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mercoledì 20 marzo 2013

Raoul Bova papà a sorpresa

A poco più di una settimana di distanza dalla visione di Amiche da morire, oggi sono tornata al cinema per assistere a un'altra commedia italiana, anch'essa piuttosto piacevole, ma di genere un tantino diverso: Buongiorno papà (qui il trailer).
La trama in sintesi: il fascinoso ma superficiale trentottenne Andrea (Raoul Bova) sta facendo carriera in un'agenzia che si occupa di product placementquelli che rovinano i film mettendoci la pubblicità», cit.) e divide l'appartamento con l'amico di sempre Paolo (Edoardo Leo, anche regista del film). La sua vita amorosa si riduce a un lungo elenco di ragazze belle e molto più giovani di lui con le quali adotta implacabilmente la regola di "una botta e via", senza avere la benché minima intenzione di mettere la testa a posto. Ma arriva anche per lui il momento di prendersi le sue responsabilità, quando un giorno alla sua porta si presenta la giovanissima Layla (Rosabell Laurenti Sellers), che sostiene di essere sua figlia: diciassette anni prima in campeggio sua madre Valentina aveva consumato un rapporto occasionale con Andrea, che in seguito si era reso come suo solito irreperibile. Adesso che sua madre è morta, Layla ha deciso di incontrare il suo papà biologico, per conoscerlo e "inquadrarlo": questo termine non è soltanto metaforico, visto che la ragazzina immortala Andrea in continuazione utilizzando un'antiquata fotocamera usa e getta col rullino. Alla ricerca di suo padre Layla non c'è andata di certo da sola: la accompagna Enzo (Marco Giallini), ex musicista nel gruppo rock dei Giaguari, nonché padre di Valentina... in pratica suo nonno, anche se lui, alternativo e giovanilistico com'è, proprio non vuol saperne di essere chiamato così. Inutile dire che la vita di Andrea verrà completamente stravolta da questa paternità del tutto inaspettata...
Il film è molto divertente e sostenuto da una sceneggiatura brillante e ben congegnata, scritta dallo stesso Edoardo Leo assieme a Massimiliano Bruno (autore anche del soggetto) e Herbert Simone Paragnani; verso la fine aumentano un pochino il tasso di sdolcinatezza e le situazioni sopra le righe, ma nulla che non ci si potesse aspettare da una commedia di questo genere.
Che dire del cast? Tanto per limitarci agli attori principali... Raoul Bova è come il vino, migliora invecchiando, e la parte del figo sciupafemmine (peraltro del tutto differente da com'è lui nella vita reale, per quanto ne so) gli calza a pennello: ma credo che gli vada riconosciuto anche un certo talento recitativo, e non perdo la speranza che prima e poi ci stupisca con un ruolo completamente diverso da quelli che ha interpretato finora. Edoardo Leo, che ricordo vagamente in Un medico in famiglia, come attore è una validissima spalla nonché davvero promettente dietro la macchina da presa, e per quanto riguarda Marco Giallini credo che per lui sia finalmente giunto il momento della meritata affermazione dopo aver ricoperto negli ultimi anni diversi ruoli secondari ma piuttosto incisivi. Nicole Grimaudo (nella parte dell'insegnante di ginnastica, pardon, scienze motorie di Layla) invece non riesco proprio a farmela piacere... chissà se prima o poi anche lei, come Cristiana Capotondi, mi convincerà a rivalutarla.
Durante il film ho notato diverse citazioni che mi hanno colpita, ma non ho avuto modo di annotarle; per farlo, del resto, avrei dovuto mettere mano allo smartphone nel buio della sala, e non mi sembrava il caso. Una di queste citazioni, «Se fai sempre quello che fai, avrai sempre quello che hai» (by Enzo), l'ho recuperata qui. Se vuoi scoprire anche le altre, non devi far altro che andare a vedere il film... cosa che, casomai non si fosse intuito, ti consiglio senz'altro di fare! :-)

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