giovedì 25 agosto 2011

Orecchiabili, quegli anni...

Ebbene sì, essendo un tantino "over 21", la sottoscritta gli anni Novanta li ha vissuti per intero... e perciò le hit (che all'epoca si chiamavano perlopiù singoli) di quel decennio sono entrate indelebilmente, talora mio malgrado , a far parte della mia cultura musicale. Non potevo quindi fare a meno di segnalare una divertente compilation che ho scoperto leggendo un post di EmmeBi: il Cantanovanta 1990-2000, che uscirà il 31 agosto in versione cd. Il volume 1 si può già scaricare gratuitamente in formato MP3 zippato da qui, mentre il volume 2 uscirà a fine mese ma si può già ascoltare in streaming gratuito su XL Repubblica. In questa raccolta ideata da Garrincha Dischi i tormentoni delle estati che vanno dal 1990 al 2000 sono reinterpretati con autoironia da 26 artisti indie pop italiani. La cover del volume 1 annuncia «12 successi in versione rigorosamente non originale»... ma io direi che in un certo senso queste nuove versioni sono originali eccome, e spesso sorprendenti, tanto che in qualche caso si può stentare un pochino a ricollegarle al corrispondente brano "d'epoca". La track list del volume 1 va da Vattene amore di Amedeo Minghi feat. Mietta (nel 1990 non avevo la minima idea che esistesse il termine featuring) rifatto dai Jang Senato in versione bossa nova, fino a una Vamos a bailar che i Camillas vs. Chewingum hanno decisamente trasfigurato rispetto all'arrangiamento portato al successo nel 2000 da Paola & Chiara.

mercoledì 24 agosto 2011

Problemi di spazio sull'androide?

Negli ultimi tempi, uno degli inconvenienti più frequenti nell'utilizzo del mio smartphone era divenuto la continua comparsa nella barra di stato della notifica di spazio in esaurimento: pareva proprio che la memoria interna del Wildfire cominciasse a starmi un po' strettina. Da quando ho installato App 2 SD, comunque, il problema sembra essersi decisamente ridimensionato. Questa app semplice ma molto pratica mi dà una grossa mano nel gestire le applicazioni, spostandole ove possibile sulla scheda microSD esterna. Le app installate vengono classificate in tre gruppi: MOVABLE (quelle che si possono spostare dalla memoria interna alla scheda SD), ON SD CARD (quelle che risultano già memorizzate sulla scheda esterna) e PHONE ONLY (quelle che, ahimè, non è proprio possibile spostare sulla scheda SD).
Non appena installo una nuova app per cui è prevista la possibilità di spostamento sulla scheda SD, nella barra di stato compare un'icona di notifica corredata dall'avviso «This app can be moved to the SD card»: a questo punto mi basta un paio di tocchi per procedere al trasferimento. La stessa icona compare quando installo l'aggiornamento di un'app in precedenza non trasferibile, ma la cui nuova versione supporta lo spostamento. Mi è capitato ad esempio per ASTRO File Manager, spostando la quale ho liberato 1,59 MB di memoria interna... che possono sembrare pochini, ma ti assicuro che nel mio caso la differenza si nota abbastanza!
Inoltre ho esaminato l'elenco delle app incluse nella sezione PHONE ONLY, individuando quelle che reputo indispensabili (da Google Reader a Wapedia, da Astrid a FFHound!... che peraltro ho pure pagato! ) e disinstallando quelle di cui ho capito di poter fare tutto sommato a meno: questa sommaria operazione di pulizia è stata sufficiente a risolvere almeno temporaneamente tutti i miei problemi di spazio. E per il futuro? Beh, spero che la possibilità di spostamento su scheda SD venga estesa pian piano a tutte le app disponibili per Android...
La versione di App 2 SD che uso io è quella gratuita, comunque ne esiste anche una versione Pro che al modico prezzo di € 1,09 ti libera dagli annunci pubblicitari, oltre ad offrire un servizio di supporto e gli aggiornamenti futuri.

