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mercoledì 28 novembre 2007

Telespettatori o consumatori?

Mi era sembrato che Paolo Bonolis, presentando Il senso della vita, avesse deciso di alzare il livello dei suoi programmi... ma poi Mediaset l'ha convinto a rifare Ciao Darwin, e tanti saluti alla qualità. Intervistato da TV Sorrisi e Canzoni in proposito, il conduttore ha dichiarato: «L'importante comunque è che la trasmissione abbia divertito e abbia ringiovanito il pubblico della rete: tre-quattro anni di media che vuol dire un boato a livello commerciale». Sono parole praticamente identiche a quelle che pronuncerebbe un qualsiasi direttore di rete: quelli hanno la fissa di accontentare il target commerciale, cioè il pubblico che va dai 15 ai 64 anni di età ed è (sarebbe?) quello più appetibile per gli investitori pubblicitari. Come se i ragazzini e gli anziani fossero da buttare!
Ma la sapete una cosa? Io per età faccio parte a pieno titolo di questo fantomatico target commerciale, ma sono piuttosto insofferente ai bombardamenti pubblicitari, e le mie scelte si fondano il meno possibile sui famosi "consigli per gli acquisti". Conosco invece molte persone "under 15" e soprattutto "over 64" che fanno (o indirizzano) le spese basandosi sui messaggi promozionali molto più di quanto faccia io. Sto per dire la banalità del giorno, ma... è ora di finirla con la dittatura dell'Auditel e dei pubblicitari! È per causa sua che programmi ben fatti vengono chiusi o nel migliore dei casi penalizzati nei palinsesti, mentre il trash va in onda a tutte le ore.

lunedì 26 novembre 2007

Io mi metto nei vostri panni, ma voi nei miei...?

Non prendo più il treno con la stessa frequenza di un tempo, ma quando lo faccio mi capita non di rado di dover fare i conti con gli scioperi. E questo problema si riproporrà anche venerdì prossimo: ho un appuntamento al quale non posso mancare, e, a meno che non si raggiunga un accordo, mi toccherà andarci in macchina, cosa che non mi piace per niente.
Per carità, le rivendicazioni sindacali io le capisco, ci mancherebbe: quello che non approvo affatto è l'abitudine ad organizzare questi scioperi sempre all'inizio o alla fine della settimana, cioè proprio nei giorni in cui si concentrano maggiormente le trasferte dei cittadini, in modo da allungarsi il week-end. Ma del resto, se non creano più scompiglio possibile, che scioperi sono?

Eventi televisivi

Questa settimana il palinsesto della prima serata di Raiuno è caratterizzato da due veri e propri eventi televisivi.
Stasera, dopo almeno un mese di martellante promozione, andrà in onda La situazione di mia sorella non è buona, con Adriano Celentano. Al di là della curiosità di capire meglio il perché del titolo (pare che si riferisca alla Sorella Terra, mentre per fortuna la sorella del Molleggiato sta benissimo), non sono sicura di voler seguire lo show: Celentano come cantante non mi fa impazzire, e come telepredicatore è troppo pesante.
Giovedì sera sarà la volta de Il V dell'Inferno, in cui Roberto Benigni reciterà ed interpreterà da par suo il canto della Divina Commedia che mi è rimasto più impresso dai tempi della scuola: quello in cui Dante e Virgilio attraversano il cerchio dei Lussuriosi ed incontrano Paolo e Francesca. Lo show di giovedì inaugurerà Tutto Dante, una serie di tredici imperdibili (almeno per me) appuntamenti che saranno trasmessi in seconda serata sempre su Raiuno a partire da mercoledì 5 dicembre.

Lo vogliooooo!!!

Sì, lo so che questo cellulare l'hanno progettato per le bambine, ma... è troppo carino!  (Ne è stata realizzata anche una versione per i maschietti)

domenica 25 novembre 2007

Strafalcioni

Direttamente da Il fu Mattia Pasqual, ecco a voi alcuni tipici errori di ortografia!



orizonte - diffrazzione - schizzofrenico - accenzione - sei propio deficente



Passiamo ora ad una rassegna di interessanti stranezze grammaticali:



Molto più diverso - Io ve ne già parlai - Ripetiamo per la cinquantasei volta - Non ti sei mai riflettuta? - Ci avete messo il loro tempo - Forse vado a Francia - Mi piacerebbe andarlo - Finitelo di leggerlo - Uno alunno - Tu commenta tu - Molto tanto sentita - Ci sta tanto di scrittura scritta - Pensavo che fossi male - Infine, cioè che stiamo finendo



Per quanto riguarda la coniugazione dei verbi, possiamo individuare vari tipi di errori:



  • Nell'uso degli ausiliari: Perché non hai intervenuto? - Ti ringrazio di averti ricordato di me! - Hai stato brava - Abbiamo sempre uscito prima

  • Nell'uso dei tempi e dei modi: Mi vuoi aiutate? - Stiamo a scherzando?

  • Nella concordanza soggetto-verbo: Io può - Io spiega - Basta che io manda - Vedo Mi manda Lubrano perché si deve rispettare le leggi

  • Nella coniugazione in generale: Nascei - Andressi - Sopraffagga - Si nascondava - Porteva - Ci torneriamo - Scribate - Traduciono - Invertiscono - È meglio che si preveniscano - Si venirono a creare - Si producerebbero


Capitava spesso anche di scambiare il genere maschile con il femminile...



Il direttrice - La signor professor - Una ragazzone - Me lo presti la gomma? - Questo è una buona prova - Il teorema è sempre la stessa - Opere diverse l'un dall'altro - Una realtà nel quale... - Uno delle due cose



... ed il singolare con il plurale:



Che ci sono qualche registri che non è di questa classe? - Le vacche non è una cosa che va in letargo - Siamo serio! - Questa frasi - Pronti a tutti



Infine, ecco qualche plurale formato in maniera un po' sgangherata:



Il plurale di greco è grechi - Il plurale di elastico è elastichi - Il plurale di geologo è geologhi - Il plurale di scientifico è scientifichi - Il plurale di linguistico è linguistichi


Chi è sopravvalutato?!

Ho già parlato del fatto che a me Eros Ramazzotti non piace. Ma oggi torno ad occuparmi di Mister Modestia perché ho scoperto, leggendo un commento al Daveblog, che nel 1992, all'indomani della morte di Freddie Mercury, Èrose avrebbe dichiarato: «Freddie Mercury? Secondo me è stato un cantante sopravvalutatissimo!».
Questa è bella: Ramazzotti che considera sopravvalutata una delle più straordinarie voci maschili di tutti i tempi! (Anche a Freddie ho dedicato alcune righe, tra parentesi)

sabato 24 novembre 2007

Cancellazione accidentale

Sono sfinita.
Per chi non lo sapesse, selezionando un file in Risorse del computer e tenendo premuto Maiusc mentre si preme Canc, il file viene eliminato direttamente senza passare dal Cestino. Da quando ho scoperto questo trucchetto, ne faccio un uso massiccio... e oggi pomeriggio, complice la stanchezza, ho combinato un guaio: ho cancellato definitivamente un file piuttosto elaborato. Le due ore successive, che avrei potuto utilizzare per andare avanti con il lavoro, ho dovuto dedicarle al tentativo di rimettere insieme quel che avevo già fatto... come se non fossi già con l'acqua alla gola!
Morale della favola: le copie di backup vanno fatte in continuazione, e non solo nell'eventualità di un guasto del computer!

Riflessioni esistenzial-spirituali

Anni fa ero un'appassionata spettatrice del telefilm ad ambientazione ospedaliera per eccellenza: E.R. Medici in prima linea. Poi, con l'uscita dal cast del fascinoso pediatra Doug Ross (c'è bisogno che io ricordi chi lo interpretava?), ho gradualmente perso interesse nei confronti della serie.

George Clooney
Attualmente l'unico telefilm di quel genere che seguo è Scrubs, su MTV. Dottoràus? No, mai visto...

Cast di ScrubsPer certi versi Scrubs è una serie comica, ma spesso affronta pure tematiche serie. Giovedì sera, ad esempio, è stato trattato un argomento che mi sta particolarmente a cuore.

Il burbero e iper-razionale dottor Cox discute con l'infermiera Laverne, la quale al contrario è molto credente. Secondo Laverne c'è sempre un perché, un disegno imperscrutabile dietro tutte le brutture del mondo, anche quelle a cui si deve quotidianamente assistere in un ospedale. Il dottor Cox non è d'accordo, e le chiede: come spieghi che nel destino di questa nostra piccola paziente fosse scritto che doveva essere accoltellata? Proprio in quel momento si scopre che gli accertamenti eseguiti sulla bambina nei pressi del punto trapassato dal coltello hanno consentito di individuare un tumore prima che potesse degenerare.
Ecco la risposta!, esclama trionfante Laverne. E aggiunge: non azzardarti a mettere in discussione la mia fede; se non ci fosse lei a sorreggermi, non ce la farei a venire al lavoro tutti i giorni, sapendo di dover avere a che fare con indicibili sofferenze umane.
La puntata si chiude con un grande dolore per i medici dell'ospedale: Laverne rimane vittima di un gravissimo incidente stradale, entra in coma e non risponde a nessuno stimolo.

