lunedì 31 luglio 2023

Dirlo con i disegni

Stasera condivido un po' di immagini assortite raccolte online, cominciando da una fin troppo attuale vignetta di Altan...

... per proseguire con un aforisma che, essendo memore di spiacevoli esperienze passate, ho completato come segue: e la ragione è che sono (ero) scema! ;-)

Proseguiamo con il francese...

– Ho bisogno di una donna come te nella mia vita
– Oooh grazie... spero che tu la troverai

... e l'inglese.

– Earl, perché indossi quel vecchio maglione logoro? Pensavo di aver buttato via quella roba vecchia.
– Lo so, ma adoro questo vecchio maglione. Me l'hai regalato per Natale qualche anno fa. E quando amo qualcosa, ci tengo, non importa quanto vecchio e logoro diventi!
– Dopo un'osservazione del genere, non so se baciarlo oppure picchiarlo!
– Come fai a programmare così bene?
– Pratica.
– Deve essere un dono innato... Un dono di Dio...
– È pratica.
– Non capirò mai come alcune persone siano così talentose... Un mistero...
– Pratica.

domenica 30 luglio 2023

L'italiano c'è, perché non usarlo?

Come capita a tanti, pure a me può succedere di usare qualche termine inglese nei casi in cui ne esiste uno perfettamente equivalente (o quasi) in italiano, ma cerco di limitarmi il più possibile in tal senso... a differenza di certi miei colleghi, che quando se ne escono fin troppo frequentemente con parole come "trainare" – non nel senso di "trascinare dietro di sé un peso", bensì in quello di "formare, addestrare", dall'inglese to train – oppure "detettare" – dall'inglese to detect, rilevare – mi costringono ancora una volta a fare appello a tutto il mio autocontrollo per non sbottare in un morettiano «Come paaarlaaaaa?!?!?! Le parole sono importantiiiiiii!!!!!». ;-)

A tal proposito, ti propongo la trascrizione di un trafiletto tratto da una testata che non sono stata in grado di identificare; se tu sai qual era, non esitare a farmelo sapere e aggiorno il post in modo da renderle i doverosi crediti, grazie!

Trenta parole che potremmo tradurre
  1. Account: Profilo (in Rete) o venditore (nelle inserzioni di lavoro)
  2. Barcode: Codice a barre
  3. Caregiver: Badante
  4. Cashback: Rimborso (per quelli di Stato)
  5. Cluster: Focolaio
  6. Delivery: Consegna a domicilio
  7. Device: Dispositivo
  8. Fake news: Bufale
  9. Flag: Spunta (in informatica)
  10. Hot spot: Centro di accoglienza
  11. Know how: Competenza
  12. Lockdown: Confinamento (gli inglesi ne hanno ripreso l'uso da noi)
  13. Outdoor: All'aperto
  14. Over: Ultra (per esempio per le età)
  15. Pet: Animale da compagnia
  16. Pattern: Schema o modello
  17. Premier: Presidente del Consiglio
  18. Privacy: Riservatezza
  19. Recovery fund: Fondi per la ripresa
  20. Screening: Selezione o programma di prevenzione (in medicina)
  21. Sharing economy: Economia della condivisione
  22. Smart working: Lavoro da remoto (in inglese, si dice "home working")
  23. Spread: Forbice, forchetta (in statistica). Letteralmente: differenziale
  24. Spending review: Revisione della spesa
  25. Teen-ager: Adolescente (ma noi lo usiamo per dire giovanissimo)
  26. Timing: Tabella di marcia
  27. Trend: Tendenza
  28. Voucher: Buono o ricevuta
  29. Waiting list: Lista d'attesa
  30. Performer: Artista

UPDATE: Ringrazio .mau. per aver linkato nei commenti l'articolo completo! :-) (Se non mi fossi limitata a tentare una pigra reverse image search ricerca inversa di immagini ma avessi usato Google, magari ce l'avrei fatta a trovarlo da me) In effetti la veste grafica mi ricordava il settimanale Oggi, o Gente...

sabato 29 luglio 2023

È una questione di fisica

Tempo di vacanze per tanti, mentre la sottoscritta dovrà aspettare ancora quasi un paio di settimane... e di certo non le passerò al mare: non amavo andare a morire di caldo in spiaggia neanche quando in una città di mare ci vivevo, figuriamoci adesso. Comunque propongo alcuni short video di Vincenzo Schettini, titolare del canale YouTube La Fisica Che Ci Piace e autore del libro omonimo, nei quali il prof più amato del web affronta con il suo irresistibile approccio divulgativo altrettante questioni che chi trascorrerà le prossime settimane in spiaggia, e più in generale in una località afosa, non dovrebbe sottovalutare:

venerdì 28 luglio 2023

Pizza al metro (quadro)

Ogni tanto per cena compro al supermercato la pizza surgelata 26x38 di una nota marca, anche se ho sempre l'impressione che come coppia ci sazi di meno rispetto a due normali pizze tonde. Ma non mi sono mai presa la briga di fare calcoli precisi – anche perché la pizza non è perfettamente rettangolare ma ha gli angoli arrotondati, e in più c'è il bordo che complica ulteriormente le cose – e mi limito a servire una porzione più generosa al mio cavaliere che non deve preoccuparsi di mantenere la linea. <3

Decisamente più pignolo rispetto a me è stato un certo roychandan, il quale ha raccontato in tre tweet l'aneddoto seguente.

Ho ordinato una pizza da 9 pollici [di diametro, pari a 9×2,54 = 22,86 cm, NdC].
Dopo un po', il cameriere ha portato due pizze da 5 pollici [sempre di diametro, pari a 5×2,54 = 12,7 cm, NdC] e ha detto che la pizza da 9 pollici non era disponibile e che mi stava dando invece due pizze da 5 pollici, e che ricevevo 1 pollice in più gratis!
Ho chiesto al cameriere di chiamare il titolare.
Gli ho dato la formula matematica per calcolare l'area di un cerchio.
Area del cerchio = π r²
dove π = 3,1415926, r è il raggio del cerchio.
Quindi, un'area circolare da 9 pollici = 63,62 pollici quadrati [pari a 410,433 cm², NdC],
mentre un'area circolare da 5 pollici è 19,63 pollici quadrati [pari a 126,677 cm², NdC].
Le due aree circolari da 5 pollici hanno una superficie totale di 39,26 pollici quadrati [pari a 253,354 cm², NdC].
Ho detto che anche se mi avesse dato tre pizze, ci avrei comunque rimesso.
«Come fai a dire che mi stai dando un pollice in più gratis?»
Il titolare è rimasto senza parole.
Alla fine mi ha dato 4 pizze.
Prendi la matematica sul serio!

