domenica 1 ottobre 2023

Edifici storici pescaresi

Alcune notizie relative a quella che non è la mia città natale né la mia città di origine – mio papà era siciliano e mia madre marchigiana, e in Abruzzo non ho parenti né legami concreti oltre alla casa – ma è quella dove ho vissuto di gran lunga la maggior parte della mia vita, e che avrà sempre un posto speciale nel mio cuore; lo scorso weekend ci sono tornata, anche se per un'incombenza non proprio piacevole come un'assemblea condominiale straordinaria, ed è stato bello ritrovare tutto com'era. O quasi, a quanto pare.

L'altro giorno un mio "facciamico" ha pubblicato il meme qua sotto...

... ed essendo questa persona di Pescara ho compreso subito che non si riferiva a uno dei millemila hotel Carlton sparsi per il mondo, ma proprio a quello che si trovava sulla riviera Nord, in uno dei punti più frequentati dai turisti. Non avevo idea che fosse chiuso, né tantomeno che ne fosse stata decisa mesi fa la demolizione. :'-(

Per un edificio storico che viene abbattuto, ce n'è un altro che invece torna a vivere dopo tanti anni di degrado: l'ex colonia marina Stella Maris di Montesilvano, uno dei rari esempi di architettura futurista in Abruzzo, presso cui si è svolto il prologo dell'edizione 2023 de "La Notte Europea dei Ricercatori" – con tanto di spettacolo del montesilvanese DOC Giò Di Tonno <3 – entro la fine del 2024 diventerà uno dei poli di ricerca avanzata dell'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara.

Infine, oggi ha festeggiato il secolo di vita il "Tito Acerbo", istituto tecnico per ragionieri e geometri, intitolato alla memoria di Tito Acerbo, nobile di Loreto Aprutino morto in battaglia nel giugno del 1918 nella Grande Guerra. Fra i docenti che vi hanno insegnato può vantare il celebre economista Federico Caffè, scomparso misteriosamente nel 1987. L'istituto nacque ancor prima dell'odierna Pescara (formata nel 1927 dall'unificazione dei due comuni di Pescara e Castellammare Adriatico) ed è la scuola più antica della città, anteriore perfino al prestigioso liceo classico.

sabato 30 settembre 2023

Vigna di Leonardo, speriamo che sia solo un arrivederci

Oggi era l'ultimo giorno in cui la Vigna di Leonardo era aperta al pubblico. Devi sapere che dal dicembre scorso l'imprenditore francese Bernard Arnault, amministratore delegato di LVMH (se questa sigla non ti dice niente, Louis Vuitton dovrebbe accenderti una lampadina) e grande collezionista d'arte, è il proprietario della Casa degli Atellani di Milano, vigna di Leonardo compresa. La sottoscritta deve ammettere la propria ignoranza: non avevo idea che a Milano ci fosse questa perla, il vigneto che Ludovico il Moro donò a Leonardo da Vinci nel 1498 come gesto di riconoscenza per «le svariate e mirabili opere da lui eseguite per il duca», e non appena mi è giunta voce che era prossima alla chiusura ho provato a prenotare una visita, ma le uniche disponibilità erano nei giorni feriali, cosa non compatibile con gli impegni lavorativi miei e del mio compagno.

Comunque spero davvero che, come riferisce Repubblica, si tratti soltanto di una chiusura temporanea per Casa Atellani.

In futuro, dicono fonti vicini alla famiglia Arnault, «avrà un uso essenzialmente privato, come già oggi, con una parte dedicata ad attività culturali e al pubblico. L’idea è di riportare questo edificio, di importanza storica e artistica, al suo splendore. Evidentemente il progetto sarà sviluppato di concerto con la soprintendenza».
Assicurazione che vuole scongiurare il timore di non poter più entrare nel museo della storica dimora. E che sembra insieme sconfessare la tesi che Casa Atellani diventerà un lussuosissimo hotel. Piuttosto, potrebbe anche essere usata come abitazione milanese di Bernard Arnault, il magnate di Louis Vuitton.

venerdì 29 settembre 2023

Du iù spik inglish?

