giovedì 10 settembre 2015

C'era una volta la Blogfest

Come preannunciato ieri, il prossimo fine settimana sarò alla Festa della Rete, ci ho messo un po' ma alla fine mi sono rassegnata a chiamarla così invece di Blogfest... e pure quest'anno, come l'anno scorso, ho fatto il mio "dovere" di votante dei Macchianera Italian Awards. La cerimonia di premiazione si terrà sabato sera alle ore 21 presso il Teatro Ermete Novelli di Rimini. Oggi è l'ultimo giorno utile per votare, e se ti fidi di me ti fornisco qualche dritta:
  • Avamposto 42 come miglior sito e Samantha Cristoforetti come miglior personaggio, perché @astrosamantha se lo merita! :-)
  • Le più belle frasi di Osho – pagina alla quale ho intenzione di dedicare un post a sé – come miglior rivelazione.
  • Miglior presenza social a mani – anzi manone ;-) – basse Gianni Morandi, e miglior polemica online Razzisti vs Gianni Morandi: una questione più che mai di attualità.
  • Miglior sito umoristico-satirico Lercio, che vanta innumerevoli tentativi d'imitazione... e il fatto che ancora tante, troppe persone prendano sul serio le pseudo-notizie che vi compaiono lo trovo in un certo senso illuminante.
  • Miglior sito food Bye Bye Salsiccia, che non conoscevo ed ho scoperto per l'occasione: leggendo la pagina about intuirai come mai non potevo far altro che votarlo.
  • Miglior sito educational Accademia della Crusca, una garanzia quando si parla della lingua italiana.
  • Miglior sito tecnico-divulgativo MedBunker, che per me è diventato un autentico punto di riferimento riguardo alla salute.
  • Miglior hashtag #JeSuisCharlie, indubbiamente il più significativo e di maggior impatto.
E con questo sono dieci voti, il minimo indispensabile affinché la scheda sia ritenuta valida. Ci sono altre 27 categorie, riguardo ad alcune delle quali – tipo miglior personaggio video online, miglior radio online, miglior startup italiana – ho dovuto ammettere la mia pressoché totale ignoranza, mentre in altri casi mi sono sbilanciata... ma non con la stessa convinzione che ho messo nelle categorie sopra riportate.
In fondo alla scheda di votazione ho trovato questo video di Fondazione Telethon, che mi ha emozionata un sacco e che merita di essere condiviso il più possibile. Come dici, è off topic? Ma certi argomenti sono sempre "in topic"... :-)

mercoledì 9 settembre 2015

Una catena per i diritti umani #humanrightschain

Domenica prossima, 13 settembre, le Tre Cime di Lavaredo, che quattro anni fa ebbi il piacere di ammirare da vicino in tutta la loro maestosa imponenza, saranno teatro di un evento dall'enorme valore umanitario: Le Dolomiti abbracciano i diritti umani.
Copincollo dalla relativa pagina...
Per un mondo di libertà, giustizia e pace, il 13 settembre 2015, unisciti a noi.
Domenica 13 settembre, 6.000 persone, insieme, stringono in un abbraccio i diritti umani.
Nella terra di frontiera dove 100 anni fa gli uomini combattevano la Grande Guerra, oggi 6.000 persone e 12.000 mani si incontrano per proteggere ogni donna, ogni uomo, ogni bambino che ancora oggi è violato nei propri diritti.
Sono diritti fondamentali, senza i quali gli esseri umani quasi non sono più umani: il diritto alla protezione, alla libertà di espressione, il diritto al cibo, il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto alla pace.
Sono diritti cui si dedicano con ogni energia, da sempre, gli organizzatori dell’evento: Insieme si può, Amnesty International e Art for Amnesty.
La catena umana sarà suddivisa in 10 settori che portano il nome di altrettanti Paesi – Siria, Messico, Nigeria, Eritrea, Somalia, Afghanistan, Cina, Brasile, Costa d'Avorio, Uganda – in cui i diritti umani sono violati e nei quali Insieme si può e Amnesty International sono impegnati nella loro difesa. All’arrivo alle Tre Cime, il giorno dell'evento, ogni partecipante sarà assegnato e accompagnato a uno dei settori e diventerà parte della catena.
Per ulteriori informazioni ti invito a fare riferimento al sito dedicato.
Ci si iscrive qua, ma se anche tu come me non potrai essere presente – la sottoscritta sarà alla Festa della Rete – avrai ugualmente la possibilità di contribuire alla buona riuscita dell'evento:
Se non riesci ad esserci di persona ti chiediamo di esserci in un altro modo. Coinvolgi i tuoi amici in questo abbraccio simbolico!
Fai la tua mini catena intorno a un monumento simbolo della tua città postando le foto entro il 12 settembre sui social network. Ricordati di usare l’hashtag #humanrightschain.
Speriamo che a Rimini si riesca a organizzare qualcosina... :-)

martedì 8 settembre 2015

Forza Paris!

