venerdì 30 giugno 2023

Quando le vacanze sembrano un miraggio

Giugno è finito, manca oltre un mese alle agognate vacanze, e non so ancora né quando né dove le farò; per il momento l'unica cosa certa è che la settimana di Ferragosto l'azienda dove lavoro sarà chiusa – teoricamente ci concederebbero in via del tutto eccezionale di lavorare quei giorni in smart working se lo volessimo, ma io non ci penso nemmeno – e siamo vincolati a prendere due settimane di ferie consecutive; il fatto che io scelga la precedente oppure la successiva dipende anche da quanto e se avrà le ferie il mio compagno, che ha un nuovo impiego da poco più di un mese e quindi non ha ancora maturato granché. Nel peggiore dei casi – che potrebbe anche essere migliore, perché mi è capitato di tornare dalle vacanze per nulla rigenerata ma più stanca di quando ero partita – trascorrerò qualche giorno a casa e ne approfitterò per riposare davvero, leggere e dedicarmi ad altre cose che vorrei/dovrei fare ma per le quali nel resto dell'anno non ho mai tempo, dormire più che posso (anche se il caldo estivo è nemico del mio sonno). Quel che è certo è che non avrò la benché minima nostalgia dell'ufficio, a differenza del protagonista della vignetta qui sotto! ;-)

(Del resto non è che io adesso sogni il mare, tutt'al più la montagna)

Ecco un'altra vignetta a tema di Sarah Andersen, nella quale leggo il messaggio "Occhio ai desideri che esprimi"... ;-)

– Voglio essere un'umana.
– E io voglio essere una sirena! Facciamo a cambio!
...
– Dannazione.

giovedì 29 giugno 2023

L'angolo della saggezza

Stasera condivido un po' di citazioni assortite in cui mi sono imbattuta nelle ultime ore.

L'astrofisica Margherita Hack, della quale ricorre oggi il decimo anniversario della scomparsa, ci ha lasciato fra le altre cose queste parole che andrebbero scolpite nel marmo.

Non è necessario avere una religione per avere una morale. Perché se non si riesce a distinguere il bene dal male, quella che manca è la sensibilità, non la religione.

Una "vignetta poetica" di Beppe Giglio che parafrasa Quando siete felici, fateci caso, titolo di una raccolta di discorsi ufficiali ai laureandi tenuti dallo scrittore statunitense Kurt Vonnegut fra il 1978 e il 2004.

Infine, questa vignetta di Sketchplanations veicola un messaggio che dovrò sforzarmi di interiorizzare adesso che, ahimè, è arrivato il caldo, con somma gioia di chi nel clima estivo ci sguazza (anche se in questo preciso momento sta piovendo, e in nottata dovrebbe rinfrescare un po').

È facile lamentarsi del tempo. Il fatto è che non ha alcun effetto su di esso.

mercoledì 28 giugno 2023

Il CAI messo (giustamente) in croce

Ecco i passaggi salienti di una vicenda della quale in questi giorni si è molto discusso:

  • Pietro Lacasella pubblica su Lo Scarpone, la testata online del Club Alpino Italiano, un articolo dal titolo Croci di vetta: qual è la posizione del CAI?. Cito testualmente: «Il CAI guarda infatti con rispetto le croci esistenti, ma non solo: si preoccupa del loro stato ed eventualmente, in caso di necessità, si occupa della loro manutenzione (ripulendole dagli adesivi, restaurandole in caso di bruschi crolli, …). Questo perché – è giusto evidenziarlo una volta di più – rimuoverle sarebbe come cancellare una traccia del nostro cammino; un’impronta a cui guardare per abitare il presente con maggior consapevolezza. Ed è proprio il presente, un presente caratterizzato da un dialogo interculturale che va ampliandosi e da nuove esigenze paesaggistico-ambientali, a indurre il CAI a disapprovare la collocazione di nuove croci e simboli sulle nostre montagne». Una posizione sostanzialmente condivisa da monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo nonché appassionato alpinista, e scusa se è poco.
  • La ministra del Turismo Daniela Santanchè tuona indignata «Resto basita dalla decisione del CAI di togliere le croci dalle vette delle montagne senza aver comunicato nulla al ministero», e l'ineffabile Matteo Salvini arriva ad affermare «Dovrete passare sul mio corpo per togliere un solo crocifisso da una vetta alpina, senza se e senza ma», quando nessuno, ripeto, nessuno aveva parlato di togliere i crocifissi esistenti; la vicenda è spiegata come di consueto bene qui da Il Post.
  • Il CAI si prostra servile divulgando un post in cui assicura che «l’articolo così come pubblicato su Lo Scarpone lasciava intendere che vi fosse una posizione ufficiale quando in realtà si trattava meramente di un’opinione personale».

Commento quest'ultimo sviluppo prendendo a prestito le parole di un mio "facciamico": «Quante sberle giuste e sane stanno prendendo nei commenti i vertici del CAI, per come in modo vecchio e meschino, pregno di 'tengo famiglia' e paraculismo, si sono prostrati alla Santanché per la bufala montata ad arte da questa e da Felpaman sulla questione delle croci in vetta». Per quanto mi riguarda, in qualità di ex tesserata del CAI di Pescara, non posso che dissociarmi dalla posizione – che se non fossi la signora che sono definirei "a pi greco mezzi" ;-) – espressa in quel post.

Del resto, come suggerito dalla vignetta di Makkox che apre il mio post, le polemiche su questioni relativamente marginali come questa fanno gioco a Giorgia Meloni per distogliere l'attenzione dalla sempre più evidente inadeguatezza del suo governo...

martedì 27 giugno 2023

Leggi disumane e incivili

Di recente su Facebook mi sono imbattuta in due post che ho trovato particolarmente significativi riguardo a temi piuttosto dibattuti: l'aborto terapeutico e il diritto alla cittadinanza e alla genitorialità.

Il primo l'ha scritto un anno fa, cogliendo l'occasione dell'anniversario per riproporlo, Marco Cattaneo, direttore di Le Scienze, Mind, National Geographic Italia e National Geographic Traveler...

Mio fratello è figlio unico
Nella mia bolla ha fatto capolino una discussione un tantino fuorviante sul “late term abortion”, che qualcuno chiama aborto al nono mese. E dai, lo sapete pure voi che per poterlo fare devono verificarsi circostanze eccezionali, che comprendono un concreto pericolo di morte per la gestante e anomalie letali del feto.
A questo proposito, mi è appena arrivato un lungo messaggio. Ve lo metto qui sotto.
Lasciate che vi racconti una storia. La mia storia.
Sono Claudio, il fratello di Marco. Sono venuto al mondo nel lontano aprile del 1967.
Già al quarto, quinto mese di gravidanza, mia madre era costretta a letto. Una gravidanza a rischio, dissero i ginecologi consultati.
E di lì in poi è stato un calvario.
Perché presto si riscontrò che i parametri vitali del feto erano deboli, poi debolissimi, infine estremamente deboli. Avevo malformazioni che non mi avrebbero permesso di sopravvivere.
Così il ginecologo di fiducia - dove fiducia è una parola grossa - suggerì velatamente un aborto terapeutico. Credo che fosse ormai il settimo mese di gestazione, ma non ho certezze, perché i testimoni di quella vicenda se ne sono tutti andati. E Marco era troppo piccolo per averne consapevolezza.
Lui però, disse il ginecologo, non lo avrebbe praticato, in virtù delle sue convinzioni morali. Così tutti gli altri, la cui fede nella divina provvidenza non era negoziabile in cambio di una più terrena pietas umana.
No, non c’erano soldi per andare in Svizzera, come bisbigliò qualcuno di quegli ipocriti devoti. Ce n’erano al massimo per affidarsi al lavoro sporco di una mammana, di quelle che praticavano aborti nei sottoscala, ma mamma e papà decisero che tra i due rischi preferivano correre quello di portare a termine la gravidanza.
E così fu.
Mia madre sopportò mesi di dolore fisico e di terrore psicologico, finché un inutile, secondo parto cesareo pose fine a quella che sembrava un’interminabile sofferenza.
La sua, perché la mia era già finita.
Io, Claudio, non ho mai visto la luce del giorno. Quando mi hanno scavato fuori da mia madre ero già morto. Non ho mai esalato un respiro.
Mia madre, Adriana, è sopravvissuta. Ma non ha mai superato del tutto il trauma di quella violenza, fisica e psicologica. E nei decenni di depressione di tanto in tanto riemergeva anche questa vecchia storia. Fino a quando mi ha nominato anche durante i deliri della demenza. Ne parlava con Marco, mio fratello. Lei pensava che ne avesse quattro o cinque, ma uno, Claudio, “quello non lo vedo da tanto tempo”.
Marco non è rimasto orfano, per un pelo. Ma se lo fosse rimasto non ci sarebbe stato nessun senatore Pillon né nessun suo devoto sostenitore a occuparsi di lui.
Per la vostra fede, non sono nemmeno andato in Paradiso. Ebbene sì, sono un senza Dio. Ma se mai ne avessi avuto uno non sarebbe il vostro.