Per quanto mi riguarda, ho avuto modo di discutere con una persona cara a proposito di una mia dolorosa vicenda personale. Tempo fa, pochi giorni prima della mia prevista partenza per un soggiorno di alcuni mesi all'estero, mi accadde qualcosa di molto serio che ovviamente mandò a monte il mio viaggio. Il mio interlocutore ripete spesso che doveva esserci un disegno ben preciso dietro quel che mi è capitato: ad esempio, dopo la mia partenza, mi sarebbe potuto succedere qualcosa di ben peggiore. In che senso? - pensavo - Forse avrei potuto essere seviziata a morte da una banda di skinhead?
Dopo l'assassinio della studentessa inglese Meredith Kercher, la quale si trovava a Perugia per il progetto Erasmus, questa persona mi ha chiesto: «Questo fatto non ti dà da pensare?». Io ho replicato: «Dovrei forse supporre che, se fossi andata all'estero, sarebbe potuto succedere anche a me qualcosa del genere? E allora, perché la Provvidenza non ha impedito anche a Meredith di partire?». Per tutta risposta il mio interlocutore si è stretto nelle spalle, come a dire: ci sono disegni che vanno al di là delle nostre capacità di comprensione.
Poco tempo fa, in occasione della morte del piccolo Renzo Giacomelli, investito da una moto pirata su una pista ciclabile mentre andava tranquillamente a passeggio in bici accanto alla sua mamma, ho chiesto a questa persona: «Quale disegno pensi che ci fosse dietro l'uccisione di un bimbo di tre anni?». E lui ha risposto: «Non possiamo saperlo. Chissà, forse il Signore sapeva che, se il bambino fosse diventato grande, avrebbe potuto abbandonarsi alla corruzione morale». A parte il fatto che il Padreterno sicuramente sapeva che il bambino non sarebbe mai diventato grande... sono discussioni come questa che mi mettono in guardia nei confronti di una religiosità eccessiva.
Ed io, come la penso? Credo che i doni della vita e del mondo in cui viviamo siano già una gran cosa. Da un certo punto in poi il Signore, come ogni buon padre dovrebbe fare, ci lascia liberi di prendere la nostra strada, oltre a permettere alle forze della natura di manifestarsi secondo le loro leggi. Non credo che il concetto di libero arbitrio sia eretico... o sbaglio? Alcuni di noi scelgono di accogliere Dio nel proprio cuore, comportandosi più o meno di conseguenza... altri invece no. Se tutto fosse preordinato, che senso avrebbe la nostra vita? Inoltre non ci sarebbe nessun merito nel comportarsi bene, né alcuna colpa nel fare del male... no?

venerdì 23 novembre 2007

Sbrinamento for dummies

Poiché con l'arrivo delle temperature invernali mi può succedere di trovare il parabrezza ghiacciato quando raggiungo l'auto la mattina, mio padre ha voluto spiegarmi l'utilizzo dello sbrinatore spray, e si è persino premurato di approntare uno schema che illustra il tracciato dello spruzzo da disegnare sul vetro. Vedere per credere... eccolo qua!


Le cose sono due: o sono io a dare l'impressione di essere un po' tonta... oppure qualcuno esagera!

Di strada ne hanno fatta fin troppa...

La puntata de Le invasioni barbariche di venerdì scorso, a differenza della precedente, non mi è piaciuta un granché. Poiché Letizia Moratti e Diego Abatantuono non li posso tanto vedere (non parliamo di Gigi D'Alessio, annunciato per stasera) e Kuki Gallmann non la conoscevo, ho seguito soltanto l'intervista a Raoul Bova (un gran bel vedere, ma non aveva molto da dire) e parte di quella a Paola e Chiara.
C'è poco da fare, a me 'ste due tipe stanno abbastanza antipatichelle. Bisognava vederle quando sostenevano che la loro spassosa parodia proposta tempo fa da Luciana Littizzetto abbia pregiudicato la loro carriera... neanche fossero chissà chi!
Domenica sera ho rivisto le due sorelle a Crozza Italia: facevano da coriste a Shel Shapiro e a Crozza stesso, i quali cantavano una versione satirica di Sognando la California, intitolata Sognando la riforma. Beh, probabilmente sarebbe stato un bene per la musica italiana (non per le loro tasche, ovviamente! ) se le ragazze avessero continuato a fare le coriste degli 883: trovo che fossero pienamente all'altezza di tale ruolo!

giovedì 22 novembre 2007

Grazie... ma di cosa?

Oggi Plaxo, uno degli innumerevoli servizi online a cui mi sono registrata (non ricordo quasi più perché l'ho fatto... ), mi ha inviato un e-mail per augurarmi un Happy Thanksgiving e per invitarmi a celebrare la ricorrenza inviando cartoline virtuali a tutti i miei conoscenti. D'accordo, ma io vivo in Italia: perché mai dovrebbe interessarmi il Giorno del Ringraziamento? Questa festività, a differenza di Halloween, non l'abbiamo ancora importata dall'America!

Per un sorriso smagliante

Sarò stramba, ma preferisco di gran lunga farmi curare una carie piuttosto che sottopormi alla pulizia dei denti. Nel primo caso, una punturina di anestetico e passa la paura, mentre nel secondo il dolore è assai più intenso e prolungato.
Anche questa volta l'igienista mi ha rimproverata per l'uso saltuario del filo interdentale, attribuendo a questo fatto l'infiammazione delle mie gengive. A questo punto le ho chiesto: "Cosa rischio esattamente se non lo passo più spesso? Forse, se mi metti un po' di paura, è la volta buona che prendo questa salutare abitudine!". Ebbene, lei non si è fatta pregare: mi ha spiegato che, se le gengive sanguinano, i batteri normalmente presenti nel cavo orale possono entrare in circolo nel sangue ed andarsene a spasso per tutto il corpo, insediandosi in qualche organo e dando luogo ad infiammazioni (nel caso del cuore, pericarditi... oppure ha detto endocarditi?) tutt'altro che simpatiche.
Arghhh!!!!!

Indietro Savoia!

Visto? È bastato dare una mano a certe persone, consentendo loro di rientrare dall'esilio... e adesso cercano di prendersi tutto il braccio: i Savoia hanno chiesto allo Stato italiano ben 260 milioni di euro di danni morali legati all'esilio stesso, oltre alla restituzione dei beni confiscati con l'avvento della Repubblica. Gagliarda, la replica del governo: veramente dovremmo chiederli noi, i danni a loro...
Ho sempre pensato che l'esilio fosse una misura iniqua ed ingiustificata, ma a questo punto sto iniziando a cambiare idea!

E questo è un uomo?

(non ho intitolato il post Se questo è un uomo perché mi sembrava di citare a sproposito l'omonimo libro di Primo Levi, uno dei migliori che io abbia mai letto)
Olindo Romano, autore insieme alla moglie Rosa Bazzi della famigerata strage di Erba, ha dichiarato «Se devo dire la verità quando ho ucciso non ho provato né piacere né disgusto. Era una cosa naturale, come ammazzare un coniglio. Se l'è cercata, le sta bene. Non mi dispiace niente», e come se non bastasse «Quando l'8 gennaio arrivarono i carabinieri per dirci di seguirli in caserma, non sapevamo che ci volevano arrestare. Ma se avessimo sospettato, tra me e mia moglie quei tre carabinieri non sarebbero usciti vivi da casa». È quanto emerge dalla relazione stesa dal professor Massimo Picozzi quando ancora era consulente della difesa.
E quest'individuo apparterrebbe al genere umano?

mercoledì 21 novembre 2007

Natale anticipato

Di anno in anno, il clima natalizio arriva sempre un po' prima. Non soltanto il film di Natale con Massimo Boldi è uscito con oltre un mese di anticipo, ma oggi mi sono accorta che tutti i negozi sono già "conciati per le Feste". Ed è soltanto il ventuno di novembre! Ah, la cara vecchia tradizione di addobbare l'albero ed allestire il presepe il giorno dell'Immacolata... Al giorno d'oggi, si arriva al venticinque dicembre già saturi di regali, pandori e panettoni!

Colpi di scena

Se devo essere sincera, non ci sto capendo un granché a proposito dell'attuale situazione politica italiana. Berlusconi che crea a sorpresa un nuovo partito, litiga con Fini e gli altri alleati ed apre a Veltroni, che non so fino a che punto sia disponibile... A me sembra che tutto ciò possa compromettere il prevedibile successo elettorale del centrodestra nel caso di un prossimo ritorno alle urne, a meno che non ci sia sotto qualche disegno che mi sfugge (beh, è noto che sono politicamente semianalfabeta! ).
Di sicuro immagino che, se il partito del Cavaliere cambierà nome, ritroverò il piacere di gridare "Forza Italia!" quando gioca la Nazionale. Mi dispiace soltanto per il suo tentativo di appropriarsi a tutti i costi del concetto di Libertà...

martedì 20 novembre 2007

Giudizi soggettivi

Quasi sempre i giudizi di Mirella Poggialini, critico televisivo di TV Sorrisi e Canzoni (settimanale il cui prezzo questa settimana è aumentato da 1,30 a 1,40 euro), mi trovano in disaccordo. E pure la sua pagella di questa settimana non fa eccezione. La signora ha concesso la sufficienza alla fiction Rino Gaetano, della quale ho parlato qui, sostenendo che "ha ottenuto ottimi ascolti proponendo un personaggio ancora amato e facendone un ritratto di maniera, tale tuttavia da commuovere e da sollecitare attenzione, grazie anche alle canzoni inserite nel contesto". Per giunta, su Sorrisi.com sono state pubblicate le lettere di Carla47 e Umberto, i quali ringraziavano Raiuno per aver permesso loro di conoscere la vita del cantautore. Chissà cosa ne pensa la sorella...

Ricchi premi e cotillon

Non bastavano gli spot televisivi con Christian De Sica che nuota nell'oro: ultimamente il signor TIM mi sta subissando di sms e messaggi multimediali per invitarmi a partecipare al concorso 448. Non so voi, ma personalmente quest'iniziativa non mi convince mica... E pensare che all'inizio stavo quasi per cedere!

