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giovedì 21 marzo 2013

Addio al più grande velocista italiano

Oggi il mondo dello sport e l'Italia tutta piangono la scomparsa, all'età di sessantuno anni non ancora compiuti, del leggendario campione Pietro Mennea, specialista sui 200 metri piani: in tale disciplina la "Freccia del Sud" (così era soprannominato, essendo nato a Barletta) vinse l'oro olimpico a Mosca nel 1980 e ha detenuto il record mondiale con il tempo di 19"72 (tuttora record europeo), fatto registrare il 12 settembre 1979 a Città del Messico, per quasi diciassette anni, fino a quando il 1° agosto 1996 il namibiano Frankie Fredericks non ha corso con un tempo di 19"68 (l'attuale detentore è il giamaicano Usain Bolt, che il 20 agosto 2009 ha fatto segnare uno stratosferico 19"19). Ma Mennea non è stato solamente un grande atleta: aveva al suo attivo ben quattro lauree (in Scienze Politiche, Giurisprudenza, Scienze dell'Educazione Motoria e Lettere), ha esercitato la professione di avvocato, ha scritto venti libri, è stato docente a contratto di Legislazione europea delle attività motorie e sportive presso la Facoltà di Scienze dell'Educazione Motoria dell'Università "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara, e inoltre ci ha lasciato delle citazioni davvero degne di nota, tanto che per questa volta chiuderò un occhio sul fatto che nella sua carriera politica sia stato vicino al centrodestra. ;-) Non a caso, in Che vita!, Samuele Bersani cantava «Pietro Mennea e Sara Simeoni son rivali alle elezioni…»; in effetti, per quanto mi risulta, la ex campionessa di salto in alto si è candidata in area Prodi come indipendente... ma nel 2004, due anni dopo l'uscita del brano: Bersani profetico? :-)

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