vota e fai votare, perché se lo merita davvero, Francesco ai Macchianera Internet Awards 2018 nelle categorie Miglior Trasmissione Radio (Chiamate Roma Triuno Triuno di Radio Deejay) e Miglior Battuta («- Avete sostanzialmente dato dei deficienti e dei coglioni a chi fa uso di omeopatia. - Dissento: abbiamo solo preso quel concetto e lo abbiamo diluito tantissimo.» (link)).

sabato 29 settembre 2018

Sembrerebbe complicatissimo, ma...

Quest'oggi ti propongo un quesito piuttosto intrigante, pubblicato ieri da Presh Talwalkar nel suo blog Mind Your Decisions con il titolo The Overlapping Squares Riddle (L'enigma dei quadrati sovrapposti).
Un quadrato con il lato di lunghezza 5 è posizionato in modo tale che il suo angolo sia al centro di un quadrato con il lato di lunghezza 4, come mostrato nel diagramma. Un lato della regione di sovrapposizione è 3. Qual è l'area della regione in cui i due quadrati si sovrappongono?

Per leggere la soluzione, scorri la pagina un po' più in basso.

















 


 




 

















Il problema è in qualche modo una domanda a trabocchetto, dal momento che la lunghezza 3 non ha importanza!
Per risolvere il problema, estendi i segmenti di linea dalla regione di sovrapposizione.
Noterai che il quadrato con il lato di lunghezza 4 adesso è diviso in quattro regioni identiche! Le quattro regioni insieme uguagliano l'area del quadrato, quindi ciascuna regione è uguale a 1/4 dell'area del quadrato. Quindi possiamo trovare facilmente:
area di sovrapposizione = (1/4)(area del quadrato di lato 4) = (1/4)(4×4) = 4
E come per magia abbiamo trovato la risposta!
Con la stessa logica, la regione di sovrapposizione sarà sempre uguale a 4, anche se si ruota il quadrato con il lato di lunghezza 5 attorno al suo angolo. Una visualizzazione di questo è presentata nel video al minuto 2:30 circa.

venerdì 28 settembre 2018

Cheesecake mon amour

Ok, ho deciso: la cheesecake – che fino a pochi anni fa non conoscevo neanche – è il mio dolce preferito. Quando sono andata sabato scorso a cena fuori – letteralmente "fuori", all'aperto, ché non c'era ancora stato il crollo verticale delle temperature – ne ho mangiata una spettacolare, pubblicandone la foto su Instagram: il mio account ormai sembra quello di una foodblogger... seh, magari! ;-) E dopo aver guardato questo video promozionale su Facebook ho deciso che dovevo assaggiare la cheesecake al caramello dell'Esselunga. Purtroppo nel negozio più vicino a casa mia, quello dove faccio la spesa abitualmente, non ce l'hanno. Come spiegatomi dal servizio clienti Esselunga che ho contattato su Facebook, è disponibile soltanto in pochi punti vendita del Nord Italia, di cui quattro a Milano... e siccome la sottoscritta per andare e tornare dal lavoro deve attraversare il capoluogo meneghino in treno e in metropolitana, ho indagato su quale fosse quello più comodo da raggiungere.
  • via Losanna: vicino alla fermata della metro di Gerusalemme, M5
  • viale Papiniano: vicino alla fermata di S. Agostino, M2
  • via Solari: più o meno equidistante in linea d'aria da S. Agostino e Porta Genova, sempre M2
  • Porta Nuova: a due passi da Milano Porta Garibaldi, M2
Evvai, ma io a Garibaldi ci faccio scalo due volte al giorno tutti i giorni dal lunedì al venerdì, aggiudicato! :-) E fu così che oggi, approfittando del fatto che il venerdì esco dall'ufficio un'ora e mezza prima del solito, una volta arrivata lì ho lasciato la stazione e dopo essermi, ehm, un tantino smarrita nell'avveniristico scenario di Piazza Gae Aulenti (che posto fantastico!) mi sono accaparrata la mia tortina. Veramente "ina", con un peso di soli 342 grammi ma un prezzo di ben 29,80 euro al chilo, poffarbacco! :-O
Purtroppo, tra gli sballottamenti e il fatto che per arrivare a casa da Garibaldi ci ho messo più di un'ora a causa di ritardi e lentezze del treno, quando ho aperto la scatola...


... la cheesecake non si presentava affatto bene come quando l'avevo presa! Va' che disastro... :-O


Oh, però era buona lo stesso, non c'è che dire! :-P Particolare, il caramello salato... anche se forse preferisco le più tradizionali cheesecake ai frutti di bosco e alle fragole.
Ma se imparassi a farla io, non sarebbe meglio? Peccato che mi manchi il tempo...
Ma chi voglio prendere in giro, con le mie scuse?! Non ci provavo nemmeno quando avevo tutto il tempo libero del mondo, fino a pochi mesi fa. Eppure sarebbe così gratificante! Dovrei imparare a "buttarmi" un po' di più... e la stessa cosa vale anche in altri ambiti della mia vita...