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venerdì 27 maggio 2011

Ancora giochi per Android

Dopo il primo post sull'argomento, scritto ad appena una settimana di distanza dall'"adozione" del mio adorato smartphone, eccomi di nuovo a parlare di giochi per Android. Quest'oggi ne segnalerò alcuni che in qualche modo mi hanno colpita: appassionandomi, deludendomi o semplicemente incuriosendomi.
Attualmente il mio giochino preferito, al quale si riferisce la screenshot qui sopra presa dal sito dello sviluppatore, è Scrambled Net, recensito giorni fa da Androida: non rinuncio mai a una partitella prima di andare a nanna, giusto un minuto se non meno, perché mi rilassa. A patto di non scegliere un livello superiore a Expert: il livello Master è già fin troppo impegnativo per i miei gusti, e Insane... beh, visto com'è denominato, mi rifiuto anche solo di provarlo! ;-)
Ogni tanto mi diletto ancora con Math Workout e con Memory Trainer (che, come ho già spiegato, è qualcosa di più di un semplice gioco), e pure con Jewels, che però non mi ha catturato tanto quanto l'omologo Biotronic: la caratteristica dell'applicazione di Facebook più idonea a creare dipendenza, suppongo, è il senso di sfida scatenato nel giocatore dal rischio di essere equiparato a un'ameba o a chissà quale altra forma di vita poco evoluta... ;-)
Altri giochi buoni per trascorrere qualche minuto di svago? Frozen Bubble (simile allo storico Puzzle Bobble a cui giocavo anni fa sul pc), Puzzle Blox Arcade!, Basketball Shots 3D (che però ha un "bug" notevole: la sottoscritta riesce a far canestro fin troppo facilmente... e ciò è ben poco realistico! ;-)), Paper Toss (versione "da ufficio" della pallacanestro) e la tradizionale Briscola segnalata da Androida (l'unica app che non ho scaricato dall'Android Market... comunque l'installazione è stata semplice lo stesso)
Tra i giochi che ho provato ma che non mi hanno entusiasmato, ci sarebbero Air Control Lite, Move it! Free (vabbe', lo ammetto... arrivata ad un certo livello mi sono arenata senza riuscire a venirne a capo ) e Alchemy. Di quest'ultimo esiste anche una versione per pc Windows dalla giocabilità senza dubbio migliore rispetto a quella consentita da display di dimensioni ridotte come quelli degli smartphone, ma ho rinunciato a installarla perché se ben ricordo era richiesta una registrazione: uffa, perché complicare così le cose?  E poi che gusto c'è a giocare ad Alchemy se, com'era prevedibile, sono già state spifferate tutte le soluzioni? ;-)
Infine, andando leggermente off topic...
Più che un gioco vero e proprio, Androidify è un simpatico strumento per disegnare il proprio avatar oppure quello degli amici in perfetto stile Android. Ecco la versione "androidizzata" della sottoscritta! :-)
Anche Steamy Window non lo definirei un gioco, ma un semplice trastullo per stupire gli amici mostrando loro le potenzialità del touchscreen: l'app genera un alone di "vapore virtuale" sullo schermo che dovrai ripulire strofinando con il polpastrello... e man mano che lo farai vedrai le goccioline formarsi e colare giù! C'è anche la possibilità di aggiungere vapore soffiando nel microfono.
Infine, sempre a proposito di touchscreen... non sarebbe divertente poterci disegnare sopra con le dita? Beh, esiste un modo semplice per farlo: basta installare Sketcher Light, che permette di scegliere tra un'infinità di colori e svariati pennelli... alcuni davvero molto particolari!
P.S.: Tutte le app che ho segnalato sono gratuite, sebbene alcune di esse prevedano anche una versione a pagamento.