Sul fatto che tutto questo sia accaduto davvero ho i miei dubbi, comunque mi è sembrato simpaticamente istruttivo. Soprattutto per chi a differenza mia non ha un buon rapporto coi numeri! :-)

giovedì 27 luglio 2023

Genitori (e non solo) iperconnessi

Nella mia "bolla social" ci sono genitori che non si fanno problemi a condividere le foto dei loro bambini in ogni situazione, anche quelle più intime e potenzialmente imbarazzanti. Qualcuno si premura di coprire il volto della propria creatura con delle grosse emoticon, un espediente che trovo abbastanza cringe: ma non fareste meglio a evitare proprio di pubblicare?! ;-)

A questo proposito, stasera ti propongo la campagna dedicata dall'azienda di telecomunicazioni Deutsche Telekom allo sharenting, parola composta da share (condividere) e parenting (ruolo del genitore).

Oltre il 75% dei genitori condivide i dati dei propri figli sui social media. 8 genitori su 10 hanno follower che non hanno mai incontrato.
Ti presento i genitori di Ella, 9 anni. Essi pubblicano spesso post sulla sua vita sui social media. Ignari di come questo potrebbe avere un impatto sul suo futuro. Così completamente inconsapevoli, che gliel'abbiamo mostrato. Usando solo una foto e l'intelligenza artificiale, abbiamo creato un'Ella adulta. Ecco cosa aveva da dire.
Ehi mamma, ehi papà, sono io, Ella. Beh, una versione digitale di me, solo un po' più vecchia.
Incredibile quello che può fare la tecnologia di questi tempi, non è vero? Bastano un paio di foto come quelle che condividete sui social media, dove possono essere scattate e utilizzate da tutti.
So che per voi queste immagini sono solo ricordi, ma per altri sono dati, e per me forse l'inizio di un futuro orribile. Un futuro in cui la mia identità può essere rubata proprio così...
... dove posso andare in prigione per cose che non farei mai. Immagina che la mia affidabilità creditizia sia compromessa, papà, oppure la mia voce copiata per truffarti, mamma. «Mamma, sono nei guai, ho bisogno che tu mi mandi dei soldi, per favore».
Non voglio diventare un meme, umiliato da tutti a scuola. «Ammazzati, perdente del c***o». E di certo non voglio questo.
Quello che condividete online è come un'impronta digitale che mi seguirà per il resto della mia vita. Ve lo dico perché so che mi volete bene e che non fareste mai niente per nuocermi. Quindi per favore mamma, per favore papà, proteggete la mia privacy virtuale.
I dati dei nostri figli necessitano di una protezione speciale. La sicurezza online per tutti inizia con tutti noi. Scopri di più su: telekom.com/share-with-care

Concludo accennando a un altro spot, dell'azienda petrolifera Mobil, che di primo acchito mi aveva fatto storcere il naso perché avevo avuto l'errata impressione che difendesse i combustibili fossili contro l'inarrestabile diffusione delle auto elettriche. In realtà pare che il video intenda semplicemente metterci in guardia contro una vita che sta diventando sempre più iperconnessa e troppo programmata, e invitarci a disconnetterci per "riscoprire la gioia della strada aperta".

mercoledì 26 luglio 2023

Paperi e topi fin troppo "umani"

Quando ero bambina leggevo avidamente i fumetti Disney... comunque soltanto da grande mi sono resa conto che Paperino, Topolino & co. non solo non erano vegetariani, ma talvolta commettevano dei veri e propri atti assimilabili al cannibalismo! :-O

Ecco alcune vignette abbastanza significative in tal senso.




[Riguardo all'autenticità di proprio tutte quante non ci metterei la mano sul fuoco, comunque questo paradosso mi ha fatto sorridere, sia pur a denti stretti]

Concludo proponendo una Minni curiosamente affetta da musofobia...

... e l'assurdo di Pippo, cane antropomorfo e umanizzato, che porta a spasso Pluto, canide quattrozampe a tutti gli effetti.

martedì 25 luglio 2023

L'importanza di credersi stoc***o

Negli ultimi due giorni è diventato virale l'articolo qui sotto, nel quale il giornalista Alain Elkann si lagna dei giovani "lanzichenecchi" che con le loro chiacchiere hanno "osato" disturbare il suo viaggio da Roma a Foggia su una carrozza di prima classe di un treno Italo. Questa "boomerata" – una delle definizioni più benevole che mi vengono in mente – è stata pubblicata sul quotidiano la Repubblica, in pratica di proprietà di suo figlio John.

Riporto qui di seguito i link ad alcuni notevoli post a commento, limitandomi ad aggiungere che, per quanto mi riguarda, durante i tragitti Pescara-Ancona e ritorno in regionale che hanno segnato i miei anni universitari ero solita tentare di leggere o studiare, e il vociare altrui poteva anche deconcentrarmi, ma mi limitavo a sopportare con rassegnazione, e anche un pizzico d'invidia per tanta socialità e vitalità. Lungi da me lamentarmene con tanta spocchia presuntuosa.

Vabbè... ne hanno parlato tra gli altri i giornalisti Alessandro Gilioli e Deborah Dirani, poi Simone Tempia di Vita con Lloyd e Galatea Vaglio Pillole di Storia. Segnalo le divertenti rivisitazioni satiriche di Giorgio Cappozzo, Fabrizio Venerandi, Guglielmo Iezzi e Dario Corallo (immagine qui sotto).

lunedì 24 luglio 2023

Muse, non c'è due senza tre!