... e il secondo l'ha pubblicato il 27 marzo scorso la giornalista freelance Elena Goretti.

Mia figlia Nina Uyen è nata in Vietnam da due adulti vietnamiti. Ha caratteri visibilmente asiatici, va a scuola in Italia, parla perfettamente italiano, ha amici italiani, fa danza in una scuola italiana, ed è a tutti gli effetti una cittadina italiana. Non è lo stesso per la sua amichetta Ying (nome di fantasia), che è nata in Italia da due adulti cinesi, anche lei va a scuola in Italia, parla italiano, ha amici italiani, fa nuoto in Italia, ma no, non è proprio per niente cittadina italiana.
Mia figlia Nina Uyen, inoltre, non ha alcun legame biologico con me e con il suo papà. Ha un Dna diverso, un gruppo sanguigno diverso, geni e caratteristiche ereditarie diverse da entrambi. Eppure sia io che il suo papà siamo riconosciuti dalla legge italiana come suoi genitori, in tutto e per tutto.
Anche il suo amichetto Giulio (nome di fantasia) non ha alcun legame biologico con la sua mamma e il suo papà. È nato tramite PMA eterologa con donazione di entrambi i gameti, pertanto ha un Dna diverso, un gruppo sanguigno diverso, geni diversi e caratteristiche ereditarie diverse dalla sua mamma e dal suo papà, ma entrambi i suoi genitori sono riconosciuti dalla legge italiana come tali, in tutto e per tutto.
Non è lo stesso invece per la loro compagnetta Paola (nome di fantasia) che non ha un legame biologico con una sola delle sue mamme, non ha con lei geni in comune, caratteristiche ereditarie in comune, ma proprio per questo la legge italiana non la riconosce genitore, eh no, in questo caso no, per niente di niente.
Il nostro è chiaramente un Paese che discrimina i bambini. Un Paese che li rende “diversi” fra loro per diritti. Nel suo stesso corpus legislativo prevede eccezioni che creano disuguaglianze gravissime tra bambini, per l’origine geografica e le inclinazioni sessuali dei genitori.
E io devo ammettere che sono anni e molti governi che non vedo qualcuno scandalizzato per questo. Scandalizzato al punto da decidere di lottare, creare alleanze e stringersi in Parlamento per cambiare una legge incivile e per nulla europea che tuttora ci caratterizza e che ricade vergognosamente sui nostri bambini. Non so cosa ne pensiate voi.

lunedì 26 giugno 2023

What a paracool!

Qualche giorno fa il cantante Chris Martin, durante il concerto dei Coldplay allo stadio Maradona di Napoli, ha mandato in visibilio il pubblico partenopeo interpretando la struggente Napule è del compianto Pino Daniele, brano che peraltro trovo particolarmente nelle sue corde, sfoggiando una dizione persino migliore rispetto a tanti italianissimi "coveristi" (il giornalista Ciro Pellegrino ha svelato il segreto di una pronuncia così eccellente).

Cos'avrà mai cantato ieri sera Chris allo stadio di San Siro a Milano per salutare il capoluogo meneghino? Ebbene sì, O mia bela Madunina, canzone composta in parole e musica da Giovanni D'Anzi nel 1934.

Però, come osservato da un mio "facciamico", O mia bela madunina non è l'equivalente di Napule è; potrebbe semmai esserlo di 'O surdato 'nnammurato. Una scelta più azzeccata avrebbe potuto essere Luci a San Siro, per rendere omaggio alla location facendo al tempo stesso gli auguri all'autore Roberto Vecchioni, che proprio ieri compiva ottant'anni. In alternativa Innamorati a Milano di Memo Remigi, anche questo un pezzo non troppo lontano dallo stile dei Coldplay.

domenica 25 giugno 2023

Sole a picco

È già trascorso qualche giorno dal solstizio d'estate, che quest'anno ha avuto luogo il 21 giugno... ma le giornate non hanno ancora iniziato ad accorciarsi, perlomeno a quanto vedo l'orario del tramonto inizierà ad anticipare solo a inizio luglio, e stasera il giornalista di RaiNews24 ha annunciato festoso che "finalmente è arrivato il caldo" (e io, che il caldo lo soffro da morire, gli ho non tanto silenziosamente inveito contro). Non mi sembra quindi troppo tardi per condividere l'Astronomy Picture of the Day pubblicata proprio il 21 giugno con il titolo Three Sun Paths (Tre percorsi del sole).

Il Sole segue lo stesso percorso ogni giorno? No. Il percorso del Sole cambia durante l'anno, tracciando un percorso più lungo durante l'estate rispetto all'inverno. Nella foto qui sotto, l'arco del Sole è stato catturato da mezzogiorno al tramonto in tre giorni, dal più alto nel cielo al più basso: solstizio d'estate, equinozio e solstizio d'inverno.
Le immagini sono state acquisite [da Marcella Giulia Pace e Giuseppe De Donà, NdC] vicino alla frazione di Gatto Corvino in Sicilia, in Italia, nel 2020 e nel 2021. Il percorso e il tempo che il Sole trascorre nel cielo è più importante nel determinare la stagione rispetto a quanto è vicina la Terra al Sole. Infatti la Terra è più vicina al Sole a gennaio, durante l'inverno boreale. Oggi è un solstizio, quindi oggi il Sole sta compiendo il suo percorso più lungo dell'anno attraverso il cielo nell'emisfero boreale della Terra, ma il percorso più breve nell'emisfero australe.

sabato 24 giugno 2023

Come vedere al volo se più celle adiacenti in un foglio Excel sono uguali

Nei giorni scorsi ho avuto a che fare con dei fogli Excel, alcune righe dei quali avevano tutti gli elementi uguali, e mi sono chiesta se ci fosse un modo semplice per individuarle al volo. La risposta l'ho trovata nell'articolo How to compare if multiple cells are equal in Excel? (Come confrontare se più celle sono uguali in Excel?) disponibile nel sito ExtendOffice, del quale riporto qui di seguito la traduzione. Le formule si basano sull'assunto che i separatori dei parametri siano punti e virgola anziché virgole, in caso contrario andranno modificate di conseguenza.

Come sappiamo, per confrontare se due celle sono uguali, possiamo usare la formula A1=B1. Tuttavia, se desideri verificare se più celle hanno lo stesso valore, questa formula non funzionerà. Oggi parlerò di alcune formule per confrontare se più celle sono uguali in Excel.
Supponendo di avere il seguente intervallo di dati, ho bisogno di sapere se i valori in A1:D1 sono uguali; per risolvere questo compito ti saranno di aiuto le formule seguenti.
  1. In una cella vuota accanto ai dati, inserisci questa formula: =E(IDENTICO(A1:D1;A1)) [se hai Excel impostato in lingua inglese, come ce l'ho io sul PC del lavoro, la formula sarà =AND(EXACT(A1:D1;A1)), NdC] (A1:D1 indica le celle che desideri confrontare, e A1 è il primo valore nell'intervallo di dati).


  2. Quindi premi Ctrl + Maiusc + Invio per ottenere il risultato; se i valori delle celle sono uguali verrà visualizzato VERO, altrimenti verrà visualizzato FALSO.


  3. Seleziona la cella, quindi trascina il quadratino di riempimento sull'intervallo al quale desideri applicare questa formula; otterrai il risultato che segue.