lunedì 23 maggio 2011

PhotoCamp 2011 a Chieti

Se non hai impegni per sabato 4 giugno, mi permetto di suggerirti un buon modo per trascorrere la giornata: fare un salto nel capoluogo teatino per partecipare al PhotoCamp, «manifestazione dedicata a tutti gli appassionati di fotografia e pensata per la promozione turistica della città di Chieti». Citando ancora dal blog, «La mattinata di sabato 4 giugno 2011 sarà dedicata ad una interessante passeggiata fotografica nel centro storico di Chieti alla presenza di una guida turistica che ci permetterà di scoprire qualcosa su questa splendida città e di una guida fotografica che ci fornirà preziosi consigli per gli scatti che realizzeremo. Il pomeriggio sarà invece dedicato a mini-conferenze in stile BarCamp alla fine delle quali le migliori fotografie realizzate durante la passeggiata mattutina, selezionate da un’apposita giuria, saranno proiettate e premiate».
L'evento, organizzato dalle associazioni culturali teatine Fotoclub e Il Muro e patrocinato dal Comune di Chieti, si terrà presso l'Auditorium Valerio Cianfarani, all'interno del Museo Archeologico Nazionale "La Civitella". Se la cosa ti può interessare (ops, dimenticavo... la partecipazione è gratuita! ;-)), sei invitato ad iscriverti quanto prima nell'apposito wiki, che riporta pure il programma aggiornato ed altre informazioni utili.
A proposito, la sottoscritta si è già registrata... e per non arrivare impreparata al 4 giugno conto pure di dare una ripassata a questo libricino in mio possesso (che visto l'argomento oramai sarà irrimediabilmente superato... ma al momento questo passa il convento) e al manuale della mia adorata fotocamerina, con la quale negli ultimi tempi mi sto sbizzarrendo più che mai a catturare scorci che poi carico su Flickr. Sembra passato un secolo da quando il costo dei rullini (da 36 pose al massimo) e delle stampe mi impediva di dare libero sfogo alla mia passione per la fotografia. Evviva il digitale! :-)

sabato 21 maggio 2011

The pen is on the table

Pensieri in libertà del venerdì sera. Ci hai fatto caso? Sempre più spesso, quando qualcuno ti domanda «Ce l'hai, una penna?», non è all'"antidiluviano" strumento del mestiere dello scrivano che si riferisce, bensì ad una ben più moderna penna USB o pendrive, anche detta chiave USB (altro termine ambiguo! ;-)). Di questa modesta ma non proprio insignificante innovazione lessicale ero consapevole da un po'... eppure l'altro giorno, complice il vago senso di torpore che talvolta accompagna le primissime fasi della mattinata lavorativa, ci sono cascata anch'io: quando mi è stato chiesto se avessi una penna, mi sono affrettata a rovistare nel cassetto in cerca di una biro, senza tener conto del fatto che in ufficio quel genere di articoli non scarseggia di certo. «Ma no, dicevo una pendrive!» è la frase accompagnata da una risatina che ha prontamente interrotto la mia ricerca. A quel punto ho avuto la conferma di aver bisogno di staccare per un po'. Meno male che da oggi sono ufficialmente in ferie... la mia prima settimana di ferie del 2011! :-) Peccato solamente che da ieri in casa stiano lavorando gli imbianchini. Spero tanto che mi avanzi almeno qualche giorno di assoluto relax!
P.S.: Googlando, come faccio spesso, il titolo che avevo scelto per questo post, ho trovato su Wordnik il seguente simpatico commento: «English speakers that come to Italy may hear this sentence when they ask for information or talk to Italians. For mysterious reasons, this is the Italian code for "I haven't spoken English since junior high school"». :-D

giovedì 19 maggio 2011

Un vero arcano... o no?

