domenica 11 ottobre 2020

Parlare di dittatura a sproposito

Ieri in piazza San Giovanni a Roma un manipolo di sovranisti idioti – è diffamazione se li definisco così? A me pare una semplice constatazione... ;-) – ha manifestato contro la "dittatura sanitaria" che ci "obbliga" tra l'altro a indossare le mascherine per contrastare la diffusione del coronavirus, e alcuni particolarmente esagitati hanno aggredito il giornalista di Fanpage.it Saverio Tommasi che cercava solo di fare il suo lavoro documentando l'evento; ecco il video che mostra l'accaduto.

A proposito della fantomatica dittatura sanitaria, segnalo una vignetta di Fran sempre per Fanpage.it...

... e una sequenza di immagini che illustrano svariate dittature o presunte tali.

L'ultima immagine, relativa all'unica vera dittatura di cui abbiamo – o meglio dovremmo avere – memoria noi italiani, dimostra in modo inequivocabile che quelli che oggi usano questo termine non hanno idea di cosa stiano parlando, e siccome non possiamo mandarli indietro nel tempo per "godersi" il ventennio fascista, dovremmo quantomeno rispedirli sui banchi di scuola a studiare la storia...

sabato 10 ottobre 2020

#endthestigma

Oggi è la giornata mondiale della salute mentale... e mi sembra l'occasione giusta per condividere le immagini pubblicate da Grace Uwu su Facebook e caratterizzate dall'hashtag #endthestigma (porre fine allo stigma, a quella sorta di "marchio d'infamia" che troppo spesso accompagna chi soffre di disturbi mentali).

Ho un disturbo d'ansia
Ho la depressione

Sto passando una giornata difficile e va bene così

Sopravvivo agli attacchi di panico
Ho cicatrici da autolesionismo
Ho tentato oppure pensato di tentare il suicidio
Vado in terapia e non me ne vergogno

Qui sotto c'è lo spot interpretato dagli attori Anna Foglietta e Paolo Calabresi per l'occasione.

Sì, perché i disturbi mentali si possono curare, a condizione di non aver timore di affidarsi a qualcuno che sappia prenderli sul serio anziché minimizzarli, come nella parte superiore dell'immagine qua sotto...


... che sottintende «Ti senti depresso? Vai a farti una passeggiata meditativa nei boschi e passa tutto». Antidepressivi e ansiolitici non sono m***a: in molti casi, se assunti sotto controllo medico, sono l'unico modo – nonché un modo sano e clinicamente testato – per ridurre gli effetti dei disturbi più gravi, che a volte impediscono di condurre una vita normale.

venerdì 9 ottobre 2020

Distanziamento (a)sociale

Mesi fa sono entrata a far parte del comitato aziendale che tipicamente rimane in carica per un anno e che organizza le iniziative "ludiche" pensate per rafforzare nei dipendenti il senso di appartenenza all'azienda. Con la scarsa intraprendenza che mi ritrovo non ho mai dato un contributo significativo alle attività del comitato, figuriamoci adesso che sono così giù di morale. Ma andiamo avanti.

L'evento clou della mondanità aziendale è sempre stato la Christmas Dinner, che si tiene la settimana prima di Natale in un hotel poco distante dall'azienda. In tempi di COVID ci siamo trovati a discutere se farla anche quest'anno, e in caso affermativo con quali modalità. I più si sono mostrati scettici sulla possibilità che riusciremmo a rispettare il distanziamento sociale.

«Al ristorante ci siamo tornati tutti da quando è finito il lockdown, no?», ha osservato la coordinatrice. E io fra me e me pensavo: sì, ci vado circa una volta alla settimana col mio compagno con il quale convivo, ma ci teniamo a debita distanza dalle altre persone.

