sabato 25 gennaio 2025

Manuel Bova: incontro con l'autore

In prossimità del Natale ho mostrato in un post i miei ultimi acquisti libreschi; temevo che sarebbero rimasti tutti a tempo indeterminato nella pila (virtuale) sempre più alta di libri che acquisto senza poi leggerli, all'insegna dello tsundoku... ma quando circa una settimana fa Manuel Bova ha annunciato che oggi sarebbe stato ospite a Nova Milanese, a mezz'ora di strada da casa mia, per la presentazione di Un millimetro di meraviglia ho deciso di dedicarmi alla lettura di quest'ultimo per "non arrivare impreparata" all'incontro, al quale avevo deciso senza indugio di partecipare anche se conoscendomi ero sicurissima che non avrei fatto domande. L'ho finito mercoledì, complice il fatto che ero a casa in malattia... Sono pur sempre 400 pagine!

È stata una via davvero piacevole per tornare alla lettura di romanzi dopo una pausa che mi vergogno ad ammettere anche davanti a me stessa quanto sia stata lunga. Il libro l'ho trovato sorprendente ed emozionante, a tratti proprio commovente. Confesso che partivo abbastanza prevenuta, un po' come le persone che ha citato oggi Manuel e che gli dicono «Tu sei bravo a postare stupidate su Facebook, ma scrivere un libro è un'altra cosa»... ma è valsa decisamente la pena di dargli fiducia. L'autore è stato in grado eccome, pur rimanendo fedele al suo stile di scrittura, di gestire una vicenda abbastanza articolata, anzi tre vicende parallele, con numerosi personaggi e ampi richiami a un tema tristemente attuale come la violenza sulle donne, mantenendo sempre alta l'attenzione del lettore: una volta iniziato, non vedevo l'ora di arrivare alla fine.

Prendendo spunto dal libro, oggi Manuel ha accennato ad argomenti di discussione piuttosto interessanti. Uno è che la nostra generazione di quarantenni – lui è più giovane di me, ma vabbè ;-) – si trova in sospeso in una fase in cui di norma si sono raggiunti tutti i traguardi che ci si era prefissati per questa età, e a questo punto si tende a perdere lo slancio perché non si sa bene cos'altro desiderare. Su questo devo dire che non mi ci sono ritrovata granché: ho sì un buon lavoro e una relazione soddisfacente, ma sono ben consapevole di avere ancora dei margini di miglioramento in entrambi gli ambiti. Per altre cose che avrei potuto desiderare, ahimè, ho dovuto riconoscere che è troppo tardi. :'-(

L'altra questione è stata sollevata da un ragazzino di dieci anni che ha rivolto a Manuel una domanda solo in apparenza banale: «Perché scrivi?». L'autore ha risposto in sostanza che scrive perché lo fa stare bene, perché mentre scrive sente proprio di essere al suo posto: è per questo, non solo per promuovere la sua attività, che pubblica almeno un post al giorno su Facebook. Nel mio piccolo è quello che provo anch'io con questo blog: se non pubblico il mio "postariello" quotidiano non mi sento a mio agio, anche se la quantità di follower e interazioni che ha lui posso solo sognarmela. E ammesso che li avessi non riuscirei a starci dietro: anche qua sul blog, dove ricevo un commento ogni morte di papa, da qualche tempo non rispondo quasi più. Ne approfitto per scusarmi coi miei gentili commentatori... ma il fatto è che per come sono perfezionista io vorrei rispondere con un commento adeguatamente pensato, così procrastino fino al punto in cui è passato così tanto tempo che mi sembra di far più bella figura lasciando perdere.

Va da sé che non potevo tornare a casa senza essermi fatta autografare la mia copia; mentre Manuel scriveva, gli ho detto – questo è il massimo della sfacciataggine che la mia timidezza mi permette – «Io sono quella che nei commenti a un tuo post dell'altro giorno ha confessato di essersi messa a piangere a pagina 322». Lui comprensibilmente non può ricordarsi cosa c'è scritto su tutte le pagine del suo libro – mentre tra i 248 capitoli di varia lunghezza magari si orienta meglio – così ha sfogliato il volume e, arrivato a pagina 322, ha annuito con convinzione... un po' come a dire «Sapessi quanto è stato difficile scriverlo», o almeno così mi è sembrato.

1 commento:

  1. Vado spesso a presentazioni di libri e incontri con scrittori, anche perché la zona del riminese è territorio abbastanza battuto dagli autori ed è ricca di iniziative culturali.
    Questo romanzo mi incuriosisce molto, anche grazie agli elogi che gli hai dedicato. Purtroppo non è reperibile in nessuna delle tante biblioteche che ci sono dalle mie parti, quindi dovrò rivolgermi a una libreria. Ovviamente, se poi mi deluderà me la prenderò con te.

    (Scherzo, naturalmente.) XD

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