È giunto il momento di rispolverare la cara vecchia categoria degli enigmi. Oggi dovrai (se ne hai voglia, ovviamente :-)) risolvere quello che di primo acchito può sembrare un autentico e inquietante mistero...
Un uomo percorre in auto da solo una strada che costeggia un fiume tumultuoso. Perde il controllo dell'auto, sfonda il parapetto e precipita nel fiume. Mentre l'auto affonda, il poveretto si accorge di avere entrambe le braccia rotte e di non potersi quindi togliere la cintura di sicurezza. Intanto l'auto ha raggiunto il fondo del fiume e lui non può evitare di rimanervi intrappolato dentro. I soccorsi arrivano solo dopo cinque ore e, quando finalmente l'auto viene tirata a riva, i soccorritori vedono che l'uomo è vivo e vegeto, ha solo le braccia rotte. Come ha fatto a sopravvivere?

martedì 17 maggio 2011

Affascinanti scenari onirici in 3D

A parecchi mesi di distanza dal post che dedicai al progetto The Wilderness Downtown, è ora il momento di segnalare 3 Dreams of Black, il nuovissimo Chrome Experiment sviluppato in casa Google. Trattasi di un film interattivo scritto e diretto da Chris Milk che mostra il potenziale dell'innovativa tecnologia WebGL.
Copincollando da un post pubblicato nel Google Italia Blog e in seguito misteriosamente scomparso...
“3 Dreams of Black” è un viaggio visivo attraverso tre mondi onirici, raccontati attraverso elaborati disegni in 2D e animazioni che si alternano a sequenze interattive in 3D. In diversi momenti potrete diventare protagonisti con il mouse del vostro computer e condurre direttamente il vostro viaggio nel corso della narrazione. Potete persino contribuire alla composizione del sogno usando uno strumento per la creazione di modelli in 3D. Alcune delle migliori creazioni degli utenti saranno integrate e diventeranno parte di altre esplorazioni di “3 Dreams”.
Per godere di questa esperienza è necessario un browser che supporti WebGL, come Chrome, e sistemi operativi Windows Vista / Mac OS X 10.6 o versioni più recenti. Provando a visitare il sito con il mio browser predefinito, mi è apparso l'avviso che la scheda grafica del mio computer non supporta WebGL in Mozilla Firefox.

Evvabbe', anziché ostinarsi a cercare una soluzione al problema, aggiriamolo passando a Google Chrome...


Per il momento ho rinunciato ad installare Canary, la versione sperimentale di Chrome, e ho deciso di affidarmi alla configurazione corrente del sistema. Anche se il mio pc non è proprio obsoleto, l'animazione risultava un po' "scattosa" e con una resa dei dettagli non ottimale. Comunque l'esperienza di vedere cosa accade semplicemente muovendo il mouse è senz'altro da provare! :-)
Se i limiti del tuo sistema ti impediscono di visualizzare il film, puoi farti un'idea di cosa sia 3 Dreams of Black guardando il breve video realizzato da quelli di Google.
La canzone, Black, è tratta dall'album ROME, presentato da Danger Mouse e Daniele Luppi, con la partecipazione di Jack White... e Norah Jones, nientepopodimenoché! :-) Concludo lasciandoti qui di seguito il testo.
We touched the walls of the city streets and
Dead ends plain, sadly showed us our ways
Of never asking why
Cast down it was heaven sent and
To the church, no intent to repent on my knees
Just to cry
Until you travel to that place you can't come back
Where the last painting's gone and all that's left is black
Grey nights he's coming to me and
Some day they'll punish my deeds and they'll find
All the crimes
But then they ask when they gonna see them
Then they gonna ask to feel the ghosts, the walls, the dreams
We'll I've got mine
At last those coming came and they never looked back
With blinding stars in their eyes but all they saw was black
Fooled them hoping to seem
Like a slave of evil but the product of greed and
It's not a mass so be honest with me
We can't afford to ignore that I'm the disease
Practical since we had to be and
When they were old they came back to me and they tried
Oh they tried
And when you follow through and wind up on your back
Looking up at those stars in the sky those white clouds have turned it black