«Figuriamoci se ce la faremo a trattenerci dal dare baci e abbracci». Mah, sarà che ho un'indole poco espansiva e ancor meno incline alle affettuosità, tranne con pochissime persone, ma io ci riuscirei senza neanche sforzarmi più di tanto. Mi sa che ero l'unica del comitato caratterialmente predisposta al distanziamento sociale! (E non è che io me ne vanti, sia ben chiaro)

giovedì 8 ottobre 2020

Ogni volta è un colpo al cuore

Ieri ho ricevuto per posta elettronica un messaggio assolutamente inatteso che ha provocato in me un tumulto di emozioni. A scrivermi è stata la titolare di un centro dove mi recai insieme a mamma per sottopormi ad alcune sedute ben otto anni fa. Una piacevolissima esperienza che avevo raccontato in un post per il quale la titolare stessa mi ringraziò calorosamente a distanza di mesi dopo averlo scoperto per caso; sono fatta così, mi sarei sentita in imbarazzo a segnalarglielo io. La signora, che si ricordava ancora benissimo di noi, mi ha riscritto chiedendomi notizie di me e della mia "super mamma" (all'epoca stava ancora piuttosto bene e faceva un'ottima impressione a chiunque la incontrasse). Io le ho risposto ringraziandola del pensiero, parlandole del mio non proprio recentissimo trasferimento al Nord, e aggiungendo che purtroppo la mia "super mamma" se n'è andata a giugno di quest'anno.
Ogni volta che ne informo qualcuno che non ne era al corrente, è come se diventasse ancora più reale e irreversibile. Ma mai come venerdì scorso, quando mi sono trovata davanti la sua lapide fatta e finita, con la foto che lei stessa si era scelta.

mercoledì 7 ottobre 2020

Anvedi quant'è grande, Marte, stasera!

Per chi non è un esperto astrofilo è quasi inevitabile scambiare i pianeti visibili ad occhio nudo per stelle particolarmente luminose, a meno che non si abbia un'app come Sky Map che "ti apre gli occhi"; figuriamoci quanto è difficile valutare che sono più grandi del solito. Quest'oggi ti propongo l'immagine pubblicata ieri su Astronomy Picture of the Day con il titolo Mars Approach 2020 (Avvicinamento di Marte nel 2020).

Ed ecco la traduzione della relativa spiegazione.

Guarda ad est subito dopo il tramonto stasera e vedrai un Marte davvero impressionante. Stasera Marte apparirà come il più grande e luminoso dell'anno, poiché la Terra passerà più vicino al pianeta rosso di quanto non abbia fatto in oltre due anni, e sarà così per altri due anni. Tra una settimana Marte sarà quasi altrettanto luminoso, ma in opposizione, il che significa che sarà direttamente opposto al Sole. A causa della forma leggermente ovale delle orbite di Marte e della Terra, il massimo avvicinamento e l'opposizione si verificano in giorni leggermente diversi. La sequenza di immagini proposta mostra come la dimensione angolare di Marte sia cresciuta durante il suo avvicinamento negli ultimi mesi. Nettamente arancione, Marte è ora visibile per quasi tutta la notte, riflettendo più luce solare verso la Terra rispetto a Saturno o Giove. Anche quando è più vicino e più grande, tuttavia, Marte apparirà ancora circa 100 volte più piccolo, in diametro, rispetto a una luna piena.

martedì 6 ottobre 2020

Tutti in fila per il vaccino antinfluenzale

Sono anni ormai che in autunno mi sottopongo al vaccino antinfluenzale, e nell'anno del COVID-19 sarebbe più che mai importante che lo facessi. Però... c'è un però grosso come una casa. L'assessore al Welfare della regione Lombardia Giulio Gallera ha anticipato che «non possiamo farci carico del cittadino ordinario»; difficilmente il sistema sanitario riuscirà a soddisfare la domanda, a tal punto che si rischia di non trovare il vaccino neanche a pagamento in farmacia. Venerdì ho telefonato al mio medico curante, che l'anno scorso mi aveva vaccinata gratis in quanto categoria a rischio, e lei mi ha invitata a richiamarla verso metà mese quando avrà più chiara la situazione, comunque mi ha accennato che gli ultrasessantacinquenni avranno la priorità; nulla da eccepire al riguardo. Nelle sedi di Auxologico il vaccino sarà disponibile al mica tanto modico costo di cinquanta euro; se non ricordo male, quando lo compravo in farmacia lo pagavo 15, massimo 20 euro.