Non potevo non spendere due parole per l'evento a cui ho assistito sabato sera: il concerto dei Muse, sestultima delle decine di tappe del loro Will of the People World Tour. Per me – e per il mio prode cavaliere che immancabilmente mi accompagna pur non potendosi definire un fan della band britannica <3 – è il loro terzo show dal vivo, il secondo a San Siro (la sottoscritta avrebbe potuto già essere a quota 4, ma stendiamo un velo pietoso :-/ ).

Queste foto sono tratte dal profilo ufficiale della band...




... mentre queste altre le ho scattate io con lo smartphone dalla seconda fila del terzo anello rosso, posizione visivamente non troppo fortunata.





Lo spettacolo è stato grandioso, non c'è che dire... Peccato davvero per i problemi di audio che hanno rovinato il concerto a tanti spettatori, e che sono stati menzionati anche nella recensione di Rolling Stone.

domenica 23 luglio 2023

Negare l'evidenza

Venerdì nella zona in cui vivo si è abbattuta una violenta grandinata (che Paolo Attivissimo, il quale quel giorno si trovava a Milano, ha documentato in un video): per fortuna lavoravo da casa, la mia auto era stata previdentemente sistemata nel box dal mio compagno, e non abbiamo avuto problemi seri. Purtroppo non tutti sono stati altrettanto fortunati.

Sull'argomento #maltempo il giornalista scientifico Marco Cattaneo ha pubblicato ieri su Twitter un thread che riporto qui di seguito:

Ieri in Lombardia ci sono stati tre violenti nubifragi nel giro di ventiquattr’ore. E guardandosi in giro si trovavano montagne di commenti di questo tenore.
Ora, a queste persone bisognerebbe spiegare il ciclo dell’acqua, con molta calma. Far vedere loro come la temperatura del Mediterraneo sia tremendamente alta, in questo periodo.
Si dovrebbe partire da qui, e raccontargli per esempio che c’è una legge fisica, della termodinamica atmosferica, l’equazione di Clausius-Clapeyron, che regola la capacità dell’atmosfera di trattenere l’acqua.
È complicata, ma in soldoni dice che per ogni aumento di temperatura di 1 grado aumenta del 7 per cento la capacità dell’atmosfera di trattenere acqua.
Poi bisognerebbe portarli su un aereo di linea, ammesso che non ci siano mai stati, e fargli notare che fuori dal finestrino, alla quota di crociera, la temperatura scende facilmente a -50. Sì, anche d’estate.
E a quel punto spiegargli che è lì che si forma il ghiaccio, in quota, non per le strade di Seregno. E da lì è caduto. Per quello le chiamiamo precipitazioni. Che sono tanto più intense quanto più l’atmosfera ha trattenuto vapore acqueo.
Questo per non farla tanto lunga, e semplificando molto. Moltiplicate la spiegazione - con più dettagli e maggior rigore - per migliaia di persone, e avrete scoperto un’altra legge fondamentale della nostra epoca:
nessuno ha il tempo, e men che mai la voglia, di raccontare le cose a un sacco di gente che crede di sapere tutto e invece non capisce una fava. E buon weekend anche a voi.

Propongo una vignetta sui negazionisti del cambiamento climatico...

Cronologia del cambiamento climatico
"Il cambiamento climatico non è reale"
"OK, il cambiamento climatico è reale, solo che non siamo convinti che sia causato dall'uomo"
Oops
C***o

... e sui complottisti in generale.

L'altro giorno mi sono imbattuta nel meme qui sotto...

... e ho pensato che, per quello che io – e non solo io – ricordo, un tempo non faceva mica così caldo; oggi sarei tentata di far installare l'aria condizionata in casa, ma non si può non tenere conto del fatto che i condizionatori sono una delle cause di questa situazione. Un circolo vizioso, insomma.

Concludo con un tweet sulle teorie del complotto.

La prossima volta che un teorico della cospirazione prova a dirti "cosa è realmente accaduto", presenta una teoria più stravagante e accusalo di aver nascosto la verità
– L'allunaggio è stato simulato!
– Pfft, tu credi nella luna?

sabato 22 luglio 2023

Prima che sia troppo tardi

Quest'oggi ti propongo una vignetta tratta da Sketchplanations, e intitolata The frog boil metaphor (La metafora della rana bollita).

La metafora della rana bollita illustra come sia facile non cogliere piccoli cambiamenti che si accumulano nel tempo finché non è troppo tardi. Lo scenario, come raccontato, è quello di una povera rana che salterebbe fuori dall'acqua bollente ma, se messa in acqua più fredda e riscaldata via via, non reagirà in tempo all'ebollizione.
Come metafora, essa descrive un limite potente e nocivo nel modo in cui percepiamo il mondo. Una cucina per studenti che diventa disordinata tazza dopo tazza, un'azienda con vendite in graduale calo, un fiume che viene inquinato lentamente, una strada che diventa ogni giorno più affollata, una baia che vede meno pesci ogni anno, contenuti che vanno alla deriva, il cancro che si diffonde lentamente, una storia o un comportamento che diventa normale, un sito web che diventa più lento feature dopo feature, oppure un clima che si riscalda lentamente sono tutti casi in cui potremmo non essere felici di dove finiamo, ma non ci siamo accorti di come ci siamo arrivati.
È difficile reagire a un cambiamento graduale, specialmente quando abbraccia generazioni. Jared Diamond lo ha definito un potenziale destino degli isolani di Pasqua e di come avrebbero potuto abbattere l'ultimo albero. Un cirripede non è niente, ma molti cirripedi possono causare notevoli problemi alle grandi navi.
Fortunatamente c'è un rovescio della medaglia. Molte cose stanno migliorando senza che ce ne rendiamo conto. Piccoli cambiamenti positivi, come negli atteggiamenti, nell'istruzione o nell'assistenza sanitaria, si sommano nel tempo: l'istinto del destino può fuorviarci. Strati veloci e lenti rendono un sistema, come una foresta, più robusto. Migliorare dell'un per cento ogni giorno porta a un miglioramento di 37 volte in un anno. E un numero sufficiente di cumuli di terra può fare una montagna.
"Non fare nulla" Vs "Fare piccoli sforzi costanti"
Quello che fa una rana, in questo caso, a quanto pare non è vero – non provarci – è molto meglio come metafora, non come esperimento.

