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giovedì 21 febbraio 2013

A proposito di parodie

Uno dei momenti più discussi dell'ultimo Festival di Sanremo è stato quello che ha visto protagonista una coppia gay di Torino. I due fidanzati, Stefano e Federico, sono saliti sul palco dell'Ariston, si sono seduti e, senza mai aprire bocca, hanno sciorinato una serie di cartelli recanti delle scritte per raccontare la loro storia d'amore lunga undici anni che si accingevano a coronare sposandosi, "casualmente" proprio il giorno di San Valentino, a New York, «perché le leggi di questo Paese non ce lo lasciano fare». Una scelta che probabilmente per loro, una volta tornati in Italia, non avrà alcun effetto pratico, ma che ha senz'altro un enorme valore simbolico.


Lunedì sera, nella copertina di una puntata di Ballarò insolitamente "orfana" di Maurizio Crozza, i comici Luca e Paolo hanno proposto un'intelligente e brillante parodia di quella performance, tanto spassosa quanto quella di Stefano e Federico era stata toccante.


Peccato che del medesimo format si siano poi impadroniti due candidati veneti del movimento politico di centrodestra Fratelli d'Italia per confezionare lo sconcertante video qua sotto...


... che avversa apertamente i matrimoni gay e si conclude con l'invito a «non votare con il c**o», volgarissima allusione omofoba. Ma io mi domando con quale parte anatomica sia stata concepita un'idea così sgradevole: non certo con il cervello, mi verrebbe da pensare!
Ne approfitto per citare un geniale tweet di @MorgonFreeman, presumibilmente un fake del quasi omonimo attore statunitense, il cui account Twitter ufficiale dovrebbe essere questo: «I hate the word homophobia. It's not a phobia. You are not scared. You are an asshole» («Odio la parola omofobia. Non è una fobia. Tu non hai paura. Tu sei uno st***zo»). Un concetto analogo, sia pur con parole assai meno forti, l'ho espresso anch'io a suo tempo.

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