giovedì 13 giugno 2019

Frankie racconta il mondo d'oggi

Quest'oggi ti propongo tre canzoni – con i relativi testi – di Frankie hi-nrg mc (tra parentesi, uno dei pochissimi rapper a non dispiacermi, anzi!) che sembrano scritte oggi da quanto raccontano bene certi aspetti della società contemporanea.
Invece Quelli che benpensano, probabilmente la più conosciuta, è uscita nel 1997...


Sono intorno a noi
In mezzo a noi
In molti casi siamo noi
A far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo
Il fine è solo l'utile
Il mezzo ogni possibile
La posta in gioco è massima
L'imperativo è vincere
E non far partecipare nessun altro
Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltri
Niente scrupoli o rispetto verso i propri simili
Perché gli ultimi saranno gli ultimi
Se i primi sono irraggiungibili
Sono tanti
Arroganti coi più deboli e zerbini coi potenti
Sono replicanti
Sono tutti identici
Guardali
Stanno dietro a maschere
E non li puoi distinguere
Come lucertole s'arrampicano
E se poi perdon la coda la ricomprano
Fanno quel che vogliono, si sappia in giro
Fanno, spendono, spandono
E sono quel che hanno
Sono intorno a me
Ma non parlano con me
Sono come me
Ma si sentono meglio (×2)
E come le supposte abitano in blister full-optional
Con cani oltre i 120 decibels
E nani manco fosse Disneyland
Vivon col timore di poter sembrare poveri
Quel che hanno ostentano
E tutto il resto invidiano
Poi lo comprano
In costante escalation col vicino costruiscono
Parton dal pratino
E vanno fino in cielo
Han più parabole sul tetto che San Marco nel Vangelo
E sono quelli che di sabato lavano automobili
Che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli
Medi come i ceti cui appartengono
Terra terra come i missili cui assomigliano
Tiratissimi
S'infarinano
S'alcolizzano
E poi s'impastano su un albero
Boom!
Nasi bianchi come Fruit of the Loom
Che diventano più rossi di un livello di Doom
Sono intorno a me
Ma non parlano con me
Sono come me
Ma si sentono meglio (×2)
Ognun per sé
Dio per sé
Mani che si stringono
Tra i banchi delle chiese alla domenica
Mani ipocrite
Mani che fan cose che non si raccontano
Altrimenti le altre mani chissà cosa pensano
Si scandalizzano
Mani che poi firman petizioni per lo sgombero
Mani lisce come olio di ricino
Mani che brandiscon manganelli
Che farciscono gioielli
Che si alzano alle spalle dei fratelli
Quelli che la notte non si può girare più
Quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv
Che fanno i boss
Che compran Class
Che son sofisticati da chiamare i NAS
Incubi di plastica
Che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara
Ma l'unica che accendono
È quella che dà loro l'elemosina ogni sera
Quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera
Sono intorno a me
Ma non parlano con me
Sono come me
Ma si sentono meglio (×4)
... Generazione di mostri nel 2003...


I vampiri esistono
Sono tra noi ma non si nascondono
Anzi appena possono si mostrano
Protetti dal consenso che trovano presso coloro i quali sbranano
Che più che volentieri si prestano
Porgendo le giugulari
Sperando di diventare loro pari
Aspirando al rango di maiali un po' più uguali degli altri animali
Fedeli al capobranco
Ma pronti ad azzannare chiunque si trovino a fianco
Fin dai tempo del banco i vampiri li allevano
Assecondandone l'indole
Usando un dio idolo fatto di simboli
E illudendoli di lottare per un ideale
Per cui sognare o per il quale magari morire
Se c'è un vampiro da saziare
Bell'affare
Ti rubano l'anima un pezzo per volta
Condizionano ogni tua scelta
Sono in agguato ad ogni tua svolta
Il nemico ti ascolta
Pronto a succhiare ogni singola stilla del tuo ego in rivolta
Svegliati
Apri gli occhi per difenderti
Scappa prima che ritornino a prenderti
Ma sta' attento a non confonderti
Basta un attimo in cui esiti
Per perderti (×2)
Loro masticano sentenze da far sputare al prossimo
Affinché pensi di esserne l'artefice
Così s'impegna al massimo a diffonderle
A farne una bandiera
In cui avvolgere il cadavere del libero pensiero
Il metodo che adottano per controllare l'opinione pubblica
È antico come il mondo ed infallibile
Ne aumentano le fazioni
Riducendo le interazioni
Moltiplicando le incomprensioni
Dividendo le persone
Rivoluzione resta un vocabolo impronunciabile
Se l'unico scontro possibile
È fra parti di popolo
Che vivono gomito a gomito
E non si accorgono di essere identiche
E non vedono i denti che i vampiri piantano
In quanti credono, obbediscono e combattono
Camerati o compagni che siano, fanno piatto unico
Con una carota e tanti bastoni come contorno
Per dei commensali con troppi canini e una fame d'inferno
Svegliati
Apri gli occhi per difenderti
Scappa prima che ritornino a prenderti
Ma sta' attento a non confonderti
Basta un attimo in cui esiti
Per perderti (×4)
Svegliati!
... e Libri di sangue addirittura nel lontano 1993, e tratto dal suo primo album in studio Verba manent.