Note:
  1. La formula precedente fa distinzione tra maiuscole e minuscole.
  2. Se hai bisogno di confrontare i valori senza distinzione tra maiuscole e minuscole, puoi applicare questa formula: =CONTA.SE(A1:D1;A1)=4 [se hai Excel in inglese, la formula sarà =COUNTIF(A1:D1,A1)=4, NdC] (A1:D1 indica le celle che desideri confrontare, A1 è il primo valore nell'intervallo di dati, e il numero 4 si riferisce al numero di celle da controllare), quindi premi Invio e otterrai il risultato seguente:

P.S.: Se non riesci a leggere il testo nelle immagini, cliccaci sopra per ingrandirle.

venerdì 23 giugno 2023

Zero in condotta

Due notizie con evidenti punti in comune, ma con sviluppi ben diversi.

La prima è di tre giorni fa...

Lo studente che ha accoltellato a soli 16 anni la sua professoressa di italiano ad Abbiategrasso è stato bocciato. Il consiglio di istituto, riunitosi in seduta straordinaria, ne ha votato all’unanimità l’esclusione dallo scrutinio, che comporta la non ammissione all’anno successivo. Il provvedimento è stato notificato alla famiglia, insieme a quello di espulsione dalla scuola. Intanto la professoressa Elisabetta Condò, ferita il 29 maggio scorso, è uscita dall’ospedale dopo qualche giorno di degenza. Ha ricevuto sei fendenti di cui uno alla testa che le ha provocato una microfrattura. Condò sta affrontando un lungo periodo di riabilitazione fisica coadiuvata anche da supporto psicologico.
Se da un lato l’allontanamento dall’istituto, dati i reati perseguiti, era prevedibile non lo era però la perdita dell’intero anno scolastico. Per questo la famiglia del giovane, che comunque aveva una buona media di voti, ha annunciato il ricorso. «Aveva la media del 9 in fisica e dell’8 in matematica: è arrivato secondo ai giochi matematici dell’istituto. L’unica insufficienza era in storia, con la professoressa in questione» ha spiegato al Corriere l’avvocato Stefano Rubio, legale della famiglia del sedicenne. «Si è trattato di una mossa cautelativa, quasi pilatesca, da parte della scuola. E non è un bel segnale. La decisione è stata presa dal consiglio di istituto, che non è formato dai suoi insegnanti e, in via riservata, abbiamo saputo che la decisione non è stata condivisa da tutti loro. Il ragazzo, che è ancora sotto osservazione psicologica, non sarebbe comunque mai tornato in quella scuola. La bocciatura e l’allontanamento renderanno più difficile un inserimento futuro in classe, tra l’altro con ragazzi più piccoli. Invece di non ammetterlo agli scrutini, avrebbero potuto giudicarne il rendimento e poi decidere in seguito sull’espulsione». «Ho chiesto – ha aggiunto il legale – di poter essere presente alla seduta, al posto del giovane e della sua famiglia. Il ragazzo non ha ancora cognizione piena di quanto accaduto e non è in grado di dare spiegazioni. Bisogna ricordare che, oltre alle lesioni all’insegnante, si è auto inflitto coltellate al capo. Non mi è stata concessa la partecipazione, ma così è mancato un quadro completo». Il giovane si trova attualmente detenuto all’istituto penale per minorenni Cesare Beccaria di Milano, in attesa della chiusura delle indagini.

... mentre la seconda è di oggi:

Maria Cristina Finatti è la professoressa di Rovigo colpita lo scorso 11 ottobre da due pallini sparati da una pistola ad aria compressa in classe. A gennaio ha denunciato i due alunni responsabili dell’accaduto. Ha atteso che la scuola prendesse provvedimenti. Al termine dell’anno scolastico lo studente è stato promosso. Con 9 in condotta. E lei adesso è una furia: «Nessuno mi ha chiesto scusa. Ho dedicato la mia vita alla scuola. E ora mi sento emarginata». Finatti parla in un’intervista a Repubblica. Nella quale comincia raccontando prima di tutto i fatti: «Era appena iniziata la scuola e non conoscevo ancora bene gli alunni di quella prima. Ho visto subito una disposizione diversa dei banchi e me la sono segnata. Oggi dimostra che erano tutti complici».
«Quel giorno sono stata raggiunta per due volte da palline di plastica sparate da una pistola ad aria compressa, con la seconda ho rischiato di perdere un occhio, per fortuna avevo la mascherina. Ho pianto perché non capivo cosa stesse succedendo, quando mi sono ripresa ho capito che stavano girando un video che poi è stato diffuso», prosegue Finatti nel colloquio con Vera Matrangola. E prosegue: «Prima il vicepreside mi ha messo del ghiaccio in testa, poi sono andata a casa in bicicletta. Mi ha preso un senso di abbandono che non mi ha più lasciato. Da quel giorno ho sempre sentito disagio ad andare a scuola, io che ai ragazzi ho dedicato la vita». Sulla denuncia, dice di aver aspettato fino all’ultimo prima di farlo. E che sperava che la scuola prendesse provvedimenti. Oppure un segnale dei genitori del ragazzo. Ma non è successo nulla.
«Le uniche scuse arrivate sono state tramite la preside, a condizione che ritirassi la denuncia! Alla fine, non volevo più sentirmi così umiliata e ho presentato esposto, denuncia e querela nei confronti di tutta la classe presso la Procura della Repubblica al Tribunale dei Minori a Venezia per lesione dolose, reiteramento del reato, interruzione al servizio di pubblica utilità e oltraggio al pubblico ufficiale», aggiunge.
A quel punto ha continuato a insegnare nell’istituto Viola Marchesini, ma in un’altra sezione. Mentre dal ministro Valditara vorrebbe sapere «quali sono stati i criteri utilizzati per dare un 9 in condotta e perché l’episodio è stato svalutato». Infine: «Posso capire che si possano fare delle bravate, ma quello che mi ha delusa e indignata è che nessuno mi ha mai chiesto scusa. Se ci fossero stati un’ammissione di colpa, un sincero pentimento, un gesto umano di empatia sarebbe stato diverso. È l’indifferenza che ti distrugge».

Se da una parte non sono affatto dell'idea che nel caso di Abbiategrasso il provvedimento sia stato troppo severo, dall'altra ho invece ben pochi dubbi sul fatto che a Rovigo ci sia stata un'eccessiva indulgenza, pur essendo consapevole che colpire con una pistola ad aria compressa non è grave tanto quanto ferire con un coltello (ma il fatto di aver immortalato la bravata in un video diffuso sui social, come ormai va purtroppo di moda, a mio avviso dovrebbe costituire un'aggravante). Come spiega il portale Skuola.net, «Non bisogna sottovalutare il peso del voto di condotta, poiché un voto di condotta inferiore alla sufficienza, ovvero al 6, determina la non ammissione alla classe successiva o agli Esami di Stato nonostante gli esiti positivi, quindi sufficienti, nelle discipline di studio». Insomma, 9 in condotta l'ho sempre preso io che ero la tipica alunna modello! (Ai miei tempi non ricordo che nessuno abbia mai preso 10)

giovedì 22 giugno 2023

Nessun uomo è un'isola

Negli ultimi giorni mezzo mondo è rimasto con il fiato sospeso per le sorti delle cinque persone a bordo del sommergibile Titan diretto verso il relitto del Titanic, che aveva smesso di comunicare con la nave madre poco tempo dopo la partenza. Qualche ora fa si è avuta la certezza che si fosse esaurita la riserva di ossigeno a bordo, ma successivamente il ritrovamento di alcuni rottami appartenenti al sommergibile ha fornito la prova che il mezzo è imploso, senza lasciare scampo ai passeggeri. Sembra terribile da dire, ma è persino auspicabile che sia andata così: vorrebbe dire che quelle persone sono andate incontro a una morte più rapida e, se così si può dire, relativamente indolore che se fossero morti soffocati.

Mi sono venuti i brividi leggendo un frammento dell'intervista rilasciata l'anno scorso da Stockton Rush, CEO dell'azienda OceanGate e pilota del Titan, pertanto una delle vittime del disastro.