lunedì 5 ottobre 2020

Verità inconfessabili

Quest'oggi condivido la traduzione dall'inglese di una barzelletta pubblicata da un mio "facciamico".
Un maestro di quarta elementare chiede ai suoi alunni che lavoro fanno i loro genitori. Vengono fuori tutte le risposte tipiche: meccanico, imprenditore, venditore, medico, ingegnere... e così via.
Tuttavia il piccolo Justin è insolitamente taciturno, e quando l'insegnante lo sprona riguardo ai suoi genitori, risponde: «Mio padre fa il ballerino esotico in un locale gay e si toglie tutti i vestiti ballando davanti ad altri uomini che gli mettono i soldi nelle mutande. A volte, se l'offerta è davvero generosa, va a casa di qualche tizio e sta con lui tutta la notte per soldi».
Il maestro, ovviamente scosso da questa affermazione, si affretta a mettere gli altri bambini a lavorare su alcuni esercizi e prende da parte il piccolo Justin: «È proprio vero quello che hai detto su tuo padre?».
«No», risponde il ragazzino, «lavora per il Comitato Nazionale Repubblicano e sta cercando di far rieleggere Trump, ma è troppo imbarazzante dirlo davanti agli altri».
L'ho trovata divertente... finché non ho pensato che magari negli Stati Uniti non c'è tutta questa gente che si vergogna di avere a che fare con sostenitori di Trump, né tantomeno di votarlo, e mi è passata la voglia di sorridere. Mah, speriamo bene...

domenica 4 ottobre 2020

Ciò che dà un senso alla vita

Quest'oggi traduco qualche frammento dell'intervista al paleoantropologo spagnolo Juan Luis Arsuaga pubblicata sul sito del quotidiano EL PAÍS con il titolo La vida no puede ser trabajar toda la semana e ir el sábado al supermercado (La vita non può essere lavorare tutta la settimana e andare al supermercato il sabato).

Nell'intervista ampio spazio è dedicato alla sua partecipazione agli scavi nel sito di Atapuerca a Burgos che hanno portato alla scoperta di sorprendenti resti fossili umani tali da fornire dettagli importantissimi sulla storia dell'umanità.

Domanda: Perché l'antropologia ci attrae così tanto? 
Risposta: Perché ci interessano le nostre origini. Ci sono solo due spiegazioni: la religione e la scienza. La gente vuole sapere da dove viene e perché siamo qui. Si dice spesso che le tre domande della filosofia basca riflettono l'essere umano: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo a mangiare? Ma abbiamo anche preoccupazioni intellettuali: cosa ci facciamo qui? Cosa ci ha creati? C'è chi cerca una spiegazione religiosa, mistica o extraterrestre, ma tutti hanno bisogno di sapere perché sono qui. Questa domanda, inerente all'umano, è la più importante che ci si possa porre. [...] Avere solo il 2% di geni di Neanderthal non ti rende un Neanderthal. In biologia, come nelle lingue, tutte le popolazioni hanno alcuni geni di altre specie. Dal momento che non siamo stati creati da un dio, è prevedibile che le specie assorbiranno i geni l'una dall'altra. Solo un creazionista potrebbe pensare che le specie siano pure, separate e non abbiano alcun contatto tra loro. [...] Il nazionalismo di oggi è più culturale. Sapevi che il cognome più comune in Catalogna è Fernández, ad esempio? Il nazionalismo ha rinunciato molto tempo fa alla componente biologica e ora si basa sulla cultura. Usano altri elementi per definire l'identità. [...]
Domanda: In parte, conoscere il nostro passato ci fa capire e valorizzare di più il nostro presente, non credi?
Risposta: Sì, e ci rende più felici, spero. Impariamo, ci divertiamo, viviamo altre vite. Dico sempre che la vita non può essere lavorare tutta la settimana e andare al supermercato il sabato. Non può essere questo. Questa vita non è umana. Deve esserci qualcos'altro, ma qui, in questa vita. E quest'altra cosa si chiama cultura. È la musica, la poesia, la natura, la bellezza ... È quello che devi apprezzare perché, se no, questa vita è uno schifo [in originale mierda, NdC]. [...] Abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, ma siamo ancora in tempo. Abbiamo Mozart. Non male. Apprezzare la bellezza è una questione di educazione e sensibilità. Cerca ciò che è bello nella vita. C'è molta bellezza.

