sabato 25 aprile 2020

Il mondo visto dallo spazio

Di recente ho guardato il video che mostra l'intervento di Paolo Nespoli, ingegnere, militare ma soprattutto (ex) astronauta, al primo TEDxBrianza, tenutosi il 15 febbraio scorso a Verano Brianza, dove Nespoli è cresciuto. Peraltro Verano non è poi così distante da casa mia; mi mangio le mani per essermi persa l'evento... oltretutto all'epoca si poteva ancora circolare liberamente! :-/


Il video merita senz'altro, anche perché @astro_paolo ha presentato molte splendide immagini del nostro pianeta – alcune delle quali sono tratte da quest'altro video – scattate da un punto di vista a dir poco privilegiato. Ma qui di seguito voglio riportare alcune parti del suo discorso che reputo particolarmente significative.
Stazione Spaziale Internazionale, una casa-laboratorio che gira attorno alla Terra a 28mila chilometri all'ora. Andiamo lassù perché troviamo lassù delle cose che non ci sono qui sulla Terra, e paradossalmente possiamo cercare e scoprire cose che poi ci aiutano nella vita di tutti i giorni. È un posto isolato, confinato, non è facile arrivarci, bisogna prendere un razzo. Non è che ci sono poi così dietro l'angolo. È un po' come avere una mini-bomba atomica di sotto che quando si accende ti spara verso l'alto. Non ci vuole moltissimo ad arrivare ai 400 chilometri di quota della Stazione Spaziale Internazionale, diciamo otto minuti e mezzo, è come Milano-Roma in otto minuti e mezzo, più o meno. Dopodiché ti avvicini alla Stazione Spaziale e finalmente, se va tutto bene, e di solito va, entri a far parte di questo nucleo di extraterrestri... perché ci credo agli extraterrestri, eravamo noi! Questi extraterrestri che sono lì a, sostanzialmente, vivere e lavorare in questa casa-laboratorio. E qui cominciano subito i problemi, perché sostanzialmente tu ti sei addestrato per anni e anni, anche dieci anni, e arrivi su e non capisci più niente. Scherzando, si dice che il tuo quoziente d'intelligenza, quando arrivi in orbita, si divide per tre. Perché sostanzialmente il tuo cervello è impegnato a capire che cosa sta succedendo. Tu ti sei addestrato, conosci esattamente tutto quello che c'è qua attorno, ma non hai previsto il fatto che non senti più la forza di gravità. E quindi quando arrivi e cerchi di mantenere i piedi verso il pavimento, quello dove c'è scritto deck, scopri che non c'è. C'è scritto deck, ma non è il pavimento. Qual è che è giusto? È lui? Sono io? Son quegli altri laggiù in fondo? Boh! E questo è un po' quello che succede quando siamo qua sulla Terra, lo abbiamo sentito anche prima, la vita è un continuo cambiamento. Quando noi impariamo a fare qualcosa, e lo facciamo bene e non facciamo nient'altro, ci siamo messi sulla via dell'autodistruzione. Perché se la vita cambia, le cose cambiano, quello che ti sta attorno cambia e tu non cambi, perderai il lavoro e non andrai avanti. Quindi qui hai una scelta: o diventi un extraterrestre e cerchi di capire che cos'è, o stai lì a farti mancare quelle cose che non troverai mai. È inutile che ti metti a piangere che non c'è la forza di gravità: «Rivoglio la forza di gravità! Sto mangiando le cose e mi vola via tutto! Non trovo più niente, li cerco per terra e non sono lì!». Ecco, è inutile che fai queste cose. Questo è quello che facciamo normalmente nella vita, non cerchiamo di cambiare, questa inerzia che abbiamo a questo cambiamento che poi di fatto è cercare di capire come fare a ottenere dei risultati in questa nuova situazione. Non è semplice, è difficile, quando non sai cosa fare, guardare avanti, esplorare e fare; ma è quello che dobbiamo fare. Quindi, quando capisci che non è necessario tenere i piedi verso la Terra, tenersi con le mani lì per cercare di stare veramente... lascia andare tutto, non trovi più niente e fai come Scott che era lì da tre mesi che è già diventato extraterrestre, lì, bello pacifico, tranquillo, lassù sembrava un vampiro quando l'ho guardato. Io voglio dormire qua, perché lì si dorme meglio, quando di fatto ho capito che era esattamente la stessa cosa. E quindi questo cambiamento, questa inerzia... è una cosa che dovremmo fare, cambiare la prospettiva. Invece di continuare a guardare quello che ci manca, guardare a quello che c'è, ma che non scopriremo mai se non ci lavoreremo. [...]