mercoledì 17 agosto 2011

L'ultimo teorema di Fermat

Con il doodle di oggi, Google celebra il 410° anniversario della nascita dell'illustre matematico e magistrato francese Pierre de Fermat. Il disegno schematizza l'apparentemente semplice enunciato del celeberrimo ultimo teorema di Fermat, secondo cui non esistono soluzioni intere positive dell'equazione an + bn = cn, se n > 2. Cliccando sul logo Google propone i risultati relativi alla chiave di ricerca Pierre de Fermat, mentre, passando il cursore del mouse sopra il doodle, compare la scritta «Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questo teorema, ma questo doodle è troppo piccolo per contenerla», che altro non è se non una spiritosa parafrasi della frase «Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questo teorema, che non può essere contenuta nel margine troppo stretto della pagina», annotata dallo stesso Fermat a margine di una copia dell'Arithmetica di Diofanto sulla quale lui era solito formulare molte delle sue teorie. In effetti, della sua congettura Fermat non lasciò alcuna dimostrazione. Sono dovuti trascorrere circa tre secoli e mezzo, costellati dai vani tentativi di generazioni di matematici... finché nel 1994 il britannico Andrew Wiles, dopo essersi dedicato per sette interi anni al problema, non è riuscito a venirne a capo: da allora ci si può riferire all'ultimo teorema di Fermat come al teorema di Fermat-Wiles. Alla sua avvincente storia il divulgatore scientifico Simon Singh ha dedicato nel 1998 un famoso saggio... e mentre scrivevo questo post mi è venuta un'incontenibile curiosità di leggerlo!

venerdì 12 agosto 2011

Alla scoperta dei calanchi di Atri

Ebbene sì, lo ammetto: fino a non molto tempo fa avevo un'idea a dir poco vaga di cosa fossero i calanchi, pur abitando da sempre ad appena una cinquantina di chilometri di distanza dalla città di Atri, i cui dintorni sono fortemente caratterizzati da queste maestose architetture naturali. Secondo il dizionario Sabatini Coletti, il calanco è un «solco lungo, stretto e profondo prodotto su terreni argillosi dall'erosione delle acque di superficie e meteoriche»; su Wikipedia si può trovare una trattazione più approfondita.
Un paio di visite alla Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Calanchi di Atri, guidate in entrambe le occasioni dal direttore della Riserva, oltremodo prodigo nel dispensare i segreti di un territorio così particolare, mi hanno permesso di ammirare con i miei occhi queste meraviglie in tutto il loro splendore. Tutte e due le volte ho poi pubblicato su Flickr il relativo set fotografico. Ecco quello della prima escursione, risalente al pomeriggio del 28 giugno scorso...


... e quello della seconda, svoltasi la sera del 14 luglio col favore della luna piena, la quale rischiarava in maniera del tutto soddisfacente il sentiero netto e ben delineato: nessun bisogno di accendere torce elettriche per farsi strada, insomma.


L'illuminazione fornita dal nostro bel satellite non era proprio il massimo per osservare adeguatamente i tesori naturalistici che l'Oasi ha in serbo... ma per creare un'atmosfera magica e suggestiva come poche è stata davvero l'ideale, altroché!
In occasione della seconda escursione, col calar delle tenebre io e la mia fotocamera abbiamo dato forfait, diciamo, perché la fotografia notturna è un'arte che al momento non possiedo...  Peccato, perché il terreno che costituisce i calanchi, ricco com'è di alluminio, riflette la luce lunare in maniera notevole. Per fortuna, a rendere testimonianza di cotanto spettacolo ci sono le foto scattate nella medesima circostanza da maury: ad esempio questa.

 PICT0011 

Secondo il programma estivo 2011 della Riserva, la prossima passeggiata guidata al chiaro di luna avrà luogo in concomitanza con il plenilunio di sabato prossimo, 13 agosto. Si partirà alle ore 21 dal Centro Visite dell'Oasi, situato in contrada Colle della Giustizia. Trovi qui i numeri telefonici da contattare per chiedere informazioni oppure, se ti è venuta voglia (e come darti torto? ) di partecipare a qualcuna delle escursioni guidate, diurna o notturna che sia, per comunicare la tua prenotazione, che è obbligatoria ma gratuita.

martedì 9 agosto 2011

Bella idea!

[Premessa, tanto per chiarezza: nessuna casa automobilistica si è mai neppure minimamente sognata di commissionarmi questo post! ]
Qualche sera fa sono andata al cinema e, tra le varie pubblicità proiettate prima del film in programma, sono stata particolarmente colpita da uno spot che reclamizzava un nuovo modello di auto elettrica prodotto dalla Renault. Notevole, vero?