Nello scrivere e soprattutto nel leggere e comprendere testi in inglese me la cavo piuttosto bene, ma purtroppo il discorso cambia drasticamente quando si passa alle conversazioni orali: se parlo io mi impappino in modo disastroso – mi capita abbastanza spesso pure parlando in italiano, figuriamoci se non uso la mia lingua madre – mentre se parlano gli altri non è affatto raro che io faccia fatica a capire quello che dicono. Ho bisogno di pratica, c'è poco da fare. E d'ora in poi sarò "costretta" a farne abbastanza regolarmente: da questa settimana si è aggregato alla divisione R&D di cui faccio parte un nuovo collega turco, con il quale toccherà parlare per forza in inglese dal momento che in italiano spiccica ancora pochissime parole, una delle quali è "terroni". ;-)

Per fare esercizi di ascolto "in pillole" mi sono iscritta al canale YouTube di Online Language Lessons, gestito da Aurora Ricotti-Ottmann, una ragazza italiana che vive e lavora in Inghilterra.

Benvenuti a Online Language Lessons! Sono Aurora, un'insegnante di Lingue qualificata in Inghilterra e adesso fondatrice di questa scuola online ! Ho una laurea in arte drammatica e lingue, un master nell'insegnamento delle lingue straniere nelle scuole superiori inglesi e abilitazione all'insegnamento. Aiuto i miei studenti ad imparare e migliorare l'inglese, lo spagnolo, l'italiano e il latino.

I suoi video li trovo divertenti e coinvolgenti – lei è bravissima a mettere in evidenza gli errori più comuni commessi dagli italiani che si cimentano con l'inglese, oltre che ad alternare una pronuncia degna di una persona madrelingua con una assai più "maccheronica" :-D – e soprattutto utili. Ecco gli ultimi cinque che ha pubblicato, dal più recente andando a ritroso.

Questi durano meno di tre minuti, poi ci sono gli Shorts che sono ancora più brevi.

P.S.: Aurora è pure su TikTok – che io da incallita "boomer" frequento pochissimo ;-) – oltre che su Facebook e Instagram.

giovedì 28 settembre 2023

Essere una donna (in un ambiente di lavoro prettamente maschile)

Nell'azienda dove sono impiegata lavora un certo numero di donne, ma io sono l'unica a ricoprire un ruolo tecnico, per la precisione nella divisione R&D (ricerca e sviluppo), mentre tutte le altre svolgono mansioni di natura amministrativa.

Ieri, durante la pausa caffè, con i colleghi dell'R&D si chiacchierava riguardo ai computer portatili che abbiamo in dotazione. C'è chi ne ha uno della Lenovo, e io, che un notebook della stessa marca ce l'ho avuto durante il mio impiego precedente, ho ricordato quanto fosse scomodo, se non altro per il fatto che sulla tastiera i tasti Ctrl e Fn sono scambiati rispetto ai computer di praticamente qualunque altra marca (anche se volendo un rimedio esiste).

Il mio responsabile ha fatto un altro tipo di obiezione relativa al cosiddetto trackpoint, lo strumento di puntamento che serve per spostare il puntatore del mouse (e che io personalmente non ho mai usato).

Il collega ridacchiando l'ha chiamato "clito", e il riferimento era palese. Io ho fatto buon viso a cattivo gioco, che dovevo fa'? Del resto, avendo frequentato Ingegneria che è una facoltà universitaria prevalentemente maschile, e all'epoca lo era ancora di più rispetto ad oggi, a certe battute ho dovuto farci il callo. Questo non vuol dire che, essendo molto ma molto timida, dentro di me non mi senta imbarazzata da morire... e a volte il mio disagio traspare anche fuori, perché qualcuno si accorge che il mio incarnato pallido si colora di un vivido rosato. (Per dire, aneddoti come questi non li racconterei mai vis à vis a persone con cui non mi senta intimamente in confidenza)

Oggi, altro momento da sotterrarmi: i miei collegucci sono finiti chissà come a rievocare la cosiddetta "osteria numero mille". C'è chi ha cominciato a canticchiarla, pur senza arrivare al momento "clou", e io non sono riuscita a trattenere un risolino imbarazzato. Il summenzionato responsabile mi ha sgamata: «Ah, vedi che la sai?!». Ebbene sì, purtroppo. A Pescara c'è persino un ristorante che si chiama così...

mercoledì 27 settembre 2023

Cento di questi giorni, Google!