Sai, c'è un limite. Ad un certo punto la sicurezza è solo puro spreco. Voglio dire, se vuoi solo essere al sicuro, non alzarti dal letto. Non salire in macchina. Non fare niente. Ad un certo punto correrai dei rischi, ed è davvero una questione di rapporto rischio/beneficio. Penso di poterlo fare con la stessa sicurezza infrangendo le regole.

Anche se provo un profondo sgomento per il destino di quegli esseri umani, mi sembra giusto condividere quanto scritto l'altroieri sull'argomento dal giornalista Ciro Pellegrino (dal cui post è tratta l'immagine che ho messo all'inizio)...

Il mondo è strano.
Fai un biglietto da 250mila euro per imbarcarti in un moderno sottomarino, scendere negli abissi e vedere il relitto del Titanic ma qualcosa va storto: c'è apprensione mondiale e tutti si precipitano a salvarti.
Se scappi da una guerra, dalla dittatura o dalla carestia, paghi tutto ciò che hai per salire su una barca di merda e attraversare i mari in tempesta e qualcosa va storto affondi nel silenzio generale e qualche carogna dice pure che te la sei cercata.

... e oggi dal suo collega Fabio Salamida.

Se un millesimo dell’attenzione che il mondo ha dedicato a cinque miliardari in gita a 4 km di profondità, dentro una specie di sottomarino guidato con un joystick da 45 euro, fosse dedicata alle migliaia di persone che affogano ogni anno per non morire di fame o sotto le bombe, questo pianeta sarebbe un posto migliore. E rivendico la libertà, in un mondo sovrappopolato, di provare empatia per chi mi pare.

Anche se per quanto mi riguarda non sono così cinica da non provare empatia pure per i "miliardari in gita", trovo inevitabile fare un confronto tra il disastro del Titan e gli innumerevoli naufragi di imbarcazioni di migranti fuggiti dalla loro terra alla disperata ricerca di una vita migliore; proprio la scorsa settimana se ne è verificato uno di entità impressionante.

Concludo riportando il testo della lirica scritta dal poeta inglese John Donne che dà il titolo al post.

Nessun uomo è un’isola,
completo in se stesso;
Ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare,
la Terra ne sarebbe diminuita,
come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
o una magione amica o la tua stessa casa.
Ogni morte d’uomo mi diminuisce,
perché io partecipo all’Umanità.

E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana:
Essa suona per te.

mercoledì 21 giugno 2023

Sera dopo gli esami

Oggi è stato il giorno della prima prova scritta dell'Esame di Stato del secondo ciclo di istruzione, che noi "boomer" ci ostiniamo a chiamare "esame di maturità". ;-) Se per ipotesi avessi dovuto sostenerla quest'anno, probabilmente avrei optato per la proposta B2, analisi di un testo tratto da Dieci cose che ho imparato del compianto Piero Angela. Comunque, abituata come sono ormai a scrivere testi di una certa lunghezza e complessità esclusivamente al PC, con relativa possibilità di correggere, cancellare e riscrivere come e quanto mi pare senza pasticciare il foglio, non oso immaginare che sforzo immane sarebbe per me dovermi limitare a scrivere a penna una brutta copia da ricopiare poi in bella. Già non fu uno scherzo all'epoca... Ricordo che mi ridussi all'ultimissimo istante delle sei ore disponibili, forse anche un po' oltre, e in pratica dovettero strapparmi i fogli di mano. Scelsi la traccia di attualità...

Il Rapporto Censis sulla situazione del Paese 1994 analizza la odierna condizione dei giovani in un capitolo significativamente intitolato La solitudine del mondo giovanile. Dai dati statistici registrati e dalle relative annotazioni risulta che la grande maggioranza dei giovani vive di buon grado in famiglia, senza però condividerne mondo sentimentale e valori morali. Il 70% afferma infatti che "solo con gli amici può parlare liberamente".
Quali, a parere del candidato, le ragioni di questa apparente estraneità spirituale dei giovani alla famiglia? Può essere questa situazione imputabile esclusivamente ad un fenomeno generazionale? O vi sono invece altre ragioni? Quali?

... ma non ho alcuna memoria di quello che scrissi, e pagherei non so cosa per poterlo rileggere; purtroppo qualcuno mi ha fatto notare che molto probabilmente quei fogli sono finiti al macero da tempo. Peccato, se io dovessi diventare famosa, avrebbero potuto acquistare un certo valore! ;-)

Concludo riprendendo un'immagine condivisa da un mio "facciamico".

Cosa mi direi io? «È normale che tu sia preoccupata, per usare un eufemismo, vista la serietà — altro eufemismo — con cui hai affrontato il liceo senza pensare a goderti questi anni che non riavrai indietro MAI PIÙ. Ma tranquilla, andrà bene. Almeno gli anni dell'università, vedi di goderteli di più». [Ahimè no, non l'ho fatto :-(]

martedì 20 giugno 2023

A chi troppo e a chi niente

Questa sera condivido due citazioni nelle quali mi sono imbattuta fra ieri e oggi, e che considero importanti spunti di riflessione con evidenti punti in comune.

Il primo è l'odierno aforisma del giorno di Wikiquote, attribuito a San Basilio...

Il pane che a voi sopravanza è il pane dell'affamato; la tunica appesa nel vostro armadio è la tunica di colui che è nudo; le scarpe che voi non portate sono le scarpe di chi è scalzo; il denaro che tenete nascosto è il denaro del povero; le opere di carità che voi non compite sono altrettante ingiustizie che voi commettete.

... e il secondo è una citazione del sociologo e politologo brasiliano Emir Sader condivisa su Facebook dallo sceneggiatore e scrittore Francesco Trento.

Se una scimmia accumulasse più banane di quante ne può mangiare, mentre la maggioranza delle altre scimmie muore di fame, gli scienziati studierebbero quella scimmia per scoprire cosa diavolo le stia succedendo. Quando a farlo sono gli umani, li mettiamo sulla copertina di Forbes.

lunedì 19 giugno 2023

E vedere di nascosto l'effetto che fa

Hai presente quando sogni di morire
Per vedere chi verrà al tuo funerale
Per capire chi ti ha voluto bene
E chi ti ha voluto male hai presente?

Così cantava Niccolò Fabi nel 1997 nel brano Rosso, tratto dal suo primo album in studio Il giardiniere.

Con ogni probabilità il tiktoker belga David Baerten, aka @ragnar_le_fou, quella canzone non l'ha mai sentita, ma un "sogno" analogo a quello di Niccolò Fabi ha voluto tradurlo in realtà, inscenando con la complicità di moglie e figli il proprio funerale. Salvo poi presentarsi in elicottero provocando le reazioni dei presenti, alcuni dei quali non hanno apprezzato affatto lo "scherzo".

Ma perché l'ha fatto? «Quello che vedo accadere nella mia famiglia spesso mi fa male: non vengo mai invitato a niente, nessuno mi vede, ci siamo allontanati tutti. Mi sono sentito poco apprezzato. Ecco perché volevo darvi una lezione di vita e dimostrare che non bisognerebbe aspettare che qualcuno sia morto per andare a trovarlo».

Se devo essere sincera, quando ho letto la notizia ho fantasticato di poter fare qualcosa di simile... ma poi ho deciso che è meglio di no: ho paura che pure quei pochi che nella "vita reale" un pochino mi apprezzano possano togliermi indispettiti il saluto! ;-)

domenica 18 giugno 2023

Immortal songs

Stasera ti propongo un paio di cover di canzoni famose e un brano che, pur non essendo una cover, in qualche modo ha voluto rendere omaggio a una pietra miliare della musica leggera.

  • Il video di Forget Me di Lewis Capaldi fa chiaramente il verso a quello di Club Tropicana degli Wham!; puoi vederli qui uno accanto all'altro per fare un confronto. Che dire, complimenti al cantautore scozzese per l'autoironia! :-)
  • Ho scoperto che 8 anni fa il conduttore televisivo Jimmy Fallon e l'attore Jack Black hanno realizzato un fedele video-remake della dolcissima More Than Words degli Extreme.
  • Infine – questa è roba degli anni '90, ma non mi è mai andata giù – potevamo fare a meno della cover di How Deep Is Your Love dei Bee Gees realizzata dai Take That? Secondo me sì, povevamo. ;-)

sabato 17 giugno 2023

La metafora della "torta naufragata"

Negli ultimi due giorni mi sono imbattuta in un paio di foto di torte dalle decorazioni diciamo malriuscite; la prima mostra un dolce che dei bambini dovrebbero aver portato in dono alle maestre per l'ultimo giorno di scuola...

