Oggi in macchina ho ascoltato le due parti della storia di aprile del podcast Indagini di Stefano Nazzi, uscita ieri come di consueto ogni primo del mese. L'argomento è l'atroce assassinio, da parte del 30enne Alessandro Impagnatiello, della sua compagna Giulia Tramontano, incinta di sette mesi del loro bambino, il 27 maggio 2023. In primo grado Impagnatiello, reo confesso, è stato condannato all'ergastolo essendo stata riconosciuta l'aggravante della premeditazione, ma i suoi difensori hanno già presentato appello.
E sempre oggi la cronaca nera è stata dominata da altri due casi di femminicidio: quelli di due studentesse entrambe 22enni uccise a coltellate, Ilaria Sula (a Roma) e Sara Campanella (a Messina). Gli assassini, nel primo caso l'ex fidanzato Mark Antony Samson e nel secondo Stefano Argentino, un compagno di corso ossessionato dalla ragazza, hanno già confessato.
Dirò una banalità, per la serie "la fai facile tu", ma tant'è: il governo può provare quanto vuole a inasprire le pene per questo genere di reati, peraltro aggirando la Costituzione, ma se la mentalità collettiva non cambia, se le nuove generazioni non vengono educate alla parità, al rispetto e alla non violenza fin dalla più tenera età, dubito che questo sconvolgente fenomeno potrà essere eradicato.