Stamattina, dopo essere arrivata in ufficio e aver acceso il PC del lavoro, ho aperto il browser Mozilla Firefox, lo stesso che uso anche sul mio PC personale, e ho notato che il sito impostato come pagina iniziale, il motore di ricerca Google, era "vestito a festa", con una GIF animata al posto del logo statico di default: oggi compie infatti 25 anni, che in ambito informatico rappresentano qualcosa di simile a un'era geologica. :-)

La sottoscritta un quarto di secolo fa era già utente di internet da un paio d'anni, e all'epoca come motore di ricerca utilizzavo soprattutto AltaVista, pace all'anima sua (ben due decenni fa è stato sostituito da Yahoo!). Avrei continuato a farlo per anni, alternandolo saltuariamente ad altri come Virgilio, finché non ho scoperto appunto Google: ricordo di averlo usato per la prima volta mentre preparavo la tesi di laurea, tra il 2002 e il 2003, e trascorso qualche mese di rodaggio gli sono sempre rimasta fedele. Utilizzo anche altri servizi e strumenti legati a Google, come Gmail, YouTube, Google Traduttore, Google Calendar, oltre ovviamente a Blogger; per la chiusura di Google+ non mi sono di certo stracciata le vesti, mentre non mi è mai andato giù il ritiro di Google Reader.

Ecco la traduzione del testo che accompagna il doodle odierno.

Il doodle di oggi festeggia il 25esimo anno di Google. E se da un lato noi di Google siamo orientati verso il futuro, dall'altro i compleanni possono essere anche un momento per riflettere. Facciamo una passeggiata nella memoria per scoprire come siamo nati 25 anni fa...
Per destino o per fortuna, gli studenti di dottorato Sergey Brin e Larry Page si incontrarono nel programma di informatica dell'Università di Stanford alla fine degli anni '90. Compresero subito di condividere una visione simile: rendere il World Wide Web un luogo più accessibile. La coppia lavorò instancabilmente dai loro dormitori per sviluppare un prototipo per un motore di ricerca migliore. Quando compirono progressi significativi nel progetto, spostarono l'attività nel primo ufficio di Google: un garage in affitto. Il 27 settembre 1998 nasce ufficialmente Google Inc.
Molte cose sono cambiate dal 1998 – compreso il nostro logo visto nel doodle di oggi – ma la missione è rimasta la stessa: organizzare le informazioni mondiali e renderle universalmente accessibili e utili. Miliardi di persone da tutto il mondo utilizzano Google per cercare, connettersi, lavorare, giocare e MOLTO altro ancora!
Grazie per esserti evoluto con noi negli ultimi 25 anni. Non vediamo l'ora di vedere dove ci porta il futuro, insieme.

martedì 26 settembre 2023

A "pesca" di engagement

Oggi sui social non si parlava quasi d'altro che del nuovo spot della catena di supermercati Esselunga, della quale sono un'affezionata cliente da quando sette anni fa venni a vivere quassù al Nord. Protagonista una bambina che va a fare la spesa con la madre separata, e quando poi il padre va a prenderla perché è arrivato il suo turno di stare con la figlia gli consegna la pesca appena comprata e gli dice mentendo – e si intuisce chiaramente che l'uomo "non la beve" – «Questa te la manda la mamma».