Musica per tutti i gusti

Se passate parecchio tempo su Internet e vi viene voglia di ascoltare un po' di musica, vi consiglio le radio di Yahoo! Musica. Sono disponibili stazioni tematiche dei generi più disparati: dalle hit del momento al meglio delle varie decadi, dal pop latino alla musica classica, dalle canzoni d'amore ai brani chill out (ottimi come sottofondo). Peccato solo che il sistema non supporti il mio browser Mozilla Firefox, a meno di non utilizzare l'estensione IE Tab, il che praticamente equivale a visitare il sito con Internet Explorer...

lunedì 19 novembre 2007

TomTom promosso con riserva

L'altro giorno ho collaudato per la prima volta il navigatore satellitare in autostrada (non guidavo io!). Pur conoscendo più o meno il tragitto, abbiamo cercato di seguire le indicazioni pronunciate da Roberto (è così che si chiama la voce maschile che ho impostato), ma, quando mi sono resa conto che sembravano portarci fuori strada, ho preferito premere il pulsante di spegnimento. La cosa più notevole del TomTom è la possibilità di selezionare i cosiddetti PDI (punti di interesse): nel navigatore è memorizzata tutta una serie di risorse, dai dentisti ai centri commerciali, dai parcheggi ai musei, e, selezionando la destinazione desiderata nell'apposito elenco, il Travel Companion elabora il percorso ottimale. Ho scoperto che ha memorizzato persino l'indirizzo del mio medico curante! Poiché dovevamo posteggiare la macchina, il navigatore ci ha guidati a colpo sicuro verso il parcheggio prescelto... peccato solamente che sia costato 4 euro per poco più di un'ora di sosta!

Avere fiducia in sé stessi

Su Focus di dicembre (ebbene sì, esce sempre intorno al 10 del mese precedente) c'è un test per misurare l'autostima, ed io non mi sono lasciata sfuggire l'occasione di farlo. Non dico quale risultato ho ottenuto: dirò soltanto che ho totalizzato un punteggio superiore a quello che mi sarei aspettata... Sarà attendibile?

domenica 18 novembre 2007

Il prof di Mate e Fisica

È giunto il momento di postare quello che considero il pezzo forte de Il fu Mattia Pasqual (poi magari mi sbaglio di grosso, chi lo sa... ): il capitoletto dedicato al professore di Matematica e Fisica del triennio!

Il prof in questione era un'autentica miniera di battute, freddure e chi più ne ha più ne metta. Prima che facessimo la sua conoscenza, ci è stato presentato da uno studente più anziano che l'aveva già avuto come insegnante: «Come professore è forte, si mette alla pari degli alunni... cioè, non è inferiore». Effettivamente non era tra i docenti che incutevano più soggezione, tanto che, quando ci ha raccontato «Alla maturità ho avuto tutti 6, tranne un 7 in fisica e un 8 in educazione fisica», uno di noi si è permesso di replicare «Perché non ha fatto l'ISEF?». Sottinteso: così non veniva ad insegnare Matematica a noi. Una volta che il prof, palesemente affetto da calvizie, ci raccontava di aver preso tanto sole, un mio compagno gli ha fatto notare «Professo', lo sa che il sole fa cadere i capelli?», ed un altro ha subito aggiunto «Si vede!».
Il brav'uomo non era particolarmente severo con chi arrivava in ritardo, adducendo magari giustificazioni del tipo «L'autobus ha deragliato», anche se ammetteva «Se fossi in me non vi farei entrare». Quando trovava l'aula quasi vuota per i "filoni" (è così che si dice da noi quando si marina la scuola), commentava:



Prof: Siete sei gatti.
Alunno: Ma se siamo sette!
Prof: Che ne sapete chi non ho trattato da gatto?


Era specializzato nel fare battute sugli argomenti più disparati. Uno degli argomenti che trovava più congeniali era la religione. Un giorno cominciò la lezione dicendo «Vorrei fare un po' di religione... vi racconto una parabola» (per inciso, sappiate che «per tracciare una parabola occorrono pochi punti... come quando uno si fa male lievemente»). Un'altra volta, mentre ci leggeva una circolare: «Lunedì 19 ottobre si celebrerà l'assemblea di istituto», ha aggiunto «Ore 9... Santa Messa». Ecco un altro esempio di humour catechistico:

Alunno: Possiamo usare le tavole? (logaritmiche)
Prof: Tu fai religione?
Alunno: Perché?
Prof: Non le usi, le tavole? (dei dieci comandamenti)



Quando si trattava di risolvere un sistema di equazioni, immancabilmente la sua mente andava al Totocalcio, il che gli faceva dire cose del tipo «Questo è un sistema. Quante doppie?», e «Se non fai il sistema come fai a fare 13?».
Comunque, il prof si sentiva particolarmente ispirato dalla trigonometria, ed in particolare dalla funzione seno... Non si limitava certo ai giochi di parole con "sinusoide" e "sinusite". Ecco cos'ha detto mentre interrogava una mia compagna: «Il seno... Fammelo vedere. (poi) Il seno l'ha fatto vedere bene, ma era troppo piccolo. (poi) Mettiamo il seno in evidenza».
Qualche lezione dopo, alla lavagna è stata chiamata un'altra ragazza...



Prof: Dimmi il teorema dei seni...
Alunno: Ma perché lo chiede sempre alle ragazze?
Prof: Non sono come Pacciani, non chiedo quello sinistro.



Per restare in ambito sessuale, una volta il prof ci ha tranquillizzati informandoci che «a far l'amore con la realtà virtuale non si prende l'AIDS, a meno che il computer non abbia dei virus». Poi non c'era da stupirsi se, quando il prof dopo un'assenza raccontava «Sono stato a letto...», qualcuno gli chiedeva «Con chi?».
Ma passiamo ad un'altra funzione trigonometrica, la tangente. Si noti che eravamo in piena era di Tangentopoli, quindi le battute si sprecavano. Un giorno il prof spiegò: «Che periodo ha la tangente? Dipende dall'attività che uno fa. Poggiolini, ad esempio...» (per chi non se lo ricordasse, Poggiolini era tra le persone implicate nelle indagini di Mani Pulite). Ah, dovete sapere che «tangente viene dal latino "tango"... il ballo», così come la lambada ha a che fare con la lettera greca "lambda". Si vede quindi che spesso il prof si divertiva a darci l'etimologia delle parole. A volte ci azzeccava... (in periodo di elezioni, a uno che osservava «Lei c'ha la faccia da candidato», ha risposto «Non ho nessuna veste bianca»), altre volte meno («pecora deriva da pecunia», ma non era il contrario?). Un ultimo esempio di illuminante precisazione linguistica: «Prendiamo una quantità discreta... non nel senso che si fa gli affari suoi».
Chiusa la parentesi etimologica, ritorno alle spiritosaggini più o meno attinenti alla matematica. Una volta, osservando che di tre nostre compagne che erano solite stare sempre insieme ne era presente solo una, osservò: «Il trio si è scomposto... Eppure 3 non si può scomporre, perché è un numero primo». Spesso doveva ripetere le spiegazioni perché qualcuno era stato assente (del resto, il prof non rinunciava a spiegare neanche quando la classe era mezza vuota, nonostante le nostre rivendicazioni: «Davanti a dieci persone assenti lei non può spiegare!»)...



Alunna: Io verrei all'interrogazione, ma non sono stata alle spiegazioni sui limiti...
Prof: Hai dei limiti?



... o non aveva capito qualcosa.



Alunno: Non ho capito bene l'infinito.
Prof: Non hai studiato Leopardi?


«Non capisci le radici? Eppure t'intendi di cucina!»



Una volta affermò: «Quando parlo io, sono la logica personificata», ed in effetti faceva uso della logica anche in situazioni che non lo richiedevano, come nel caso seguente.



Prof: Mica ti sei offesa?
Alunna: No, no!
Prof: Hai detto due volte "no", perciò hai detto "sì", perché due negazioni si annullano.



Alla fine delle lezioni, inesorabile, il professore ci dava gli esercizi, anche se lui preferiva definirlo diversamente: «Non vi do esercizi, vi do solo i numeretti», e mentre dava questi numeretti, naturalmente, annunciava «Sto dando i numeri». Tentava di rendere più piacevole l'incombenza scherzandoci su: «Esercizi numero 20... 84... Qualcuno ha fatto ambo?».


A partire dal quarto anno, il prof di Matematica ci ha insegnato anche Fisica e, per prima cosa, ha messo in chiaro che «la fisica s'interessa della materia, lo spirito non c'entra».
Tra gli argomenti che ha trattato c'era la propagazione delle onde, le quali possono essere riflesse («L'onda è respinta, non rimandata») o rifratte («La rifrazione avviene se si cambia mezzo. Cioè se si passa dal treno all'autobus?!»). Quando si è parlato di onde elettromagnetiche, abbiamo imparato che per determinare il colore di un corpo opaco... «gli si passa una mano di vernice!».
Ad uno di noi che sembrava poco interessato alla dimostrazione dell'esperimento di Millikan (nel quale si utilizza dell'olio in goccioline minutissime) si rivolse dicendo: «Sei a dieta? Non t'interessa l'olio?». Lo stesso fanciullo una volta si sentì rivolgere la domanda «Cos'è la velocità? Lo chiedo a te, che sei un tipo dinamico».
A scanso di equivoci, ricordo che «le fasce di Van Allen non sono quelle che aveva quando era piccolo».
Infine, un suggerimento che potrebbe tornare utile: «Dove si trova la corrente alternata? Metti la spina alla presa...».


Il prof mostrava la propria impostazione matematica anche quando si trattava di metterci i voti: ad esempio, «Sei sfortunato perché non ho il registro, sennò ti avrei messo un voto maggiore o uguale a 6». Ma i voti erano anche un pretesto per dire spiritosaggini.



Prof: Sai giocare a carte?
Alunna: Perché?
Prof: Hai tre sette.


Alunna: Voglio sei.
Prof: Mi dai del tu?



Certo nessuno di noi esultava quando il prof interrogava, ma lui cercava di sdrammatizzare la cosa dicendo «Io non interrogo, io colloquio». Analogamente, a chi gli faceva notare che non dava il buon esempio leggendo il giornale nelle ore di lezione, replicava «Io non sto leggendo, mi sto informando». Questione di sfumature. A volte capitava che qualcuno di noi gli chiedesse in prestito il giornale:



Alunno: Professo', posso vede' una cosa al giornale? Il tempo...
Prof: Ma se questo è il Corriere della Sera!



