martedì 30 aprile 2019

Severo ma ingiusto

Una decina di giorni fa ha fatto scalpore un tweet del politico Carlo Calenda il quale rivendicava con un certo orgoglio di aver esercitato il proprio ruolo paterno tirando un ceffone al figlio, reo di aver risposto male alla madre.


Travolto dalle critiche, anziché correggere il tiro e magari fare ammenda, Calenda ha rincarato la dose.


E credo che lo scrittore, scultore e alpinista Mauro Corona ce l'avesse proprio con Calenda quando, ospite di Bianca Berlinguer a Cartabianca su Rai3, ha fatto il discorso seguente.

Picchia tuo figlio, picchia tuo figlio... Ma ci vuole la dolcezza! Su da noi, quando un albero cresceva storto, e può capitare, gli mettevano un paletto e lo fasciavano con una garza. Non col fil di ferro, la violenza, ma con la dolcezza, una garza... e dopo un anno questo qui cresceva dritto. A picchiare si crea solo ribellione. Quando uno è grande gliela farà pagare. Io ho l'esempio di mio padre. Frustato e legato al palo... e cos'ha ottenuto? Ha ottenuto un ribelle che l'ha odiato a morte.
Concludo con un piccolo aneddoto personale. Mio padre era un tipo piuttosto fumantino, ma su di me non alzò mai le mani. Tranne una volta – me la ricordo come se fosse ieri – perché gli avevo risposto in maniera insolitamente petulante e provocatoria: se ci ripenso, stento ancora a riconoscermi. Di certo non arriverò a dire che me l'ero cercata, perché certi ragionamenti non li ammetto in nessun caso, figuriamoci se ad andarci di mezzo sono io... ;-) comunque immagino che vedermi assumere un atteggiamento così dissimile da quello mio solito gli abbia fatto perdere il controllo. Non a tal punto da metterci tanta forza, per fortuna: di quella sberla, più del dolore fisico, ricordo l'umiliazione e il dispiacere. Oggi che il mio papà non c'è più, mi rendo conto che per certi versi non ho mai superato del tutto l'adolescenza (forse neanche l'infanzia) nel rapporto coi miei genitori...

lunedì 29 aprile 2019

Gli spoiler? Mi fanno un baffo!