(uso il condizionale perché mi è parso così assurdo che nessun adulto sia intervenuto a correggere lo strafalcione da arrivare a ipotizzare che la torta sia stata decorata così apposta per diventare virale; infinitamente meglio questo metodo rispetto alle challenge folli e pericolose, il riferimento non è casuale)

... e quest'altra è stata pubblicata nel gruppo cucinaremale da un'iscritta che afferma che sua madre abbia ordinato una torta con la scritta "Buon compleanno Banderas" (soprannome del suo compagno), ma il risultato non è stato esattamente quello che ci si aspettava.

Per questo, quando ho cominciato a leggere l'ultimo post del blog Sketchplanations, mi è sembrato che l'argomento fosse lo stesso. Non è così, o meglio non solo. Lo spunto in effetti è quello, ma viene usato come metafora per parlare di tutt'altra questione, che incidentalmente mi riguarda dal punto di vista professionale in quanto sono una sviluppatrice software (o meglio, il mio job title è quello, anche se nelle mie giornate in ufficio mi occupo spesso di tutt'altro).

Cake Wrecks è il blog e il libro di quando le torte professionali vanno male in modo esilarante, di Jen Yates. Ma un "cake wreck" [più o meno, "torta naufragata", NdC] è anche un'utile metafora di quanto possa essere facile interpretare male le istruzioni, spesso semplicemente prendendo qualcosa alla lettera quando ci si aspettava che venisse interpretato. Esempi dalla collezione di Jen includono una torta dall'aspetto elegante con "Niente" scritto sul davanti, una torta di laurea con "Voglio i confettini" accanto a un cappello da laureando, oppure una torta con la scritta "Buon compleanno su una torta senza glutine". Se non li hai visti, potresti fare molto peggio che cercarne qualcuno adesso. È facile ridere di questi esempi, ma è anche facile trovare esempi reali nel lavoro quotidiano.
Ho imparato a conoscere i "cake wreck" dall'eccellente libro di Jeff Patton User Story Mapping. Egli indica i "cake wreck" come un esempio fin troppo comune di comunicazione nello sviluppo del software. Ad esempio, una user story o una specifica per una funzionalità viene scritta e trasmessa agli sviluppatori che, in assenza di altre comunicazioni e forse con barriere culturali o di status, possono costruire con cura esattamente quello che è scritto piuttosto che quello che intendeva chi ha scritto. I "cake wreck" sono divertenti e sciocchi, tranne se era per la tua occasione speciale, ma gli errori nei progetti sono costosi in termini di tempo, denaro e relazioni e vale la pena evitarli.
La ricetta per evitare un "cake wreck" è, in linea di principio, semplice:
  • Comunica di più
  • Non dare per scontato che quello che vedi sia quello che vedrà qualcun altro
  • Condividi abbondantemente
  • Usa storie e specifiche come strumenti per parlare di ciò che è necessario e non come equivalenti di esso
  • Crea uno spazio sicuro in cui tutti possano mettere in discussione quello che non capiscono o con cui non sono d'accordo
  • Dai a tutti il "perché" dietro un progetto e autonomia e flessibilità per suggerire altri modi per raggiungere l'obiettivo
  • Fai dei controlli durante un progetto e apporta degli aggiustamenti se necessario
Grembiule?

venerdì 16 giugno 2023

Finché morte non ci separi

A differenza di taluni che affermano di aver stappato la bottiglia di vino pregiato tenuta da parte per l'occasione, io non ho festeggiato per la dipartita di Silvio Berlusconi, ma di certo non ho provato il benché minimo dispiacere. Ben altro effetto me l'ha suscitato l'improvvisa scomparsa di Flavia Franzoni (nessuna parentela con la responsabile del terribile delitto di Cogne), consorte di uno dei pochi politici che stimo anche come persona, Romano Prodi, 84 anni ad agosto. Lui e la moglie, di 8 anni più giovane, formavano una delle coppie più solide e affiatate della politica italiana. Ascoltando le parole dedicate alla compagna di una vita dall'ex presidente del Consiglio, peraltro l'unico leader del centrosinistra ad aver battuto due volte il summenzionato Berlusconi, nel corso della cerimonia funebre svoltasi nella chiesa di San Giovanni in Monte a Bologna, mi sono commossa fino alle lacrime. Ecco la trascrizione del discorso.

Ho visto Flavia sorridermi per l'ultima volta nel sentiero fra Gubbio e Assisi, dopo due giorni di pura felicità, con alcuni dei nostri più cari amici. Sono stati 54 anni sempre insieme, nei lunghi momenti di gioia e anche nel dolore, nella salute e nella malattia e, come dice la preghiera, in tutti i giorni della nostra vita. A 54 anni di matrimonio voglio aggiungere anche il ricordo degli altri due anni di corteggiamento, anche un po' di più: mai mi sono pentito di avere tanto insistito. [A me gli applausi ai funerali paiono sempre inopportuni e un tantino "cringe", ma quello che ha interrotto Prodi a questo punto fa eccezione, NdC] Perché poi abbiamo condiviso tutto, dalla nostra presenza in questa città tanto amata, alla scelta della presidenza dell'IRI, e poi alla vita politica a Roma e a Bruxelles. Abbiamo sempre parlato proprio di tutto, e ho chiesto a lei infiniti consigli, anche ieri pomeriggio parlando con Giorgio e Antonio mi è venuto spontaneo dire: questo lo chiedo a Flavia. A me ha sacrificato la sua carriera ma non ha rinunciato al suo continuo studio, al suo continuo approfondimento della conoscenza del welfare, con una presenza intellettuale discreta e raffinata, per fare in modo che le istituzioni potessero sempre adempiere al loro dovere. Amava appunto ripetere con passione che per ogni rottura è necessario davvero rammendare, perché la nostra società si rompe continuamente. Aveva come obiettivo la costruzione di un'Italia limpida e discreta, ma un'Italia seria, seria, molto seria; tutto questo accompagnato da un profondo senso religioso, anche se espresso in modo coerente e discreto. Una Flavia affezionata alla comunità, alla città e allo Stato, ma anche un pilastro della nostra famiglia. Il dialogo continuato con Giorgio e Antonio, condotto con dolcezza e severità. E dicevano: «Mamma, tu sei come un materasso». Un colloquio che è continuato fino agli ultimi giorni con la stessa dolcezza, anche se con meno severità, con gli amatissimi nipoti. Tutto questo ha continuato a riempire la nostra casa, come ha detto Chiara, che era ormai solo abitata da Flavia e me. Non pensate però che la nostra lunga vita insieme sia stata solo una vita di scambi intellettuali o di preoccupazioni. Abbiamo vissuto insieme cielo e terra, anche terra, tanta felicità fra di noi. [Altro applauso, NdC] Tanta felicità fra di noi, felicità con gli amici e lunghe e belle vacanze con tutta la tribù.

Io temo di non poter aspirare a una relazione altrettanto duratura col mio compagno: conviviamo dal 2016 ma ci siamo messi insieme a settembre di 9 anni fa, quando eravamo già abbastanza "grandicelli", e qualora dovessimo avere la fortuna di poter festeggiare 54 anni di fidanzamento – il matrimonio è nei nostri progetti, ma per vari motivi estranei alla nostra volontà sono più di tre anni che rimandiamo – avremmo entrambi 92 anni. Magari ci arrivassimo! Purtroppo la genetica non è a nostro favore. Ma quello che posso, anzi possiamo fare è impegnarci giorno dopo giorno a costruire una relazione il più possibile profonda e ricca di senso e arricchimento reciproco.

giovedì 15 giugno 2023

Fine di un'epoca

Dopo oltre due anni di "silenzio" – l'ultimo post risaliva al 23 febbraio 2021, poco dopo l'insediamento del governo presieduto da Mario Draghi – il blog Spinoza ha pubblicato una raccolta monotematica delle battute tratte dai suoi account Twitter Spinoza e Spinoza LIVE, con il titolo L'ultima cera. L'argomento non poteva che essere la dipartita di Silvio Berlusconi, che tanto "caro" è stato al collettivo satirico in tutti questi anni e i cui funerali di Stato con tanto di lutto nazionale – ancora non me ne capacito!!! – sono stati celebrati ieri nel Duomo di Milano. Ecco una selezione di quelle che secondo me sono le battute migliori.