Se si tentava di farlo parlare di calcio, ecco cosa poteva succedere...



Alunno: Che cosa ne pensa di Carnevale? (il calciatore, che allora giocava nel Pescara)
Prof: Eh, è un bel giorno, anzi due giorni di vacanza...



Inevitabilmente il senso dell'umorismo del prof ha contagiato un po' anche noi alunni. Una volta che il prof aveva comperato una lampadina, un mio compagno gli ha chiesto: «Vuole far luce su un problema?». E una volta che, nel tentativo di citare un proverbio, il prof si è sbagliato ed ha esordito con «La gatta cieca...», un altro ha prontamente concluso dicendo «... fece i gattini frettolosi». Un giorno in cui c'erano molti assenti il professore, pensando che gli alunni mancanti fossero semplicemente fuori dall'aula, ha ordinato:



Prof: Chiamate gli altri!
Alunno: Gli altri siamo noi! Siamo solo noi!



Poiché il tempo a disposizione era poco, abbiamo dovuto concludere lo studio dell'ottica senza studiare un argomento interessante come l'occhio umano:



Prof: Non potevamo dedicare del tempo all'occhio.
Alunna: Anche l'occhio vuole la sua parte!



Concludo sottoponendovi un quesito esistenziale sul quale il prof una volta si stava arrovellando: «Perché si chiama Duplo?» (se è triplo).

Mens sana in corpore sano

Ieri al telegiornale si è detto che, secondo i ricercatori, l'attività che sviluppa maggiormente l'intelligenza è quella fisica. Ed io che ho sempre fatto una vita sedentaria che più non si può, e mi illudevo che allenare il cervello con il Nintendo DS Lite potesse farmi bene! A proposito, qualche settimana fa, poiché il gioco Brain Training (di cui ho parlato qui) l'avevo spremuto al massimo, ho preso More Brain Training... e al momento ho in cantiere un post al riguardo.

sabato 17 novembre 2007

News in pillole

Poiché non mi convince il modo di fare informazione che caratterizza il sito Tgcom, ho imparato a starne il più possibile alla larga, a meno che non mi interessi leggere qualche dettaglio in più sulle news di spettacolo, televisione e gossip pubblicate su Mediavideo. Quest'oggi vorrei segnalare due notizie.

  • L'attrice Salma Hayek ha raccontato che da ragazzina era praticamente piatta, ma, dopo che è entrata in una chiesa per chiedere la "grazia", il seno ha iniziato a crescerle. Qualcuno vorrebbe cortesemente spiegarle che non è detto che il Padreterno voglia scomodarsi per questioni del genere, e che con ogni probabilità le sue "miracolose" curve sono semplicemente legate allo sviluppo?

  • La presidenza di Mediaset ha espresso una "netta presa di distanza dagli eccessi giornalistici e satirici, anche in programmi Mediaset, che hanno colpito negli ultimi giorni la vita privata di Gianfranco Fini", un uomo che, come ha fatto notare Maurizio Crozza, quando presumibilmente la sua compagna ha fatto il test di gravidanza era impegnato nei preparativi del Family Day. Me li immagino, quelli di Mediaset che discutono la questione: "Ragazzi, mica possiamo metterci pure noi ad attentare alla credibilità del maggiore alleato politico del nostro capo! Proprio adesso che sono un po' ai ferri corti, poi..."

giovedì 15 novembre 2007

Sottoscrivo in pieno

Domenica e lunedì sera su Raiuno ho seguito la fiction su Rino Gaetano. Non mi è piaciuta per niente, ma non conoscendo la biografia del cantautore tragicamente scomparso non sapevo da che parte cominciare per scrivere un post. Per fortuna ci ha pensato Avanguard, nel blog di Davide Maggio, a postare un'opinione mille volte più argomentata e documentata di quella che avrei potuto scrivere io!

La Wonder Woman dell'ultima spiaggia

Mi sa tanto che Maxxeo, nel commento che ha inviato ad un mio post del mese scorso, aveva visto giusto: Manuela Villa, pur essendo confinata sull'ultima spiaggia, è davvero l'outsider dell'Isola dei famosi! Sicuramente merita di vincere più degli altri concorrenti rimasti in gara: Paul Belmondo, Debora Caprioglio, Claudio Cucurullo, Miriana Trevisan e soprattutto Nicola Canonico... ma come ha fatto a battere al televoto Vittoriuccio mio?!

Prenderla con ironia

Se mai dovessi aprire un blog, mi piacerebbe che fosse simile a questo.
Ah, ma io ce l'ho già un blog... è vero!  Il fatto è che sono ancora ben lontana dal sarcasmo di Bulbo Oculato...

Unire l'utile... al più utile

Leggendo un post arretrato del Daveblog, ho trovato la segnalazione di FreeRice, un sito molto particolare. Una parola inglese non molto comune viene sottoposta al visitatore, e se questo ne indovina l'esatto significato tra le quattro opzioni possibili il sito dona 10 chicchi di riso tramite le Nazioni Unite per combattere la fame nel mondo. In questo modo non soltanto si può perfezionare la propria conoscenza dell'inglese, ma soprattutto si contribuisce a fare beneficenza! Per quanto mi riguarda, anche grazie all'aiuto del software Babylon, finora ho azzeccato 30 risposte, e quindi ho donato 300 chicchi di riso. Un po' pochini... ma ho aggiunto il link ai segnalibri e continuerò a visitare il sito nei prossimi giorni.

mercoledì 14 novembre 2007

Se non ho mai fumato, come faccio a smettere?

Poco tempo fa, su segnalazione di Giovy, mi sono registrata al sito BZZERS, che in seguito ha dovuto cambiare nome in ZZUB perché, a quanto pare, il ronzio risultava già registrato... mah! A tutt'oggi non mi è ancora chiaro in che cosa consista ZZUB, né come funzioni o a cosa serva. So solamente che ogni tanto mi arriva via e-mail l'invito a compilare un questionario sui miei gusti e sulle mie abitudini, e in genere lo faccio. Di recente ho risposto ad alcune domande sul vizio del fumo, e così facendo ho automaticamente aderito alla campagna "Io smetto così". Mi chiedevo quale potesse essere il mio contributo, dal momento che nel questionario ho specificato chiaramente di non aver mai fumato.
L'altroieri pomeriggio, rientrando a casa dopo una visita medica, ho trovato un avviso di mancata consegna di un corriere espresso appiccicato in bella vista sul citofono: ma farsi aprire il portone e mettere almeno l'adesivo sulla cassetta della posta no, eh? Vabbe'... Chissà di che cosa si tratta, mi sono chiesta, dal momento che non aspettavo nessuna spedizione. L'unica ordinazione che ho fatto è quella dell'ultimo Harry Potter, ma in Italia il libro esce a gennaio...
Ieri pomeriggio l'addetto del corriere è passato di nuovo ed ha effettuato la consegna. Il mittente era ZZUB, e nel pacco c'erano due poster della campagna "Io smetto così" ed una pallina di gomma che, nella lettera che accompagnava il pacco, veniva definita come antistress. Ora, io non fumo, e quindi non posso smettere, ma lo stress non mi manca... quindi sarà il caso di scoprire come si esplica l'effetto antistress della pallina: scagliandola contro il muro, o magari rigirandosela tra le dita? I poster, invece, vedrò se possono interessare al mio medico curante.
Morale di tutta questa storia? Nessuna tragedia, ovviamente, ma forse dovrei ponderare meglio la mia adesione ad iniziative in Rete...
Per il momento, l'unico contributo che posso dare alla campagna è questo: cari lettori di questo post, se siete dei fumatori ma intendete smettere, visitate il sito Io smetto così e troverete delle indicazioni utili!

Dedicato a chi c'era...

Ieri ho ricevuto via e-mail un messaggio molto carino, e, sebbene non tutte le cose che vengono citate mi ricordino direttamente la mia infanzia, ho pensato di postarlo, dal momento che rappresenta un simpatico e persino commovente tuffo nel passato!

Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color".
Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella" e a "Campana".
Noi che facevamo "Palla avvelenata".
Noi che giocavamo regolare a "Ruba bandiera".
Noi che non mancava neanche "Dire fare baciare lettera testamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco della Vittoria" e "Viale dei Giardini".
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che "Se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce".
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più Big Babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che, quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella...
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
Noi che giocavamo a "Indovina chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a "Forza 4".
Noi che giocavamo a "Fiori frutta e città" (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che ci spaccavamo i diti per giocare a "Subbuteo".
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".
Noi che giocavamo per ore a "Merda" con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio...).
Noi che guardavamo "La casa nella prateria" anche se metteva tristezza.
Noi che abbiamo raccontato 1500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che si andava a messa se no erano legnate.
Noi che si bigiava a messa.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
Noi che tiravamo con la bic le palline di carta "succhiate".
Noi che non avevamo nemmeno il telefono fisso in casa.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che le palline di Natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20.30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che internet non esisteva.
Noi che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)".
Noi che "Disastro di Chernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.
Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella... fai merenda con Girella.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare "Bim Bum Bam".
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era "Happy Days".
Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica "Halloween".