{Aperta parentesi: ché poi, con tutta la pubblicità che ci propinano prima dell'agognata proiezione, i prezzi dei biglietti potrebbero anche ritoccarli un pochino al ribasso, no? [Aperta parentesi innestata nella precedente: a dire il vero non mi posso neanche lamentare più di tanto perché, da quando sono passata a Tre, parecchi spettacoli me li offre la card Grande Cinema 3... ]}
Chiuse le parentesi... grazie a Viralmente ho scoperto che nello stesso periodo anche la Nissan e e la Mitsubishi hanno lanciato degli spot, come dire, sorprendentemente simili al suddetto firmato Renault. Un'idea creativa che definirei davvero "virale". Chissà da chi è partito il "contagio"? 
A proposito, trovo auspicabile che la tecnologia delle auto elettriche riesca a diffondersi con la stessa "virulenza", soprattutto per combattere l'inquinamento atmosferico, ma anche per far fronte al progressivo esaurimento dei carburanti più comuni e ai sempre più pesanti rincari spesso dovuti a fattori esterni.

domenica 31 luglio 2011

They will not become worse, they will be better

Quando ho appreso la notizia che Anders Behring Breivik, l'autore delle stragi dell'isola di Utøya e della città di Oslo del 22 luglio scorso, rischiava appena ventun anni di carcere (che potrebbero arrivare a trenta, se dovesse passare l'accusa di crimini contro l'umanità), la mia reazione istintiva è stata di indignazione: per una carneficina tanto folle quanto premeditata, in seguito alla quale il responsabile non ha manifestato alcun rimorso né pare minimamente incline a sottoporsi alla rieducazione, prevista peraltro dal troppo spesso disatteso terzo comma dell'articolo 27 della nostra Costituzione, l'unica condanna congrua, rifiutando categoricamente la pena di morte, sarebbe l'ergastolo... questo ho pensato. Leggendo il post in cui Metilparaben criticava il Corriere per l'impiego dell'avverbio "solo" davanti a "21 anni", e quello in cui Luca Sofri si dissociava dall'opinione espressa in maniera forse un po' troppo perentoria da Antonio Cassese su Repubblica, ho storto il naso. Poi però in un post di EmmeBi ho letto un commento pubblicato sul sito della CNN da un cittadino norvegese, e sottoscritto dagli altri partecipanti alla discussione, ed ho capito che in casi come questo è meno sensato che mai ragionare "di pancia", ma occorre una riflessione più ampia ed approfondita sul modo di intendere il concetto di civiltà. Ecco la traduzione del commento in questione.
Nel Paese più sicuro e più noioso, avviene la peggior sparatoria compiuta da un pistolero solitario. Ma non renderà il nostro Paese peggiore. La sicura e noiosa democrazia gli fornirà un avvocato difensore, come è suo diritto.
Egli sarà condannato a non più di 21 anni di prigione, pena massima prevista dalla legge. La nostra democrazia non prevede una punizione sufficiente a soddisfare la mia sete di vendetta, com'è sua intenzione.
Non diventeremo peggiori, saremo migliori.
Vivevamo in una terra dove questo è possibile, persino facile. E continueremo a vivere in una terra dove questo è possibile, persino facile.
Siamo aperti, siamo liberi e siamo insieme. Siamo vulnerabili per scelta. E andremo avanti in questo modo, è così che vogliamo vivere.
Non saremo peggiori a causa del peggio. Dobbiamo essere buoni a causa del meglio.
Prima di chiudere, vale la pena di segnalare anche il discorso tenuto lunedì sera dal primo ministro norvegese Jens Stoltenberg nel corso della manifestazione organizzata per ricordare le vittime della strage: davvero toccante.

venerdì 29 luglio 2011

Disse il saggio...