Con Paris ci siamo conosciuti all'università, ma, come spesso accade, col tempo ci siam persi di vista. Sapevo già che lui era migrato oltremanica – la famosa fuga dei cervelli – e grazie a Facebook sono venuta a conoscenza che ha messo su famiglia: si è sposato ed è diventato papà. Per lui e sua moglie, purtroppo, l'avventura da genitori è cominciata in salita; ecco perché, adesso che il piccolo Milo finalmente sta bene, Paris ha deciso di fare qualcosa di concreto per le famiglie costrette ad affrontare un calvario analogo al suo, aprendo una raccolta fondi a favore della Winnicott Foundation... ma non solo: con lo stesso nobile scopo parteciperà alla maratona di Berlino assieme agli amici Matteo Aniello e Marco Ciocci. Ecco la traduzione del testo che compare nella sua pagina JustGiving.
La corsa di Milo
Correremo la maratona di Berlino per la Winnicott Foundation perché è una grande organizzazione benefica che assiste i neonati prematuri.
Grazie per aver dedicato del tempo a visitare la mia pagina JustGiving. Il 27 settembre 2015 correrò insieme a Matteo e Marco la maratona di Berlino per raccogliere fondi per la Winnicott Foundation.
Il 20 ottobre è nato mio figlio Milo, con 16 settimane di anticipo. Mia moglie Daniela ed io eravamo sotto shock. Eravamo entrambi felici e tristi allo stesso tempo. Lui pesava appena 630 grammi ed era estremamente fragile. Questo ha dato inizio a un lungo e difficile cammino per la nostra famiglia, un ottovolante di emozioni. Cinque mesi più tardi, grazie alle eccellenti cure di medici e infermieri del reparto di neonatologia del Queens Charlotte, abbiamo portato a casa Milo. Saremo sempre molto grati per l'assistenza fornita a Milo che gli ha salvato la vita.
A un certo punto, durante questo soggiorno lungo 5 mesi, Milo è stato molto male e abbiamo pensato che l'avremmo perso. Grazie alla Winnicott Foundation, che dispone di camere per i genitori in ospedale, siamo riusciti a stare vicino a Milo giorno e notte, e a fargli visita in ogni momento. La possibilità di stare il più vicino possibile a nostro figlio in questo difficile momento è stata estremamente utile per noi e Milo.
La Winnicott Foundation assiste genitori e bambini che sono nati prematuri o malati. Essi forniscono una gamma di diverse attrezzature mediche, vestiti, tiralatte, macchine per monitorare la frequenza cardiaca, la temperatura e la respirazione dei bambini, camere per i genitori ed informazioni e sostegno ai genitori per imparare a fare il bagnetto, dare da mangiare e in generale curare i bambini molto piccoli. Saremo eternamente grati per il sostegno che ci hanno dato.
Quindi stiamo raccogliendo fondi per dire grazie, e per aiutare la Winnicott ad assistere altri bambini e genitori in un simile momento di bisogno. La Winnicott Foundation, organizzazione di beneficenza registrata indipendente, è stata fondata nel 1985 da genitori e medici che volevano fare per i neonati prematuri e malati più di quanto il NHS [National Health Service, il sistema sanitario del Regno Unito, NdC] fosse in grado di fare. La Winnicott sopravvive esclusivamente grazie alle donazioni, quindi ogni centesimo conta. Per ulteriori informazioni, consultare www.winnicott.org.uk.
Donare attraverso JustGiving è semplice, veloce e totalmente sicuro. I tuoi dati sono al sicuro con JustGiving: loro non li venderanno mai né invieranno e-mail indesiderate. Una volta che hai donato, loro manderanno i soldi direttamente all'organizzazione benefica. Quindi questo è il modo più efficiente per donare: risparmio di tempo e taglio di costi per l'organizzazione benefica.
Siete pregati di contribuire generosamente, se potete, lo apprezzeremmo davvero, dal momento che la Winnicott ha fatto così tanto per assistere la nostra famiglia. Oggi Milo ha 10 mesi di età (o 6 corretti) ed è oltre dieci volte più grosso rispetto a quando nato, ed è un bambino felice.
La Winnicott Foundation aiuta ad assistere la cura per i neonati prematuri e in condizioni critiche e le loro famiglie. Ha lo scopo di aiutare a salvare le vite di più bambini, permettere ai bambini di lasciare l'ospedale prima, creare un futuro migliore a lungo termine per i bambini, assistere i genitori affinché stiano con i loro bambini.

