sabato 18 maggio 2024

In morte di un Uomo degno del massimo rispetto

Ieri è scomparso Franco Di Mare, popolare giornalista e conduttore televisivo in Rai. Meno di un mese fa aveva parlato della sua malattia, un mesotelioma, rara forma di tumore causata dalla sua esposizione all'amianto nelle missioni di guerra svolte fino al 2000, in un'intervista al Corriere e prendendo parte in collegamento Che tempo che fa condotto da Fabio Fazio. È proprio guardando la trasmissione sul canale Nove che sono venuta a conoscenza delle sue gravi condizioni di salute, e mi si è stretto il cuore a vederlo che parlava a fatica attaccato al respiratore, anche perché l'avevo sempre apprezzato in modo particolare per la professionalità e il modo di porsi. Ho provato poi una gran rabbia quando ha riferito il comportamento nei suoi confronti dell'azienda radiotelevisiva pubblica per la quale aveva lavorato per decenni, esponendosi tra l'altro al rischio che lo avrebbe condotto presto alla morte.

Capisco che ci siano ragioni sindacali e legali, io chiedevo lo stato di servizio, l’elenco dei posti dove sono stato per sapere cosa si potrebbe fare. Non riesco a capire l’assenza sul piano umano, persone a cui davo del tu che si sono negate al telefono. Trovo un solo aggettivo: è ripugnante.

Sul Messaggero sono spiegate le possibili ragioni di questo assurdo stallo; in poche parole, maledetta burocrazia italica.

Prima di morire Franco Di Mare ha pubblicato un ultimo libro, Le parole per dirlo. La guerra fuori e dentro di noi, che ha definito «il mio testamento». Oggi tramite una delle newsletter alle quali sono iscritta ho letto un aforisma tratto dalla sua precedente opera, Sarò Franco. Manuale di sopravvivenza civile tra disincanto e speranza.

C'è un proverbio cinese che dice che la verità viene sempre dopo il però. Antica saggezza orientale. Perché se ci fate caso è vero.
Quando vogliamo dire qualcosa che è in disaccordo con quello che ha appena detto il nostro interlocutore, spesso, per una forma di cortesia, anticipiamo il nostro pensiero con una specie di formula di rito che suona più o meno così: sono d'accordo con quello che dici, però... e, subito dopo il però, diciamo quello che pensiamo per davvero, che in genere - fateci caso, vi accorgerete che è vero - è l'esatto opposto di quello che sostiene il nostro interlocutore.
Questa forma di cortesia sociale si trasforma in aperta ipocrisia quando, dietro la formuletta politicamente corretta, nascondiamo un pensiero del quale sotto sotto ci vergogniamo e che non siamo in grado di sostenere apertamente. Quante volte abbiamo detto o sentito dire frasi del tipo: io non sono intollerante, però gli scocciatori proprio non li sopporto. Ecco, questa frase nasconde (male) la sua vera essenza. Perché privata della sua inutile mediazione vuol dire: "Io sono una persona intollerante".
Dire "Sono contrario alla pena di morte, però in certi casi..." in realtà significa dire "Sono favorevole alla pena di morte".
Certe scelte di campo, soprattutto quelle che riguardano le questioni di principio, non sono negoziabili, non ci può essere mediazione, non ci sono aree grigie, nelle quale possiamo contrattare e stiracchiare i principi secondo le nostre convenienze.