La metafora della rana bollita è particolarmente attuale in questo periodo estivo in cui i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale stanno facendo sentire come non mai i loro nefasti effetti: la didascalia della vignetta qui sotto è davvero esplicativa al riguardo.

«Rilassati. Le temperature delle pentole vanno su e giù da secoli.»

venerdì 21 luglio 2023

Com'è cambiato il senso del decoro...

Notizia di ieri: la sindaca di Monfalcone e leader della Lega, Anna Cisint, ha dichiarato guerra al burkini in spiaggia. Riporto pari pari il post pubblicato su Facebook dalla prima cittadina monfalconese.

Sx e 5 S (regione) mi stanno aggradendo (sic) e c’è chi tar (sic) loro che addirittura mi invita ad andar via dall’Italia perché chiedo decoro e rispetto!
Ecco il ns comunicato.
Marina Julia è diventata in questi anni una degli arenili più apprezzati della regione per il turismo delle famiglie e degli appassionati degli sport del mare. Gli ingenti investimenti effettuati per la dotazione di strutture, il ripascimento della spiaggia e lo sviluppo dei servizi fanno del nostro litorale un punto di attrazione sempre più apprezzato con un numero crescente di migliaia di presenze. Per questo diventa inaccettabile il comportamento degli stranieri musulmani che entrano abitualmente in acqua con i loro vestiti. Una pratica che crea insopportabili conseguenze dal punto di vista della salvaguardia del decoro del luogo e che sta determinando sconcerto nei tanti frequentatori e in tutti coloro che affollano Marina Julia e Marina Nova per la cura, l’attenzione e la pulizia che le caratterizzano. Chi viene da realtà diverse dalla nostra ha l’obbligo di rispettare le regole e i costumi che vigono nel contesto locale e italiano. Non possono essere accettate forme di “islamizzazione” del nostro territorio, che estendono pratiche di dubbia valenza dal punto di vista del decoro e dell’igiene generando il capovolgimento di ogni regola di convivenza sociale.
“Ciò vale con ancora maggior ragione quando si intaccano e si compromettono le prospettive di una città che - anche attraverso la riqualificazione dei suoi arenili - ha assunto una dimensione turistica consolidata, riconosciuta fra le località marine italiane. Comportamenti lesivi della rispettabilità e della dignità necessaria nella frequentazione di questi luoghi pubblici incidono negativamente nell’attrattività e nelle ricadute per i gestori dei servizi.
“Ritengo, dunque, per le evidenti ragioni di rispetto del decoro richiesto nei comportanti di chi si reca in questi luoghi la pratica di accedere sull’arenile e in acqua con abbigliamenti diversi dai costumi da bagno deva cessare e intendo applicare questi principi con un apposito provvedimento a tutela dell’interesse generale della città e dei nostri concittadini.
“Peraltro, questo inaccettabile comportamento si colloca in un contesto nel quale si riscontrano sempre maggiori lesioni alle norme, ai principi e alle forme che sovrintendono la vita comunitaria, rischiando in tal modo di allargare la frattura nei rapporti fra la grande maggioranza dei monfalconesi e la componente islamica. Mi riferisco fra l’altro alla sempre maggior presenza in città di donne con il burka con la integrale copertura della faccia che impedisce ogni identificazione ed è evocativo di una visione integralista, parte anche questo di atteggiamenti di una volontà di non rispettare regole e norme dei Paesi di arrivo, in particolare della componente del Bangladesh, che è la presenza più numerosa.
L’Amministrazione comunale non può consentire che si sviluppi “una città nella città” con regole diverse dalle leggi vigenti nel nostro Paese e dal comune sentire della stragrande maggioranza dei nostri concittadini, determinando in tal modo una sorta di “discriminazione all’incontrario” e sarà rigorosa nel far rispettare gli ordinamenti comunali e nel pretendere dalle grandi realtà produttive, a cominciare da Fincantieri, un diverso governo dei flussi. L’arrivo incontrollato del passato dai Paesi più poveri con forme di dumping diffuse soprattutto nei subappalti, che ha scaricato sul territorio le relative conseguenze di carattere sociale, sanitario, abitativo, scolastico e occupazionale, deve essere profondamente rivisto.

Io sono senza parole... Fino a non molti decenni fa era considerato indecoroso andare in spiaggia in bikini, e adesso lo sarebbe coprirsi troppo?! Se io fossi incline al bodyshaming potrei affermare che certi bagnanti dovrebbero invece nascondere il più possibile il loro corpo, perché con gli inestetismi che si ritrovano non offrono un bello spettacolo... ma parlando seriamente sono convinta che ciascuno in spiaggia abbia il sacrosanto diritto di conciarsi come gli pare, purché non sconfini nell'oscenità (in fondo un limite da non superare deve esserci sempre, ma l'importante è stabilirlo con buonsenso).

L'unica spiegazione che mi do per un provvedimento così insensato è che sia dettato dall'intento di discriminare – non "all'incontrario", ma in maniera sfacciatamente diretta – chi rifiuterà di sottostarvi pur di non violare i propri precetti religiosi – che qualcuno potrà anche considerare discutibili, ma non è questo il punto – e quindi rinuncerà a recarsi in spiaggia: e la "pulizia etnica" è servita. :-(

Riporto il testo del post pubblicato sulla pagina Monfalcone èCivile.

