mercoledì 16 giugno 2021

Il mio lato oscuro

Oggi, spippolando con lo smartphone in un momento di pausa dal lavoro, sono incappata nel post di un giornalista che con tono di critica scriveva «Chi non sta caricando sul suo giornale online il video della funivia?». Di sicuro si riferiva all'incidente della funivia Stresa-Mottarone, ma... quale video?, mi sono chiesta. Spinta – mi vergogno ad ammetterlo – da un mix perverso tra voyeurismo e desiderio di saperne di più sul trend del momento, l'ho cercato, l'ho guardato... e mi sono sentita una schifezza. Per due ragioni: per quello che ho visto – la cabina, ormai quasi arrivata in vetta al Mottarone, all'improvviso si impenna paurosamente, comincia a scivolare giù sempre più veloce fino a schiantarsi contro un pilastro per poi precipitare nel vuoto: anche se non si vede l'impatto col suolo né tantomeno il sangue è una scena agghiacciante, sembra quasi di percepire il terrore delle vittime nei loro ultimi interminabili istanti di vita – e per il movente che mi ha indotta a cercarlo.

Sui social si è scatenato un dibattito tra coloro che difendono la scelta di condividere il video in nome del diritto/dovere di cronaca e coloro – la maggior parte, in verità – che obiettano che la diffusione di quelle immagini «nulla aggiunge e nulla toglie alla tragedia: pura pornografia del dolore. Mera esibizione di atroce sofferenza umana per chiunque: per i morti, per i vivi, per le famiglie». A dire il vero ho trovato forse persino meno rispettoso che si rovistasse nei dati biografici delle vittime per confezionare articoli strappalacrime, ma non per questo intendo minimizzare quel che è accaduto oggi, e che è stato stigmatizzato pure dal procuratore della Repubblica di Verbania Olimpia Bossi in un comunicato stampa. L'ho detto e lo ripeto: mi vergogno di me stessa, innanzitutto.

P.S.: Cercando la parola funivia su Facebook – quelle tragiche immagini oramai le avevo viste, ahimè, ma a quel punto volevo leggere le opinioni dei miei amici al riguardo – ho scoperto che in nome del clickbait il video era stato condiviso pure su pagine che non c'azzeccavano niente, tra cui addirittura una dedicata alle ricette per il Bimby. (!)

1 commento:

  1. Ho scelto di non guardare, pur sapendo dai social che le immagini erano ormai in rete. Pura pornografia del dolore a cui bisogna dire no.

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