Quando muore qualcuno che in qualche modo si conosceva è assai frequente che se ne parli bene, spesso con un tocco più o meno grande di ipocrisia... comunque nel caso di Franco Di Mare non ho alcuna remora ad affermare che se n'è andata una gran bella persona.

venerdì 17 maggio 2024

Non si smentiscono mai

Quale modo più infelice per "celebrare" la Giornata internazionale contro l'omofobia (International Day Against Homophobia, Transphobia and Biphobia), in occasione della quale Factanza Media ha pubblicato un post che merita senz'altro di essere letto? Ebbene, il governo italiano ha rifiutato di firmare la dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità LGBTIQ+ (lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersessuali, queer, etc.), insieme a Ungheria, Romania, Bulgaria, Lettonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia, Lituania; questi ultimi due Paesi sono gli unici messi peggio di noi dal punto di vista dell'omofobia, secondo un sondaggio commissionato dall'UE. Com'è stata motivata la mancata firma? Beh, la dichiarazione in questione ricalcherebbe troppo il disegno di legge Zan, che il centrodestra oggi al governo fu determinante nell'affossare a ottobre 2021. La ministra della famiglia, della natalità e delle pari opportunità Eugenia Roccella ha tirato fuori il fantomatico spauracchio del gender per difendere la scelta del governo. Se vuoi capire meglio cos'è la "teoria del gender", ma soprattutto cosa non è, te lo spiega Il Post.

giovedì 16 maggio 2024

Alla scoperta di Nemo

Sabato scorso si è conclusa la sessantottesima edizione dell'Eurovision Song Contest – mi ricordo ancora quando si chiamava Eurofestival ;-) – con la vittoria del giovane cantante, rapper e polistrumentista svizzero Nemo. L'artista si è presentato sul palco di Malmö con un look a dir poco eccentrico – il che a dire il vero è piuttosto comune all'ESC – e ha proposto il brano The Code, nel quale svela la sua natura di persona non binaria, cioè la cui identità di genere non è né femminile né maschile: «Il titolo parla di infrangere i codici. Penso che tutti noi abbiamo desiderato superare certi limiti nella nostra vita. Nel mio caso, è perché sono non-binario. Non mi sento né uomo né donna. Sono da qualche parte tra i due. Per accettarlo e capirlo, ho dovuto infrangere alcuni codici. Ciò che rende questa canzone così speciale è dire davanti a tutti che mi sento bene e che sono esattamente chi voglio essere».

Il famigerato generale Roberto Vannacci ci è andato giù pesante definendo "nauseante" il suo successo – mentre dal mio punto di vista di nauseante c'è "solo" il fatto che lui si permetta certe esternazioni e che troppa gente gli vada appresso – e pure il cantautore Amedeo Minghi non si è risparmiato. Oggi ho ascoltato il primo episodio dell'Ineludibile Podcast del Post sull'Eurovision Song Contest; c'è chi ha definito il concorrente svizzero nientepopodimenoché "orrido", spendendo parole come "fastidio" e "disagio". Devo ammettere che al primo ascolto The Code non mi ha entusiasmata, ma poi ho dovuto riconoscere che Nemo, oltre a saper rappare, quando canta ha un controllo della voce eccezionale; sembrerà assurdo, ma oggigiorno non è affatto scontato che un cantante sappia cantare.

Comunque Nemo mi ha definitivamente conquistata dopo che l'ho ascoltato interpretare il suo brano in versione acustica e in versione orchestrale. Riporto qui di seguito il testo del post pubblicato da Alex Marchesini su Facebook, che a mio avviso inquadra perfettamente il personaggio e il dibattito sul suo conto.