sabato 14 maggio 2011

IndieRocket Festival 2011

Alla scorsa edizione dell'IndieRocket Festival, rassegna musicale pescarese di respiro internazionale organizzata dall'Associazione Culturale Skyline Lab, dedicai un post... ma non solo: poi andai pure ad assistervi, ovvio. Con l'approssimarsi dell'ottava edizione, prevista per il 1° e il 2 luglio prossimi e dal programma già definito, i promotori hanno ritenuto di dover informare l'opinione pubblica sui problemi organizzativi incontrati, e in particolare sull'atteggiamento ingiustificatamente sfavorevole assunto dall'Amministrazione comunale, inviando una lettera aperta alle principali testate giornalistiche locali.
Non essendo stato concesso come negli ultimi anni l'utilizzo del Parco della ex Caserma Di Cocco, l'evento si terrà nel Parco delle Piscine Le Naiadi, e il mancato contributo economico da parte del Comune farà sì che da gratuito il Festival diventi a pagamento, sia pur con un prezzo poco più che simbolico: 5 euro per il biglietto d'ingresso, e 7 euro per l'abbonamento valido per entrambe le serate previste. Gli aspiranti sostenitori, giovani ma non solo, potranno dare il loro appoggio concreto acquistando biglietti e abbonamenti in prevendita, oltre a contribuire a sensibilizzare il Sindaco e la Giunta comunale inviando un e-mail a sindaco@comune.pescara.it con nell'oggetto «c.a. Sindaco – IndieRocket Festival 2011» e nel corpo del messaggio «Perché il Comune di Pescara abbandona l'IndieRocket Festival?».
Ah, dimenticavo di dirti che IndieRocket Festival è pure su Facebook, MySpace, YouTube, Last.fm, Twitter e Vimeo! :-)

mercoledì 11 maggio 2011

Contro la barbarie dell'acidificazione

Finalmente una buona notizia per chi ha a cuore la condizione femminile in ogni parte del mondo: il Parlamento pachistano ha appena approvato una legge che prevede pene severe contro coloro che sfigurano le donne, soprattutto giovani, ustionandole con l'acido. Questa atroce punizione colpisce ogni anno centinaia e centinaia di ragazze "colpevoli" di aver rotto un fidanzamento, di aver respinto un pretendente, di essersi ribellate a una prepotenza, di aver disubbidito a una costrizione. Alcune di queste donne non sopravvivono, mentre le più "fortunate" riportano permanenti danni fisici, non solo estetici ma anche funzionali, e psicologici, e finiscono per trovarsi emarginate nella società in cui vivono.
Della barbara e ignobile pratica dell'acidificazione, diffusa pure in Bangladesh e in Nepal, avevo già sentito parlare; di recente, inoltre, sfogliando Vanity Fair sono venuta a conoscenza di un'iniziativa presa dal settimanale in collaborazione con Cosmoprof, e che ha permesso di raccogliere quarantamila euro da devolvere all'associazione di volontariato Smileagain, fondata allo scopo di dare un aiuto concreto alle donne acidificate.
[In apertura del post è mostrata una vittima dell'acidificazione con in mano una foto che la ritrae prima dell'aggressione: un'immagine sconvolgente, che non può lasciare indifferenti. Per evitare di turbare la sensibilità delle persone più impressionabili, comunque, ne ho ridotto le dimensioni. La versione originale l'ho trovata su Facebook]