Il 14 aprile scorso è cominciata l'ottava e ultima stagione di Game of Thrones – in italiano si intitolerebbe Il Trono di Spade, ma non sei un vero fan se non la guardi in prima visione assoluta in lingua originale ;-) – e il successivo 24 aprile è uscito nelle sale italiane Avengers: Endgame, il ventiduesimo film del Marvel Cinematic Universe. Io non ho mai visto manco mezzo episodio del Trono di Spade, e la mia frequentazione dell'universo Marvel è ferma a qualche anno fa, quando forse vidi giusto il primo Iron Man col fighissimo Robert Downey Jr. (che comunque preferisco di gran lunga nei panni di Sherlock Holmes). Per questo, adesso che sui social non si parla d'altro, mi sento così emarginata... ;-)
Macché, in realtà mi limito ad osservare atteggiamenti che non esito a definire fanatici – non a caso fan è l'abbreviazione di fanatic – con un sano e divertito distacco.
Comunque sta di fatto che sui social si parla di qualunque aspetto attinente agli show, dai check-in fatti al cinema per comunicare al mondo che è finalmente arrivato il Momento Tanto Atteso fino alla sveglia puntata alle tre meno cinque di notte per non perdersi l'inizio dell'episodio di GoT... di tutto tranne della sostanza, ovvero della trama. Eggià, l'incubo di ogni vero fan che si rispetti è lo spoiler: non sia mai che qualcuno si lasci scappare qualche indiscrezione sulla puntata/film che devi ancora vedere, ti rovinerebbe – spoiler viene appunto dal verbo to spoil, rovinare – tutto il divertimento!
Io di fissazioni ne ho diverse, ma questa mi è del tutto estranea. Posso riconoscere che, se prima di guardare Il sesto senso qualcuno mi avesse spifferato che ***** ****** ***** ***'****** *** ****, non me lo sarei goduto nello stesso modo, trattandosi di un film che punta tantissimo su quel particolare colpo di scena. Ma, almeno dal mio soggettivo e distaccato punto di vista, a rendere appassionanti i film di supereroi e le serie fantasy è altro: la spettacolarità, gli effetti speciali... E se davvero fossi interessata a seguirli, dubito che rinuncerei a farlo solamente perché per sbaglio sono venuta a sapere che Tizio passa a miglior vita, tanto per fare un esempio. Comunque rispetto chi la pensa in modo diverso, e mai e poi mai mi sognerei di assumere il ruolo dell'"infame che spoilera" (anche perché, se lo spoiler arriva alle orecchie di qualche pazzo scatenato tipo questi, è a rischio la stessa incolumità del malcapitato). Il fatto è che questa fobia degli spoiler mi sembra esagerata, ecco.
Tanto per fare un paio di esempi tratti dalla mia esperienza personale...
  • Ai tempi della sitcom Friends la Rai trasmetteva gli episodi doppiati in italiano diversi mesi dopo la prima messa in onda negli USA; ebbene, difficilmente ne guardavo uno senza aver letto prima i riassunti in inglese disponibili online. È vero che il punto forte di Friends non era la suspense, comunque i colpi di scena escogitati dagli sceneggiatori me li sono "auto-spoilerati" tutti... e mi sono divertita lo stesso, anzi forse anche di più! :-)
  • Il 25 aprile scorso ho assistito al concerto di un ensemble di fiati che celebrava l'anniversario della Liberazione. Dopo l'Inno di Mameli e un medley di canzoni partigiane – Fischia il vento e l'immancabile Bella ciao – è stata la volta di due brani tratti da colonne sonore: La vita è bella, dall'omonimo film premio Oscar di Roberto Benigni... e un altro che avevo già sentito chissà quante volte, ma non ricordavo né a quale film appartenesse né chi l'avesse composto. Grazie ai potenti mezzi offerti dalla Rete, in qualche modo sono arrivata alla soluzione: trattavasi di Gabriel's Oboe, dalla colonna sonora di Mission composta dal nostro grande Ennio Morricone. Qui c'è lo spezzone del film che lo contiene, e qui l'esecuzione orchestrale. Ebbene, cos'è che ho fatto io? Non avendo mai visto quel film, sono andata a leggere la trama su Wikipedia e ho deciso che a distanza di oltre trent'anni dall'uscita questa lacuna va colmata. Un altro caso di "self-spoiler"! ;-)

domenica 28 aprile 2019

Prenderla con filosofia

Oggi è stata una giornata dedicata quasi per intero allo svago, che però ho concluso preparandomi alla settimana che comincia domani e che probabilmente non sarà tranquilla quanto la precedente... per questo oggi mi limito a condividere – senza neppure la traduzione, anche se magari ci vorrebbe – tre immagini simpatiche che ho trovato online e che sono accomunate dal fatto di essere legate alla filosofia.


Quest'ultima sembra particolarmente stuzzicante, ma siccome i miei ricordi di filosofia risalgono ai tempi del liceo, e a studiare i pensatori delle epoche più recenti, ehm, non ci arrivammo neppure, qualcuno me la spiegherebbe a puntino? ;-)

sabato 27 aprile 2019

La "buonanima" del Duce

Domani ricorrerà il settantaquattresimo anniversario della morte di Benito Mussolini, ucciso a colpi d'arma da fuoco a Giulino di Mezzegra insieme all'amante Claretta Petacci.
Sembra impossibile, ma benché sia lui il principale responsabile del periodo più buio della storia italiana recente, ci sono ancora tante persone che lo (rim)piangono, presumibilmente senza neppure avere alcun tipo di legame diretto con lui. Posso capire la nipote Alessandra e il resto della famiglia, però...
Jacopo Giliberto segnala che stamattina sul Giornale di Vicenza è stato pubblicato il necrologio qui sotto (cosa che a quanto pare si ripete ogni anno)...