Ho lasciato passare l'onda. Ora, terminati i vannaccismi e i luxurismi, parliamo di questo personaggio, artista completo, giunto sulla vetta del pop europeo a suon di studio e gavetta. "Approcciatosi alla musica sin dall'età di tre anni, imparando a suonare il violino, il pianoforte e la batteria; dai 9 ai 13 anni studia canto lirico. Dai 13 anni inizia ad approcciarsi al rap, esibendosi ad alcuni eventi svizzeri" (!!!!)
Cioè questo, polistrumentista, andava a fare rap "negli eventi svizzeri". Tipo fare MMA alla sagra della Salama da Sugo. Poi ha preso su ed è andato, da solo, a Berlino. Dove ha messo da parte due soldini e si autoprodotto un EP che è entrato nella Top 100. Parlando del pezzo in gara, è musicalmente e vocalmente complicato e semplice al tempo stesso, con tutti, giudici, presentatrici e pubblico, a fare OH OH OOOOHO dopo un minuto di canzone. In tre minuti dai gorgheggi da soprano al rap di Eminem. Presenza scenica da dieci, nonostante o forse grazie al costume da pipien moj (pulcino bagnato in bolognese) caduto nel pentolone delle vernici da finire.
Da casa del papà inventore in uno dei luoghi più tristi dell'universo al tetto dell'Europa canterina senza favori, amicizie o calcinculo. Studio e talento, talento e studio.
E da due giorni in Italia si discute dei suoi gusti sessuali. In Italia. Dove il più grande stratega militare della Storia lo schiaffava e prendeva da chi gli andava giorno per giorno, duemila anni fa, senza che per questo i suoi soldati non lo seguissero fino alla morte.
Noi invece manderemo al comando d'Europa un generale che sta facendo carriera politica lanciando frasi che scritte qui porterebbero minimo 30 giorni di ban.
2000 anni passati invano.

mercoledì 15 maggio 2024

Soffro lo stress

Citando Wikipedia...

La sindrome da esaurimento professionale, più nota con l'anglicismo sindrome da burnout (o più semplicemente burnout), è l'esito patologico di un processo stressogeno che interessa, in varia misura, diversi operatori e professionisti che sono impegnati quotidianamente e ripetutamente in attività che implicano relazioni interpersonali.

Anche se il mio lavoro attuale da quel punto di vista non mi mette alla prova come il precedente – mi occupavo di supporto tecnico, e quindi dovevo avere a che fare con clienti in media abbastanza esigenti sia per posta elettronica sia addirittura per telefono! ;-) – devo comunque interagire con colleghi e superiori, che o non mi si filano oppure al contrario mi sommergono di stimoli e di cose da fare, e comunque la si giri è parecchio stressante...

Ecco tre immagini/vignette sul burnout.

(by Silvia Ziche)
(via Andrea Giuliodori di EfficaceMente)

Quest'ultima è pressoché intraducibile, perché gioca sull'ambiguità tra i diversi significati di work (funzionare/lavorare) e burn out (fulminarsi/farsi venire l'esaurimento) in inglese... comunque in lingua originale la trovo carina, e gli altri dinosauri avrebbero potuto almeno sorridere! :-D

P.S.: Mi sono appena resa conto che è il terzo post che pubblico con questo stesso titolo, dopo quello del 2019 e quello del 2022 (senza peraltro aver mai reso merito finora ai Velvet che me l'hanno ispirato).. e qualcosa dovrà pur significare!

martedì 14 maggio 2024

Consigli per turisti

Se non hai ancora programmato le prossime vacanze estive e sei indeciso su quale meta scegliere, ti dedico un consiglio schietto e disinteressato. In questo posso contare sul sostegno nientepopodimenoché della famosa rivista americana TIME, che ha pubblicato l'articolo – risalente a qualche anno fa, ma sempre attuale – Thinking of Visiting a Popular Tourist Destination? Try These More Affordable Alternatives Instead (Stai pensando di visitare una destinazione turistica popolare? Prova invece queste alternative più convenienti).

Ebbene... una delle alternative in questione si riferisce al nostro Belpaese; riporto qui di seguito la traduzione del brano relativo.

Invece della Toscana, andate in Abruzzo
A est di Roma, la regione Abruzzo, nell'Italia meridionale, potrebbe essere proprio una delle ultime città del paese in cui un turista può presentarsi ed essere l'unico straniero nel raggio di chilometri, afferma Scott Keyes, fondatore di Scott's Cheap Flights. «Ci sono città collinari affascinanti e bellissime: due delle mie preferite sono Prezza e Pacentro, entrambe facilmente raggiungibili dal 'nodo' di Sulmona», dice, «ristoranti e agriturismi deliziosi e alcuni posti assolutamente meravigliosi per fare escursioni, tutto a prezzi ridicolmente bassi». Esempio tipico: a Pacentro, il ristorante più votato su TripAdvisor ha una fascia di prezzo stimata tra $ 23 e $ 40 a pasto [Il 12 luglio 2019, data di pubblicazione dell'articolo, 1 euro valeva 1,1253 dollari USA, mentre oggi vale 1,0796 $, NdC].
Anche i vicini parchi nazionali sono gratuiti e presentano sentieri pittoreschi che si snodano intorno alle montagne attraverso foreste e campi di fiori selvatici, aggiunge Keyes.