E questo è quello che ti permette di fare, guardare la Terra dalla Stazione, di vedere le cose tirandoti indietro e abbracciare una visione più completa. E dico sempre, guardare la Terra da quaggiù è come pretendere di vedere un ritratto mettendo il naso appoggiato alla tela. Vedo qualche dettaglio, ma non vedo questo ritratto. [...]
Ma noi non ci rendiamo conto di come la natura non è esattamente come la pensiamo noi. Questa è una serie di fiumi in Argentina, a sud di Buenos Aires, Ed è interessante come, tutte le volte che ci passi sopra, cambiano, sono diversi. Perché i fiumi cercano di andare dove c'è meno resistenza. Questo è l'Orinoco in Sudamerica, guardate questa foto dove si vede sostanzialmente quante volte questo fiume ha cambiato il suo corso nel corso degli anni. Ma noi pensiamo che i fiumi siano delle strutture che sono ferme, ma non è vero per niente, questi si muovono. Se li dovessimo guardare, noi coi nostri occhi da terrestri, che dieci anni ci sembrano tanti, mille chilometri ci sembrano tanti, se li guardassimo con gli occhi dell'extraterrestre, vedremmo che i fiumi sono delle cose vive, che si muovono in continuazione. Questo è il Grand Canyon, che ha scavato addirittura delle valli profonde due chilometri. Ha portato via tutto quello che c'era lì dentro, e l'ha portato da un'altra parte. Questo è il Mississippi, che nel 2011 ha deciso di straripare e ha mandato sott'acqua tutta una serie di città. E uno dice «Ah, no, il Mississippi straripa, ma come». Ma questo è quello che fanno i fiumi quando si bloccano da qualche parte, risalgono dall'altra. E dove costruiamo noi le città? Vicino ai fiumi, perché è molto più semplice: ci serve, l'acqua. Ma non ci rendiamo conto che poi i fiumi vanno fuori. [...]
E poi guardi qualcosa che abbiamo cominciato a costruire dragando tutte le sabbie e le barriere coralline perché non ci basta, abbiamo le città piene, quindi costruiamo qualcosa fuori. E non ci rendiamo conto che stiamo cambiando totalmente la natura qua attorno. Questa è Venezia. Venezia ogni tanto va sott'acqua. Non so se è stata una bella idea, costruire una città lì, ma insomma, dovremmo anche capire che Venezia è bellissima, c'ero meno di una settimana fa, però, insomma, è un po' problematica, la situazione. Questo è il Vesuvio visto dallo spazio, ed è interessante come vedi tutta una serie di abitazioni lì attorno; se fai una foto di notte, vedi dov'è esattamente il Vesuvio. Attorno ci sono un milione di persone. Se quello scoppia, come ha fatto un po' di tempo fa, qui c'è qualche problema, dovremmo stare attenti. L'Italia, super-luminosissima, sembra che abbiamo elettricità gratis, ce la danno gratis. Guardate un po' il resto dell'Europa, quasi scura. E poi arriva Milano, arriviamo noi che bruciamo energia senza nessun problema. Eccola qua Milano, vista dall'alto tra l'altro. L'Italia è molto, molto bella. Come ripeto, è un Paese incredibile visto da lassù. Dovremmo stare attenti, però, alle risorse che abbiamo. [...]
Vi dicevo che quando sei lontano non vedi più i dettagli, ma vedi qualcosa d'insieme, che è estremamente importante. Uno guarda e vede qualche terra, qualcosa, ma di fatto quello che succede è che noi siamo qua sotto, nelle nostre case, nei nostri giardini e nelle nostre città, e non ci rendiamo conto che siamo qua sotto e abbiamo sopra di noi un muro, un confine, che è questo. Quando il sole se ne va e resta acceso per qualche minuto, è l'atmosfera. Quello è il nostro muro, che ci divide tra i nostri mini-confini, i nostri mini-giardinetti e il vuoto dell'universo. Se non ci fosse questo muro, non ci saremmo. Quindi dobbiamo stare attenti a quello che facciamo ai nostri giardinetti, e va bene; ma anche a quel muro, perché senza quel muro non ci saremmo. Grazie.
Dell'intera playlist che avevo visto "reclamizzata" su Facebook finora mi sono dedicata al solo Nespoli perché lo conoscevo già di fama, ma a questo punto mi sa che guarderò anche gli altri interventi. Del resto di tempo libero per il momento ne ho più del solito: è bizzarro come però mi manchi l'entusiasmo e la voglia di fare tutte quelle cose che prima del lockdown mi sarebbe tanto piaciuto fare "non appena ne avrò il tempo"!

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