MONFAlCONE E’ CIVILE ? FORSE.
Di Guido Baggi.
Non ci avevo fatto caso, ma tutto il parlare di igiene e decoro sulla nostra spiaggia, che sta inondando social e giornali, mi ha fatto sorgere questa domanda: quanti quintali di creme solari portiamo ogni estate sulla nostra spiaggia?
Già, perché andare al mare fa bene, ma attenti al sole!
Bisogna proteggere la pelle. Qualcuno, per tradizione o cultura o altro, preferisce invece tenersi addosso un vestito, probabilmente più leggero dei soliti. Meno dispendioso. Le creme costano.
Forse anche più salutare per il mare al quale non si portano tutte le sostanze elaborate dalle industrie della cosmesi.
Eppure, in questa torrida estate eccoci a discutere sulle donne e gli uomini che vanno in acqua vestiti. Non sono una novità, perché anche i nostri nonni e le nostre nonne non avevano ancora cambiato usanze e si tenevano abbastanza coperti. La novità è invece che non si tratta più dei nostri antenati, ma di persone che da qualche anno vengono in spiaggia a Marina Julia con un colore di pelle diverso, parlando una lingua che non conosciamo, con fede e tradizioni che provengono da altre parti del mondo.
Il vero problema non sono i vestiti, ma il modo con cui guardiamo a queste persone, al mare, in città, a scuola, negli uffici e nei servizi pubblici. Monfalcone è civile, dicevamo. Oggi aggiungerei un forse.
Facendo un rapido giro sui social, anche in questa occasione, si apre lo scenario su una Monfalcone intollerante, per niente propensa al dialogo e 'impegnata', ma solo a mettere 'mi piace' sui social. Per quanto mi sforzi, un progetto che affronti la vera nuova realtà di Monfalcone non si vede. Divieti, ordinanze, multe, richiami a leggi che neanche tutti i monfalconesi rispettano, ne ho letti tanti. Da quello che impedisce di entrare in un supermercato con addosso la tuta di lavoro fino al, per ora, ventilato divieto di andare in acqua vestiti. E' così che abbiamo già dato vita a due, o forse più, città all'interno del nostro territorio comunale.
La logica dei divieti e dei proclami divide e contrappone ed è la base per arrivare ai ghetti nei quali gli integralismi crescono fino a diventare pericolosi focolai di terrorismo.
A Monfalcone, pare si sia imboccata la strada dei divieti, invocando la difesa della nostra identità 'cristiana'. Ma quale identità cristiana? Lo sappiamo tutti che sempre meno entrano in chiesa la domenica, che alcuni oratori possiamo utilizzarli come scuole o altri servizi pubblici, anche perché sempre più vuoti. Sappiamo che i matrimoni civili superano quelli celebrati in chiesa. Eppure invochiamo un cristianesimo fatto di rosari e vangeli sbandierati nei comizi e poco vissuti nella vita.
Già, ma mi torna la domanda: un progetto di convivenza non possiamo elaborarlo? Non penseremo mica che le comunità di stranieri, da qualunque parte del mondo provengano, sono destinate a sparire? Ma tutti quelli dei Sud che, quando sono arrivato a Monfalcone nel 1970, venivano descritti come quelli che “mettono i pomodori nella vasca da bagno” , non sono oggi parte della nostra comunità? Chi voleva che gli 'stranieri' arrivati dagli anni Novanta in poi se ne tornassero via, deve registrare solo che in questi ultimi anno sono quasi raddoppiati. E stiamo a discutere se si va al bagno vestiti?
Non ci accorgiamo che senza un progetto di civile convivenza, Monfalcone, magari con tanti fiorellini sulle strade del centro, è destinata ad essere una città divisa, con gente che si guarda in cagnesco? Per questo non mi entusiasma discutere su come si va in spiaggia a Marina Julia. Mi pare più importante che la città si impegni in un confronto e in un dialogo che porti ad una civile convivenza.
Abbiamo tanti problemi sui quali dialogare e discutere tra di noi, con la Regione, con lo Stato (Fincantieri ha i suoi indirizzi da chi sta al governo del Paese). Fintanto che ci accaloriamo sui social, quasi fossimo ad una partita di calcio dove il tifo prevale spesso sulla ragione, non ne verremo fuori. Occorre capacità di ascolto e di dialogo tra tutti, altrimenti, mentre la città affonda, continueremo leggere sul giornale e a discutere su come si va in bicicletta, su come ci si veste al mare, su dove si mettono i fiorellini, su quali manifestazioni fare per salvare il nostro commercio.

giovedì 20 luglio 2023

Il magico potere di fregarsene

«Se Marie Kondo può smettere di riordinare, io posso smettere di far finta che piegherò questo bucato.»

La vignetta qui sopra, uscita sul New Yorker, si riferisce alla sorprendente confessione fatta qualche mese fa dalla scrittrice giapponese Marie Kondo, autrice del bestseller Il magico potere del riordino che langue da tempo sul mio Kindle. A questo punto dubito che lo leggerò mai: diciamo che mi ha dissuasa dal farlo scoprire che, dopo la nascita del suo terzo figlio, l'ideatrice del metodo KonMari ha rinunciato a tenere la sua casa perfettamente in ordine, e che si sente più felice così.

P.S.: Comunque, se non mi decido a fare almeno un po' di decluttering nel mio armadio, dando via almeno i capi d'abbigliamento che non mi entrano e non mi entreranno mai più – il fatto che siano passati di moda non è per me altrettanto rilevante – e tenendone giusto qualcuno per ricordo, non avrò spazio per comprarne di nuovi!

P.P.S.: Il titolo del post è la versione "edulcorata" di quello di un libro che fa volutamente il verso a quello di Marie Kondo, ma ribaltandone in sostanza il senso. E dopo aver letto la relativa scheda, mi è venuta una gran voglia di acquistarlo... ;-)

mercoledì 19 luglio 2023

Ci penserò domani

Poiché sono stanca e provata da questo insopportabile caldo afoso – a tal punto che stasera sono passata in farmacia a prendere un integratore, e conto almeno sull'effetto placebo – potevo rinviare a domani la mia quasi quotidiana attività bloggatoria, invece me la cavo condividendo qualche meme... sulla procrastinazione, appunto! ;-)

Smettila di procrastinare
Da domani
Io non procrastino.
Io aspetto di proposito fino all'ultimo minuto perché poi sarò più vecchio, e quindi più saggio.
Infine, la fumettista e illustratrice Gemma Correll ha disegnato una mappa della procrastinazione, isola dove in ogni angolo trovi una buona scusa per rimandare le cose più importanti da fare!