lunedì 7 settembre 2015

Voglia di volare via

Negli ultimi tempi mi accompagna spesso un senso di frustrazione, di insoddisfazione, un desiderio di cambiare vita, di imprimerle una svolta positiva... ed ecco che nelle mie peregrinazioni sui social mi imbatto in spunti tali da corroborare questo mio stato d'animo!
I always wonder why birds choose to stay in the same place when they can fly anywhere on the earth, then I ask myself the same question.
Mi domando sempre perché gli uccelli scelgono di rimanere nello stesso posto quando possono volare dappertutto sulla terra, poi rivolgo a me stesso la medesima domanda.
It doesn't matter if it is a relationship, a lifestyle, or a job. If it doesn't make you happy, let it go!
Non importa se è una relazione, uno stile di vita o un lavoro. Se non ti rende felice, lascialo perdere!
Come se fosse facile mollare un impiego che non ti va a genio, soprattutto di questi tempi... Ma pure dire basta ad altri tipi di consuetudini tanto radicate quanto deleterie non è mica così immediato, io ne so qualcosa!

domenica 6 settembre 2015

Soldi buttati

Quest'oggi ti propongo l'enigma che Alex Bellos ha pubblicato nel suo blog Monday puzzle lunedì scorso, e che soltanto ieri ho avuto tempo e modo di guardare – e tradurre... ;-) – con calma. Ladies and gentlemen, ecco a voi il misterioso problema del professor Povey!
L'enigma di questa settimana è rubato (con autorizzazione) dal libro di recente pubblicazione Professor Povey's Perplexing Problems.
Il libro è una raccolta di quesiti pre-universitari di matematica e fisica, scelti da Thomas Povey, professore di ingegneria all'università di Oxford. Egli scrive che le domande «sono concepite per stimolare la curiosità e la giocosità, e molte sono del tipo previsto in alcuni test di ammissione all'università». È molto divertente e molto impegnativo!
Il libro riguarda in gran parte la fisica, ma alcuni degli enigmi sono matematici, come questo ideato da lui stesso.
La moneta e la scacchiera
Una moneta di diametro 1 viene lanciata su una scacchiera infinitamente grande con quadrati di lato 2.
Qual è la probabilità che la moneta atterri in una posizione tale da toccare sia il bianco sia il nero?
Per maggiore chiarezza: una scacchiera infinitamente grande è una scacchiera che prosegue per sempre in tutte le direzioni, e la moneta atterra su una delle sue facce.

Ci hai riflettuto un po' su? Qualunque sia la tua risposta, scorri in basso la pagina per leggere la soluzione...











































Per risolvere questo problema considera le possibili posizioni di una moneta che atterra all'interno di un quadrato.
Poniamo che la moneta tocchi uno o due lati del quadrato. Come si può vedere dalla figura qui sotto a sinistra, il centro di una moneta che tocca uno o due lati del quadrato deve sempre trovarsi in un quadrato più piccolo.
Questo quadratino è la chiave per ricavare la risposta.
A sinistra: quando la moneta si muove lungo il lato del quadrato, il suo centro traccia un quadrato più piccolo.
A destra: se il centro della moneta è nella zona ombreggiata, la moneta si sovrappone a un quadrato vicino della scacchiera.
Quando il centro della moneta è nel quadrato piccolo, la moneta tocca un solo colore. E quando il centro della moneta non è nel quadrato piccolo, la moneta attraverserà il bordo del quadrato più grande e toccherà due colori.
Quindi la probabilità di toccare due colori è la percentuale del quadrato grande che è al di fuori del quadrato piccolo. È la superficie ombreggiata sopra a destra.
L'area del quadrato intero è 2 × 2 = 4.
L'area del quadrato piccolo è 1, perché il lato è 1.
Così l'area ombreggiata è 4 – 1 = 3.
La probabilità di toccare due colori è pertanto 3/4, oppure il 75 per cento.

sabato 5 settembre 2015

Schiavi della tecnologia?