Chi come me predilige la montagna apprezzerà i suggerimenti proposti in un articolo pubblicato sul sito di Radio Deejay: Dal lago a forma di cuore al piccolo Tibet: 10 mete in montagna in Abruzzo per l'estate. A chi invece al mare non rinuncia interesserà sapere che quest'anno l'Abruzzo ha ottenuto ben 15 Bandiere Blu, i vessilli della FEE (Foundation for Environmental Education) per mare pulito e spiagge attrezzate: le città costiere di Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi, Pescara (!), Francavilla al Mare, la new entry Ortona, Fossacesia, Vasto, San Salvo, oltre ai laghi di Villalago e Scanno.

lunedì 13 maggio 2024

Chissà quando mi ricapita...?

La notte tra venerdì e sabato, aprendo i social prima di andare a dormire, ho scoperto che era in corso un'aurora boreale visibile anche dall'Italia. Uno dei quei fenomeni per cui sarei disposta a trascorrere mesi in Scandinavia, vicino al Circolo Polare Artico, pur di poterlo ammirare con i miei occhi (non che il freddo mi spaventi, sia ben chiaro).

Ebbene, quella sera il cielo dalle mie parti era coperto, sigh! :'-(

La sera successiva era previsto che il fenomeno continuasse, e il cielo era quasi sereno, ma guardando in direzione nord-est come era stato consigliato di fare non sono riuscita a vedere un accidente. :-(

Vabbè, dovrò accontentarmi delle foto, come l'Astronomy Picture of the Day pubblicata ieri con il titolo Red Aurora over Poland (Aurora rossa sulla Polonia), opera dell'astrofotografo polacco Mariusz Durlej.

Di solito l'aurora boreale non arriva così a sud. Il caos magnetico nell'enorme regione attiva 3664 del Sole, tuttavia, ha prodotto un'esplosione superficiale che ha inviato una raffica di elettroni, protoni e nuclei carichi più massicci nel Sistema Solare. Pochi giorni dopo, quell'espulsione di massa coronale (CME) ha colpito la Terra e ha innescato aurore che vengono segnalate insolitamente lontano dai poli nord e sud del nostro pianeta. Lo spettacolo del cielo libero potrebbe non essere finito: AR3664, ricca di macchie solari, ha espulso ancora più CME che potrebbero avere un impatto sulla Terra stasera o domani. Tuttavia, quella regione attiva è ora vicina al bordo del Sole e presto ruoterà lontano dalla Terra. Nella foto, un'aurora rossa e "raggiata" è stata immortalata in una singola esposizione di 6 secondi da Racibórz, in Polonia, ieri sera sul presto. L'amico del fotografo, vedendo un'aurora per la prima volta, è visibile in lontananza intento a scattare anche immagini del cielo notturno meravigliosamente colorato.

P.S.: Se non altro non mi sono persa l'aurora perché stavo dormendo, e si sa che chi dorme non piglia pesci: questo meme divenuto abbastanza virale sui social suggerisce che sia capitato a parecchia gente! ;-)

domenica 12 maggio 2024

Domani è lunedì

Alla vigilia di una nuova settimana lavorativa mi viene da ripensare alla collega, madre di tre bambine, che l'altro giorno in pausa pranzo ha ammesso di ripetersi ogni domenica sera «Meno male che domani è lunedì!»... ma io, che di figli non ne ho e neppure ne avrò, e me ne sto rammaricando oltremodo, sotto sotto avrei voluto strozzarla! ;-)

Per alleggerire il post, parliamo di lavoro ma con tono umoristico. Il creatore di Work Chronicles, presente anche su Facebook, Instagram, Twitter e ovviamente LinkedIn, nell'ultima settimana era particolarmente ispirato; ecco qui di seguito le vignette che ha pubblicato da lunedì a venerdì.