Ricordi questo enigma che ti ho proposto un po' di tempo fa? Beh, eccotene un altro accomunato ad esso dal fatto di avere a che vedere con dei cammelli...
Un pastore del Sahara, per decidere a chi dei suoi due figli spetti in eredità tutto il suo gregge, propone ai ragazzi una gara con i loro cammelli fino a un lontano pozzo nel deserto.
Decide come regola che a vincere la gara sarà il cammello più lento, e il suo padrone erediterà tutto il gregge.
I due fratelli vagano nel deserto per giorni, e ciascuno dei due cerca di temporeggiare sull'altro, per arrivare secondo alla meta. Ma le loro scorte d'acqua stanno finendo...
Di comune accordo si dirigono verso la tenda di un saggio, per chiedere consiglio. Il saggio ha l'idea giusta per avviare la disputa a un rapido epilogo.
Infatti i due ragazzi, dopo aver ascoltato il suo consiglio, saltano sui cammelli e li incitano a correre il più velocemente possibile verso il pozzo. Quale è stato il consiglio del saggio?

martedì 26 luglio 2011

Come "mettere a riposo" il filtro antispam di Gmail

    Il filtro antispam di Gmail è piuttosto efficiente, è vero... ma certe volte si rivela fin troppo zelante. Non di rado si prende la libertà di contrassegnare come spam della posta che non è esattamente indesiderata (spesso newsletter pubblicitarie, talora interessanti e per nulla fastidiose), e una volta mi è capitato di recuperare appena in tempo un messaggio abbastanza importante consultando tempestivamente la webmail. Sarebbe quindi utile poterlo disattivare, 'sto benedetto filtro antispam, ché tanto quando poi scarico la posta con Mozilla Thunderbird provvede il filtro integrato nel suddetto client di posta elettronica... ma a quanto pare non c'è modo di farlo. In compenso nel forum di assistenza di Gmail è disponibile la spiegazione di come "neutralizzare" questo filtro, in modo da renderlo di fatto inattivo. Ti basta creare un filtro per la posta in arrivo seguendo questi passaggi.
    1. Accedi al tuo account Gmail.
    2. Fai clic sulla voce Crea un filtro sotto Mostra opzioni di ricerca, accanto alla casella di ricerca che compare in alto nella pagina.
    3. Nel campo Da: digita *@* (per denotare i messaggi provenienti da qualunque indirizzo di posta elettronica) e fai clic su Passaggio successivo.
    4. Metti il segno di spunta nella casella accanto alla voce Non inviare mai a Spam e fai clic su Crea filtro.
    Voilà... fatto. A questo punto tutto lo spam finirà nella posta in arrivo e potrai scaricarlo come tale mediante il tuo client e-mail. Qualora in un secondo momento decidessi di ripristinare la funzionalità dell'antispam di Gmail, potrai farlo semplicemente aprendo la scheda Filtri delle Impostazioni di Gmail ed eliminando il filtro in questione.
    Il filtro l'ho applicato ieri a entrambi i miei indirizzi @gmail.com, e finora di messaggi indesiderati me ne sono arrivati soltanto due. Nei prossimi giorni avrò modo di valutare meglio l'aumento della quantità di spazzatura che il filtro di Thunderbird dovrà differenziare, ma dubito che l'incremento sarà particolarmente massiccio. Consultando di tanto in tanto la webmail, infatti, ho l'impressione che oggi come oggi lo spam risulti meno invadente rispetto a qualche tempo fa... anche se spesso più subdolo e truffaldino, come il famigerato phishing delle Poste: ragion per cui è bene essere in ogni caso cauti e diffidenti riguardo alla posta che si riceve, e fare sempre tesoro della piccola guida antispam stilata da Paolo Attivissimo la quale, benché abbia i suoi annetti, conserva ancora la sua validità.

    martedì 19 luglio 2011

    My Blackberry Is Not Working!

    Quest'oggi ti propongo un simpaticissimo sketch andato in onda sulla BBC nel corso del programma The One Ronnie, che a mia volta ho scoperto grazie a un post di Emiliano. In meno di tre minuti gli attori Ronnie Corbett e Harry Enfield infilano una sfilza di brillanti giochi di parole, a cominciare da quello basato sulla parola blackberry che, oltre ad essere il nome di un frutto, è anche quello di uno smartphone. Very British!