L'altro giorno su Facebook ho adocchiato un'immagine con una scritta che diceva più o meno: «Condividi se rinunceresti a internet, cellulare e telefono per cinque anni in cambio di centomila euro». Facile rispondere di sì quando è pressoché impossibile che qualcuno ti faccia un'offerta simile... ;-) ma onestamente no, non credo che me la sentirei di accettare. Se fino a non molto tempo fa quegli strumenti mi erano d'aiuto più che altro per impegnare il mio tempo libero – mai stata una grande "telefonatrice" – adesso ne ho davvero bisogno per comunicare a distanza... e insomma, toglietemi tutto, ma non il mio Skype e Messenger! <3
Oggi mi sono imbattuta per caso in due spunti diversi che alludono alla moderna tendenza ad essere prigionieri delle tecnologie: un'illustrazione di Bansky (se c'entra l'artista inglese, dovrebbe trattarsi quantomeno di una pagina non ufficiale, dal momento che lui si fa chiamare Banksy) accompagnata dalla didascalia "Modern Prison", prigione moderna...


... e un'immagine tratta da Spirit Science.


«Finalmente ho capito. Le persone sono prigioniere dei loro telefonini, è per questo che si chiamano telefoni cellulari».
(Il gioco di parole va a farsi benedire nella traduzione in italiano, dal momento che in inglese cell significa cella sia nel senso della stanza di una prigione dove vengono rinchiusi i carcerati, sia nel senso di elemento territoriale di una rete di telefonia mobile, da cui il termine telefonia cellulare; in italiano d'altronde il cellulare è pure il furgone adibito al trasporto dei detenuti, in effetti)
Già, noi ci illudiamo di essere padroni della tecnologia, ma in realtà è lei che ci comanda a bacchetta, come suggerisce questa vignetta di Manu Cornet che mi pare di aver già condiviso da qualche parte...

venerdì 4 settembre 2015

No al carbone, sì al futuro!

In colpevole ritardo mi occupo della campagna No al carbone, sì al futuro promossa da WWF Italia.
Tale campagna è incentrata su strumenti di comunicazione di vario genere: uno spot piuttosto incisivo...


... tre vignette della serie [+5°C] Che Razza di Futuro! realizzate da Kanjano, che raccontano con ironia come gli animali si potrebbero adattare ai cambiamenti climatici: un cane da slitta costretto a fare i traslochi per mancanza di neve...


... un orso bianco a cui sono cresciute le gobbe di un cammello per poter resistere alle alte temperature...


... un pinguino con il mantello di una zebra per mimetizzarsi nella savana...


... inoltre c'è il Dossier Carbone: un ritorno al passato inutile e pericoloso, aggiornato a dicembre 2014, e infine un'infografica (clicca per ingrandire) su combustibili fossili e cambiamento climatico.


In Italia ci sono 13 centrali a carbone: nel 2013 le loro emissioni sono state oltre 1/3 rispetto al sistema elettrico nazionale, a fronte di un modesto contributo – tra il 12,9 e il 13,7% – al fabbisogno elettrico complessivo.
I combustibili fossili (petrolio, carbone e gas) rappresentano l'81% del consumo energetico mondiale. Un consumo di fonti energetiche aumentato in maniera considerevole dal 1880 ad oggi: da 1000 a 13300 MTEP. Con l'aumento dei consumi energetici incrementa in maniera consistente anche la produzione di biossido di carbonio (CO2): da 4 a 36 miliardi di tonnellate. Anche la temperatura globale registra aumenti considerevoli, +0,85°C dal 1880 al 2012, un riscaldamento che a fine secolo potrebbe raggiungere valori molto elevati: tra i 2,6°C e i 4,8°C.
La situazione attuale rappresenta una sfida senza precedenti per la biodiversità. Un eventuale aumento di 5°C rispetto ai livelli pre-industriali rappresenta uno scenario catastrofico che si potrebbe avverare se non verranno adottate urgenti azioni di mitigazione.
Per evitare tali conseguenze il WWF Italia richiede con urgenza di: incrementare l'uso delle energie rinnovabili al 25 per cento a livello globale, raddoppiare l'efficienza energetica entro il 2020 e attuare azioni mirate su foreste e agricoltura nelle regioni chiave, con l'obiettivo di arrivare alla "deforestazione zero".