... e inoltre un gruppo di nostalgici del Ventennio ha chiesto che nella parrocchia di Sant'Agostino a Ventimiglia venga celebrata una messa in memoria del fondatore del fascismo.
P.S.: Giusto per completezza, la diffusa diceria che «il fascismo/Mussolini ha fatto anche cose buone», dai treni che arrivavano in orario alle bonifiche, è in larghissima misura infondata.

venerdì 26 aprile 2019

Piccola dritta su Word (forse la prima di una lunga serie?)

Oggi stavo formattando una tabella in Microsoft Word 2007, ed ho notato un fastidioso inconveniente, ossia che alcune righe della tabella che contenevano più di una riga di testo venivano spezzate tra due pagine: l'inizio in fondo a una pagina, e la fine in cima alla pagina successiva. Come evitare che questo accada? Una googlata veloce mi ha portata a questa pagina di WordRibbon.Tips.Net che illustra precisamente quello che volevo sapere. Riporto qui di seguito la traduzione in italiano, a beneficio di chi dovesse essere interessato (anche perché passando dalla versione inglese a quella italiana di Word cambiano voci di menu e quant'altro).
Come evitare che una riga della tabella venga divisa su due pagine
Per alcuni documenti è inevitabile che le tabelle si estendano da una pagina all'altra. Man mano che le tue tabelle diventano più grandi, Word le spezza automaticamente in maniera tale che ciascuna pagina contenga la maggior quantità possibile di informazioni. Ciò potrebbe significare che una riga della tabella comincia su una pagina e termina sulla pagina successiva. Ovviamente questo per alcune tabelle non è accettabile. Potresti avere la necessità di assicurarti che intere righe della tua tabella rimangano unite.
Per assicurarti che Word non spezzi una particolare riga della tua tabella, segui questi passaggi:
1. Seleziona la riga (o le righe) che vuoi tenere insieme.
2. Assicurati che la scheda Layout della barra multifunzione sia visualizzata. Da notare che questa scheda è disponibile soltanto quando all'interno della tabella sono selezionate una o più celle.
3. Fai clic su Proprietà nel gruppo Tabella sulla sinistra della barra multifunzione. Word visualizza la finestra di dialogo Proprietà tabella.
4. Assicurati che sia selezionata la scheda Riga.
5. Assicurati che nella casella Permetti la divisione della riga tra le pagine non ci sia il segno di spunta.
6. Fai clic su OK.
Se non sei certo di dove una tabella potrebbe spezzarsi (o anche se lo farà), ma vuoi assicurarti che nessuna riga della tabella venga divisa, devi semplicemente selezionare l'intera tabella nel passaggio 1 piuttosto che selezionare una singola riga.
Ricorda che questi passaggi non impediranno che una tabella si divida su due pagine; evitano soltanto che le singole righe si dividano tra le pagine.
Questo suggerimento si applica a Microsoft Word 2007, 2010, 2013, 2016, 2019 e Word in Office 365. Per versioni di Word più datate, il "tip" al quale fare riferimento è questo.
P.S.: Di recente ho seguito un corso di Office 365, e il metodo di insegnamento del docente è stato talmente... non saprei come definirlo, da farmi capire che posso e voglio fare di meglio! ;-)

giovedì 25 aprile 2019

La libertà è come l'aria

In occasione dell'anniversario della liberazione d'Italia, ricorrenza che quest'anno appare divisiva come non mai perché, come ha osservato un mio amico, «divide i fascisti dagli altri», condivido alcuni disegni a tema pubblicati dai vignettisti che seguo su Facebook.
GLMart - Giuseppe La Micela
AntonioCabras
Stefano Tartarotti
Sergio Staino
Giancarlo Covino

P.S.: Il titolo del post allude a una celebre frase di Piero Calamandrei pubblicata oggi come aforisma del giorno di Wikiquote, e che ho già condiviso un mese fa... ma oggi sento di dovermi ripetere perché la trovo particolarmente attuale.
La libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.

mercoledì 24 aprile 2019

Cobalto, nun te temo!

Ieri ho parlato della pentastellata Virginia Raggi... e oggi per par condicio mi occupo del leader del principale partito di opposizione, il segretario PD Nicola Zingaretti, i cui manifesti elettorali sono stati fatti oggetto di spassose parodie da parte di Francesco Balsamo.