martedì 10 maggio 2011

The Disease Journey

Seguendo Viralmente sono venuta a conoscenza della sperimentazione Brave Dreams, che in inglese significa letteralmente sogni coraggiosi ma in questo caso è l'abbreviazione di BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis. Si tratta di un'iniziativa promossa dalla ONLUS CCSVI nella Sclerosi Multipla, associazione di cui la vedova di Luciano Pavarotti, Nicoletta Mantovani, è presidente onorario.
La CCSVI (insufficienza venosa cronica cerebrospinale) è una patologia dell'apparato circolatorio descritta nel 2008 dal professor Paolo Zamboni, la cui presunta correlazione con la tristemente nota sclerosi multipla (SM) è tuttora oggetto di dibattito nell'ambito della comunità medica. Gli studi più recenti fanno propendere per un'interpretazione della CCSVI come una delle possibili conseguenze, e non delle cause, della SM. Sembra comunque che un semplice intervento di angioplastica dilatativa possa dare indubbi benefici ai malati di sclerosi multipla affetti anche da CCSVI.
La campagna propone The Disease Journey, che è stata definita la prima URL story al mondo. Cosa sarebbe una URL story? Beh, basta visitare questa pagina, e poi proseguire cliccando sulle frecce e tenendo d'occhio la barra degli indirizzi del browser, per rendersene conto. Ecco il toccante racconto che ne viene fuori.
Questa è la storia di una donna che non riusciva a muoversi, e per questo era costretta a non fermarsi mai. Più il suo corpo si bloccava, più la donna era costretta a girare. Aveva girato tutta Italia, era finita in Germania, poi in Spagna e perfino negli USA. Il risultato era sempre lo stesso: il suo corpo continuava a bloccarsi. Allora doveva ripartire e ricominciare. Conosceva il nome di tutti i farmaci del mondo, e più ne provava più si bloccava. Fu sorpresa nel sapere che ad essere bloccato non era il suo corpo, ma le sue vene. Fu così che scoprì che non aveva solo la sclerosi multipla, ma anche una malattia chiamata CCSVI. Sbloccando le vene si sentì liberata, il suo corpo ricominciò a muoversi: ora a girare era solo il suo sangue, e finalmente a bloccarsi fu la malattia.
Nell'ultima pagina del percorso, all'utente viene proposto di fare una donazione e/o di condividere la storia su Facebook. Per quanto mi riguarda, dal momento che l'eventuale correlazione tra CCSVI e SM è una questione abbastanza controversa, trovo che vada affrontata con la dovuta accortezza, ma mi auguro pure che la ricerca in materia possa andare avanti ed essere coronata da successo, in modo tale da dare ai malati di sclerosi multipla almeno la speranza di una migliore qualità della vita.

