giovedì 8 gennaio 2026

Il peso dell'intelligenza

Di recente mi sono imbattuta in un racconto di Gianni Rodari, indimenticato autore di classici della letteratura per ragazzi. Ne riporto qui di seguito il testo perché, in un'epoca in cui l'intelligenza artificiale si insinua in campi che fino a non molto tempo fa sarebbero stati appannaggio esclusivo dell'intelligenza umana, trovo che possa servire di lezione... per grandi e piccini!

La macchina per fare i compiti
Un giorno bussò alla nostra porta uno strano tipo: un ometto buffo, vi dico, alto poco più di due fiammiferi. Aveva in spalla una borsa più grande di lui.
– Ho qui delle macchine da vendere – disse.
– Fate vedere – disse il babbo.
– Ecco, questa è una macchina per fare i compiti. Si schiaccia il bottoncino rosso per fare i problemi, il bottoncino giallo per svolgere i temi, il bottoncino verde per imparare la geografia: la macchina fa tutto da sola in un minuto.
– Compramela, babbo! – dissi io.
– Va bene, quanto volete?
– Non voglio denari – disse l'omino.
– Ma non lavorerete mica per pigliar caldo!
– No, ma in cambio della macchina voglio il cervello del vostro bambino.
– Ma siete matto! – esclamò il babbo.
– State a sentire, signore, – disse l'omino, sorridendo – se i compiti glieli fa la macchina, a che cosa gli serve il cervello?
– Comprami la macchina, babbo! – implorai – Che cosa ne faccio del cervello?
Il babbo mi guardò un poco e poi disse:
– Va bene, prendete il suo cervello.
L'omino mi prese il cervello e se lo mise in una borsetta. Com'ero leggero, senza cervello! Tanto leggero che mi misi a volare per la stanza, e se il babbo non mi avesse afferrato in tempo sarei volato giù dalla finestra.
Bisognerà tenerlo in gabbia – disse l'ometto.
– Ma perché? – domandò il babbo.
– Non ha più cervello, ecco perché. Se lo lasciate andare in giro, volerà nei boschi come un uccellino, e in pochi giorni morirà di fame!
Il babbo mi rinchiuse in una gabbia, come un canarino. La gabbia era piccola, stretta, non mi potevo muovere. Le stecche mi stringevano tanto che... alla fine mi svegliai spaventato. Meno male che era stato solo un sogno!
Vi assicuro che mi sono subito messo a fare i compiti.

P.S.: L'immagine che apre il post, lo ammetto, l'ho generata dando il testo in pasto a ChatGPT...

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