(A un certo punto l'autore si è deciso ad includere un sacrosanto watermark)
A quanto pare era invece autentico, ma è stato rimosso dai materiali ufficiali della propaganda PD per le elezioni europee, il manifesto in cui una O maiuscola colpevolmente ridotta a minuscola trasformava l'anidride carbonica CO2, il gas responsabile dell'effetto serra e perciò del riscaldamento globale, in una ben più innocua e soprattutto inesistente molecola Co2 di cobalto (che non è biatomico).

martedì 23 aprile 2019

Roma è un sacco fotogenica, la sua sindaca un po' meno

Ultimamente Virginia Raggi non sembra avere un gran bel rapporto con le fotografie (per tacere di altre cose ben più serie).
Sul numero del settimanale L'Espresso in edicola da domenica scorsa campeggia un primo piano della sindaca di Roma la quale non appare esattamente al top del suo fascino.


Alcuni sono rimasti delusi da come il suo volto al naturale appaia segnato dalle imperfezioni, altri invece hanno accusato chi ha creato la copertina di aver photoshoppato la loro "idola" per imbruttirla, e c'è chi ha tirato in ballo addirittura il sessismo. Ma ragazzi, la Raggi non è mica una showgirl destinata a puntare buona parte del suo successo sull'aspetto fisico: è la persona che governa nientepopodimenoché la capitale d'Italia da quasi tre anni, periodo nel quale ha già dimostrato fin troppo di essere clamorosamente inadeguata a una carica così importante, mandando sotto tanti aspetti in malora la città che tutto il mondo ci invidia(va). Non vedo proprio che importanza possa avere il suo look! Anche a giudicare dal titolo di copertina, mi pare che i problemi contro cui puntare il dito siano ben altri.
Due giorni fa la sindaca ha celebrato il 2772esimo Natale di Roma pubblicando sul suo profilo Instagram una splendida foto aerea della Città Eterna, senza però fare alcuna menzione dell'autore Samuel Chan. Il quale è intervenuto commentando «Ciao. Sono il fotografo che ha scattato questa foto. Potrebbe per favore aggiungere i crediti oppure rimuovere il post? Grazie».


E alla fine i crediti sono arrivati, sotto forma di tag @2.25c. Ma poiché come si dice a Roma «er più pulito c'ha la rogna», molte delle testate online e delle pagine Facebook che hanno riferito questa appropriazione indebita si sono dimenticate di citare Daniele Cinà che per primo l'aveva segnalata...

P.S.: Sento di dover fare una precisazione riguardo al titolo del post, nel quale alludo alla non eccezionale fotogenia della Raggi. Lungi da me volerla denigrare per questo (e sottolineo per questo ;-) ): posso assicurare che sono molto meno fotogenica di lei... e anche per questo evito per quanto possibile di farmi fotografare, e soprattutto non faccio un lavoro che richieda di stare a lungo sotto i riflettori, anche perché, conoscendomi, resisterei non più di mezz'ora.

lunedì 22 aprile 2019

La sai l'ultima su Zanardi?

A tre giorni di distanza non posso esimermi dal condividere un tweet di un personaggio che ammiro tantissimo da tempo: Alex Zanardi.


È davvero ammirevole la brillante autoironia con cui l'atleta paralimpico è riuscito a demolire un meme di pessimo gusto, in circolazione almeno dallo scorso anno, che prendeva in giro in modo squallido lui e il tenore non vedente Andrea Bocelli; il campione – sia nello sport sia nella vita – l'aveva già commentato un anno fa.

domenica 21 aprile 2019

Seventy-three is a magic number

Qualche giorno fa Presh Talwakar ha pubblicato nel suo blog Mind Your Decisions un post dal titolo A Big Bang Theory Episode Inspired A Mathematical Discovery! (Un episodio di The Big Bang Theory ha ispirato una scoperta matematica!) che avevo tutta l'intenzione di tradurre avendolo trovato particolarmente interessante... ma l'altroieri il professor Vincenzo Giordano mi ha risparmiato l'incombenza, pubblicando su Facebook un post che espone in maniera chiara e sintetica il succo della questione.