giovedì 3 settembre 2015

Dilemmi di coscienza

Si chiama Aylan, ha tre anni e viene da Kobane, dalla Siria in guerra. Giace a faccia in giù sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, e sembra quasi che dorma, proprio come un bimbo che si appisola esausto sulla sabbia dopo aver fatto il bagno in mare. Solo che Aylan non è reduce da una piacevole nuotata, non indossa il costumino ma è vestito di tutto punto, e sta dormendo un sonno dal quale non si sveglierà mai più: è annegato durante la traversata che aveva intrapreso insieme alla sua famiglia alla volta dell'isola greca di Kos, nella speranza di trovare una vita migliore in Canada. Con lui sono morti anche sua mamma Rihan e suo fratello Galip, di cinque anni; a piangerli è rimasto il papà Abdullah.
Su Twitter è stato diffuso lo scatto qui sotto che mostra i due fratellini, Aylan (a sinistra) e Galip, felici e del tutto ignari del tragico destino che li attende.


Eviterò invece di condividere la foto del corpicino qui, tanto è probabile che tu l'abbia già vista: su internet, tra social network e siti d'informazione, è lo scatto del giorno. Il manifesto l'ha pubblicata in prima pagina con un titolo a effetto, come da tradizione della testata: «Niente asilo». In esso molti hanno ravvisato un'ironia fuori luogo, mentre io quel gioco di parole lo trovo tremendamente efficace: Aylan si è visto negare non soltanto il diritto di asilo politico, ma pure il diritto di andare all'asilo, godersi l'infanzia e diventare adulto come me, come noi.
Gli utenti dei social si sono divisi grosso modo in tre "fazioni": quelli che hanno condiviso la foto senza esitazioni, «perché tutti devono sapere», «perché può servire a scuotere le coscienze», etc. etc.; quelli che l'hanno guardata di loro spontanea volontà ma non se la sono sentita di condividerla; e quelli che avrebbero preferito non vederla, ma probabilmente l'hanno vista lo stesso loro malgrado perché qualche loro contatto privo di remore l'ha pubblicata sulla propria bacheca, magari taggandoli pure (Galatea ne sa qualcosa).
Anche riguardo all'atteggiamento che i mezzi di informazione avrebbero dovuto tenere in questa circostanza, se pubblicare o meno quella foto, si è scatenato il dibattito: è più verosimile che mostrare il male provochi una sana indignazione oppure una sterile assuefazione?
Per quanto mi riguarda sarei tendenzialmente favorevole alla pubblicazione, ma la questione è tanto delicata che non credo si possa stabilire in assoluto cosa è giusto e cosa è sbagliato. Anziché cimentarmi nell'ardua e insidiosa impresa di tradurre in parole quello che penso, mi limiterò a citare un po' di opinioni di chi si è già espresso al riguardo. Oltre all'intero post di Massimo Mantellini, che a differenza della sottoscritta pare piuttosto contrario alla pubblicazione ma offre interessanti spunti di riflessione...
Così ho cambiato idea: il rispetto per questo bambino, che scappava con i suoi fratelli e i suoi genitori da una guerra che si svolge alle porte di casa nostra, pretende che tutti sappiano. Pretende che ognuno di noi si fermi un momento e sia cosciente di cosa sta accadendo sulle spiagge del mare in cui siamo andati in vacanza. Poi potrete riprendere la vostra vita, magari indignati da questa scelta, ma consapevoli.
(Mario Calabresi, direttore de La Stampa)
No, quella foto non l’avrei pubblicata. Non ne avrei avuto il coraggio.
Ma se l’averlo fatto riesce a mobilitare coscienze, facendo strame delle opposte demagogie, beh allora la morte di quel bimbo resterà una macchia indelebile nella coscienza di molti, ma forse potrà produrre qualcosa di positivo.
(Enzo Iacopino, presidente dell'Ordine dei giornalisti)
Abbiamo bisogno come l’aria di contesto, della storia che c’è dietro.
Se proprio decidiamo di pubblicare quella foto, deve essere parte di un racconto della sua vita, della famiglia, della guerra, della Siria e di tutto quello che è accaduto negli ultimi anni.
È il racconto (chiamiamolo storytelling se volete) che deve avviare una grande discussione in ogni contesto e in ogni Paese, non lo shock di una foto una tantum.
Moltiplichiamo il racconto, non la foto del bimbo, rendiamoli inscindibili.
Col racconto, il corpo del piccolo Aylan fermo per sempre sulla riva del mare ci deve parlare e insegnare tante cose.
Inguardabile non è il corpo di un bambino immobile, è il corpo di una politica immobile.
Poi rispetto tutti i pareri, mai come in questo caso, e se possibile invito a non scannarsi in merito, dato che scannarsi su questo è probabilmente il modo peggiore di interpretare il rispetto (sempre imho naturalmente)

mercoledì 2 settembre 2015

Tutti pazzi per i Minions?