P.S.: Come "colonna sonora" del post mi è venuta in mente la canzone dei Pooh che con esso condivide il titolo, anche se il suo testo con questo contenuto non c'azzecca granché.

martedì 18 luglio 2023

Cosa è rimasto di quegli anni '80

Io degli anni '80, nei quali ho vissuto l'infanzia e la prima adolescenza, ho uno splendido ricordo. E può sembrare un discorso da boomer, ma trovo che non ci sia paragone tra la musica che si ascoltava a quei tempi e quella di oggi. Persino due artisti pop che presi singolarmente non mi dispiacciono affatto, Marco Mengoni ed Elodie, quest'anno si sono messi in società per sfornare un tormentone estivo abbastanza insignificante.

Ecco alcune immagini a tema.

Alcune hit del 1983, quarant'anni fa. LE SO... TUTTE!!! E che belle, che erano...

... poi una Superclassifica del settimanale TV Sorrisi e Canzoni ad agosto 1983...

... e infine un brindisi a me dedicato! :-D

(Quei due dovrebbero essere membri dei Metallica, correggimi se sbaglio)

A proposito di musica, l'altro giorno, all'indomani del trionfale concerto a San Siro dei Depeche Mode, che si sono formati nel lontano 1980, dopo aver letto commenti entusiastici da parte di chi ha assistito allo show non ho resistito e ho preso i biglietti per quando torneranno a marzo al Forum di Assago (mi rifiuto di chiamarlo in quell'altro modo ;-) ). Anche se la band britannica mi è sempre piaciuta non ne conosco bene la discografia, ma entro marzo ho tutto il tempo per colmare questa lacuna! :-)

A proposito, sabato prossimo si va a sentire i Muse per la terza volta, la seconda a San Siro. :-D

P.S.: La colonna sonora di questo post è offerta da Raf. Che non è esattamente sulla cresta dell'onda, ma ogni volta che lo vedo esibirsi mi viene da pensare che si conservi in un congelatore, da quanto porta bene i suoi quasi 64 anni! ;-)

lunedì 17 luglio 2023

Oggi più che mai #teaminverno

«Anto', fa caldo», si lamentava oltre vent'anni fa una Luisa Ranieri ancora semisconosciuta nello spot di un tè freddo. E già, non è solo un'impressione magari suscitata dalla "narrazione", come sostiene qualcuno: negli ultimi giorni le temperature massime nell'emisfero boreale hanno superato diversi record. Qua in Lombardia non possiamo nemmeno lamentarci più di tanto, anche se non abbiamo a portata di mano il mare dove tuffarci per cercare un temporaneo refrigerio... ma più a sud le temperature superano tranquillamente i 40 gradi.

Colgo l'occasione per proporre una vignetta a tema...

– Finalmente, è arrivata l'estate.
– Fa troppo caldo, vado a casa.

Sinceramente per me è inconcepibile l'entusiasmo manifestato in questi giorni dagli amanti del caldo – il cosiddetto #teamestate – per quest'afa esagerata; per quanto mi riguarda mi sento uno straccio, dormo meno e peggio del solito visto che dentro casa non tira quasi un filo d'aria (in compenso con le finestre aperte vengo "deliziata" dai latrati dei cani e dai versi di animali d'ogni genere), andare e tornare dal lavoro in auto è una tortura anche perché il mio climatizzatore più di tanto non rinfresca... Insomma, non vedo l'ora che arrivi l'autunno!

domenica 16 luglio 2023

Non è un paese per donne

L'attrice Alice Mangione, che insieme al collega e marito Gianmarco Pozzoli gestisce il canale YouTube The Pozzolis Family, ha registrato un video dal titolo QUESTO VIDEO NON SERVE A NIENTE. Dopo averlo guardato mi sembra ovvio che la scelta del titolo sia solo un artificio retorico basato sulla strategia della psicologia inversa, come pure l'invito finale a non condividerlo, per cui lo propongo con la speranza che invece serva eccome, a qualcosa.

[Le notizie alle quali fa riferimento Alice sono questa e, credo, quest'altra]

sabato 15 luglio 2023

Fantozzi siamo noi

Per quelli della mia generazione, ma anche quelli un po' più giovani o un po' più anziani, il personaggio letterario e cinematografico del ragionier Ugo Fantozzi rappresenta «Il prototipo del tapino, ovvero la quintessenza della nullità», come lo definì il suo ideatore e interprete Paolo Villaggio. Lo sfigato per antonomasia, in parole povere. Eppure oggi su Facebook mi sono imbattuta nell'immagine qui accanto, che riporta un testo tratto da qui, e mi sono resa conto che la summenzionata immagine di Fantozzi è ben poco in linea con la realtà attuale.

Fantozzi veniva visto come un coglione, ma tutto sommato aveva un lavoro decente con un contratto a tempo indeterminato, una casa di proprietà, un'auto di proprietà, una famiglia che riusciva a mantenere con il suo unico stipendio, un futuro, una pensione, la possibilità di andare un mese all'anno in vacanza, tutte cose che 40 anni fa venivano date per normali mentre oggi rappresentano una specie di conquista.
Un uomo di oggi guarda queste cose e pensa alla sua condizione di precario sottopagato, al mutuo che non finirà mai di pagare, alle relazioni che si consumano in fretta. Ecco che, improvvisamente, viene difficile guardare a Fantozzi con superiorità. E la sua vita non fa più tanto ridere.

venerdì 14 luglio 2023

Voglio una vita tranquilla

Oggi si è conclusa l'ennesima settimana lavorativa super-stressante. Dopo essere rimasta disoccupata all'inizio del 2021, e dopo aver trovato successivamente un altro impiego ben prima di quanto mi sarei mai aspettata, non ci penso nemmeno a sfidare la sorte dando le dimissioni senza avere già tra le mani una concreta alternativa valida, ma mi auguro che non mi giudicherai ingrata nei confronti del destino, o peggio sfaticata, se confesso che in questo momento non vedo l'ora di andare in ferie!