venerdì 6 maggio 2011

Un tuffo negli anni Ottanta... senza dimenticare la realtà di oggi

Ti ricordi di quando raccontai di aver assistito a uno spettacolo teatrale di beneficenza dopo essere stata contattata telefonicamente, secondo una procedura un po' insolita ma a quanto pare del tutto regolare? Ebbene, in seguito di eventi analoghi me ne sono stati proposti altri, sempre a favore dell'UNICEF, e ho sempre aderito. A dire il vero ultimamente è mia madre a comunicare con l'operatrice di GeMA Ticket: tra l'altro ha già accettato i biglietti per una pièce di Pirandello interpretata da Corrado Tedeschi che andrà in scena ad ottobre (!). Martedì scorso io e lei abbiamo invece assistito, presso il Teatro Massimo di Pescara, allo show Quarant'anni di risate con protagonista Gianfranco D'Angelo.
Ne è passato di tempo dai grandi successi televisivi del comico romano, il quale negli ultimi anni si è dedicato quasi esclusivamente al teatro. Impossibile non notare gli effetti dell'invecchiamento (del resto l'attore ha quasi settantacinque anni, sebbene portati benissimo)... ma indubbiamente lo spirito è ancora quello dei tempi migliori. Particolarmente divertente ed arguto il monologo introduttivo dedicato all'attualità, e talmente aggiornato da contenere un accenno alla fine di bin Laden. Verso la fine è emersa l'affettuosa nostalgia dello showman nei confronti dei bei tempi andati: eh già, quante cose sono cambiate nel giro di appena quattro decenni! Ho trovato un po' meno convincenti altri momenti, come quello in cui il comico ha riesumato un suo cavallo di battaglia dei tempi di Drive In, il personaggio di Marina Lante della Rovere (ma se ormai sono anni che la nobildonna fa di cognome Ripa di Meana!?). Tutto sommato, comunque, è stato uno spettacolo molto piacevole, che mi ha fatto rimpiangere i tempi in cui D'Angelo faceva furore sul piccolo schermo: detto tra noi, fra gli attuali comici di Zelig ce ne sono alcuni che mi fanno venire il latte alle ginocchia!
Ma D'Angelo è stato tutto il tempo sul palco da solo? Ovviamente no: è stato coadiuvato da un corpo di ballo composto da quattro ballerine, da una bravissima cantante piuttosto cicciottella ma abbastanza autoironica da ballare sulle note di Rosalina di Fabio Concato, e da una "spalla" femminile. Per tale ruolo il programma prevedeva la partecipazione della giunonica showgirl Sara Varone, però io mi sono accorta quasi subito che non si trattava di lei: a quanto pare ha dovuto dare forfait per motivi di salute. Se davvero stava male me ne dispiaccio, però non mi rammarico di certo per non averla potuta vedere all'opera. Devo in effetti ammettere che, dopo aver saputo della sua presenza nel cast, avevo storto il naso: trovo che debba il suo successo più alle doti fisiche e soprattutto al gossip (contribuì infatti al fallimento del matrimonio di Sabrina Ferilli) che al suo talento. Insomma, chi c'era al posto della Varone? D'Angelo, ahi ahi ahi, non ha fatto gli onori di casa presentandoci la sua partner, però a un certo punto l'ha chiamata Valentina: dando per scontato che quello fosse il suo vero nome di battesimo, in base alle informazioni reperite in Rete suppongo che si trattasse di Valentina Sullo, soubrette del Bagaglino (che non sarà l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica... ma vediamo di accontentarci! ;-)).
[La locandina è tratta dal sito di ARVU Europea]

martedì 3 maggio 2011

Novità in casa Delicious

Qualche mese fa si è sparsa la voce, poi smentita, che Yahoo! fosse in procinto di chiudere il suo celebre sito di social bookmarking Delicious. Di recente, in qualità di iscritta al servizio (del quale in verità faccio ormai un utilizzo assai sporadico), ho ricevuto un e-mail in inglese il cui testo è disponibile qui. In sintesi mi si informava che Delicious è stato acquisito dai fondatori di YouTube, Chad Hurley e Steve Chen, e che entrerà a far parte della loro nuova Internet company, AVOS, con sede a San Mateo, in California. Se non sei utente di Delicious, quanto segue non dovrebbe interessarti. Altrimenti... vai pure avanti nella lettura! :-)
Per continuare a utilizzare Delicious, dovrai accettare che Yahoo! trasferisca i tuoi segnalibri ad AVOS. Dopo un periodo di transizione e dopo che i segnalibri saranno stati trasferiti, sarai soggetto ai termini di servizio e alla privacy policy di AVOS.
Permettendo a Yahoo! di trasferire i tuoi segnalibri, potrai proseguire un utilizzo ininterrotto di Delicious, manterrai il tuo account e tutti i tuoi segnalibri, ed inoltre continuerai a disporre della stessa interfaccia attuale di Delicious oltre a future innovazioni di prodotto.
Se invece sceglierai di non trasferire i segnalibri, sappi che Delicious, nella sua forma attuale, sarà disponibile all'incirca fino a luglio 2011, dopodiché non sarai più in grado di utilizzare il tuo account e non avrai accesso ai tuoi segnalibri o alle informazioni sull'account.
L'e-mail che ho ricevuto includeva un pulsante su cui cliccare per spostare i segnalibri (ovviamente è necessario effettuare il login), questo...
 ... e un link alle FAQ relative alla transizione. Per ulteriori aggiornamenti, infine, può essere utile tenere d'occhio il blog di Delicious.