mercoledì 26 febbraio 2020

Ascanio goes to Persia

Oggi pomeriggio un "facciamico" ha commentato un mio post in cui ironizzavo, non senza tradire un pizzico di insofferenza, sulle innumerevoli varianti della battuta «È morto lo zio/nonno di Ruby Rubacuori», ossia l'ex presidente egiziano Hosni Mubarak, e mi ha domandato «Invece di essere contenta che non si parla solo di coronavirus ti lamenti?». Non è che mi stessi proprio lamentando, ho semplicemente risposto che di argomenti di discussione alternativi ce ne sarebbero a iosa... Comunque mi è venuto da riflettere sul fatto che, siccome in questi giorni sui social (e non solo) quasi non si parla d'altro che del coronavirus, ogni tanto è bene pensare a tutt'altro, dedicandosi a spunti magari molto più frivoli.
È così che stasera condivido un video piuttosto divertente che mi è capitato di guardare nei giorni scorsi: Walzer, al secolo Walter Carluccio, musicista italo-spagnolo originario di San Giorgio su Legnano, ha partecipato a Persia's Got Talent – ebbene sì, a quanto pare esiste un X's Got Talent per tutte o quasi le nazioni X del pianeta, pure per la Persia che oramai si chiama ufficialmente Iran da decenni – ha cantato Esce ma non mi rosica. No, non Pariya di Shahram Shabpareh, in lingua farsi; proprio la versione italianizzata di celestinocamicia che nel Belpaese si ripropone in modo virale l'(H)otto di Gennaio di ogni anno. E mentre la produzione era al corrente della goliardata, i giudici hanno commentato l'esibizione senza rendersene assolutamente conto...


Concludo segnalando l'intervista in cui Walzer ha raccontato la sua esperienza, e la video-reaction di celestinocamicia, il quale non poteva esimersi dal commentare una cover così speciale.

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