    Su Universal Subtitles il video è sottotitolato in varie lingue. Ecco la trascrizione dell'audio originale...
    Customer: I bought something from you last week, and I'm very disappointed.
    Greengrocer: Oh yeah? What's the problem?
    C: Yeah, well, my blackberry is not working.
    G: What's the matter, it ran out of juice?
    C: No, no, it's completely frozen!
    [knocking on table]
    G: Oh, yeah, I can see that. I tell you what: let's try it on orange.
    C: That's got a few black spots, you see...
    G: Oh, dear, yes. Sorry about that.
    C: Well, is there anything I can do to get my blackberry working?
    G: Well, could be an application issue. Where'd you store that blackberry?
    C: Well, it was on my desktop.
    G: Well, you could try using a mouse to drag the blackberry to the trash. Then after you've done that, you might wanna launch the blackberry from the desktop.
    C: Well, I've already tried that a few times. I mean, all it did was mess up windows.
    G: [clears throat] Well, it might be worth waiting a couple of weeks. They've got the latest blackberries coming in then.
    C: Well, could you give me a date?
    G: Certainly.
    C: Let me put that date in my diary.
    G: Anything else I can help you with?
    C: Yes, yes. I've also got a problem, to be honest, with my apple.
    G: Oh, dear, oh, dear. That is an old apple, isn't it?
    C: Yeah.
    G: When'd you buy that?
    C: Last week.
    G: Last week? They've brought out two new apples since then! What's the problem with it?
    C: Well, I tried to put my dongle in it... and it won't fit.
    G: Oh, yeah. And how big's your dongle?
    C: Well, I don't know much about these things, but my wife's seen a few dongles in her time... and she says a little bit on the small side.
    G: Well, I'm afraid there's not a lot I can do about that. Tell you what: let me try booting it. [glass shatters] Now it's crashed. Anything else I can help you with?
    C: Well, funnily enough, yes. My grandson's birthday's soon.
    G: Oh, yeah.
    C: Now, he's already got an apple and a blackberry. I mean, have you got anything else that he might just like?
    G: Well, we're doing a special offer on these. I mean, I can't make head or tail of them, but the kids seem to like them.
    C: Oh yeah?
    G: "Eggs box," £3.60.
    ... e la traduzione in italiano (che purtroppo non è efficace tanto quanto la versione in lingua inglese, però rende l'idea).
    Cliente: Ho comprato un po' di cose da lei la scorsa settimana, e sono molto deluso.
    Fruttivendolo: Oh sì? Qual è il problema?
    C: Beh, dunque, il mio BlackBerry® (lett.: mora) non funziona.
    F: Qual è il problema, si è scaricato? (lett.: è a corto di succo)
    C: No, no, è completamente bloccato! (lett.: congelato)
    [battendo sul tavolo]
    F: Oh, sì, vedo. Le dirò: proviamolo su Orange. (lett.: arancia, Orange è un operatore telefonico)
    C: Ha un paio di zone d'ombra, vede... (lett.: macchie nere)
    F: Oh sì, signore. Mi spiace.
    C: Bene, c'è qualcosa che posso fare per avere il mio BlackBerry® (lett.: mora) funzionante?
    F: Beh, potrebbe essere un problema applicativo. (lett.: una domanda di rilascio) Dove ha tenuto quel BlackBerry®? (lett.: mora)
    C: Beh, era sul mio desktop. (lett.: scrivania)
    F: Bene, potrebbe provare a usare un mouse (lett.: topo) per trascinare il BlackBerry® (lett.: mora) nel cestino. Poi una volta che ha fatto ciò, lei dovrebbe lanciare il BlackBerry® (lett.: mora) dal desktop. (lett.: scrivania)
    C: Bene, ho già provato a fare così un po' di volte. E tutto quello che ho ottenuto è stato scombussolare le finestre.
    F: [si schiarisce la voce] Beh, potrebbe essere utile aspettare un paio di settimane. Arriveranno gli ultimi BlackBerry®. (lett.: more)
    C: Mi potrebbe dare una data?
    F: Certamente.
    C: Mi faccia mettere la data nella mia agenda.
    F: C'è qualcos'altro che posso fare per lei?
    C: Sì, sì. Ho anche un altro problema, a dire la verità, con il mio Apple®. (lett.: mela)
    F: Accidenti. È un vecchio Apple®, (lett.: mela) non è vero?
    C: Sì.
    F: Quando l'ha comprata?
    C: La scorsa settimana.
    F: La scorsa settimana? Hanno prodotto un paio di nuovi Apple® (lett.: mele) da allora! Qual è il suo problema?
    C: Beh, ho provato ad inserire la mia chiavetta (lett.: punteruolo)... ma non c'entra.
    F: Oh, sì. E quanto è grande la sua chiavetta? (lett.: punteruolo)
    C: Beh, non so molto di queste cose, ma mia moglie ha visto un po' di chiavette (lett.: punteruoli) nella sua vita... e dice che è un po' piccola.
    F: Beh, temo di non poter fare molto per questa cosa. Le dirò: mi lasci provare a fare il boot. (lett.: calciare) [rumore di vetri infranti] Adesso si è piantato. (lett.: si è rotto) Posso fare qualcos'altro per lei?
    C: Beh, stranamente, sì. Presto sarà il compleanno di mio nipote.
    F: Oh, sì.
    C: Ora, lui ha già un Apple® (lett.: mela) e un BlackBerry®. (lett.: mora) Voglio dire, ha qualcos'altro che potrebbe piacergli?
    F: Beh, stiamo facendo un'offerta speciale su questi. Cioè, per me è incomprensibile, ma pare che piaccia molto ai ragazzi.
    C: Oh sì?
    F: Xbox 360®. (lett.: scatola di uova, 3 sterline e 60)
    Trovo che la conclusione, giocata sul fatto che egg's box e Xbox si pronunciano praticamente allo stesso modo, sia davvero sublime! 