Lo ammetto

Sul manuale di teoria che utilizzavo a scuola guida c'è scritto, a proposito dei dispositivi di segnalazione acustica: «Nei centri abitati le segnalazioni acustiche sono vietate, salvo casi di pericolo immediato. (...) In ogni caso la segnalazione acustica deve essere usata con la massima moderazione». Ho sempre cercato di attenermi scrupolosamente a queste indicazioni, e deploravo la tendenza da parte di molti automobilisti ad usare il clacson a mo' di rimprovero (quando ormai l'eventuale pericolo è scongiurato), se non addirittura per attirare l'attenzione di un conoscente riconosciuto per strada.
Ieri, però, ci sono cascata anch'io. Ero appena partita da casa, quando un signore anziano alla guida di una Uno si è immesso nel traffico uscendo da un parcheggio senza dare la precedenza. Ovviamente ho dovuto rallentare per lasciarlo passare. Quando però mi sono accorta che il tizio stava parlando al cellulare (ho già scritto quanto considero deprecabile quest'abitudine alla guida), non ci ho visto più ed ho suonato il clacson!

martedì 13 novembre 2007

Coerenza

Secondo me questa notizia rappresenta l'ennesimo duro colpo per le rivendicazioni in favore della famiglia tradizionale messe in atto dal centrodestra. Ma forse ha ragione chi afferma che certa gente ci tiene così tanto alla famiglia da volerne avere più di una...  Oggi anche Dave ha scritto un post al riguardo, e poco fa a Ballarò Maurizio Crozza ha suggerito Coerenza come nome di battesimo per la nascitura erede di Gianfranco Fini. Mica male come idea... in fatto di originalità rivaleggia con Oceano!

lunedì 12 novembre 2007

Sudati risparmi

Trovo abbastanza seccante il fatto che nei centri commerciali i cd, quando sono in offerta a prezzi stracciati, vengano tutti messi alla rinfusa nelle ceste. Quindi, volendo trovare dei dischi di proprio gusto, bisogna armarsi di pazienza e perdere tempo a rovistare nel mucchio sperando che qualcosa di buono salti fuori!

Tutto fa cultura, neh?

Sempre per la serie "Non si finisce mai di imparare", ho scoperto i curiosi nomi di alcuni molluschi e crostacei nella nomenclatura latina. La vongola si chiama Venus gallina, la canocchia Squilla mantis, il cannolicchio Solen vagina e il fasolare Meretrix chyone!

Tu quoque, Philippe?

Ho cercato su Wikipedia informazioni riguardanti Filippo Timi, l'attore e scrittore che ho visto per la prima volta nella puntata de Le invasioni barbariche di cui ho parlato qui. Ho scoperto che il suo romanzo Tuttalpiù muoio, che narra le vicissitudini di un giovane balbuziente e gay, è fin troppo autobiografico... infatti nella pagina di Wikipedia c'è il link a un'intervista che Timi ha rilasciato a Gay.tv, e che lascia adito a ben pochi dubbi.
Normalmente non avrei fatto una piega... ma, poiché a me il giovanotto tutto sommato non dispiaceva, a questo punto mi è tornata alla mente la scena di un film che... non mi ricordavo quale fosse, ma il solito Google mi ha aiutata. Si trattava di In & Out, e la scena è questa (in lingua originale, ché in italiano non l'ho trovata). In sintesi: Emily (Joan Cusack), dopo essere stata mollata alla vigilia delle nozze dal fidanzato Howard (Kevin Kline) che si è reso conto di essere omosessuale, va in un locale con l'intenzione di bere per dimenticare, e lì incontra il fascinoso Peter (Tom Selleck). Gli fa delle avance, e quando lui le confessa di essere gay lei sbotta in un esasperato: "Ma sono tutti gay?!?!? Cos'è, un film di fantascienza?????".

domenica 11 novembre 2007

Do you speak English?

Dopo il post sul francese, eccone uno dedicato all'altra lingua straniera che studiavamo al liceo: l'idioma di Shakespeare!


La prof


La nostra prof di Inglese era di origine abruzzese ma aveva lavorato per diversi anni in Brianza, arrivando alla seguente conclusione: «Al Nord tutti polentoni, al Sud tutti terroni». Sfoggiava una pronuncia dell'inglese inappuntabile e di conseguenza era tendenzialmente insoddisfatta della nostra, tanto che uno di noi si è beccato un impietoso «leggi proprio come un tuareg» (ma io dubito fortemente che lei avesse mai sentito un tuareg parlare in inglese). Le cose più strane, in effetti, le diceva in italiano: ad esempio, «ascoltare la musica con occhio attento», oppure «il crawl, quella specie di nuoto» (è uno "stile", in effetti...). Anche il fatto di dover riportare la disciplina fra noi le faceva dire frasi insolite, come «Mi state mettendo il bastone tra le ruote!»; una volta che qualcuno stava facendo rumore, esasperata sbottò: «La prossima volta porto una clessidra e comincio anch'io a fare tic-tac in classe!» (ma le clessidre non sono silenziosissime?). Anche le finestre dell'aula le ispiravano espressioni creative: «Tira un po' giù il sole» e un inspiegabile «Richiudi la finestra che perdiamo tempo».


Gli studenti


Anche se la lingua inglese era relativamente nuova per noi (il francese invece l'avevamo già studiato alle medie), stranamente l'abbiamo massacrata di meno. Cito soltanto un paio di traduzioni: due frullati alla fragola = du' strawberry milk shakes e the Wars of the Roses = la guerra dei Roses (anziché "la guerra delle Due Rose"), e l'augurio che tutte le persone anglofone dovrebbero fare al proprio amore il 14 febbraio: «Happy Sanvalentine!».


Gli altri prof


Ma il corpo docente non dà certo il buon esempio in fatto di padronanza delle lingue straniere. Una volta il prof di Matematica si stava arrovellando per ripescare una parola dagli anfratti della sua memoria: «Backflash... feedback... Come si chiama quando uno canta su una base musicale registrata?». Playback, professore, si dice playback. E non se la cavava meglio con la pronuncia: «Quell'alfa sembra la & di Stacci ed Asc» (voleva dire "Starsky & Hutch"... ma non faceva prima a dire "e commerciale"?).


Concludo con un elenco delle pronunce che vari prof hanno partorito per alcune parole straniere:



élite si pronuncia elàit
revival si pronuncia revìval
Ray Charles si pronuncia Rai Ciars
Freud si pronuncia Fred
lapsus freudiano si pronuncia... così come è scritto
nouvelle generation si pronuncia nuvèl generéscion


Aridatece la Cuccarini!

Come ogni settimana, Le invasioni barbariche le ho viste in registrata, ieri sera. Devo dire che la puntata dell'altroieri mi è sembrata la più interessante fra tutte quelle andate in onda finora, soprattutto grazie agli ospiti invitati da Daria Bignardi. Ecco chi erano i tre "intervistati barbarici" di venerdì.

  • La giornalista del Tg1 Monica Maggioni. Quando conduce il telegiornale appare sempre un po' ingessata, e non dico che nel corso dell'intervista sia stata un prodigio di simpatia, ma era sicuramente più sciolta di come siamo abituati a vederla. E soprattutto ho trovato conferma della mia idea che si tratti di una persona veramente in gamba nel suo lavoro.

  • Il mitico Neri Marcorè che, un po' come Paola Cortellesi, riesce bene in tutto quello che fa: attore comico e drammatico, imitatore, conduttore televisivo e radiofonico... dimentico qualcosa? Oltre che bravo, è pure molto simpatico e mi sembra una persona perbene.

  • La grande Lorella Cuccarini, una donna di spettacolo che ammiro fin da quando ero bambina. Forse è anche per emulare lei che mi cimentai (senza successo) nella danza. Purtroppo, mentre la televisione pullula di individui di dubbio talento, Lorella non trova posto in Rai da un bel pezzo. Se non ho capito male, fra lei e il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce (sul cui "attaccamento al posto" Stefano Disegni ha ideato delle vignette esilaranti) i rapporti non sono esattamente idilliaci. Se esiste qualche petizione per chiedere il ritorno in tv della Cuccarini, fatemi sapere e corro subito a firmarla! L'immagine di Lorella che è emersa dall'intervista è stata davvero una piacevole sorpresa.


Tra un'intervista e l'altra, ci sono stati degli approfondimenti altrettanto interessanti. Dapprima si è parlato del mondo degli skinhead e dei forzanuovisti, ed io ero lì che pensavo "A me questi qua fanno paura!". C'era un'altra ospite un po' inquietante, anche se ovviamente non così tanto: una ragazzina di quattordici anni che ha scritto un romanzo di cinquecento pagine ambientato nel Settecento in cui è narrata la passione tra una quattordicenne ed un sessantenne.

Stop al campionato?

L'odierna giornata di campionato è stata funestata da un evento tragico accaduto questa mattina in un'area di servizio sull'autostrada A1. C'è stato uno scontro fra tifosi della Lazio, in viaggio verso Milano per assistere alla partita con l'Inter, e della Juventus, diretti verso Parma. Gabriele Sandri, un tifoso laziale ventiseienne, è morto colpito da un proiettile accidentalmente partito dalla pistola di un agente della Polizia stradale presente sul posto. Per intervenire in situazioni di questo tipo senza fare del male a nessuno, probabilmente, ci vorrebbe un sangue freddo che purtroppo la maggior parte degli esseri umani non possiede. Il fatto veramente inconcepibile è che risse del genere continuino a verificarsi! Non capisco perché così tanta gente non riesca a "vivere" il calcio come un semplice divertimento, ma soltanto come una vera e propria questione di vita o di morte.
Faccio un esempio personale. In questo blog ho parlato varie volte del mio tifo per la Juve, ed ho anche accennato al fatto che non nutro particolari simpatie per il Milan. La settimana scorsa mi sono recata in un campo vicino casa per assistere a una partita, ed ho incontrato una mia collega che mi ha chiesto se fossi appassionata di calcio. Io le ho risposto: "Beh, sì, sono juventina da una vita". E lei ha replicato: "Ah, no, io invece sono milanista". Fine della discussione. Fossimo state due scalmanate, forse avremmo finito per accapigliarci. Perché in certi individui (quasi esclusivamente maschi) il calcio scatena certi istinti primordiali? Nel corso dell'odierna puntata di Quelli che il calcio e..., svoltasi in tono minore e conclusasi anzitempo, un giornalista ha raccontato che a Bergamo i tifosi dell'Atalanta e quelli del Milan si erano alleati, come non era mai successo prima, per attaccare le forze dell'ordine. Incredibile!
La partita Inter-Lazio è stata rinviata a data da destinarsi, e le altre gare sono iniziate con 10 minuti di ritardo ed il lutto al braccio dei giocatori. Ma a questo punto mi chiedo se non sia arrivato il momento di dire basta, e di sospendere a data da destinarsi l'intero campionato. Il fatto è che, purtroppo, ci sono troppi soldi ed interessi che gravitano attorno all'industria del calcio...