C'è chi la chiama intolleranza
Quest'ombra che avanza
Che incalza
Che aumenta di potenza
Figlia di arroganza e di ignoranza
Ragione di vita di chi ha perso la coscienza
E crede ciecamente nella supremazia di una razza sulle altre
No, non è la mia questa visione della vita
E la partita non è vinta finché non è finita
E io l'ho appena cominciata
Una manciata di dadi è stata tirata
E la valanga di facce numerate non si è ancora fermata
Non si sa il risultato
Ci han provato a stabilirlo a priori
Chi è dentro e chi è fuori
Chi è uno e chi è zero
Chi è bianco e chi è nero
Ma questa è l'opinione di una parte
Non è la più importante
È solo quella del più forte
E non abbiamo scampo di fronte alla morte
Far come il gatto e il topo
Non è lo scopo
Di questo gioco di ruolo
Guidato da un master senza scrupoli
L'odio fra i popoli
I forti sui deboli
Che sono abili a crearsi alibi indimostrabili
Che accampano ragioni futili ma incontestabili
Che negano tutti i diritti ai propri simili
In nome di una giustizia propria degli uomini
Soltanto nella forma, non negli intenti
Sei grosso, ti rispetto, sennò calci sui denti
Diversi nell'aspetto, siamo scritti in mille lingue
Ma siamo libri di sangue
Tutti libri di sangue
Siamo libri di sangue
Tutti libri di sangue
Siamo libri di sangue
volumi di storia futura
Diversa cultura ma identica natura
È inutile negarlo, questi sono i fatti
Il prologo e l'epilogo è uguale per tutti
Farabutti
Politici corrotti
Uomini dotti
Mafiosi, poliziotti
Non c'è spazio per nessuna distinzione
Siam tutti membri della stessa nazione ZULU
E quando un uomo è nudo è nudo
E nessuno può dire se quest'uomo sia buono o cattivo
Figurati se importa poi come si vesta
Una bestia in divisa resta una bestia
Chiamata a tutelare i diritti di chi
È successo a brother Rodney King
Colpevole del crimine di esser nato nero
Nella buia capitale dell'impero del denaro
Colpo su colpo
Battuto come un polpo
Legato, incaprettato
E trascinato per lo scalpo
Documentato
L'hanno filmato
Pagine d'odio scritte sul selciato
Vergate col sangue di un uomo innocente
Impotente
Che con quei bastardi non c'entrava niente
Ma cara gente quotidianamente
Succede anche in Italia, ma non si sente
Lentamente, inesorabilmente
La sabbia del tempo ricopre la mente
Ogni giorno d'ogni mese d'ogni anno
In tutto il mondo la violenza comanda le azioni
Di uomini e nazioni
Sesso, razza, religioni
Non mancano occasioni per odiare
Ma dobbiamo ricordare
Che siamo libri di sangue
Tutti libri di sangue
Siamo libri di sangue
Tutti libri di sangue
Pagine e pagine e pagine di sentimenti
Emozioni, decisioni, ripensamenti
Fitte pagine scritte
Anime trafitte dal dolore
Di sapere che c'è chi non vuol capire
Che fa male a sentirsi e vedersi diversi
Costretti a inscenare una farsa perversa
In questo universo di sole comparse
Percorso dall'odio, o fingi o sei perso
No, mi rifiuto d'accettare questa logica contorta
Di chi non vuole amare
Ma vuole giudicare dalla copertina una persona
Seduti in poltrona
Individui come questi governano il mondo
E lo sfondo si riempie di morte e sconforto
Il rapporto s'incrina
Inevitabilmente discendiamo la china
Già lunga è la lista di ottusi soprusi
Ma più passa il tempo più crescon gli abusi
Su donne umiliate dai capi d'azienda
E sei brava c'hai il posto, se no alzi le tende
Su uomini nati lontano
Troppo a sud per tendergli la mano
Carcasse fumanti nei campi di sole
Migliaia di gole gonfie di parole di dolore
Spine nel cuore di quelli
Che vedon marcire i loro fratelli
Popoli usati come merce di scambio
Mi oppongo
A patti non scendo con questa realtà
E non mi va
E non mi va
E non mi va che patibolo
Sia il titolo del nuovo capitolo
Che stiamo per scrivere
Forza, capitelo!
Usiamo più il cuore e un po' meno le spranghe
Perché siam libri di sangue
Tutti libri di sangue
Siamo libri di sangue
Tutti libri di sangue
Siamo libri di sangue
Tutti libri di sangue...
Verba manent conteneva anche il brano Faccio la mia cosa, che dà il titolo al libro di recente uscita. Un altro da aggiungere alla mia già lunghissima wishlist, uffa...
Scherzo, Francesco! Mi piacerebbe davvero poterlo leggere quanto prima, se solo ciò fosse compatibile coi miei ritmi.

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