Leggo la storia di Serena Sanfilippo, brianzola di origini palermitane, che ha lasciato il posto fisso di terapista della neuropsicomotricità in età evolutiva all'ospedale di Merate e si è trasferita con marito e cane nella più vivibile Sicilia, dove lavora decisamente meno – e ha più tempo per sé – a parità di potere d'acquisto, e mi rendo conto che una vita più serena è possibile. Poi penso anche che, se fossi coerente con me stessa, dovrei almeno considerare le cosiddette dimissioni di coscienza, che consistono nel mollare il lavoro se non è in linea con i propri valori; non scendo nei particolari, ma ci sono aspetti nel mio attuale impiego che mettono in crisi l'"obiettrice di coscienza" che è in me. Inoltre mi rendo conto che i problemi sul lavoro, sia miei sia del mio compagno, interferiscono con il nostro rapporto, e questo non va mica bene...

Riporto qui di seguito la trascrizione di un frammento di una conferenza dello psichiatra Vittorino Andreoli.

La più frequente aggressività o violenza che noi usiamo, la rivolgiamo alle persone a cui vogliamo bene. I litigi, arrivare a casa, magari dal lavoro, un po' frustrati per quello che non ti ha salutato, per il non riconoscimento avuto, per tutto quello che voi sapete. E spostiamo quella frustrazione su quelle persone che condividono la vita con noi, i figli, i legami, i compagni, le compagne, tutto questo.

P.S.: La "colonna sonora" del post è gentilmente offerta da Tricarico.

giovedì 13 luglio 2023

OCD, sempre per la serie "le parole sono importanti"

Le persone piene di "fissazioni" come la sottoscritta si definiscono spesso ossessivo-compulsive – faccio pure parte di un gruppo Facebook privato, OCD (non sono fissata, è che mi disegnano così), la cui denominazione è declinata al femminile perché i suoi membri sono tutti (tranne uno) donne – ma il disturbo ossessivo-compulsivo (in inglese obsessive-compulsive disorder o OCD), chiamato anche sindrome ossessivo-compulsiva, è una vera e propria patologia che non è il caso di nominare con troppa leggerezza come sinonimo di "perfezionismo". A tal proposito l'account Instagram di Serenis.it, che offre «psicoterapia online, di qualità e al giusto costo, per rendere accessibile il benessere mentale», ha pubblicato un carosello esplicativo del cui testo riporto qui di seguito la trascrizione.

NON DIRE OSSESSIVO COMPULSIVO SE INTENDI PERFEZIONISTA
COS'È IL "DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO"?
Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è una patologia che si manifesta attraverso pensieri ossessivi e comportamenti ripetuti.
I pensieri ossessivi si presentano in maniera ripetuta e spingono chi ne soffre ad attuare comportamenti e rituali per ridurre l'ansia e il disagio che le ossessioni stesse provocano.
COSA SIGNIFICA "PERFEZIONISTA"?
Una persona perfezionista porta avanti i propri compiti con cura, attenzione e dedizione, in modo esatto e appropriato.
Il disturbo ossessivo compulsivo è un disturbo.
Il perfezionismo non lo è.
CURIAMOCI DELLE PAROLE (O ALMENO PROVIAMOCI)

mercoledì 12 luglio 2023

Numeri, che passione!

Magari non lo do a vedere più di tanto, ma ho una vera e propria passione per i numeri (soprattutto interi) che hanno proprietà particolari. Per questo stasera condivido il testo di un post pubblicato nella pagina Facebook di Storie Scientifiche...

Pensate ad un qualsiasi numero naturale diverso da zero. Se è pari, dividetelo per due, se è dispari moltiplicatelo per tre e aggiungete uno. Da questa operazione, a seconda se il vostro risultato sia un numero pari o dispari, iterate il processo. Indipendentemente dall’intero positivo di partenza scelto, al termine di questa sequenza si arriverà sempre a 1. Sembra un problema all’apparenza banale, niente di strano o incomprensibile dato che entrano in gioco operazioni elementari come la moltiplicazione, l’addizione e la divisione. Eppure da questo semplicissimo enunciato è nato uno dei più difficili problemi dell’aritmetica.
Questo risultato prende il nome di Congettura di Collatz, dal matematico Lothar Collatz che per primo lo introdusse (1937). È anche nota come il problema 3x+1. Paul Erdős, che in linea col suo perfetto stile offrì 500 dollari a chiunque avrebbe dimostrato tale congettura, disse:
“La matematica potrebbe non essere pronta per questo tipo di problemi”.
E non fu il solo ad esprimere perplessità in merito. Jeffrey Lagarias, professore all’Università del Michigan, nel 2010 disse che la Congettura di Collatz “è un problema straordinariamente difficile, completamente fuori dalla portata della matematica odierna”.
Nel 2019 Terence Tao, uno dei matematici più brillanti in circolazione, pubblica una prova a favore della validità di questa congettura o meglio, una “quasi prova”. Infatti il titolo del suo articolo, che compare su arXiv, è intitolato “Almost all orbits of the Collatz map attain almost bounded values“ (Quasi tutte le orbite delle mappa di Collatz raggiungono valori quasi limitati). Per ora, questo è il miglior risultato che si è riusciti ad ottenere e ci dice molto sulla difficoltà di questo tipo di problema.
Nel 2020 si è arrivato a stimare, tramite calcolatori, che la congettura di Collatz è verificata per tutti i valori fino a 2 elevato alle 68. (2^68).

... e illustrato da una vignetta di xkcd...

La congettura di Collatz afferma che se scegli un numero, e se è pari lo dividi per 2 e se è dispari lo moltiplichi per 3 e aggiungi 1, e ripeti questa procedura abbastanza a lungo, alla fine i tuoi amici smetteranno di chiamarti per vedere se vuoi uscire.

... e poi il testo di un post di .mau..