A: Nella mia organizzazione precedente, la ABC Corp, questo problema non si sarebbe mai verificato.
A: Quando ero alla ABC Corp, facevamo le cose molto velocemente.
A: Quando lavoravo alla ABC Corp, avevamo processi migliori.
A: Cosa state facendo?
B: Ti rispediamo alla ABC Corp.
A: Puoi fare questo per me?
Scenario 1
B: Certo.
Scenario 2
A: Sono completamente sommerso. Sto già lavorando fino a tarda notte. Ma lo farò. Per te.
B: Grazie! Mi hai salvato la vita. Sono in debito con te.
A: Sistemiamo questo problema con una soluzione temporanea.
B: Ma questo creerà ulteriori problemi a lungo termine.
A: Sì. A quel punto avremo cambiato lavoro.
A: Questa nuova funzionalità aumenterà le metriche del 200% in 1 anno.
B: Questa è un'affermazione audace. Sei sicuro di questo?
A: No. Ma chi si ricorderà della mia affermazione dopo un anno?
A: Quello che stai suggerendo è illegale.
B: Cosa succede se lo facciamo lo stesso?
A: Veniamo multati.
B: Quindi è legale ma con un costo.

Quest'ultima in teoria sarebbe riservata a noi iscritti alla newsletter, e quindi non avrei dovuto condividerla: lo faccio per invitarti ad iscriverti alla newsletter medesima, consigliatissima! :-)

Concludo con una vignetta pubblicata giorni fa, il 25 aprile, nella quale molti di coloro che si trovano a dover fare presentazioni si riconosceranno senz'altro.

Quello che dico: Ci sono domande?
Quello che penso: Per favore, non fate domande! Per favore, lasciate che tutto questo finisca.

sabato 11 maggio 2024

Leggere fa bene!

In questi giorni è in corso il Salone Internazionale del Libro di Torino. Colgo l'occasione per condividere alcuni spunti sui libri e sulla lettura.

Un po' di vignette...






... e dei link a tema:

Ma ormai chi legge più?
Solo il 39% degli italiani.
In Italia la maggior parte dei lettori ha meno di 24 anni.
% di italiani con più di 6 anni che hanno letto almeno un libro non per motivi scolastici o professionali nel 2022:
Ma perché crescendo si smette di leggere?
Quando si è bambini la lettura è spesso considerata un'attività gratificante e ludica. Imparare a leggere segna il passaggio a un'età più grande e all'acquisizione di un'abilità che prima non si possedeva. In questa fase la lettura permette di dare libero sfogo alla fantasia e, infatti, si tende a leggere principalmente storie e romanzi.
Ma con l'avanzare dell'età la funzione della lettura cambia. Dalle scuole superiori si tende a percepire la lettura più come un dovere e i generi letterari imposti dai programmi scolastici, per quanto siano necessari alla formazione, spesso non incontrano i gusti letterari dei giovani.
Da adulti poi leggere viene di solito visto come un'attività che richiede tempo ed energie, e quindi difficilmente conciliabile con i ritmi di lavoro spesso frenetici e stressanti. Ma leggere fa bene alla mente e al corpo, soprattutto da adulti.
I benefici di una lettura regolare:
  • espande il vocabolario e aumenta la conoscenza
  • incrementa la materia grigia
  • riduce lo stress e abbassa la pressione sanguigna
  • protegge il cervello da malattie neurodegenerative
Ma può essere anche un modo per riscoprire una dimensione più sociale. Negli ultimi anni molti hanno riscoperto la lettura come digital detox, cioè un modo per staccarsi dal telefono e dalle sue applicazioni. Inoltre, per condividere questa attività spesso vista come solitaria e singola, di recente si sono diffusi i party letterari, cioè incontri in locali o bar in cui gli appassionati lettori possono trovarsi per leggere insieme.
Come si può riscoprire la lettura da adulti?
  • Come prima cosa bisogna pensare alla lettura non come un obbligo o un impegno per cui provare sensi di colpa se non lo si rispetta. La lettura deve essere un piacere e per questo non importa il genere che si legge e in quanto tempo o con che profondità ci si approccia a un libro.
  • Può essere utile avere degli orari prestabiliti durante la settimana da dedicare alla lettura o utilizzare i momenti di pausa o di attesa, come gli spostamenti sui mezzi di trasporto.
  • Se si pensa di non riuscire a leggere da soli ci si può iscrivere a un bookclub, cioè un gruppo di lettura, o condividere insieme a un amico un libro per sentirsi incentivati nella lettura.
Da adulti spesso si associa la lettura a qualcosa di fanciullesco, lontano quindi dal senso di responsabilità e maturità che la società pretende dalle persone dopo una certa età. Ma essere adulti non significa doversi dedicare alla lettura solo per lavoro o dovere e, soprattutto, che l'immaginazione che è in noi non meriti spazio e attenzione.