I simpaticissimi Minions, forti del successo ottenuto in qualità di comprimari nei due film della serie Cattivissimo me, si sono guadagnati il ruolo di protagonisti dello spin-off/prequel che porta il loro nome, e hanno sbancato il box office italiano in questo periodo ancora abbastanza sonnacchioso dal punto di vista cinematografico. La sottoscritta non ha perso occasione per recarsi in sala e... che dire, la qualità della computer grafica è eccellente, e il film è anche divertente per la prima mezz'ora, dopodiché se hai più di dieci anni secondo me è inevitabile stufarsi un pochettino! ;-) Ciò non mi ha impedito di cadere vittima anche oggi del merchandising legato alle creaturine dalla caratteristica tonalità di giallo, accaparrandomi alla cassa del supermercato la confezione di Tic Tac alla banana – ma va'?! ;-) – che puoi vedere qua sotto, e che non oso aprire per paura di rovinarla...


In questo articolo di Wired Diletta Parlangeli prova a spiegare una cosa per me abbastanza inspiegabile, e cioè la popolarità dei Minions come meme. Si è adeguato pure OL VAVA, doppiandoli in dialetto bergamasco e facendo dire loro qualcosa di non troppo carino... ;-)


Nel video qua sotto DaveHax ti mostra come costruirti il tuo Minion personale a partire da un oggetto noto ai bambini di tutte le età: il contenitore delle sorpresine degli ovetti Kinder! :-)


martedì 1 settembre 2015

Arrosticini mon amour

Tutto è cominciato una settimana fa con un tweet di Selvaggia Lucarelli:
A guardare fb, gli italiani sono tutti in Grecia,Thailandia e Formentera. Io tifo per quelli che fotografano gli arrosticini in Abruzzo.
Ne è scaturito un riscontro davvero massiccio: perfino il presidente della Regione Luciano D'Alfonso è intervenuto. Due giorni dopo la stessa Selvaggia ha espresso in un altro tweet il suo stupore per tutto ciò:
Uno si spreme per scrivere un bel tweet poi parla di arrosticini ed è un trionfo:http://www.pescaranews.net/notizie/varie/9399/quando-gli-arrosticini-spopolano-in-italia-selvaggia-lucarelli-twetta-il-suo-amore-per-lo-spiedino-abruzzese
Qualcuno l'ha rimproverata perché, mentre postava i tweet di cui sopra, Selvaggia si trovava con suo figlio in Giappone, quanto di più distante dalla Regione Verde d'Europa... ma a quanto pare lei è di origine abruzzese (sua nonna era vastese, suo nonno cupellese) e dalle mie parti ci torna ogni anno: il 3 agosto scorso aveva condiviso una foto scattata al binario 3 di una stazione a me piuttosto familiare, quella di Pescara. :-)
Per farla breve, il 28 agosto Selvaggia ha lanciato per gioco su Facebook il contest Arrosticino got talent invitando i suoi follower a mandarle foto con gli arrosticini abruzzesi – che, come ricordato da Stefania Pezzopane, «devono essere di pecora di montagna e cucinati sulla brace» – e il giorno successivo ha proclamato i suoi vincitori assoluti: il signore che griglia sugli scogli...


... e la signora che alimenta la fiamma della brace col phon (io questa la trovo una cosa talmente banale... mah!).


La mia preferita invece è la foto seguente...


... ma mi son piaciute anche queste qua sotto, sebbene non siano proprio originali ma costituiscano dei memi in circolazione da tempo.




Per sempre, non esageriamo... Ci vuole un po', ma alla fine si digeriscono! ;-)


Queste due, invece, sembrerebbe proprio che siano state scattate per l'occasione! :-)



Io, che come ho già scritto sono ghiotta di arrosticini, li ho mangiati sabato sera, fuori tempo massimo per partecipare al contest... e del resto nella foto che ho pubblicato su Instagram manco si vedono, coperti come sono dall'alluminio.


Secondo un'altra scuola di pensiero, per mantenere gli arrosticini belli caldi il più a lungo possibile è meglio il coccio.