sabato 3 ottobre 2020

Non volevo diventare grande

Ieri è stata una giornata emotivamente piuttosto intensa, per usare un pallido eufemismo: sono stata a Fabriano per incontrare i parenti ed occuparmi con loro delle pratiche di successione dei beni di mia madre riconducibili al suo paese natale. Ci saranno delle decisioni da prendere, ma voglio ragiornarci su per bene e non lasciarmi fregare dall'ingenuità.

Finita l'interminabile trafila burocratica, sono passata a casa di mio nonno materno morto trent'anni fa, trovandola ridotta piuttosto male perché nessuno ci alloggia più da tempo, e purtroppo la manutenzione non è una priorità per nessuno. Sono andata lì perché ricordavo che anni fa ci avevamo portato parecchi scatoloni con la mia collezione di Topolino, il settimanale di fumetti Disney che ho letto per anni dall'infanzia alla tarda adolescenza, e che è stato per me molto più istruttivo di certi libri (sul serio). Li portammo al paesello perché nella casa di Pescara non c'era abbastanza spazio, e li sistemammo in un locale grezzo soprannominato "stallone", accrescitivo di stalla.

Adesso che sto disponendo nella casa in cui abito da quattro anni tutte le mie cose recuperate a Pescara, volevo portar su anche quelli, ché lo spazio non manca. Ebbene, ho cercato dappertutto nello stanzone, peraltro quasi vuoto se non per ragnatele e polvere in quantità, arrampicandomi pure su una scaletta instabile che il mio amore teneva ferma da sotto per ispezionare la parte superiore del locale... ma nessuna traccia degli scatoloni. Probabilmente sono stati buttati via a mia insaputa perché rovinati dall'umidità, o magari rosicchiati da qualche bestiola, chi lo sa (non voglio credere che siano stati venduti, anche se in effetti c'erano numeri di un certo valore, io non l'avrei mai fatto per nessun motivo). E chi si è occupato dell'incombenza avrà voluto tenermene all'oscuro perché ha pensato che lì per lì ci sarei rimasta male, «tanto figurati se a distanza di anni si ricorderà ancora di quei Topolino».

Me li ricordavo, eccome. E scoprire che non ci sono più, proprio adesso che dopo papà se n'è andata anche mamma, è stato come veder svanire di colpo una parte importantissima dei miei già fin troppo sbiaditi ricordi d'infanzia. Non posso neanche chiedere spiegazioni: l'unica persona alla quale mi sarei sentita di rivolgermi, mia madre, oramai non può più rispondere. Né a questa né a nessuna delle altre domande che mi viene in mente di continuo di rivolgerle...

giovedì 1 ottobre 2020

Come tradurre al volo

Oggi pomeriggio ho giocherellato un po' con l'app Google Traduttore; l'ho messa alla prova sulla confezione di una chiavetta Wi-Fi made in China che il mio partner supergeek aveva comprato online. Ovviamente le scritte sono quasi tutte in cinese. Nella schermata iniziale dell'app ho selezionato come lingua d'origine Rileva lingua e come lingua di destinazione l'italiano, poi ho toccato la fotocamera...

... e ho inquadrato la parte principale della confezione, con il nome e l'immagine dell'articolo...

... ed ecco cosa è uscito: what?!?!?!

Ho aggiustato un pochino l'inquadratura... e così ha decisamente più senso, grazie!

Ho provato a tradurre anche lo sproloquio qui sotto che si trova all'interno della confezione...

... e ho capito che si trattava dei termini di garanzia.

Ok, la prossima volta forse è meglio se verifico questa funzionalità dell'app su un testo scritto in una lingua straniera che conosco!