Può una serie TV ispirare una scoperta matematica?
A quanto pare sì.
Nell'episodio n. 73 della nota sitcom "The Big Bang Theory", il fisico teorico Sheldon Cooper afferma che 73 è il miglior numero, il "Chuck Norris dei numeri", per dirla alla Leonard (altro protagonista nerd della serie), perché esso possiede alcune proprietà apparentemente insolite. Non solo 73 è un numero primo. Il prodotto delle sue cifre è 21 e questa è proprio la posizione che tale numero occupa nella successione dei numeri primi: 73, infatti, è il 21-esimo numero primo. Non finisce qui. Scambiando le cifre di 73, si ottiene ancora un numero primo, 37, che rappresenta il 12-esimo numero primo. Avete notato qualcosa? Sì, 12 è il numero speculare di 21 (si ottiene, cioè, da quest'ultimo invertendone le cifre). La cosa non è sfuggita al matematico Chris Spicer, un avido e assiduo spettatore della celebre serie televisiva che, assieme ad altri suoi due colleghi, si è posto questa domanda: 73 è l'unico numero primo a godere di queste proprietà? Intanto, da buoni matematici, i tre hanno fornito una definizione rigorosa di "numero primo di Sheldon" ed enunciato in modo preciso la "Congettura di Sheldon". Due mesi fa ne è stata pubblicata la dimostrazione sull'American Mathematical Monthly. Non si tratta più, quindi, di una congettura ma di un teorema. Il teorema di Sheldon.
E nient, ho un motivo in più per recuperare la sitcom The Big Bang Theory, cosa che mi riprometto di fare da tempo...
[La "colonna sonora" di questo post è il brano Three is a Magic Number]

sabato 20 aprile 2019

Citazioni del giorno

Da un po' di tempo a questa parte, complice la scarsità di tempo libero a disposizione, sto trascurando sempre più il mio blog notes a favore di questo blog; un singolo post del blog mi richiede sicuramente più impegno rispetto a una decina di tumblepost, ma mi appaga anche molto di più (un appagamento tutto centrato su me stessa, va detto). Nel post di oggi condivido alcune citazioni sotto forma di testo o di immagini che stazionavano da un tempo più o meno lungo nella mia "tumblecoda".
Spesso mi chiedono se io sia credente e quale sia la mia religione.
La mia risposta è sempre la stessa; sì sono credente, e la mia è la religione più semplice che esiste perchè ha un solo comandamento: cerca di aiutare come puoi ogni essere umano in difficoltà, indipendentemente dal suo ceto sociale, dalla sua razza o dal suo credo politico o religioso...
(Gino Strada, via i bambini di antonio gallo)
Dell'Uguaglianza — come se potesse danneggiar me concedere agli altri le stesse opportunità, i diritti che godo io — come se non fosse indispensabile ai miei diritti che anche altri li godano al pari di me.
Se un bambino ti chiederà perchè il cielo è azzurro, tu guardalo negli occhi e digli “il fenomeno è causato dagli effetti quantistici che coinvolgono lo scattering di Rayleigh, uniti alla penuria di recettori per i fotoni viola della nostra retina. (Phil Plait)
(@Dio)

(Bertrand Russell)
(Fernando Pessoa)
(Vivian Lamarque)
(Karl Popper)
(Marco Aurelio)
Per finire, ecco alcune quotes in lingua inglese.

Le donne si preoccupano sempre delle cose che gli uomini dimenticano; gli uomini si preoccupano sempre delle cose che le donne ricordano.
Prendi sempre posizione. La neutralità favorisce l'oppressore, mai la vittima. Il silenzio incoraggia il torturatore, mai il torturato.
(Elie Wiesel)
Pensiero del giorno: una persona che si sente apprezzata farà sempre più di quanto ci si aspetti.
Perché chiudiamo gli occhi quando preghiamo, quando piangiamo, quando baciamo, quando sogniamo? Perché le cose più belle della vita non si vedono, ma si sentono solo col cuore.
Sii una persona che incoraggia. Il mondo ha già fin troppi critici.