sabato 10 novembre 2007

Stereotipi

Sempre sull'ultimo numero di TV Sorrisi e Canzoni, in occasione dell'uscita del film Come tu mi vuoi, è stata intervistata la protagonista Cristiana Capotondi. A proposito della sua prima scena erotica, che compare in quest'ultimo film, l'attrice ha dichiarato: «non è stata imbarazzante, ero protetta dal personaggio: essendo Giada non mi preoccupavo di risultare ridicola». Sempre la solita storia del personaggio che protegge da ogni imbarazzo! Anche Carolina Crescentini, nell'intervista rilasciata a Selvaggia Lucarelli, l'ha tirata fuori a proposito del suo ruolo in Notte prima degli esami oggi, però almeno ha concluso: «Forse gli unici momenti di imbarazzo sono quelli in cui mi chiama mio padre e col massimo del candore mi fa: "Oh Carolina, mi ha telefonato il mio amico avvocato, ha visto il film, ti fa tanti complimenti!". Ecco, lì al pensiero che i colleghi di mio padre mi hanno vista nuda vorrei sprofondare!».
Non avendo visto nessuno dei due film, non ho elementi per valutare le scene in questione. Di sicuro non ci tengo a vedere il film della Capotondi: non soltanto lei "nun la posso regge", ma pure la trama del film non mi convince affatto. La protagonista è Giada, una ragazza bruttina e insignificante che diventa bella per amore di Riccardo (interpretato da Nicolas Vaporidis), uno scioperato pieno di soldi che tiene solo all'apparenza. Per imbruttire la Capotondi (che di per sé è molto carina, non lo nego) i truccatori hanno fatto ricorso a tutto quello che tipicamente crea complessi alle adolescenti: brufoli, baffetti, sopracciglia folte ed apparecchio ai denti, per non parlare degli immancabili occhiali dalla montatura démodé. Ovviamente, per far diventare Giada bellissima, è stato sufficiente rinunciare a tutti questi artifici. Magari fosse così facile per tutte migliorare la propria immagine! E soprattutto: è così che si insegna ai ragazzi ad accettarsi così come si è, e a non dare troppa importanza alle apparenze?

Vado in controtendenza

Eros Ramazzotti, in un'intervista rilasciata a TV Sorrisi e Canzoni, ha dichiarato: "Sembrerò immodesto, ma di artisti con la mia voce ne nasce uno ogni cento anni". Il mio primo pensiero è stato: "E meno male che è solo uno ogni cento anni!". Ebbene sì, a me di Ramazzotti non piace né la voce nasale né lo stile interpretativo, che ha ispirato schiere di imitatori, quasi tutti con intenti umoristici. Apprezzo solamente alcune sue canzoni, in particolare Amarti è l'immenso per me, in cui Èrose duettava con la splendida voce di Antonella Bucci. A proposito, chissà che fine avrà fatto lei?
Tanto per dare il colpo di grazia alla mia attendibilità come critica musicale, vi dirò che sono ben lungi dal considerare Mina come la più grande cantante italiana. Trovo che il suo stile sia eccessivamente enfatico, impostato e a tratti quasi sguaiato (forse quest'ultimo termine è un po' troppo forte, ma non me ne viene in mente un altro).
Quali sono a mio parere le migliori voci della canzone italiana, allora? Beh, è presto detto. Tra le donne sicuramente Giorgia, di cui è appena uscito il nuovo album dal titolo (palesemente ironico) Stonata. Tra gli uomini non mi pare che si sia più affermato un cantante dalla voce in grado di emozionarmi come quella di Alex Baroni, che è stato il compagno della stessa Giorgia, e purtroppo è scomparso alquanto prematuramente. Ricordo che quando ascoltai per la prima volta il suo successo di esordio, Cambiare, rimasi praticamente stupefatta!

Non si smentisce mai

A Daniele Interrante, ospite a L'Italia sul 2 dove si parlava di relazioni extraconiugali, è stato chiesto se avesse mai avuto una storia con una donna sposata. E lui ha risposto che sì, in effetti quando era più giovane è stato con una che teneva "due piedi in una scarpa".

venerdì 9 novembre 2007

Mi sa che non se n'era accorta...

Ma io dico: con quale spirito una guarda Zelig, se poi arriva a scrivere lettere come questa?

Stile Gwendalyne

Ho il sospetto di essere l'unica persona al mondo che va più veloce nuotando a dorso piuttosto che a crawl. Dico crawl e non stile libero, perché la mia idea di stile libero è un ibrido fra quello a rana, quello a cagnolino e quello ad anatroccolo!

Ben gli sta

In occasione dell'estremo saluto ad Enzo Biagi, oltre alla figlia Bice, perfino il cardinale Ersilio Tonini non le ha mandate a dire ad una certa persona e a chi gli ha permesso di fare quello che voleva a danno (anche) del grande giornalista. Certo che parole così forti, in bocca ad un uomo di Chiesa, fanno un certo effetto...

giovedì 8 novembre 2007

Bravissima, anche se...

Questo post meriterebbe un tag teatro... ma, poiché tale forma d'arte è un genere che purtroppo frequento poco, non mi sembra il caso di creare una categoria apposita. Stasera si parla di teatro, comunque.
L'altro giorno, mentre girovagavo in un centro commerciale, ho scoperto che erano in vendita delle confezioni dvd + libro de Gli ultimi saranno ultimi, con Paola Cortellesi. Sapendo che quello spettacolo teatrale aveva ottenuto recensioni entusiastiche, ho deciso di acquistare una confezione, e l'altra sera ho guardato il dvd.
Paola è bravissima come sempre, non c'è che dire: pensate che dall'inizio alla fine in scena c'è soltanto lei, che interpreta tutti i personaggi (donne, uomini e trans di varia provenienza geografica) senza ricorrere ad alcun artificio o costume di scena, anzi indossando per tutto il tempo gli stessi semplicissimi vestiti: una maglia e un paio di pantaloni. Solamente leggendo i titoli di coda ho scoperto che erano addirittura firmati Prada; vabbe' che è notoriamente una griffe minimalista, ma... personalmente ritengo che alcuni degli abiti che ho dismesso in vita mia fossero in condizioni migliori!
Grande Paola, insomma... ma lo spettacolo in sé non mi è piaciuto tanto. Il ruolo attorno al quale ruota tutta la sceneggiatura, quello della precaria incinta Colacci Luciana, ha un suo perché: eccome se ce l'ha! Ma ho avuto l'impressione che gli altri personaggi siano stati inseriti quasi esclusivamente per dare modo all'attrice di esibire il suo indubbio talento e la sua poliedricità; in altre parole, affinché le si potesse dire "Ammazza, quanto sei brava!". Forse, quando avrò letto il testo della pièce sul libricino allegato e capito le parole che Paola, nella foga dell'interpretazione, non scandiva perfettamente, riuscirò ad apprezzare anche le sfumature...

L'unica soluzione

Dovrò farmi clonare. In quale altro modo potrei stare appresso a tutto quello che mi aspetta nelle prossime settimane?

mercoledì 7 novembre 2007

A' Vàltere!

Ieri sera Walter Veltroni, ospite del programma Ballarò, ha perso in un colpo solo millemila punti nelle mie personali simpatie; non parlo di stima... non ancora. Mentre il comico Maurizio Crozza (che fra parentesi è pure di sinistra, se non sbaglio) proponeva una spassosa imitazione del segretario del neonato PD, la regia ogni tanto inquadrava l'"originale". Ebbene, non soltanto Veltroni non rideva, ma aveva un'espressione indescrivibilmente torva! Quando Crozza ha concluso, Uolter ha affermato, con tono alquanto piccato, che non si riconosceva minimamente nell'imitazione.
Caro Walter, devi sapere che io sono favorevole alla massima schiettezza nelle relazioni sociali: se proprio non ti veniva da ridere, liberissimo di non farlo, ci mancherebbe. Ma la prossima volta che qualcuno ironizzerà su di te, sforzati almeno di fare buon viso a cattivo gioco, e cerca di evitare di dare così tanto a vedere che te la sei presa. Te lo dice (per il tuo bene) una che in fatto di permalosità non scherza... ed infatti non faccio mica politica, io!

martedì 6 novembre 2007

SOS spam

Allarme! Uno dei miei numerosi indirizzi e-mail, nel giro di due giorni, è stato bersagliato da oltre 150 messaggi di spam. E pensare che era pressoché immune dalla posta indesiderata, finché non l'ho incautamente utilizzato per postare un messaggio in un newsgroup, mesi fa; quando mi sono accorta che l'indirizzo non era privato ma visibile a tutti, mi sono affrettata a cancellare il messaggio... ma evidentemente era troppo tardi. Negli ultimi giorni l'accanimento dello spamming ha registrato un significativo incremento. Per fortuna quell'account, che di questo passo mi toccherà abbandonare prima o poi, lo utilizzo quasi esclusivamente per le registrazioni online. Per il momento mi è di grande aiuto il mio client di posta elettronica, Mozilla Thunderbird, con il suo filtro antispam bayesiano. Il problema è che va addestrato perché svariati messaggi di spam non li riconosce ancora come tali, ed inoltre bisogna andare periodicamente a spulciare il contenuto della cartella "Indesiderata" per verificare se ci sono finiti dei falsi positivi; succede di rado, ma succede...

Sbatti il mostro in prima pagina

Avvertenza: in questo post abbondano gli spoiler relativi alla fiction La terza verità, andata in onda ieri e l'altroieri sera su Raiuno; perciò, se l'avete registrata oppure vi ripromettete di guardarla in replica (personalmente vi consiglio di impiegare in modo migliore il vostro tempo), non è il caso che andiate avanti nella lettura.


