sabato 22 giugno 2019

Che vuol ch'io faccia del suo latinorum?

Io vengo dal liceo scientifico, ma col latino non ho praticamente più avuto nulla a che fare dopo la maturità. Siccome la mia età per i lettori di questo blog non è più un segreto, da allora è trascorsa oltre metà della mia vita. Ciononostante parecchie nozioni di grammatica latina – i casi, le declinazioni, i verbi irregolari (fero, fers, tuli, latum, ferre)... – me le ricordo ancora sorprendentemente bene, mentre faccio una fatica immane ad assimilare concetti nuovi che mi servono adesso per lavoro... ma temo che questo sia abbastanza inevitabile man mano che s'invecchia! ;-)
L'altro giorno, in occasione della seconda prova scritta dell'esame di maturità, che per gli studenti del liceo classico prevedeva latino e greco, su Facebook si parlava di frasi che hanno senso sia in italiano sia in latino, ma i due significati sono completamente diversi.
  • I vitelli dei romani sono belli in latino non vuol dire che nell'antica Roma i cuccioli di mucca avessero un aspetto particolarmente gradevole, bensì «Va', o Vitellio, al suono di guerra del dio romano».
  • Cane Nero magna bella Persica non racconta di un fedele mammifero domestico dal pelo che più scuro non si può intento a cibarsi di una pesca (persica, in dialetto romanesco), ma si traduce «Canta, o Nerone, le grandi guerre persiane».
Altre particolarità:
  • Magis ter meus asinus est scritto così vuol dire «Il mio asino mangia più di tre volte», ma se scrivi magister tutto attaccato il senso diventa «Il mio maestro è un asino».
  • Mala mala mala sunt bona può significare «Le mele fanno bene alla guancia dolorante» o anche «Le mele marce fanno bene alla guancia».
  • Infine, la frase «In subita procella, invoco Te, nostra Divina Stella», opera del poeta e drammaturgo secentesco Gabriello Chiabrera, si può leggere col medesimo significato tanto in latino quanto in italiano (quest'ultimo abbastanza aulico e arcaico).
In verità, piuttosto che al latino, mi sarei dovuta interessare alla seconda prova scritta del liceo scientifico, che quest'anno per la prima volta oltre alla matematica comprendeva anche la fisica. Ma il timore di rendermi conto di trovarla di difficile risoluzione – il che per una laureata in ingegneria elettronica sarebbe doppiamente grave – finora mi ha tenuta a freno...
P.S.: Il titolo del post è una celeberrima citazione de I promessi sposi, e l'immagine di apertura l'ha pubblicata maurizzz su Flickr.

1 commento:

  1. L'immagine di apertura è stata scattata a Santarcangelo di Romagna (si distingue chiaramente il parco Clementino e le mura che sovrastano lo sferisterio, sullo sfondo. Quindi presumo che Maurizzz sia un mio conterraneo :)

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