Che dire... Anche se di tempo per leggere ne ho poco e leggere "a spizzichi e bocconi" non fa per me, mi riprometto – per l'ennesima volta – di trovare il modo di riuscire a leggere di più!

venerdì 10 maggio 2024

L'attualità di Socrate

Negli ultimi tre anni di liceo scientifico la filosofia non era proprio la materia che studiavo più volentieri, lo ammetto. Da brava "secchiona" rimediavo buoni voti, ma a distanza di parecchi anni rammento assai poco di quello che imparai. Ricordo comunque che mi piacque particolarmente il programma del terzo anno, quello che andava all'incirca dalle origini del pensiero alla filosofia cristiana; nel mezzo Platone, il suo allievo Aristotele e soprattutto il suo maestro Socrate, il mio preferito. E il caso ha voluto che nei giorni scorsi due canali YouTube ai quali sono iscritta pubblicassero dei brevi video su Socrate, a quasi duemilacinquecento anni dalla sua nascita (nel 470 o 469 a.C.): prima Contenuti Zero...

... e poi Lorenzo Baglioni.

giovedì 9 maggio 2024

Alla scoperta di Morning


Francesco Costa ci ha chiesto di fare "proselitismo"... e io, in qualità di fedelissima ascoltatrice del suo podcast, il quale è tra quelli che mi fanno compagnia nel lungo tragitto casa-lavoro e ritorno, mi presto ben volentieri! :-)

In occasione del terzo compleanno di Morning, il podcast con le notizie del giorno spiegate da Francesco Costa che di norma è accessibile solo alle persone abbonate al Post – come la sottoscritta – fatta salva la possibilità che abbiamo di regalare l'ascolto di un certo numero di episodi a chi vogliamo, da domani, 10 maggio, al 19 maggio sarà eccezionalmente disponibile, arretrati compresi, anche per le persone che si registreranno gratuitamente al Post. Per ascoltarlo sarà sufficiente scaricare l'app del Post e fare login inserendo la mail e la password scelte per la registrazione. Morning esce ogni mattina dal lunedì al venerdì poco dopo le 8, mentre il sabato mattina esce Morning Weekend, la rassegna stampa dedicata ai giornali europei e condotta da Luca Misculin, i cui episodi sono compresi anch'essi nella promozione.

[Lo ammetto, confido nel fatto che dopo aver "assaggiato" Morning ti renderai conto di non volerne più fare a meno e deciderai di abbonarti pure tu. 80 euro all'anno mi sembrano una cifra più che ragionevole per sostenere il Post e il suo modo di fare informazione e di "spiegare bene" le cose, che trovo particolarmente congeniale]