La storia: Sergio Giansanti, uno stimatissimo neurochirurgo pediatrico di Perugia, in seguito ad un incredibile concatenarsi di coincidenze viene sospettato di essere Bracciodiferro, soprannome di un feroce serial killer che da anni semina il terrore in mezza Italia. Tutti i giornali sbattono il mostro in prima pagina e tutti i conoscenti di Giansanti gli voltano le spalle. Dopo la scoperta dell'ennesimo indizio a suo carico il medico viene arrestato, e trascorre un periodo in isolamento perché gli altri detenuti, in base al codice etico del carcere, l'hanno condannato a morte. Quando però Giansanti salva la vita ad un compagno di cella, rimasto gravemente ferito per difenderlo dal tentativo di giustizia sommaria messo in atto da altri detenuti durante l'ora d'aria, la sua immagine viene immediatamente riabilitata. Nel frattempo Bracciodiferro torna a colpire, fortunatamente senza riuscire ad uccidere; viene incastrato, e Giansanti può tornare dalla sua famiglia e dai suoi piccoli pazienti.


Fin qui la vicenda era perfino interessante, poiché metteva in luce il modo in cui certe dicerie infondate, soprattutto se amplificate dai media (la terza verità del titolo, che si affianca a quella dei fatti e a quella giudiziaria, è appunto quella mediatica), possono rovinare parecchie vite. Tutto questo nonostante il susseguirsi di avvenimenti sempre più improbabili che richiedevano di fare pesantemente ricorso alla cosiddetta sospensione dell'incredulità: nel corso della seconda puntata non facevo altro che chiedermi "A questo punto chissà che cosa si saranno inventati gli sceneggiatori?".
Il finale, comunque, mi ha lasciata davvero di stucco: si è scoperto che l'ultimo delitto era stato effettivamente commesso da Giansanti. Il dottore, in preda ad uno zelo professionale a dir poco inquietante, aveva individuato fra i pazienti del suo ospedale una giovane malata terminale e l'aveva uccisa per prelevarle del tessuto nervoso da impiantare nei suoi piccoli pazienti. A questo punto, ovviamente, per Giansanti si riaprono le porte del carcere.


Quando sono andata a letto ci ho messo un sacco di tempo ad addormentarmi, tanta era l'angoscia che la fiction mi aveva lasciato... ma forse la colpa era anche del caffè che avevo preso nel pomeriggio: quando mi deciderò ad accettare che non serve a scongiurare il fatidico abbiocco post-prandiale, ma soltanto a tenermi sveglia al momento sbagliato, cioè quando è ora di andare a nanna?

Addio, Enzo!

Oggi la mia giornata è iniziata male, con la notizia della scomparsa di Enzo Biagi: un uomo che consideravo come una specie di nonno (anche se ovviamente non sono triste come quando morì il mio vero nonno). Il pensiero inevitabilmente va al famigerato editto bulgaro, che per anni impedì al grande giornalista di lavorare in televisione. Fra i personaggi epurati nel 2002, probabilmente Biagi era quello meno di parte, ed appunto per questo il più scomodo per il promulgatore dell'editto in questione, il quale solamente quest'anno, in occasione del ritorno in Rai del giornalista, ha ammesso di avere "forse calcato la mano" con lui: l'eufemismo del secolo! Ed oggi ha avuto il coraggio di dichiarare: "Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso, rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima". Non ho parole... anzi, ce le avrei, ma è meglio che non le uso!

domenica 4 novembre 2007

W la modestia 2

Sul numero 44 del settimanale Chi, nella rubrica Parole, parole, parole tenuta da Paolo Martini, è riportata la seguente dichiarazione rilasciata da Gerry Scotti: "Sarebbero capaci di prendere La corrida, depositarla in una società londinese e venire a rivenderla l'anno dopo alla Rai e chiamarla I raccomandati...". La frecciata era chiaramente rivolta a Carlo Conti, il quale conduce su Raiuno due show (I raccomandati, appunto, ed il recente I fuoriclasse) che per certi versi ricordano La corrida creata dal mitico Corrado e poi "ereditata" dallo stesso Scotti.
Gerry, che ho avuto il piacere di incontrare all'epoca della mia partecipazione a Passaparola, oggi è probabilmente il presentatore numero uno in Italia, almeno per quanto riguarda i quiz... ma non si può certo dire che la modestia sia il suo forte. Già qualche anno fa, quando Amadeus conduceva Quiz Show su Raiuno, Scotti non perdeva occasione per alludere al fatto che il gioco concorrente era praticamente una copia del suo Chi vuol essere milionario (o forse ancora miliardario, all'epoca), sorvolando completamente sulla circostanza che entrambi i format erano stati acquistati pari pari dall'estero.
In quest'ultima occasione Gerry sembra non tenere conto del fatto che chi si esibisce a I raccomandati e I fuoriclasse è generalmente dotato di un certo talento... forse anche troppo per rendere il programma davvero divertente. Invece a La corrida non mancano mai personaggi che eseguono performance improbabili: si sono viste persone che ballavano senza la benché minima grazia indossando costumi stupefacenti, massacravano il pentagramma cantando senza azzeccare una nota che fosse una, oppure "suonavano" con le ascelle; memorabile l'imitazione delle campane e dei fuochi d'artificio proposta da questo signore. Probabilmente proprio la presenza di concorrenti capaci di sfidare il senso del ridicolo è la carta vincente de La corrida.
Gerry, se vuoi un consiglio disinteressato, dovresti cercare di trattenerti dall'esternare in continuazione il sospetto che la concorrenza ti copi... soprattutto quando ciò non è vero! Sarà la tua immagine a guadagnarne.

La prof di Scienze

La professoressa di Scienze, durante l'insegnamento della Biologia, si è lasciata sfuggire alcune inesattezze del tipo «I protostomii comprendono varie specie animali tra cui le alghe, i celenterati e le spugne» e «Questa specie di epilessia si chiama jacksoniana perché a chi ce l'ha prendono le convulsioni come quelle di Michael Jackson» (o forse questa era una battuta? Mah! ). Aveva anche poca confidenza con le unità di misura, avendo detto che «l'unità di misura della potenza sonora è l'hertz» e che «le coordinate geografiche (latitudine e longitudine) si misurano in gradi centigradi».
Ma per fortuna ci ha anche fatto fare un po' di esperienze dal vero, come quella volta che prese un cervello animale dal macellaio ed arrivò in classe annunciando allegramente: «Sezioniamo il cervello con un po' di coltello».
Durante le interrogazioni aveva un atteggiamento che andava dalla presa in giro...

Alunno: L'insulina rende disponibili le riserve di zucchero.
Prof: Dove? Nella dispensa?



... alla contraddizione fine a sé stessa.



Alunno: Quindi il boro vuole tre molecole...
Prof: No, tre atomi! Non sbagliare la terminologia! (un istante dopo) Dunque, vuole tre molecole...


Paura del diverso

Con questo post inauguro la nuova categoria delle citazioni, serie e meno serie, tratte da canzoni, libri, film, giornali, programmi televisivi, eccetera. Quella di oggi è un po' tosta, ma secondo me può far riflettere.
«Se credi che il diverso sia da cancellare, tu spera solo di non dover emigrare»
Litfiba, Africa (dall'album Lacio Drom)

Conoscevo il cd, ma questo verso non lo ricordavo; me lo ha riportato alla mente un commento di Mauro a questo post di Maxime.

Legittima difesa, illegittimo attacco.

L'altroieri al telegiornale si parlava degli interrogativi sulla sicurezza sollevati dall'assassinio di Tor di Quinto, e tra i vari passanti interpellati una persona ha affermato che a tutti i cittadini dovrebbe essere concesso il diritto di portare con sé un'arma per difendersi in caso di aggressione. Questa notizia di ieri può rappresentare una tragica replica a quell'opinione. Per avere il porto d'armi non è sufficiente saperle usare, le armi (il cecchino in questione è un ex tiratore scelto dell'Esercito), ma bisognerebbe anche dimostrare periodicamente di possedere un equilibrio psichico tale da escludere con ragionevole certezza il rischio che se ne possa fare un uso sconsiderato in preda ad un raptus di follia.

sabato 3 novembre 2007

Chi li ha visti?

La signora Lidia di Frosinone ha scritto a Sorrisi.com per protestare contro l'imitazione che Lucia Ocone fa di Federica Sciarelli, conduttrice di Chi l'ha visto?, nell'ambito della trasmissione Quelli che il calcio e.... Cosa dire? Senso dell'umorismo zero! Evidentemente Lidia non è il genere di persona alla quale, quando si domanda che fine abbia fatto una persona che non vede da tempo, viene da pensare "Bisognerà rivolgersi a Chi l'ha visto?". A me invece non sembra proprio che la parodia in questione rappresenti una mancanza di rispetto nei confronti di un programma indiscutibilmente utile. Lucia fa semplicemente, in un certo senso, quello di cui si occupava la trasmissione Meteore: parla di personaggi che sono praticamente spariti dalla circolazione dopo aver goduto di una certa notorietà, invitando il pubblico a fornire indicazioni utili per rintracciarli. Più di una volta i personaggi in questione si sono collegati telefonicamente con Quelli che il calcio e... per raccontare che cosa stanno facendo adesso.

Fatica sprecata?

Una trascorre gran parte della sua carriera studentesca ad impegnarsi il più possibile... e poi, passando davanti allo scaffale di una libreria, si imbatte in questo libro (che ha anche un blog abbinato). Non ho parole!

Fuga di cervelli

Sempre per la serie "meglio tardi che mai", vorrei postare (evidenziandone i punti salienti) il comunicato stampa di una manifestazione organizzata giorni fa dai precari dell'università in occasione della visita ad Ancona del ministro Livia Turco.