Se prendete la radice cubica di 512, ottenete 8. Se fate la somma delle cifre di 512, ottenete 8. È un caso? Noi di .mau.ager crediamo di no. D’altra parte, possiamo vedere se la cosa è così comune, cercando tutti i numeri con questa caratteristica. Per esempio 0 e 1 hanno come radice cubica sé stessi, e quindi la somma della singola cifra è uguale alla loro radice cubica: ma magari ci sono altri esempi. Come trovarli?
Per prima cosa, notiamo che il numero non può essere troppo grande. Se avesse sette cifre la loro somma sarebbe al più 7×9 = 63, ma 63³ è un numero di sei cifre e quindi non possono esserci numeri di sette (o più) cifre con quella proprietà. Quindi il numero può avere al più sei cifre, ed essere al massimo 6×9 = 54. Basta pertanto testare tutti i numeri da 0 a 54 e vedere quali hanno la proprietà richiesta. Oltre a 0, 1 e 512 abbiamo 4913 = 17³, 5832 = 18³, 17576 = 26³ e 19683 = 27³. Questi sette sono gli unici numeri di Dudeney, dal nome del matematico ricreativo che – almeno in era moderna – è stato il primo a trovarli tutti.
Notate che a parte 8 i numeri sono a coppie di consecutivi: 0-1, 17-18, 26-27. E questo sarà un caso? Beh, mi sa di sì…

Se vuoi saperne di più sui numeri di Dudeney ti rimando alla Wikipedia inglese, visto che su quella italiana non c'è granché.

martedì 11 luglio 2023

Questioni di un certo genere

Da bambina adoravo le automobiline Bburago e i mattoncini LEGO – nel caso di questi ultimi, non ho mai smesso ;-) – mentre giocare con le bambole mi annoiava tantissimo, e da adulta preferisco di gran lunga assemblare mobili IKEA piuttosto che dedicarmi a certe incombenze tipicamente femminili (il ferro da stiro, per dire, non lo so proprio usare). Questa sera propongo due spunti a tema.

  • L'articolo Questioni di genere e giocattoli scritto da Lorenza Gentile per la sezione Storie/Idee de Il Post, il cui passaggio più significativo è il seguente: «Mio figlio mi chiede a volte di provare le collane e le mie scarpe, e ha una particolare predilezione per un paio di ballerine di raso fucsia. Sono scarpe incantevoli, piacciono a tutti quando le indosso, uomini e donne, perché mai non dovrebbero piacere a lui? Gli permetto di indossarle tutte le volte che vuole».
  • La foto di un trafiletto, condiviso dal dottor Marzio Sisti su Facebook, che riporta una dichiarazione di Silvana De Mari, tristemente nota per le sue posizioni omofobe, novax e contro l'Islam, e radiata di recente dall'Ordine dei Medici di Torino per le sue affermazioni antiscientifiche.

Sarò strana io, ma, pur essendo profondamente grata nei confronti dell'elettrodomestico in questione per il fatto che mi esime dal dover lavare i piatti a mano, non provo il benché minimo piacere quando lo svuoto, anzi sogno una lavastoviglie che sia in grado di svuotarsi da sé. Ne provo eccome, di piacere, quando riesco a combinare qualcosa con gli attrezzi da bricolage, pensa un po'! ;-)

P.S.: Mentre scrivevo questo post mi è venuta voglia di sfogliare finalmente Questioni di un certo genere, il secondo titolo di COSE Spiegate bene, la rivista di carta del summenzionato Il Post. Ho acquistato tutti e sei i titoli usciti finora, ma non ho ancora trovato il tempo di leggerne neanche uno... :-(

lunedì 10 luglio 2023

L'uniche (?) du' gioie de la vita

Sabato sera io e il mio cavaliere siamo stati a cena presso la sede di Monza della Taverna di Rugantino, che si proclama orgogliosamente "IL Ristorante Romano in Brianza" (in realtà ce ne sono anche altri, e alcuni li abbiamo anche testati, ma questo mi è sembrato il migliore finora).

All'ingresso abbiamo trovato, scritto su una lavagna, un sonetto del grande Aldo Fabrizi dedicato a due piaceri della vita. Quali essi siano, lo si capisce fin dal titolo: Magnà e dormì!

Sò du’ vizzietti, me diceva nonno,
che mai nessuno te li pò levà,
perchè sò necessari pe campà,
sin dar momento che venimo ar monno.
Er primo vizzio provoca er seconno:
er sonno mette fame e fa magnà,
doppo magnato, t’aripija sonno,
poi t’arzi, magni e torni a riposà.
Insomma la magnata e la dormita,
massimamente in una certa età,
sò l’uniche du’ gioie de la vita.
La sola differenza è questa qui:
che pure si ciài sonno pòi magnà,
ma si ciài fame mica pòi dormì.

Ebbene, magna' ho magnato, adesso sarà er caso che vado a dormi' perché domatina me devo sveja' alle cinque e mezza... 

[Ho un debole per la parlata romanesca, trasmessami da mia madre che, pur essendo nata e avendo trascorso la prima giovinezza nelle Marche, nella Città Eterna ci ha vissuto per quasi vent'anni. Anche papà, che mamma la conobbe proprio a Roma e che se fosse ancora vivo avrebbe compiuto proprio oggi ottantanove anni, lasciò la Sicilia giovanissimo, ma anche se parlava un italiano impeccabile l'inflessione non l'ha mai persa]

domenica 9 luglio 2023

L'attualità non va in vacanza

Nell'ultima settimana sono rimasta un po' indietro rispetto a svariate notizie di dominio pubblico sulle quali avrei voluto scrivere qualcosa, e l'ora di andare a dormire prima di una settimana lavorativa che si preannuncia campale non è certo il momento ideale per recuperare, per cui mi limito a proporre due vignette disegnate da Mario Natangelo per Il Fatto Quotidiano: la prima sul testamento di Silvio Berlusconi...

... e la seconda sull'accusa di stupro rivolta a Leonardo Apache La Russa, figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa; a proposito, ritengo che la seconda carica dello Stato abbia difeso il suo terzogenito in maniera alquanto discutibile, per usare un pallido eufemismo.