    domenica 17 luglio 2011

    La magia delle illusioni ottiche

    A quasi quattro anni di distanza da quello che dovrebbe essere l'ultimo (se non unico) mio post sull'argomento, torno ad occuparmi del "magico mondo" delle illusioni ottiche. 
    Inizio linkando una notevole animazione pubblicata sul sito del settimanale di divulgazione scientifica New Scientist, peraltro già menzionato dalla sottoscritta in un post dell'anno scorso. Ecco la traduzione della spiegazione che la accompagna.
    Se guardi direttamente la palla che gira in questa illusione di Arthur Shapiro, essa pare cadere verticalmente verso il basso. Ma se sposti lo sguardo da una parte, ti sembrerà che la palla segua una traiettoria curva.
    La palla sembra deviare perché il nostro sistema di visione periferica non è in grado di elaborare tutte le sue caratteristiche in modo indipendente. Il nostro cervello combina invece il movimento verso il basso della palla e la sua rotazione verso sinistra per creare l'impressione di una curva.
    La visione centrale o foveale, d'altro canto, è in grado di estrarre tutte le informazioni dal movimento della palla: ecco perché la curva scompare quando osservi la palla direttamente.
    Ora, guarda questo filmato e conta quante volte le giocatrici vestite di bianco si passano la palla.
    La risposta esatta è 16. Ma... hai fatto caso al gorilla?  Circa la metà delle persone che in precedenza  non hanno mai visto o sentito parlare di questo video si lascia scappare il gorilla. Se tu eri al corrente della sua presenza, probabilmente l'avrai notato. Ma... ti sei accorto pure che la tenda ha cambiato colore, o che una giocatrice della squadra nera ha lasciato il gioco?  Cercando il gorilla, ci si lascia spesso sfuggire altri eventi inattesi.
    Quella di cui ho appena parlato è la cosiddetta Monkey Business Illusion (dove in inglese monkey è la scimmia, mentre monkey business significa scherzo, imbroglio, trucco e simili). Per saperne di più su di essa, visita il sito theinvisiblegorilla.com.
    Concludo con una sbalorditiva illusione segnalata pochi giorni fa da Paolo Attivissimo. Guarda il video seguente tenendo lo sguardo fisso sulla crocetta al centro...
    Con la coda dell'occhio noterai come i volti che si avvicendano sullo schermo appaiano deformati in maniera grottesca. In realtà non è affatto così: puoi rendertene conto tu stesso distogliendo lo sguardo dalla crocetta e fissando le facce. Questo effetto, denominato Flashed Face Distortion Effect, è stato scoperto di recente, peraltro per puro caso, come nella migliore tradizione delle scoperte scientifiche.  Puoi approfondire un pochino la questione dando un'occhiata qui e qui.