È morto Silvio Berlusconi. Ma ormai il danno è fatto.
Interrotte tutte le trasmissioni Mediaset. Ma non illudetevi.
(Però è stato furbo fino all’ultimo: ha mandato avanti prima il suo avvocato)
Berlusconi avrà funerali di Stato. Era una delle richieste della trattativa.
Matteo Salvini: “Berlusconi mi ha chiesto di finire tante opere che ha iniziato lui”. Tipo distruggere la reputazione dell’Italia.
Marcello Dell’Utri: “Sono senza parole”. Anche stavolta si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Lo Stato organizzerà i funerali di Berlusconi. Mi pare giusto restituirgli il favore.
Stefania Craxi: “Berlusconi martire della giustizia come mio padre”. Mi sembra appropriato ricordarlo con una barzelletta.
Antonio Razzi non è stato fatto entrare ad Arcore. In Parlamento furono meno selettivi.
Arriva il cordoglio di Fassino. Quindi ancora non è detto.

Tre giorni però sono ormai passati, quindi per la resurrezione scherzosamente invocata da più parti siamo fuori tempo massimo...

In conclusione aggiungo il capolavoro del mio "facciamico" Alessandro Bonino aka @eio, che illustra abbastanza bene le mie sensazioni riguardo a questo accadimento.

Una delle grandi verità della vita è che le cose succedono quando ormai non te ne frega più niente.

mercoledì 14 giugno 2023

#noncielodicono

Stasera sbrigo rapidamente la "pratica" del post quotidiano riesumando dal mio hard disk alcuni spunti dedicati a un tema ahimè sempre attuale: il complottismo.

C'è un video di Astutillo Smeriglia intitolato Come nasce una teoria del complotto...

... un meme che avevo salvato dalla pagina Facebook Gente che respira il tuo stesso ossigeno, dalla quale è stato tratto anche un libro ma che a quanto pare non esiste più...

... e una vignetta della quale non sono riuscita a risalire all'autore (di nome dovrebbe chiamarsi Aaron, comunque).

«Il mio superpotere consiste nel trasformare tutto quello che non capisco in una teoria del complotto.»

martedì 13 giugno 2023

La musica dell'estate

Estate, tempo di tormentoni. Sono già usciti Pazza musica di Marco Mengoni ed Elodie, dai quali mi aspettavo di meglio perché apprezzo entrambi gli artisti, La discoteca italiana di Fabio Rovazzi feat. Orietta Berti, la quale quest'anno ha "tradito" Fedez e Achille Lauro con cui aveva interpretato il tormentone 2022 Mille, e Disco Paradise del medesimo Fedez con Annalisa e Articolo 31. Ai Gemelli di Guidonia quest'ultimo brano ricorda qualcosa... ;-)

A proposito dei tre simpaticissimi fratelli Acciarino, trovo davvero brillante la loro Made in Hit, presentata in anteprima a Viva Rai2 di Fiorello: un tormentone che prende in giro i tormentoni.

P.S.: Stasera lo faccio apposta ad occuparmi di argomenti particolarmente frivoli, per reazione contro un lutto nazionale che trovo indegno. A tal proposito ha già detto – e disegnato – tutto AntonioCabras.

lunedì 12 giugno 2023

Non sono sempre i migliori che se ne vanno

È stata una lunga giornata, conclusasi tentando disperatamente di recuperare due gattini semi-randagi dati per dispersi, ricomparsi e subito spariti di nuovo nell'oscurità... ma non potevo esimermi dallo scrivere due parole sulla notizia del giorno.

A differenza di molti miei contatti, io non festeggio per la scomparsa di Silvio Berlusconi. Sarei stata contenta, lo ammetto, se la sua esperienza politica si fosse interrotta quando lui era all'apice del potere con un'interdizione perpetua dai pubblici uffici e un'altrettanto perpetua ignominia, ma così non è stato: oramai nel centrodestra contava ben poco, eppure in tanti, troppi oggi si sono profusi in elogi postumi. E temo che passeranno assai meno di dieci anni prima che qua in Brianza dilaghino strade, piazze e viali a lui intitolati.

All'immagine di Berlusconi associo la nascita della mia consapevolezza politica, alimentata da una prof di Storia e Filosofia che delle materie che insegnava non mi ha lasciato granché, ma ha posto le basi del mio senso civico. Purtroppo alle elezioni politiche del 1994 non potei votare perché non avevo ancora compiuto diciotto anni, e vissi la vittoria di Berlusconi malissimo, come una sconfitta personale, come se prefigurassi il declino politico, sociale e mediatico che attendeva il Paese.

I funerali di Stato di un divorziato dichiaratamente "puttaniere" verranno celebrati nello splendido Duomo di Milano, privilegio che dubito venga concesso a poveracci anche molto meno "peccatori" di lui.

La scomparsa del Cavaliere, o ex tale, ha monopolizzato i media oggi... e ch'io sappia non c'è stata una rete televisiva in chiaro che si sia degnata di trasmettere un film di Francesco Nuti, l'altro morto famoso del giorno. Per la cui scomparsa mi è dispiaciuto molto di più. Anzi, sarebbe più appropriato dire che mi è dispiaciuto, per lui.

domenica 11 giugno 2023

Chi gode delle sconfitte altrui

Ieri sera l'Inter ha perso la finale di Champions League contro il Manchester City, al termine di una gara molto più equilibrata del previsto. Oggi sui social buona parte dei miei contatti interisti si lamentava degli sfottò subiti dagli appartenenti alle tifoserie avversarie, in particolare dagli juventini che, dopo l'eliminazione della squadra nella fase a gironi della Champions e il ripescaggio in Europa League, erano stati sconfitti in semifinale dal Siviglia. Parecchi hanno sottolineato che la Juventus ha fatto i complimenti su Twitter al Manchester City per la vittoria della Champions League, come li aveva fatti al Siviglia, che pure l'aveva sconfitta in semifinale, per la vittoria dell'Europa League (contro la Roma) e al West Ham per la vittoria della Conference League (contro la Fiorentina). A costoro vorrei replicare che, scorrendo i vecchi tweet della Vecchia Signora, ho trovato anche le congratulazioni al Milan per la vittoria della Serie A 2021/22, e i complimenti all'Inter per la vittoria della Supercoppa Frecciarossa (ho scoperto per l'occasione che la Supercoppa italiana 2021 si chiamava così) peraltro contro gli stessi juventini. Quindi mi sembra pretestuoso accusare la Juve di scarsa sportività per il tweet di ieri sera. Va detto che la "mia" squadra – ho ereditato questa passione da mio nonno quando ero bambina, anche se sono anni che me ne disinteresso abbastanza – avrebbe pure le sue ragioni per avercela coi suoi avversari nel campionato italiano: è probabilmente la squadra con il maggior numero di tifosi in Italia, ma gran parte di quelli che non la tifano la odiano senza riserve, e non si fanno scrupoli a mostrarsi compiaciuti per ogni suo passo falso, dalle sconfitte alla penalizzazione di 10 punti che nella prossima stagione relegherà i bianconeri in Conference League.

Ieri sera @insopportabile ha pubblicato un tweet che trovo da incorniciare (vista la coincidenza temporale ho dato per scontato che si riferisse alla finale di Champions, anche se è applicabile a un'infinità di altre situazioni).

Non capirò mai chi gode delle disgrazie altrui, anche se gli altrui hanno goduto delle nostre. Essere superiori, non abbassarsi mai al livello mediocre, questo ho sempre praticato.
E sto molto bene comunque, devo dire.