La mia "bolla social" si divide, con numerose sfumature intermedie, tra coloro che ritengono che lo spot colpevolizzi i genitori divorziati e si ripromettono di boicottare Esselunga perché veicola una visione del mondo retrograda, e coloro che al contrario l'hanno apprezzato e si sono addirittura commossi. Ebbene, la sottoscritta fa parte di quest'ultima categoria. Mi pare normale che qualsiasi bambino desideri avere una famiglia unita, con i genitori che stanno insieme e si vogliono bene, a meno che il loro rapporto non sia talmente conflittuale da rendere la separazione un sollievo. Il maggior difetto di questo spot, a mio modo di vedere, è il fatto che la mamma pronunci pésca con la e chiusa, il che sarebbe corretto se non si riferisse al frutto bensì all'atto del pescare... ;-)

lunedì 25 settembre 2023

Da quale pulpito!

È morto la notte scorsa nel reparto detenuti dell'ospedale de L'Aquila il boss mafioso Matteo Messina Denaro, che verosimilmente aveva posto fine alla sua latitanza trentennale lasciandosi catturare nel gennaio scorso allo scopo di ricevere cure migliori per il tumore al colon da cui era affetto.

Nella giornata di ieri, quando "U Siccu" era ormai in coma irreversibile e gli erano state staccate le macchine che lo tenevano in vita nonché sospesa l'alimentazione, sono stati resi noti i contenuti di un "pizzino" sul quale dieci anni fa aveva messo nero su bianco le sue ultime volontà per le esequie.

Rifiuto ogni celebrazione religiosa perché fatta di uomini immondi che vivono nell'odio e nel peccato. [...] Non sono coloro che si proclamano i soldati di Dio a poter decidere e giustiziare il mio corpo esanime, non saranno questi a rifiutare le mie esequie. [...] Il rapporto con Dio è personale, non vuole intermediari e soprattutto non vuole alcun esecutore terreno. Gli anatemi sono espressioni umane non certo di chi è solo spirito e perdono. [...] Sono io in piena coscienza e scienza che rifiuto tutto ciò perché ritengo che il mio rapporto con la fede è puro, spirituale e autentico, non contaminato e politicizzato. Dio sarà la mia giustizia, il mio perdono, la mia spiritualità.

Trovo assurdo e allucinante che parole del genere siano uscite dalla penna di uno dei più feroci e spietati criminali degli ultimi decenni. Questo per me si chiama "nominare il nome di Dio invano", altro che bestemmie!

In che mani siamo...

È stato un weekend lungo ed estenuante, e prima di concedermi qualche ora di sonno in vista di una settimana lavorativa non certo di tutto riposo mi rimane giusto il tempo e la forza di condividere i link a due articoli nei quali mi sono imbattuta, e che mi pare si commentino da soli.

Come siamo messi male... :-(


sabato 23 settembre 2023

Se non è amore questo

Questo fine settimana sono tornata a Pescara per sbrogliare alcune grane relative al condominio dove si trova l'appartamento ereditato dai miei genitori. Dopo essermi "tolta il dente" nel corso dell'assemblea condominiale straordinaria di ieri sera – durante la quale ho preso la parola come mai prima d'ora, dovendo chiedere l'autorizzazione a effettuare un intervento sui balconi che secondo qualcuno avrebbe potuto rovinare l'estetica dell'edificio, e invece, avendo dimostrato che non era così, ho avuto il via libera... ma che fatica! – io e il mio compagno abbiamo potuto dedicare quasi tutto il tempo rimanente a occupazioni più piacevoli. Come dormire, mangiare – pure in Lombardia si mangia bene, mica lo nego, ma a parità di quantità e qualità la differenza di costo è notevole – e rivedere persone care.

Una mia collega e cara amica nonché futura testimone di nozze – ebbene sì, è da prima della pandemia che stiamo progettando il grande passo, ma poi per un motivo o per l'altro è toccato continuare a rimandare – mi ha "dato buca" perché purtroppo non sta bene, ma quella che è stata la badante di mia mamma nei suoi ultimi tre anni di vita, una persona adorabile, sono riuscita a incontrarla. Lei, che viene dalla Romania, lavora ancora a Pescara, e da qualche tempo assiste una coppia di anziani: 95 anni lui, 84 lei. Non volendo lasciarli soli troppo a lungo, stasera ci ha fatti salire in casa loro e li abbiamo conosciuti.