Chi sono i precari dell'Università?
Tutti i dottorandi di ricerca, assegnisti di ricerca, contrattisti e frequentatori 'volontari', che con il loro lavoro mandano avanti la Ricerca e garantiscono il prestigio dell'Università.
Si manifesta per ricordare che:


  • In ogni Università ci sono centinaia di lavoratori precari, che restano in questa condizione per anni, inseguendo il miraggio di una posizione stabile. Alternano periodi di retribuzione a mesi di totale volontariato, nell'attesa di un ulteriore contratto, spesso di pochi mesi.

  • I contratti di cui fruiscono, vengono sospesi, senza possibilità di recupero, in caso di maternità e malattia prolungata. Non è prevista, per nessuna di queste forme di retribuzione, la tredicesima. Al termine del rapporto di lavoro non si ha possibilità di fruire dell'indennità di disoccupazione.

  • La maggior parte di loro si ritrova disoccupata dopo vari anni di contratti e incontra molte difficoltà a trovare un nuovo lavoro perché è troppo specializzata, ha acquisito titoli che hanno valore solo nel mondo accademico e ha più di 30 anni. Gli anni di lavoro all'Università si rivelano un pessimo investimento per il futuro!

  • Le retribuzioni sono da fame e non permettono una vita dignitosa, se non con l'appoggio delle famiglie. Un dottorando di ricerca, se ha la fortuna di percepire la borsa di studio, viene retribuito con 820 Euro netti al mese. Alcune forme di corso di specializzazione non sono retribuite ma i costi sono a carico del vincitore del concorso.

  • I precari svolgono il grosso del lavoro nelle Università: eseguono le ricerche in prima persona, sono a contatto con reagenti chimici pericolosi e sostanze radioattive, scrivono i lavori scientifici, svolgono ore di lezione al posto del docente ufficiale, fanno esami agli studenti, praticano esercitazioni durante i corsi, cercano i finanziamenti e scrivono i progetti per ottenerli...

  • I finanziamenti alla ricerca sono in quantità ridicola e in continua diminuzione. Basti pensare che il bando per i finanziamenti statali del Ministero dell'Università e della Ricerca per il 2007, ovvero il PRIN (progetti di ricerca di interesse nazionale), è stato bandito con vari mesi di ritardo allo scopo, non dichiarato ma palese, di lasciare gli Atenei senza finanziamenti per un anno.


Il Ministro Padoa-Schioppa si permette anche di definirci 'BAMBOCCIONI': oltre al danno, la beffa!

C'è poco da aggiungere... se non che, vista la situazione in cui è costretto ad operare chi fa ricerca in Italia, non c'è da stupirsi se poi avviene la famigerata fuga di cervelli! (Per quanto riguarda la frecciata a Padoa-Schioppa, avevo già scritto qua come la pensavo in proposito)

Spedizione punitiva

Ecco quello che si ottiene ad alimentare l'odio xenofobo. È ovvio che non c'è modo di giustificare il feroce assassino di Giovanna Reggiani... ma, per quanto mi riguarda, quasi mi vergogno di essere connazionale di persone che hanno vigliaccamente assalito tre loro simili la cui unica colpa era quella di essere rumeni.

venerdì 2 novembre 2007

Strumentalizzazioni

Giovanna Reggiani, la donna aggredita, seviziata e forse pure violentata martedì sera da un giovane rumeno (che si ostina a confessare solamente di averle rubato la borsetta) dopo essere scesa dal treno alla stazione romana di Tor di Quinto, non ce l'ha fatta.
Inutile ripetere quanto sia sconvolgente ciò che è accaduto. Penso che io, come pure milioni di altre donne, d'ora in poi eviterò ancor più di prima di avventurarmi in posti bui e poco frequentati.
Personalmente ritengo che sia giustissimo permettere agli immigrati di restare in Italia solamente a condizione che abbiano la possibilità di sostentarsi; si sa che trovare lavoro è un problema un po' per tutti, però, se si è disposti ad adattarsi a qualsiasi mansione, è già più semplice... e comunque un lavoro umile è pur sempre più dignitoso che rubare, spacciare o delinquere in qualche modo.
Quello che volevo dire è che mi sembra inconcepibile pure la disinvoltura con cui il centrodestra, in particolare il leader di AN Gianfranco Fini, ha attribuito tutta la responsabilità all'attuale governo (innescando un prevedibile scaricabarile), allo scopo di strumentalizzare l'accaduto facendo leva sull'indignazione popolare e sulla comprensibile diffidenza nei confronti degli immigrati.
Sbaglio o l'insediamento nomade dove viveva il colpevole esisteva già da molto tempo prima della nomina dell'attuale governo di centrosinistra? Perché la precedente maggioranza non ha fatto tutto il possibile per "ripulire" (tanto per usare un termine che forse a loro piacerebbe) la Capitale e l'Italia?
Un'altra cosa che non capisco è questa: perché adesso il campo nomadi deve essere smantellato, gettando in mezzo alla strada intere famiglie con bambini? Perché una moltitudine di persone, la stragrande maggioranza delle quali probabilmente non farebbe del male a nessuno, deve pagare le conseguenze della barbarie di uno solo?
Spero almeno che la giovane rom che ha denunciato l'aggressore godrà di un'adeguata protezione da parte delle istituzioni...

giovedì 1 novembre 2007

Il mio adorato nanerottolo

Possiedo da circa un anno un iPod nano con 4 GB di memoria, pagato 199 euro. Se l'ho voluto non era per avere un oggettino "stiloso" da sfoggiare (figuratevi che dal giorno dell'acquisto non l'ho più portato fuori di casa... temo che si rovini!), ma per il suo irresistibile appeal tecnologico. Pensavo che 4 GB fossero una capacità di memoria ragionevole... ma poi mi sono resa conto che non bastano assolutamente a contenere tutta la musica che vorrei!
Fino a poco tempo fa i prezzi praticati dai negozianti tendevano a non schiodarsi minimamente da quelli di listino: 149 euro la versione da 2 GB, 199 quella da 4, 249 quella da 8. Adesso che è uscito il nuovo modello, quanto mi rode constatare che la versione da 4 GB sia scesa a 149 euro, mentre a costare 199 euro è quella da 8 GB Per non parlare della possibilità di guardare anche filmati su un display più ampio...
Visto che gli accessori originali Apple costano uno sproposito, finora ho preso soltanto il JBL On Stage Micro, per diffondere la musica nell'ambiente. Vale la pena di riassumere le vicende relative all'acquisto. In prima battuta avevo preso in un centro commerciale un altoparlantino a batterie (dal design alquanto scadente, per inciso) del costo di 50 euro. Non appena l'ho provato, ho sentito che il suono veniva distorto in maniera inaccettabile persino per me, che non sono certo una fanatica dell'alta fedeltà, a meno di non impostare un volume assai inferiore a quello massimo: roba che bisognava stare a mezzo metro di distanza per godere di un ascolto decente; a quel punto tanto valeva usare gli auricolari. Quando l'ho riportato al punto vendita per restituirlo, la risposta dell'addetto è stata più o meno questa: "Cosa pretendeva da un apparecchio con queste caratteristiche e questo prezzo? Se desidera un impianto hi-fi, dovrebbe spendere almeno quattro volte tanto... Comunque, se proprio vuole, lo riprendiamo e le ridiamo i soldi". Affare fatto... tanto era del tutto inservibile.
Subito dopo aver lasciato il centro commerciale, sono andata a visitare la sede, fresca di inaugurazione, della catena Saturn. Non appena sono entrata, quello è immediatamente diventato il mio supermarket hi-tech preferito! Per dirne una, c'è la possibilità di maneggiare tutti gli articoli esposti, dai telefonini ai navigatori satellitari, dai Mac alle console per videogiochi (spettacolare la grafica del simulatore di Formula 1 per Playstation 3!). Inoltre, passando sotto l'apposito lettore il codice a barre dei cd in vendita, è possibile ascoltarne i brani... ma a dire il vero questo servizio si è ormai diffuso anche in altri negozi specializzati.
Per farla breve, tra gli articoli in esposizione ho notato il suddetto altoparlante portatile con tanto di iPod inserito (non incluso nella confezione, ovviamente, ma a puro scopo dimostrativo) e acceso in modo da poterne valutare le prestazioni. La qualità del suono mi è sembrata decisamente buona anche ad un volume elevato, il design è gradevole (i colori bianco e grigio si intonano bene con il silver del mio iPod), l'apparecchio sfrutta la connessione docking e non (come quello che avevo restituito) l'ingresso per le cuffie, per l'alimentazione si può scegliere tra quattro pile mini-stilo e il cavo incluso nella confezione, c'è persino un piccolo telecomando... e tutto questo a soli 79 euro (non 200, per dire). Insomma, l'ho comprato, e non me ne sono assolutamente pentita!

Vedere per credere

Giorni fa si è parlato della "miracolosa" apparizione della sagoma di Papa Wojtyla tra le fiamme di un falò acceso in Polonia durante una veglia di preghiera organizzata in occasione del secondo anniversario della sua morte. Ad accorgersene è stato un operaio che aveva scattato delle foto come la seguente.

Per quanto mi riguarda non escludo che alcuni fenomeni siano attribuibili esclusivamente ad un intervento divino, ma il caso in esame mi sembra un tipico esempio di pareidolia: la tendenza innata, da parte delle persone, a scorgere schemi ordinati e familiari nel disordine. Paolo Attivissimo ne ha fornito una spiegazione dettagliata in questa pagina, mentre in questo post riportava una recente notizia sull'argomento.
Si sa che la forma delle fiamme può cambiare completamente da un istante all'altro: se fossero state scattate dieci foto al secondo di quel falò, chissà che cosa si sarebbe potuto individuare. Il fatto è che molta gente non sa vivere la propria fede in una dimensione puramente spirituale, ma per sostenerla ha bisogno di credere in manifestazioni tangibili dell'ultraterreno, e magari di affidarsi all'intercessione di persone appartenenti alla sua stessa epoca ed al suo stesso contesto sociale (si pensi alla recente beatificazione di cinquecento martiri spagnoli uccisi fra il 1934 e il 1937, che tante polemiche ha suscitato).