In effetti, quando ieri sera sono rientrata dal ristorante dove avevo cenato – e dove per fortuna non c'erano televisori a creare disturbo, uno dei pochi aspetti positivi di un'esperienza da non ripetere – e accendendo il televisore della cucina ho notato che il Manchester City era passato in vantaggio, non ho esultato. Non posso dire di essere rimasta delusa, perché c'era da aspettarselo, ma un po' mi è dispiaciuto.

sabato 10 giugno 2023

Gesticolare all'italiana

Il fatto che noi italiani siamo caratterizzati da una gestualità diciamo così peculiare è uno dei tratti che ci contraddistinguono nel mondo. Poiché vivo in Italia da sempre non ci faccio caso più di tanto, e per quanto mi riguarda ritengo di gesticolare meno rispetto alla media, ma non dubito affatto che tale stereotipo sia fondato.

Qualche tempo fa il comico Roberto Lipari ha dedicato all'argomento un simpatico video...

... ma esistono anche approcci ben più seri e rigorosi alla questione: ad esempio i ricercatori Matteo Dicenzi, Linda Lastrico, Alessandro Carfì, Alessandra Sciutti, Fulvio Mastrogiovanni e Francesco Rea, nel corso della conferenza I-RIM (Istituto di Robotica e Macchine Intelligenti) tenutasi a Roma nel 2021, hanno presentato un articolo intitolato Recognizing Italian Gestures with Wearable Sensors (Riconoscere i gesti italiani con sensori indossabili).

Per chi fosse interessato, ecco un paio di video relativi all'articolo:

E niente, la robotica – settore nel quale ho anche lavorato per qualche tempo in ambito universitario – e l'intelligenza artificiale sono argomenti che mi affascinano un sacco, e il fatto che tali discipline trovino applicazione nell'interpretare la comunicazione gestuale di noi esseri umani lo trovo fantastico! :-)

venerdì 9 giugno 2023

Il cavallo morente

Prima il trasloco "spintaneo" di Fabio Fazio a Discovery, la società che possiede il canale tv Nove, dopo quarant'anni in Rai. Poi le voci sempre più insistenti che a partire dalla prossima stagione televisiva Flavio Insinna potrebbe essere sostituito alla guida de L'Eredità, il seguitissimo quiz preserale di Raiuno, dall'attore e doppiatore Pino Insegno, il quale non nasconde affatto le proprie simpatie meloniane. E su Oggi ho appena letto che a quanto pare, dopo quasi trent'anni di "esilio", Mamma Rai potrebbe riaccogliere Pier Francesco Pingitore e il suo Bagaglino, per l'occasione ribattezzato "Bagaglione", emblema di una comicità tutt'altro che raffinata e non esattamente "di sinistra".

Leggendo queste notizie mi viene in mente una battuta del personaggio di René Ferretti (Francesco Pannofino) in Boris nota pure a chi, come me, la serie non l'ha (ancora) guardata: «La qualità c'ha rotto er c***o!».

P.S.: Sono ben altre le politiche e le ingerenze attuate da questo governo delle quali ci dovremmo davvero preoccupare, me ne rendo conto. Ma i politici che controllano i mezzi di comunicazione tendono a diventare inamovibili, o perlomeno a monopolizzare a lungo posti di prestigio che, se non avessero avuto quelle carte da giocare, magari avrebbero potuto solo sognarsi. Il fatto che Silvio Berlusconi – al quale auguro di riprendersi in fretta e di godersi una buona volta il "meritato" riposo ;-) – sia al potere da quasi trent'anni ne è la prova lampante.

P.S.: A proposito del titolo del post, questo articolo spiega come mai la statua simbolo della Rai in viale Mazzini a Roma sia stata talvolta chiamata così.

giovedì 8 giugno 2023

Distinguere il vero dal falso

Tra ieri e oggi ho visto più volte spacciata per autentica, anche su pagine dedicate al cinema, l'immagine qui sotto, che mostra – o meglio sembra mostrare – l'attore Tom Cruise in compagnia delle sue controfigure alla prima del settimo film della serie Mission: Impossible.

Il fatto è che il celebre attore statunitense notoriamente non si avvale di controfigure nemmeno per girare le scene più pericolose... e infatti l'immagine qui sopra e altre analoghe sono state generate utilizzando Midjourney, il programma di intelligenza artificiale che crea immagini da descrizioni testuali (ne ho già parlato qui), da un certo Ong Hui Woo il quale ha condiviso il tutto nel gruppo Midjourney Official.

Ieri sera Alessandro Capriccioli ha pubblicato l'immagine qua sotto, che ritrae il presidente russo Vladimir Putin e il presidente USA Joe Biden seduti insieme al tavolino di un bar come due vecchi amici.

Ecco cosa ha scritto il politico e giornalista a corredo dell'immagine.

Stamattina ho "fatto" questa foto con Midjourney, al volo, mezz'ora dopo essermi iscritto al servizio con il piano base (10 euro al mese).
Va da sé che l'esito è tutt'altro che perfetto, che l'ambientazione è incongrua (un bar è la prima cosa che mi è venuta in mente), che ci sarebbero mille particolari da modificare, aggiustare e limare per rendere l'immagine credibile: però, ripeto, questa roba è stata prodotta da un completo neofita di corsa, tra una dichiarazione dei redditi e l'altra, investendo qualche centesimo di euro (la quota parte dell'abbonamento mensile attribuibile al modesto consumo di "calcolo" corrispondente alla realizzazione della foto).
Posso solo immaginare che risultati, già oggi, si possono ottenere mettendo al lavoro gente esperta, investendo qualche soldo in più e utilizzando motori più avanzati di quelli messi a disposizione delle persone qualunque, che a occhio e croce saranno la base della base della base. Figuratevi in futuro.
Una foto (o peggio un video, perché ovviamente arriveremo pure a quelli, ammesso che non ci siamo già) può incolpare una persona di un reato, far cadere un sindaco o un governo, alzare o abbassare il valore di un titolo, far schizzare in alto o crollare una borsa, perfino far scoppiare una guerra: e io temo che di qui in avanti sarà sempre più difficile distinguere le immagini vere da quelle false, o quelle del tutto vere da quelle un po' false, o quelle aggiustate da quelle originali.
Essendo un convinto e accanito antiluddista mi guardo bene anche soltanto dall'idea di scagliarmi contro queste tecnologie.
Però che più passa il tempo e più le cose diventano complesse, beh, questo è un dato che mi pare incontrovertibile.
Forse è il caso che ci prepariamo a un'era di debunking continuo e ininterrotto.

mercoledì 7 giugno 2023

Guarda e impara!

Tra i canali YouTube a cui sono iscritta, ce ne sono due tramite i quali provo a migliorare il mio inglese: Yesprof di Daniela Vellini, e online.language.lessons di Aurora Ricotti-Ottmann (entrambe sono pure su TikTok, ma come ho già detto più volte io sono troppo boomer per quel social ;-) ). Mentre il primo dei due canali è fin troppo "scolastico" e poco utile per chi come me l'inglese l'ha già studiato con profitto a scuola, l'altro propone aspetti della lingua, della pronuncia e del lessico che a scuola potrebbero venire trascurati, e i video, quasi tutti piuttosto brevi, sono particolarmente piacevoli da guardare.

A proposito di canali YouTube "educativi", ma passando a tutt'altra materia, consiglio il canale La Fisica Che Ci Piace. In questo breve video il simpatico professor Vincenzo Schettini interagisce con Benedetta Rossi di Fatto in Casa da Benedetta per dimostrare che (forse) è impossibile spezzare uno spaghetto in due.

martedì 6 giugno 2023

Can you speak Romanian?

Il rumeno è una lingua romanza o neolatina, come lo spagnolo, il portoghese, il francese e l'italiano, in ordine decrescente di numero di locutori nativi nel mondo. Ma è piuttosto differente dalle altre, oltre che meno comprensibile, almeno per me che sono di madrelingua italiana (la badante che assisteva mia mamma è rumena, e quando parlava nella sua lingua non capivo praticamente niente). E non solo per me, a giudicare da queste due immagini trovate online...


Però, quanto mi piacerebbe avere il tempo e la flessibilità mentale necessari per impararla... Anzi, quanto sarebbe bello saper parlare tutte le lingue del mondo?!