venerdì 19 aprile 2019

Bisogna saper non vincere

Oggi ho fatto una cosa che mi è capitato di fare pochissime volte da quando sono iscritta a Facebook: ho rimosso un contatto dagli amici. Nella stragrande maggioranza dei casi, se proprio non riesco a sopportare certi post filo-leghisti, fascistoidi oppure irritanti per i motivi più disparati, mi limito a smettere di seguire, e nessuno mai è venuto a chiedermi conto del fatto che non lo degnassi più di un commento o di una reaction. "Rimuovi dagli amici" è la soluzione estrema, a cui fare ricorso quando è l'"amico invisibile" a venirmi a importunare sulla mia bacheca. Ed è proprio quello che è successo oggi.
Ho rimosso un contatto dagli amici, dicevo, e l'ho fatto per una ragione per cui mai avrei pensato di poterlo fare: il calcio. Mi definisco infatti una "juventina non praticante": lo sono diventata non in seguito a Calciopoli – una fase durante la quale sono rimasta fedele alla Vecchia Signora a tal punto da andare a vederla allo Stadio Adriatico in serie B... anche perché se aspettavo che il Pescara tornasse in A stavo fresca! ;-) – bensì quando il mio idolo Alessandro Del Piero, anziché concludere la carriera a Torino come avrebbe meritato da grande bandiera bianconera qual era, è dovuto andare a giocare all'altro capo del mondo pur di non appendere gli scarpini al chiodo anzitempo.
Come saprai, questa settimana l'Ajax ha eliminato la Juventus nei quarti di finale di Champions League. Sui social gli anti-juventini non sono riusciti a contenere le loro manifestazioni di giubilo: mi risulta che a Napoli si sia festeggiato manco fosse Capodanno. Ebbene, ieri sera è toccato proprio ai partenopei uscire dall'Europa – per la precisione, Europa League – per mano (o meglio "per piede") dell'Arsenal. Stamattina mi sono permessa di scrivere su Facebook che io, a differenza degli anti-juventini, mi guardavo bene dall'esultare, perché a me interessano soltanto i risultati della mia, di squadra.
Ebbene, questo mio contatto – tifoso non del Napoli, bensì del Torino – ha tenuto ad informarmi che ebbene sì, lui ha goduto eccome per l'eliminazione della Juve, perché «voi siete il male» (ci mancava soltanto che lo scrivesse con la M maiuscola). E ha rivangato tutta una serie di malefatte della Juve, di alcune delle quali non avevo mai sentito parlare, mentre altre saprei collocarle soltanto vagamente in un passato più o meno remoto (ma ho tutta l'intenzione di approfondire, perché non è da me nascondere la testa sotto la sabbia). Esasperata da quello sfogo così denso di livore, per ripulire la mia bacheca ho eliminato direttamente il mio post, anche se avrei potuto limitarmi a cestinare il suo commento. Poco dopo ho pubblicato un altro post per sottolineare che io sono juventina da molto prima che iniziasse l'era Moggi, e che se in passato la Juve ha commesso delle scorrettezze non è certo colpa mia; detto tra noi, sarei molto ma molto più contenta se sui successi della mia squadra non gravasse alcuna ombra. Il tizio si è palesato di nuovo per farmi sapere che in pratica il suo pippone me l'ero andato a cercare perché «voglio decidere quello che devono pensare gli altri», aggiungendo che certi episodi controversi non si limitano solo al passato. A quel punto ho cancellato i suoi commenti e l'ho rimosso dagli amici. Che sollievo!
L'accusa di voler decidere quello che devono pensare gli altri mi è sembrata talmente ridicola da non meritare risposta. Il fatto è che vedere così tanta gente ostentare esultanza per la nostra sconfitta – per l'occasione ho coniato una specie di aforisma, «Grama è la vita di chi gode per le sconfitte altrui», ma la citazione attribuita all'Avvocato che puoi vedere in apertura del post è molto più esplicita – mi ha provocato un dispiacere ancora più grande della sconfitta in sé. E comunque nessuno dovrebbe mai permettersi di andare sulle bacheche degli altri ad insultare quello a cui tengono: si tratti di sport, di affetti, di religione, di cultura o chissà che altro!

giovedì 18 aprile 2019

Donne e uomini, sono poi così diversi?