Lei purtroppo è affetta da Alzheimer, parla poco – e beato chi capisce quello che dice – e basta un niente perché si senta trascurata e cominci a protestare. Lui, nonostante la veneranda età e qualche inevitabile acciacco, mostra uno spirito e una tempra invidiabili, nonché una memoria di ferro. A un certo punto, tenendo la moglie sempre teneramente per mano, ha raccontato il loro primo incontro, sessantadue anni fa, su un treno. Lui, unico scapolo, era in compagnia di due colleghi entrambi sposati, mentre lei viaggiava sola e triste. «Allora sono andato a consolarla... e a distanza di tanti anni la consolo ancora adesso!», ha affermato con una punta di orgoglio tutt'altro che ingiustificato.

Beh, che dire... Sono uscita da quella casa con le lacrime agli occhi dalla commozione.

venerdì 22 settembre 2023

Lo "stile" di Ibra


L'altroieri mi sono imbattuta in un post pubblicato nella pagina Facebook Calcio Totale; ne riporto qui di seguito il testo.

"Marco Materazzi entrava per farti male. Era il suo stile. Juventus-Inter, 2 ottobre 2005.
Materazzi riesce a prendermi bene, con un’entrata a due piedi, a forbice. Devo uscire dal campo per farmi medicare. Zoppico.
Capello mi vuole sostituire, ma io gli dico: «No, mister. Ce la faccio».
Rientro solo per cercarlo. A questo punto il calcio non c’entra più, per me la partita è già finita.
Ma non riesco neppure a camminare per il dolore, Capello se ne accorge e mi fa uscire.
Comincia l’attesa.
Torno a Milano, questa volta è ora di giocare con la maglia rossonera. Domenica 12 novembre 2010: si gioca il primo derby della stagione.
All’inizio del secondo tempo, ecco il momento che ho atteso per cinque anni.
C’è una palla a metà strada tra me e Materazzi.
Io so che lui entrerà per farmi male. Ma lui non sa che io voglio fargliene molto di più, perché la mia rabbia è montata durante tutto questo tempo.
Lui entra in scivolata a due piedi, io salto per evitare il colpo, raccolgo le ginocchia e, mentre lui mi scivola sotto, gli do una gomitata in testa.
Sento il rumore del colpo secco e il suo rantolo di dolore: «Ah…».
Potrei rotolarmi a terra, fingere di aver subito anch’io danni nel contrasto. Invece mi alzo serenamente e me ne vado. Lui resta giù, poi lo trasportano in ospedale a fare visite di controllo. So di averlo colpito bene, alla tempia.
Stanković, che è un amico, viene a chiedermi: «Perché l’hai fatto, Zlatan?».
Gli rispondo: «Perché ho aspettato cinque anni. Lascia perdere, Dejan. Vai via».
Il giorno dopo devo prendere un aereo a Linate.
Mi dicono: «C’è Materazzi».
Rispondo: «Bene. Vediamo cosa fa».
Mi alzo dalla poltroncina. Magari mi punta.
Fammi vedere qui quanto sei uomo, Matrix.
Invece mi sfila accanto senza dire nulla.
Io non ho chiesto rispetto a Materazzi, me lo sono preso.
A modo mio."
[Zlatan Ibrahimovic]

Al termine della lettura ero basita: sapevo che Zlatan Ibrahimović era un tipo alquanto sbruffone, ma non lo immaginavo così brutale. (Non che Marco Materazzi in carriera sia stato l'emblema della correttezza sul campo di gioco, va detto) Ma ci sono rimasta ancora più male quando, scorrendo i commenti, ne ho trovati non pochi che lo osannavano con parole del tipo «Grande Ibra!», e pareva proprio che dicessero sul serio.

E questo sarebbe un interprete dell'autentico spirito sportivo, un esempio da seguire per le nuove generazioni?