Vabbè, adesso sto sognando ad occhi aperti. Meglio se vado a dormire, e chissà cosa sognerò per davvero! ;-)

lunedì 5 giugno 2023

È arrivata la stagione dei tormentoni

Con l'approssimarsi dell'estate comincia la stagione dei tormentoni... e tra quelli che promettono – per non dire minacciano ;-) – di fare la parte del leone almeno fino a settembre c'è Disco Paradise di Fedez, Annalisa e Articolo 31.

I Gemelli di Guidonia si sono accorti che il brano ricorda fin troppo un paio di hit della musica leggera internazionale...

[Sì, lo so che i tre fratelli Acciarino pubblicano principalmente su TikTok... ma io sono troppo boomer per certe cose! ;-) ]

A proposito di Annalisa, mesi fa un mio "facciamico" che insegna Lingua e Letteratura Latina all'università ha registrato una cover in latino di Bellissima dal titolo, manco a dirlo, Pulcherrima. In quest'altro video della durata di quasi mezz'ora, che sinceramente non ho (ancora) guardato, spiega come ha realizzato la traduzione.

sabato 3 giugno 2023

La tragica fine di Giulia, uccisa da colui che più di tutti avrebbe dovuto amarla e proteggerla

L'omicidio di Giulia Tramontano da parte del convivente Alessandro Impagnatiello, il padre del bambino che la ragazza portava in grembo, mi ha turbata moltissimo, non solo per le circostanze in cui è avvenuto – continuano ad emergere dettagli sempre più agghiaccianti – ma un pochino pure perché io Senago, dove si è consumato il delitto, la conosco bene: ci lavoro da più di due anni, ed è il tipico posto che i cronisti definirebbero "tranquilla cittadina dell'hinterland milanese".

Per commentare questa terribile vicenda prendo a prestito le parole, casualmente tutte in dialetto romanesco, di Beatrice Ciuca...

Lei lascia lui. Lei more ammazzata.
Lui lascia lei. Lei more ammazzata.
Lei c'ha n'altro. Lei more ammazzata.
Lui c'ha n'altra. Lei more ammazzata.
Lei c'ha na vita parallela e pure n'altra famiglia. Lei more ammazzata.
Lui c'ha na vita parallela e pure n'altra famiglia. Lei more ammazzata.
Lui crede in qualche dio. Lei more ammazzata.
Lei crede in qualche dio. Lei more ammazzata.
Lei non crede più in quel dio. Lei more ammazzata.
Lei lavora, lui no. Lei more ammazzata.
Lui lavora, lei no. Lei more ammazzata.
Lei guadagna più di lui. Lei more ammazzata.
Lui guadagna più di lei. Lei more ammazzata.
Lei conosce lui sui social. Lei more ammazzata.
Lei conosce lui al bar in piazza del paese. Lei more ammazzata.
Lui vuole scopare, lei no. Lei more ammazzata.
Rimane incinta ma lei non lo vuole. Lei more ammazzata.
Rimane incinta ma lui non lo vuole. Lei more ammazzata.
A lui piace lei, ma a lei non piace lui. Lei more ammazzata.
A lui piace lei, ma a lei piacciono le donne. Lei more ammazzata.
Lei c'ha 15 anni, lui 30. Lei more ammazzata.
Lei c'ha 45 anni, lui 20. Lei more ammazzata.
Lei c'ha 30 anni, lui 30. Lei more ammazzata.
Lei è albanese, lui italiano. Lei more ammazzata.
Lei è italiana, lui senegalese. Lei more ammazzata.
Lui c'ha la terza media serale, lei due dottorati e un master. Lei more ammazzata.
Lei c'ha il diploma da estetista, lui è un dirigente d'impresa. Lei more ammazzata.
Lei vive da sola/con le coinquiline/con gli amici/con i genitori/con il figlio. Lei more ammazzata.
Lei viaggia da sola. Lei more ammazzata.
Lei viaggia con la sua comitiva di amici. Lei more ammazzata.
Lei bazzica locali, discoteche, pub, cessi da tabaccheria. Lei more ammazzata.
Lei frequenta solo la chiesa del paese e la comitiva di mamme della scuola dei figli. Lei more ammazzata.
È attivissima su tutti i social, passa le ore su WA e s'è scaricata pure Tinder. Lei more ammazzata.
Non sta tanto dietro alla tecnologia, c'ha un solo profilo social condiviso col compagno. Lei more ammazzata.
Lei lavora in una comunità di recupero per tossicodipendenti/in un centro di accoglienza per stranieri/in un'associazione di reintegro di ex detenuti. Lei more ammazzata.
Lei lavora nell'azienda di famiglia. Lei more ammazzata.
Lei è una tossica/alcolizzata. Lei more ammazzata.
Lui è un tossico/alcolizzato. Lei more ammazzata.
Lui è il padre/fratello/zio/cugino/nonno/collega/amico di famiglia/compagno/marito/amico di infanzia. Lei more ammazzata.
Esce tutte le sere, comitiva mista, non disdegna alcol e droghe. Lei more ammazzata.
Sta sempre a casa, quando esce lo fa con una comitiva di amiche tutte donne, manco beve. Lei more ammazzata.
È estroversa, disinibita, socievole, pure un po' animo della festa. Lei more ammazzata.
È timida, pudica, riservata, pure un po' insicura. Lei more ammazzata.
Indossa solo tacchi vertiginosi, minigonne e top. Lei more ammazzata.
Indossa solo sneakers, jeans, felpa. Lei more ammazzata.
Esce ogni sera co uno diverso. Lei more ammazzata.
È fidanzata/sposata da 15 anni con lo stesso tizio. Lei more ammazzata.
Lei è una donna cis. Lei more ammazzata.
Lei è una donna trans. Lei more ammazzata.
Lei fa la prostituta, la escort, la ballerina nei night club, lavora su Only Fans, Lei more ammazzata.
Lei fa l'impiegata al catasto, la barista, l'ingegnera, la carabiniera, la professoressa. Lei more ammazzata.
Lei more ammazzata.
Lei more ammazzata.
Lei more ammazzata.
Lei more ammazzata.
Lei more ammazzata.
Lei more ammazzata.
Lei more ammazzata.
Lei more ammazzata.
Lei more ammazzata.
Solo in Italia ogni tre giorni lei more ammazzata.
E gli altri due li deve passà a sentì che 'ma lui era un gigante buono/un ottimo professionista/uno che si è fatto da solo/un bravo padre di famiglia/un grande lavoratore/una bravissima persona/viene da una famiglia per bene' e di conseguenza sarà che 'lei se l'è cercata, mbè era ubriaca, sì ma se si veste così che s'aspetta, non dovrebbe uscire da sola di notte, non ci si va in quei posti, eh ma l'uomo è cacciatore, ma quello è di un'altra cultura, però dovreste imparare a difendervi/a riconoscere gli uomini violenti/a sceglierveli meglio, ma che s'aspettava...'
Lei more ammazzata e la colpa è pure la sua.
Ah ovviamente quando non è sua è della madre di lui che non ha saputo educarlo.
La colpa non è mai di lui.
Allora sa che c'è? Ma va 'mpo' a morì ammazzato te.

... e d'Er Conte Ciriola.

“Tramóntano i tuoi sogni de ragazza soridènte,
che de la cattiveria nun conoscevi gnènte,
sempre solare, gentile, dòrce ed educata,
che purtroppo de n’ bastardo t’eri innammoràta.
Tramóntano la felicità e la giòja, tramutate in dramma,
perché lui nun t’ha concesso de diventare mamma,
quella bestia che credevi e che chiamavi fidanzato,
e che vijaccaménte t’ha preso e accortellàto.
Tramóntano i battiti quìnni pure de ‘n àntro coricìno,
de chi n’ ce l’ha fatta a diventare er tuo bambino,
perché ‘r suo papà, pe’ troppo “stress” da doppia vita,
ha deciso che la vostra doveva èsse finita.
Tramóntano la giustìzzia e la nostra opignióne,
si a ll’assassino viè tòrta la premeditazzióne,
e si pe’na creatura, da sette mesi ne la panza,
nun danno omicidio, ma “interótta gravidanza”…
…Tramontàno Giulia…si…questo era er tuo nome,
che nun sei più tra noi e senza sapere come,
sei diventata l’ennesima targa appes’ar muro,
perché ‘na mèrda ha cancellato er tuo futuro”…