Uno dei filoni più inesauribili dei memi in circolazione online sono le differenze tra donne e uomini nelle situazioni più disparate della vita quotidiana. Se mi baso sulla gente che vedo in giro, devo ammettere che nella loro leggerezza quelle immagini riflettono abbastanza la realtà... ma per quanto mi riguarda sono convinta di rappresentare un'eccezione: sono sempre stata un "maschiaccio", fin da piccola.
[Questo non vuol dire che io sia attratta dalle femmine né che mi sia mai sentita maschio, proprio no; anzi non approvo che taluni personaggi alimentino certi stereotipi rilasciando dichiarazioni del tipo «Ero consapevole fin dall'infanzia di essere gay/di sentirmi femmina, perché giocavo con le Barbie rifiutando le macchinine». Anche se non ho assolutamente nulla né contro gli omosessuali né contro i transgender – se qualcuno dovesse sospettarlo, vorrebbe dire che non mi conosce affatto – ritengo che la natura umana sia troppo complessa per incasellarla in schematismi così elementari. Ebbene sì, pure io preferivo di gran lunga i giochi "da maschio" alle bambole, che mi annoiavano da morire! ;-)]
Vabbè, concludo con una piccola galleria di immagini che illustrano questo presunto dualismo.


P.S.: Colgo l'occasione per linkare un articolo di Repubblica.it che riporta l'opinione del pedagogista Daniele Novara, il quale si dice contrario all'utilizzo del cellulare da parte dei giovanissimi; secondo lui deve essere il padre ad imporre delle regole, perché «un adolescente è in grado di aggirare gli sbarramenti materni. Ha bisogno invece di una regolazione paterna. [...] La madre tende ad essere affettiva ed emotiva. Normalmente il padre ha una capacità maggiore di negoziazione». Non appena l'ho letto, ti giuro, mi sono cadute le braccia. Subito dopo mi sono chiesta «chi sono io per mettere in discussione il parere di un esperto?», e ho voluto discuterne con i miei "facciamici"... i quali non saranno specializzati in scienze dell'educazione, ma essendo genitori oppure insegnanti un po' di voce in capitolo ce l'hanno, e si sono sbizzarriti a demolire quelle assurde posizioni.

mercoledì 17 aprile 2019

Charlot, ti vedo distratto!

Ieri ricorreva il 130° anniversario della nascita del comico britannico Charlie Chaplin, uno con il raro talento di esprimere mille emozioni senza far ricorso alla parola... e sia pur con un giorno di ritardo colgo l'occasione per accennare a una curiosità che ho scoperto sul suo conto.
Hai presente il cosiddetto distracted boyfriend meme, quello basato sulla stock photo qua sotto – scattata dal fotografo catalano Antonio Guillem – che mostra un ragazzo voltatosi ad ammirare una bella fanciulla incrociata per strada mentre la di lui fidanzata gelosa lo fulmina con lo sguardo?


Qui puoi trovarne alcune delle innumerevoli declinazioni, mentre se vuoi creare il tuo meme personalizzato non devi far altro che usare l'apposito generatore.
(Per inciso, la stessa coppia di modelli è stata usata dal governo ungherese come prototipo della famiglia tradizionale: un epic fail niente male, nonché l'ennesimo episodio imbarazzante correlato all'utilizzo di stock photo)
Ebbene, qualcuno si è accorto che il precursore dei distracted boyfriends dell'era moderna potrebbe essere proprio Charlie Chaplin: lo mostra lo screenshot – ehm, all'epoca si chiamavano fotogrammi ;-) – qui sotto...


... tratto dal cortometraggio Pay Day.

martedì 16 aprile 2019

Phishing a strascico

[A una dozzina d'anni di distanza dal mio primissimo post sull'argomento, il fenomeno non accenna affatto a diminuire, anzi...]
Da un po' di tempo a questa parte il phishing che arriva sul mio indirizzo e-mail principale si è fatto particolarmente insistente. Soltanto da ieri mattina ho ricevuto...
  • due mail da un sedicente "Servizio Clienti Apple" per informarmi che in occasione del 12° anniversario di Apple.it sono stata selezionata per ricevere il nuovo Apple iPhone Xs, e l'unica cosa che devo fare per riceverlo è pagare la spedizione;
  • un messaggio da "Amazon Promozione" che mi informa che in occasione del 10° anniversario di Amazon.it sono stata selezionata per ricevere il nuovo Samsung Galaxy s9, e anche in questo caso devo solo pagare la spedizione;
  • un invito a compilare un sondaggio di 1 minuto, con la possibilità di vincere uno dei fantastici "prezzi" (si dovrebbe dire "premi", ma vabbè) in palio: «iPhone Xs, eurospin e molto altro!»;
  • la proposta di diventare tester di prodotti Gillette a mia scelta, con tanto di link finale per annullare l'iscrizione (tsk, col cavolo che ci casco);
  • l'ultimo sollecito a ritirare un buono Lidl da 500 €, perché dal 1° gennaio (2020?! Campa cavallo!) «tutti i buoni non ritirati saranno riestratti a sorte e consegnati ad altri potenziali vincitori. Quest'occasione è stata riservata per te tra migliaia di clienti Lidl, non lasciartela sfuggire» (saranno almeno tre anni che non metto piede in un punto vendita Lidl);
  • infine il più vago, firmato genericamente "Amazon", mi comunica che «Apprezziamo la tua opinione! Sei stato selezionato per partecipare al nostro sondaggio! Si prega di compilare il nostro sondaggio e rivendicare il prezzo alla fine. Importo rimanente: 3».
Il testo è variamente sgrammaticato, e il mittente è sempre info@benchkey.com.
Sarei curiosa di sapere se la stessa cosa capita anche a voi...

UPDATE del 17/4: Oggi altri otto messaggi simili o identici, tre dei quali però avevano come mittente info@sunridetours.com.
UPDATE del 18/4: Trenta. Dalle undici di ieri sera me ne sono arrivati TRENTA, di messaggi così. Mi toccherà riattivare il filtro antispam di Gmail, sperando che non incappi in falsi positivi...

lunedì 15 aprile 2019

Parigi colpita al cuore


Notre-Dame de Paris, ieri.


Notre-Dame de Paris, oggi.



Per me che adoro Parigi, amo la Francia e persino i francesi, so a memoria l'opera pop di Riccardo Cocciante in francese meglio ancora che in italiano, è stato un colpo al cuore. Il primo pensiero è andato a un possibile attentato... e invece a quanto pare la colpa è stata dell'incuria, che forse è pure peggio.
[Il disegno che apre il post è di Cristina Correa Freile]

domenica 14 aprile 2019

Il mio buon proposito: leggere più libri

Non ne vado di certo fiera, ma lo confesso: pur continuando ad accumulare libri cartacei – solo negli ultimi due mesi ho comprato L'amica geniale di Elena Ferrante e Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo di Cristina Cattaneo – ed e-book Kindle – Sessanta racconti di Dino Buzzati e Mi vivi dentro: Alessandro e Wondy. La storia di un amore infinito di Alessandro Milan, entrambi in offerta speciale su Amazon al momento dell'acquisto – è un bel po' di tempo che non leggo un libro propriamente detto dall'inizio alla fine. Purtroppo non sono il tipo che riesce a "diluirne" la fruizione nell'arco di svariati giorni centellinando un po' di pagine la mattina e la sera quando vado e torno dal lavoro in treno e in metropolitana, perché mi distrarrei, perderei il filo e dovrei tornare indietro ogni volta; men che meno quando rientro a casa stanca e con tante cose da fare e mille pensieri in testa. Per immergermi nella lettura e godermela come piace a me, dovrei avere a disposizione parecchie ore consecutive di pace e silenzio, meglio ancora se intere giornate: se poi il libro è sufficientemente breve da lasciarsi "divorare" nell'arco di un giorno, è il massimo. :-)
Condivido alcune immagini trovate online sul piacere della lettura e sull'amore per i libri, e chissà che non mi diano l'ispirazione per dedicarmi a un bel romanzo o un saggio, magari approfittando del ponte del 25 aprile...